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F O R T I F I e A T I O N E
DELLE CITTA,
DI M. GIROLAMO MÀGGI, E DEL
CAPITAN lACOMO CASTRIOTTO,
lngegmerodelChrtfiiam]^,T\eJt Francia 3 ^
*>
LIBRI
I I I.
Ne' quali , citrale molte inuentioni di quefti Auti^i , fi contiene tutto quello di più importanza > che fino
ad hora è flato fcritto di quefla materia ; con infinite cofe , che da mólti Signori j Capitani >
&Ingegnieri dell'età noflra fi fono hauute.
T>ìfcorfo del medefimo M aogi [oprala Fortificaticne degli allcggiamenti degli efferati .
Difcorfo del Capitan Francesco Montemellino foprala fortificationc del Borgo di Roma .
Trattato del! Ordinati':^ , ò uero Battaglie del Capitan Giovacchino da Coniano .
Ragionamento del fudetto Castriotto fopra le fortezze della Francia .
C 0 7{^ T I^I f^.I L E G ì O.
<
In V ernia , ^pprejfo "Battito Bor gommerò , alfegno di San
Giorgio, M D L X 1 1 I L
\.
ET GENEROSISSIMO
SIGNORE. IL SIC.
CONTE EVGENIO SINCLlTICa,
GRAN SINISCALCO DI CIPRO,
CoHateral dell' llliifiripmo Dominio Vinitiam ,
RVTILIO B O R G O M I N lE R O. .
n| N Qjv E s T A commune allegrezza di tutti ibuonì,& d'ogni ama
tor de gli Heroi meriteuoli di gloria & d'honore ; nella quale par
che unitamente quefta Città nobilifsima gioifca di concorde e in-
finito piacere^ ho giudicato non difconuenirfi punto , Magnani-
mo Signore, che io , come affettionato alla grandezza & a meriti
di V . S . llluft. uenga a farle riuerentia, & a rallegrarmi feco di
quefta nouella dignità, che da quefti Signori llluftrifs. le è ftata
contribuita . Percioche, fé per coftume ordinario noi honoriamo coloro, c'hanno al-
cuna ombra di uirtu,o che col mèzo del ualore fono afcefi a qualche dignità mediocre,
chedouremo faruerfo V. S. llluft. che con tante lodeuoli circoftantie corre a quel
fine di gloria , che folo dà all'huomo l'immortalità: & al quale a niun'altro , che a rarifsi-
ini , è dato il poterci arriuare?Veramente fé noi confideriamo la grandezza,& lo fplen-
dor natiuo di V . S . llluft. non farà chi non refti ftupido , quando intenderà la no-
bilifsima CafiSincliticòeflere ftata per ogni fecolo in tutto il Regno di Cipro ornata
di gloriofi fregi d'honore,& di fplendidezza; come quella c'ha hauuto titoli honorati,
& gradi alti & di fomma eccellenza . Ma fé noi difcorriamo partitamente intorno a'
meriti di V . S . llluft. qui fubito celTerà ogni marauiglia & ogni ftupore; & confefte
ràciafcuno,che più innanzi non fi pofta, ne procedere, ne defiderare. I gradi della
nobiltà concorrono in lei, come in quel foggetto,chauendo confeguito il titolo di
gran Sinifcalco in quel Regno nobilifsimo ,liapreminentia honorata foprai Baroni;
& quelli della propria uirtu concorrono in tal guifa, che mentre l'una con ogni storzo
ftudia d'auanzar l'altra, non fi può pienamente difcernere a qual fi conuengala prima
gloria* Per teftimonio del uero bafta a dir quello, che ferue per ritratto d ogni altra,
1; 2 come
come qucf^ipruc^entiTsimiSìgnorijGiudici incorrotti della non plinto adulterata Vir-
tù fra tanti Baroni & Cauallie"ri chiarifsimijche fiorifcono nel lor felicilsimo Dominio,
hanno folamcnte eletto , & giudicato V . S . Illuft. degna del titolo di Collateral ge-
nerale • ilqualehonoreèdifuprema importanza, & di gran confideratione. Diche
uolendomi con lei congratular , come debbo -, ne potendo con altro più honorato me-
zo , che con quel delle llampe , ho uoluto prefentarle quelVopera di FortificationejCO
mequella,chea niun'altro,piu ch'a V . S . Illuft. conuiene, per rifpctto della digni-
tà & del carico, che di prefente ha ottenuto. La materia è non pur curiofa , maan-
chor neceffaria, fé ben V . S . Illuft. tanto perfettamente la poflede , che ninno in
ciò le toglie il pregio ; & l'auttor d'efla fu cofi honorato , & hauuto caro da due fupre-
mi Monarchi,il gr'an Carlo Quinto, e'I potentifsimo Re Arrigo di Fran-
cia ;c'hauendo ottenuto da amendue carichi di fingolare importanza, ultimamente
rendè l'anima a Dio in Cales , doue per commandamento del Re rifedeua , con titolo
di General fopra le fortezze di quel Regno. Io fonricurifsimo,che V. S . Illuft. co- ■
me benii^na&cortefe l'accetterà con lieto animo,& non difpregierà punto lamia de-
uotione^ fecondo ch'io la prego; &harà me nel numero di coloro, che l'ofleruano &
riuerifcono;& le bacio la mano. A XV. di Maggio, MDLXIllI.
In Venetia.
TAVOLA DE' CAPITOLI, CHE NELLA
PRESENTE OPERA SI CONTENGONO.
NEL LIBRO PRIMO.
Hiron*ginc,e cagione di edificar cafè,
e citrà;che colà (ìa città,& il fine di
quella. cap. I.
;>c!la prima città che fu fatta, e del
(ito e luogo della città. cap. 2.
Delle piante delle antiche cittàjC quali hoggi elleno
fi debbon disegnare.
cap. s
Delle piante delle Città,a!le quali debbono per me
zopafiàree'fiumi; e di quelle, che s'haucranno
à dilegnare in monti, colli,e piaggerò fatteui da
gli antichi,s'haueranno à fortificare. cap. 4
Se nel difcgnare la pianta del la città , fi deue cerca-
re di chiuder dentro terreno per (cminarui ,per
{occorrere al tempo d'alledio alla neceffìtà del uit
to,e s'egli e buono,che le città, e fortezze habbia
no duc,o più ordini di muraglia. cap. 5
In che lato della città fi dcbbe di legnare la Rocca,
ò nero il Caftello,edi che forma.che utilità deflè-
ro le Rocche àgU antichi, e come in alcune città
ficoftumòdifarnedue. cap. 6
Che le Rocche,ò cittadelle 5 fecondo l'opinione d'-
alcuni, non fi deueriano fare nelle città.quello,
chediciòfidebbe ftimare. cap. 7
Delle porte,euie della città. cap. 8
Si dimoftra quello,che debbe far l'ingcgniero p for
tificare,ò per edificare una terra,ò città.fi dichiara
no molte noci, e molti termini appartenenti alla
fortificatione , è lì tirano e' lineamenti di molte
membra d'opere . cap. 9
Di molti modi di principi) d'opere difegnate difo-
pra,pere' quali fi moftra, come s'habbiano àdi-
fegnare,e drizzare le muraglie, e cortine, e quali
difefeà quelle fare fidebbono.e dell'ufo di tutte,
e d'alcune altre difefe. cap. io
Delle mifure di tutti e' membri della fortificatione,
e delle parti di quelli . cap. 1 1
D i uarie mifure , e proportìoni di Balluardi , e delle
mifure de'foflì, e dell'altre parti delle fortificatio-
ni fuori delle cortine. cap. 1 2
D'alcune mifure fecódo l'usaza di diuerfi paefi',lequa
li feruirànop intédere ladelcrittióedell'ope.c.i s
Pianta,& alzato d'una meza cortina , e d'un mezo
Balluardo , e mezo caualliero , con molte piante,
e profili di muraglie,de* quali fi parla di fottonel
ragguaglio,e diicorfo generale. cap. 14
Regguaglio generale , nel quale fi parla della iperfcc
tione delle fortificationi communemente ufate,e
fi moftra il uero modo di far le piùiportati mébra
della fortificatione,e l'ufo e mifure di quelle.c. 1 5
Come ftcilmente ogni perfona lenza cognitione
delle mathematiche polla fapere le diftàtiedaun
luogo all'altro, tanto in piano, quanto da alto à
baflbjòdabafifoinalto.d'uno inftrumento da noi
ritrouato p fimireffetto , e de gli infiruméti^e mo
di da pigliar piate di città, fortezze,e di paefi.c. 1 6
NEL LIBRO SECONDO.
Delle fcarpc delle muraglie. • cap. i
Come con un nuouo inftrumento fi poffino làperc
le quantità delle fcarpe delle muraglie, cap. 2.
Cornee con che difefe s'habbia à fortificare un fi-
to quadro. cap. ^
Pianta,& alzato d'un Balluardo,c Caualliero,con la
moftra dal lato di dentro; con la pianta , e l'alzato
d'un Balkiardo co' fuoi parapetti , più di quel, che
ficoftuma,altiiCon l'ingegno da poterui operar
dentro l'artiglieria fopra tali parapetti . cap. 4
Alzato della fortificatione in quadro, con quattro
piatteforme. cap. 5
Simoftranopiùmodidi fortificatione co le cortine
diritte,e con le piegate in dentro, co' lorocaual-
1 ieri murati, e di terra; e con le Cannoniere, che
fiancheggino. cap. 6
Della fortificatione d'un fito in quadro, con doppia
difefà,eco' Cauallieriuicinia'Balluaradi.cap. 7
Piata & alzato d'un balluardo dall'angolo acuto,co'l
dilègno de gli alloggiaméti per e' prefidij,accom-
modati fotto a' terragli delle cortine. cap. 8.
Delle cortine oblique, cioè, che fanno angolo in
dentro,& hanno e' cauallieri di terra negli ango-
li,& e' terragli alti piedi otto,lontani da' parapet-
ti piedi uenti. cap. 9
Fortificatione d'un fito da lei cantoni, con le corti-
ne oblique,e ripiegate in détro, e con doppia dife
là di muraglia,perpoterfificuramente, perdura li-
na parte,ritirare . cap. IO
Fortificatione d'un recinto di fci cantoni,ridotto in
foggia di ftella,con le cortine molto obliqucqua
li non potranno eftèr battute dal nemico fcnza
fuo grandisfimo difuantaggio,e danno . cap. 1 1
Fortificatione d'un fito quadro, facendole cortine
oblique,& alzando dentro molti cauallieri di ter-
ra, cap. 12.
Fortificatione d'un recinto fimile al precedéte,facé-
doli ne gli angoli delle cortine le piatteforme uni
te co' Cauallieri , ò uero e' Cauallieri à caual-
lo. cap. ij.
Della fortificatione delle porte, e come fi debbe ac-
commodare la muraglia doue fi dubiti della fede
de' Cittadini. cap. 14
Fortificandofi una citta per la fretta con opere di ter
ra,e con animo dopo di ueftirledi camilcedimu-
raglia,quello,chebi(bgni fare acciò tali opere di
terra nonfiano fatte indarno,e non riefchino difu
tili.. cap. 15
Fortificatione d'un {cfl:'angolo,con fargli le cortine
oblique,le piattaforme rouerfe in mezo, & e' Ca-
uallieri pofticci dietro a'Balluaidi;& il colmo del
la muraglia tale, che non fia offefo dalle batte-
rie, cap. 16,
Nuouo modo da fortificare un fettangolo , col far-
gli le cortine lìnuofe, & à foggia di iUna lenza Bai
luardi
luardi ma con leplattcformc rouerfe in mezo,e
co' Cauallieri àgli angoli. cap. 17
Pianta Scalzata d'una città fortificata con cortine
obliquc,c con piattcformc,c Baliuardi tódi.ca. i S
Fortificatione d'un recinto quadro , e che pofTa refi-
fterc ad ogni gran Batteria,con quattro Baliuardi
da gagliardi orccchioni,c con due Cauallicri per
uno. ^ cap. 19
Fortificationcfimilcallaprecedétcmacó Baliuardi
da due facce,c con la piattaforma rouerfà. ca. 20.
Come Ci poffino utilmente fare e' Baliuardi dalla
piazza di ibpralargha,cconlauia che riefcada
unajel'altra piazza da bafTo.col rimedio da far na-
fccre in un tratto il fofTo fra'l Balluardo, e Tango -
lo del recinto della Città. cap. 21
Fortificatione utilifiìma per un luogo di cinque an-
goli facendo le cortine co' rifàlti,ò dcntijCon nuo
uafortedimuraglicjedifoffi. cap. 22.
Modo d'una gagliarda fortificatióe fu la forma quafi
del forte dì Santo Antonio furo alla Mirandola.
Figura della ofFcfà,chc può eflcr fatta alle fortifi-
cationi delle cortine dirittc,e dalle oblique, e. 2 j
Fortificatione d'un'ottagolo , con un'argine di terra
nel mezo del fofTb,comc ha la muraglia di Calcs,
e con alcuni ridotti per le fentindle fuori del
foffo. cap. 24
Della fortificatione d'un'ottangolo , co' Baliuardi
da gli orecchioni.della foffa brca , e di che utilità
cllafia. cap.25
Di quattro moftre di fianchi di Baliuardi. cap. 2 6
De' fianchi de' Baliuardi, e come fi debbono in efsi
accommodare le cannoniere,c di che mifura quel
le fare fi debbono. cap. 2 7
Delle cannoniere: fé gli antichi rulauano . Chi in(c -
gnaffe à gli Italiani à far buone cannoniere, e qua
le debbc edere la torma delle cannoniere, acciò
che,nello fparare deU'artiglieriejle (palle di quel-
Icnonfirouinino. cap.2S
Delle contramine,e raifure di quelle,e della uia,che
s'hà da tenere per conofcere quado il nemico ca
. uando , ucnga fotto a' fondamenti della mura-
glia, cap. 2 9
Della fortificatione d'una città antica. cap. 50
D'una fortifluna forte di muraglia doppia , con fpel^
fi archi fra un contraforte , e l'altro, e con cauallie
ri uicinià' Baliuardi. cap. 51
Si riferifcono alcune leggi,e conftitutioni de gli Im-
peratori,appartenenti alla fortificatione , & alle
mura delle Città. cap. 32
La pianta, e l'alzato della terra di Sermoneta in Cà-
pagnadiRoma,già da noi fortificata, cap. S3
NEL LIBRO TERZO.
Della fortificatione de' porti. cap. i
Pianta,& alzato d'una fortezza,da farfi in acqua , e
delle palificare per fondarla,coldi(cgno d'un nuo
uo iftrumcnto da ficcare e' paline' luoghi doue e
l'acqua molto profonda. cap. 2
Qualuiateneflcrogliantichipcr fondare in acqua.
Come fi poffa con poca Ipefa fondar muraglie do
ucnonfi trouino pietre groffc. modo da murar
fotto l'acqua.e da (caricar facilmente in quella il
terreno. cap. j
D'un'altro modo da fondare in acqua, con un'altro
difègno di fortezza. cap. 4
Pianta Scalzato d'una fortezza,© torre per guardia
di qualche pafTo in marc,ò d'un porto. cap. 5
Del porto di Buceolle nel regno di Francia, e della
fortificatione di quello,dondc ciò,che in altri por
ti fimili conuicn fare, Ci può comprendere, cap. 6
Pianta,& alzato d'un'altra fortezza da quattro lati,
purinacqua,ecolfuoma(chioinmezo. cap. 7
Come fi poffa fondare in acqua un forte fopra bar-
che ordinaric.pianta, Scalzato del forte, col fuo
mafchio in mezo,e co quattro torrioni tondi, e. 8
Della fortificatione di picciole terre pofle fopra
monti,òcolli,e s'egli è buono lafciar di fuori e*
borghi da fortificargli al bi fogno con trincee.c.9
De' fondamenti delle muraglie. . cap. io
Della materia,che dcbbc feruire per fabricare le mu
raglie. cap. 1 1
Regguaglio,&auuertimenti fopra la fortificatione
del Borgo di Roma. cap. 12
Dell'opere di terra. cap. ij
Come debbino eflèr e' forti,ches'hanno à farefot-
to adunafortezza,òcittà,cheuogliamo affedia-
re. cap. 14
Pianta Scalzato del primo forte di lànto Antonio,
fatto per affediare la Mirandola. cap. 15
Della utilità,Sc inuentione de' forti, che Ci fanno per
affediare le Città,e fortezze, la pianta di tutto il
contorno della Mirandolaxon le flrade,e co'for-
ti che ui furon fatti,tanto e' primi,quanto e' fecon
di. cap. 16
Piante de gli altri forti, fatti fitto la Mirandola,tato
de'primi,quanto de'fecondi. cap. 17
Inchemodouoleflèil Signor Giouanbattifia Mon
te efpugnare la Mirandola. cap. 18
Difcgno della Miradola co tutti e' forti uecchi, enuo
uijC come fu lafciata quàdo ti partì il capo.cap. 1 9
Ritratto di Monticeli© dello flato di SicnajConì 'affé
dio,e batteria.quello che fi debbc fare per prone
dere ad un luogo, che habbia ad afpettare l'afle-
dio. cap. 20
R itratto di Caftiglione,e della Rocca di Val d'Orcia
nel Senefe,conrafTèdio,e batteria. cap. ir
Ritratto di Monte AIcino,in quel di Siena , con 1'
ancdio,e la batteria. cap. 22
Quattro diuerfe piante di forti,da farfi per aficdiare
Città.e fortezze. cap. 2j
Come facilmente fi poflìno fare e' forti in campa-
gna non fòlo di quattro cantoni, ma ancora trian
golarijfi che le cortine fiano fiancheggiate : e che
utile apportino in tal forte di fortificatione que-
lle formiche pigliano poco luogo, cap. 24
Deirordine,chc fi debbe tenire per fabricare l'ope-
re di terra, cap. 25
LL FIN E.
DEL GRAN PHILlPPO>
RE CATHOLICO DI SPAGNA.
Re di Napoli, di Sicilia , del Mondo nuouo , cScc.
T{A ND ISS IMJ e Hat a few pr e l' affé tt ione, e la dmota riueren-
tia , Votentipmo , e CA TH OLICO 7{e, quale io , benché ti mi
nìmo dt coloro, che ammirano la gran e afa d' A V S 'TTiJ^A, ho
portata alfrolnuittif imo padre CA%L0 V. Imperatore deter-
na , e felici f ima ricordanz^a . Del che fin dalla mia ( quafi diro )
fancmllez^z^a ne ho moHrato qualche fegno, col celebrare , quanto in
quella età mi fu conceffo, e' marauigltofi fatti , e le glorio fé untone di S. A/Iaiejìa . Gran-
difima parimente e "fata , ^ e alprefente quella , eh' io porto al fuprem.o , e foprahumano
ualore dt V. Catholica A/laieHà . Delia quale defiderando io darne al mondo un poco é
fegno, che pafi anche à' pò fieri , houoluto confacrare alla eternità del fuo nome quefle
mie fatiche dintorno alla Fortificai ione delle Città , anz,t dar lor mta con la uiuacttà , e
perpetua chiarella di quello . E fé bene io hauerei potuto fare ti mede fimo, con qualche
debba effer cara. Auuenght che V. Maiefia, frale innumerabili uirtufue, che bene
al pia potente "Rejcheftafra Chrifiiani , come ellaè, facconuengono , fempre grande-
mente s'è dilettata di quefia Architettura militare , come di co fa , che molto s'appartie-
ne alla con feruat ione de %egm , e delle prouincte . Ma^imamente per ejfere alla facra
corona dt V. Matefìa fottopofli molti di quei paefi, che hoggtfono come una trincea con-
tra e potenti fimi nemici del nome ChrtHtano . Per la falute de quali , infieme con quel-
la di tutti e fedeli , V. Maiefia dt continuo uegghiando,ffende alcune dell'Imre del gior-
no megltori nel dtfcorrere co' ualoroftfitmi Prencipi, e Signori della fua gran Corte , [opra
queHa necejfaria profefiione d Architettura , e fopra'l rimanente delle co fé militari , per
ilmezjo delle quali fi mantengono , e faccrefiono e' "Regni, e gli Impertj. Così conceda
mjiro Signore IDDIO lunga mta à V-MateHa^^ algranPrencipe CA'Kf^O
fuo figliuolo y come in breuejfero uedere,per tlfommo ualorfuo , pò fi a in grandi ftma ficu-
rel^a tutta la Chrifiiamta, con marautgltofa amplif catione della Cathohcafede , e de
termini dei fuo larghi fimo Imperio . Al che per auanti non filo da' 'Rèj &' Imperatori
fuoi
(uot antccejfori, ma ancora dallo Immortai CAT{LO fuo padre con gloriof, fatti e
Sfiata aperta la Hrada . La onde ti mondo tutto confejfa, che l'umuerpilfalute de' Chn fila-
rli, da molti fé coli tn qua, eHatapoHa nelconjtglio , nell'armi, e nello ineUimabd na~
lore della potentipma Cafa d AVST1{J^; qual fempì'e ha tutte le [ueforz^e impie
xpi
(ìiì^imo CA^RJjO . V: flupore della noHra età, e dituttt e futuri Jecoli. Del quale
V. Maiella con (rrandi^ima laude feguendo hJfempio,dà in un tempo 'me de fimo kfuoi re
mi cagione di marauiglia,e di fanti f ima, e Catholica ulta . Dalle quai co fé io, oltra la na
turale tnchinatione dell'animo , non leggiermente commoffo, fon sforzato ad amare , e con
hu7nil diuot ione àr inerir e V. Aiaieììà . Et hauendo molto prima mandato allo lUu-
(ìrif. ^ Eccel. Si^. Duca di Sejja , e miei libri degli Ingegni , e fecreti militari , come ad
uno de piufedeli,^^ affèttionati Prencipi, che laferuono',acciogh hahhia ad oprare in uti-
lità, e con feruat ione de fuoi regni; uengo hora di nuouo a mofrrare a V. A^laieHa la mede-
fima diuotione deU animo con queflo imperfetto parto del -mio ingegno . Jl quale più a
quella, che ad altroli^/ Prencipe dell'età nofira , per il fine deljoggetto s'acconi/iene ,
poi che il difendere la Catholicafede,el fortificare e confini della Chriflianita , e ufficio pe-
culiare del gran%e C ATRO L ICO THILIPPO-, e l'edificare Otta, fi come
la quale con humil diuotione inchinandomi , prego nofiro Signore IDDIO doni per-
petua felicità , e mttoria centra e nemici del nome ChriHtano .
Di Venetiat il di primo di Maggio , M. D. L X III L
Di F. Catholica Maiefà
Bumilifimo ,e diuotipmo Seruìtore^
CiroUmo Maggi dJnghiari,
f
FORTIFICATIONE
DELLE CITTA
DI M. GIROLAMO MAGGI
D'ANGHIARI, E DEL CAPITAN lACOMO
FvstoCastriottodaVrbino,
LIBRO PRIMO.
Della onerine, e cagione di edificar cafe, e Cit-
tà i che cofafia città, &ii fine ai queiia. Capitolo primo.
O V E N D o S I in queft'opra trattare della fortificationc Girolamo
delle Città, parrnicofa conuenicnte dir prima qualche co- M^qqu
fa della origine, e cagione di edificar cafe e Città , che cofa
fia Città, & il fine di efTa . Prefuppofto Tempre adunque ,
come fi richiede, per uerifTimo, quello, che nelle facrc lette
re fi legge della creatione dell'huomo , e della edificatione
!l I della prima Città,dico che,fecondo i Gentili , che non heb
31 bono,ò non uolfono hauere la cognitione della uerità, i pri
mi huomini, quali habitarono la terra , offefi dalla ingiuria dell'aria , per cagio-
ne delle mutationi de'tempi, e moflì dalla natura, qual ci perfuade il fuggir le co
fé, che ci apportano impaccio, e danno; cercarono di fchermirfi, e da quella
quanto loro era conceflb, difcnderfi . Il perche alcuni fi mcffero ad habitare le
grotte, & altri di legnami, faffi, & terra con roza, e fconcia opra fabricarono ha-
bitationi ; non effendo in quefto molto all'hora da più de gli animali priui di ra-
gione, che quafi con la medefiraa induftria fi fanno e'nidi, e couili, e fi procaccia
no l'habitationi . Benché alcuni non fenza errore uogliono, che gU huomini fia TUnionetlib.j.
no fiati da manco delle creature fenza ragione,dicendo che elfi impararono dal- cap.^ 6.
le rondine à far le cafe di terra. Vfaronoancora difabricarcafediuimini,edile ... .
gnicauati, efimeffcro ad habitare ne gli arbori dalla uecchiezza dentro uoti, ^.y^^^
donde diffebcniffimo Virgilio, jj Gensq; uirimtruncis , & duro roborenata.
Conqucftehabitationi l'humane genti menauano lor uitaà guifa di feluaggi
animali . Auuenne di poi, che da nocìue beftie moleftate , e da foperchi caldi e
freddi, da piogge, e tempcftofi uenti noiate, e guaftandofi dalla humiditàla
congiontione del terreno, de'legnami e delle pietre, furono sforzate à penfarc
gagliardi ripari, e fchermi dureuoli . E perciò uedendo che le cofc mal congion
te, e fenza fondamento ( che fenza fondamento da principio s'inalzarono le ca-
A fé)
Della Fortif. delle Città
fc) non potcìiano lungamente durare, fabricarono con miglior arte di legnami,
terra, e pietre ben congiunte, i fondamenti, e fopra di quelli inalzarono le mura,
&co(ì uéneropiù fidatamente à far l'opere. Dopo coperte le fommità delle mura
•non più triangolari, che quadrangolari, moltilatere,ò tonde, ma come ueniua
Jor bene, con fiondi d'arbori, legnami, e laftre,& per granfpatio di tempoue-
tifUnp.y-àtllib. fìendolì di pelli d'animali , & parte nude, dimorarono quà,e là difpcrfc per mon
3. ddlc Mijulla- ^j^ ^^ campagne allhora fcluofc Indi à poco à poco crefcendo il numero delle gen
**"* ti,& non poflcndo capire tutti e'figliuoli, e defcendenti d'uno in una fola cafa,ne
furono col medefimo ordine fatte altre d'attorno,di maniera che in molti luoghi
lì ucnncro à fare quelle che hoggi chiamiamo uille, e contadi . Ma perche, come
dice Arinotele, l'huomo e per natura animale facile,c nato allo accÓpagnarfi con
gli altri huomini (come ancora fi uedeefTer coftume d'alcuni animali priui di
ragione) molte adunationi d'huomini cominciarono ad habitare inficine: tra*
quali rcgnaua colui, che fi uedeua,e prouaua fra gli altri più di forzc,di giuftitia,
^rifl.nel libro t. e di configlio eccellente . Donde non lenza ragione Arillotclc, Cicerone, Sallu-
duìld poln.ciaio- dio, & altri hanno detto, che i primi huomini furono retti e gouernati da' Rè. Ef-
tioìdlib.3. delie fendo di poi gli huomini dalle crudelilfime beftie molcftati,& dalla malignità d'
f-': altri huomini.cheperuarncafis erano da loro diuifi,aUahti pelarono di tare una
ditela commune; & cosi circondarono le priuute habitationi d un cotinuo muro.
ficnellib. i. della Cicerone, e Virgilio uogliono,chc la eloquenza, & il dolce parlare di chi in que*
Inucntione. tempi era più eccellente, fufie cagione di fare adunargli huomini in una ragio-
Virdio,netmftfo neuol compagnia; donde fi (qcq la Città. Le quai cofe non piacciono à Lattanti©
^a'tànr^'n ll'b ^^^'^"'^''^"0 • Arinotele al propofito noftro parlò in quello fentimento. Perche (di-
é.ejpio. * ceegli)noiucdiamo, ogni Cittàeflere unacertacompagnia,&ogni compagnia
U,iH.)idlib.u eflcre fiata fatta per cagione di qualche bene (imperò che ognihuomofa tutte
ddluTolit. le cofe per cagione di quello, che par buono) è manifcfto, che tutti confiderano
qualche bene, e grandiflìmaraente quella, che di tutte le cofe e principalilfima,e
tutte l'altre abbraccia . Quella è quella, che fi chiama Città, e ciuile compagnia,
(api che cofa fia. Adunque la cafa è una compagnia d'ogni di,conllituita e fatta fecondo la natura.
Ma quella prima compagnia, la quale è fatta di più cafe per cagione d'utilità
non d'ogni giorno, è il Vicinato. E grandiilìmamente fecondo la natura pare
che! Vicinato fia uno accrefcimento di cafe di coloro,quali diciamo infiemc elTc
LeCittà da brinci ^'^ ^ccrcfciuti & cfTer figliuoli de'figliuoli . Laonde primieramente le Città erano
CIO erano [otto t fotto iRc, & hoggi anche le nationi ; impcroche fono crefciute di coloro, che era
J^. nofòttoilregno. Elaprimaadunationc( perdiuidere,fi cornee neceifario , le
cofe compoftc fino alle femplici ) fu quella dcli'huomo, & della donna per con-
fcruationcdcl genere humano, donde fu la cafa. Dipoi fùl'altra adunationedi
ferui, e miniflri di cafii per utile della prima compagni a . Di poi crclcendo, &aii
nientandofi la generatione, fi i'ecc la Villa, o'I Vicinato, che è di più cafe . All'ul-
timo per conferuarfi più utilmente in tutti c'bifogni, e contra le llraniere ingiu-
rie, fi fece la Città, quale è di più famiglic,«& adunationi di cafe. Il medefimo Ari
'ìleUiLìJella flotelein un'altro luogo parlò cofi, Ma quella compagnia, che fi fàdi più uicina-
:f>elnica, j.-^ ^ j^ Città, la quale ha la ulta di tutta fufficicnza, fatta pcrcagione di uiucre,ha
uendo reflcrc per cagione di uiuer bene. Per la qua! colà ogni Città è per natura j
auuenghi che per natura fono le prime compagnie,perche quella compagnia è il
fine di quelle per natura,(5<: il fine e per natura . Per quelle cofe adunque li dimo-
erà, che la Città è nel numero di quelle cole, che fono per natura, e che l'huomo
per natura e animai ciuile ..E certamente fecondo la natura in prima è la Citta
che la cafa, e che ciafcheduno dinoi, conciofia cofa che e neceifario che'l tutto
ila prima che non è la partejperche fé ciafcheduno fcparato,c da per fé flelfo noa
r^llib.iJtlìn p lultìcicncCj è come l'altre parti inucrfo il tutto . Altroue il fu detto Philofopho
i-'ututcu. + parlò
Libro Primo. 2
parlò In qucftofentimcnto ^ Adunque il fine della Città e il uiuer bene, eia Cit-
à'è una compagnia di gencrationi, e di Vicinati di uita perfetta, e da fé fufficien-
te, cioè (come dicemmo) uiucrbcne, ebcatamente. Adunque fi ha da dire, che
là ciuil compagnia è per cagione di ben fare, e non per uiuere inficme . In un'al-
tro luogo l'iftcffo Arinotele parlò in qucfto tenorc,La Cittàè una moltitudine di 7v(t/ lib.uddla
cafe,abbondantedi terreno, e di danari quanto bafta per uiuer bene.Queftoè E-comm.
quanto dice Arinotele à propofito noftro, dal quale non ho tolto tuttek parole
continuate, ma folo quelle,che mi parcuano degne d'effer poftc in qucfto luogo,
e ciò ho fatto imitando Calliftrato noftro Giureconfulto, qual fece il fomiglian-
teadducendo certe parole di Platone, come fi uedene* Digefti, & èftatoauuer- J^' Divedi fxto il
titodalloAlciato. Platone, qual meritamente fii chiamato diuino, tiene chela titolo DeTsiudiìis.
prima ragione, che fpinfc gli huomini al farcle Città, fuffe ilbifogno humano. L^kiatoiitUiu.
Laonde ne'fuoi fcritti lafciò il fentimento fottopofto, FalTi adunque la Città (co- X^ntlonL
me io mi (limo) perche ncffuno di noi da fé fteflb èfufficicnteà fé mcdefimo, viatorie ndlib.i.
ma hàbifogno di molti : e non fu altro il principio di fare le Città . auuenghi che dcllaF{ep,
gli huomini cofi uno con l'altro fi riceuono,& uno per uno ufo pigliano,& l'altro
per un'altro : perche in molte cofe hanno di bifogno,& cofi anche adunano mol-
ti in una habitatione communicatori, & aitatori : la quale adunatione noi chia-
miamo Città . fin qui Platone . La feconda cagione appreffo il medefimo, del fa-
re le Città,fù la difcfa, e faluezza cótta le beftie, che nuocono à rhuomo,acciochc
congregate molte genti infieme, ecintcdi muraglie, facilmente poteffero difen-
der fé fteife, non eifendo prima quando erano qua, e la difperfe,atte à far quefto.
11 fentimento delle parole di Platone e il fottofcritto, Gli huomini da principio "Platone ndvrota.
ftando così, andauano, & habitauano qua e la ; impero che non haueuano anco- ^°^'^'
ra fabricato le Città •■, e perciò erano per tutto sbranati dalle fiere, per effere egli-
no i più deboli . Imperoche la facoltà dell'arti era fulficicnte al procacciar da uL-
nere, ma non già à combattere contra le feroci beftie : perche erano fenza cogni-
tionciuile, di cui una parte è l'arte militare. Adunque per fortificarfi contra quel .
la rouina, fi raunarono nelle fabricate Città . fin qui Platone.Meletio Greco Phi- ^«rt/o nelUb.dél
lofopho, eChriftianodiceil medefimo,chehannofcritto queftiduegrandifTìmi ^"^'*^'* '^
huomini, quali in tal cofa fono affai da cordo , percioche efll conuengono nella
origine della Città; donde fi come appreffo Platone la Città è una adunationd'
huomini, nella quale le perfone una con rakra.s'aiutano,& in tal maniera difcac-
ciano il bifogno, e uiuono bene,e fufficientemente ; così anche appreflo Ariftotc-
le, la medefima Città e una communità fatta di molti Vicinati, compi'ta & ordi-
nata per uiuere àfutfìcicntia, e bene. Solo fi deue auuertirc d'intorno alle cofe
predette, che pare, che la Città fi pigli in due modi ; cioè in uno per la moltitudi-
ne degli edifitij infieme uniti : in l'altro per huomini infieme raunati, che un l'al-
tro s'aiutino con ordine in uno fteflb luogo . Nondimeno ogniun sa , che gli edi-
fitij non fi fanno fenza gli huomini, & fi fanno accio fiano da gli huomini habita-
ti i e gli huomini infieme raunati, quando fiano fenza edifitij, non pofTono uiuer
bene, &àfufficienza. E quando noi diciamo Città, non intendiamo congrega-
tion d'huomini, che non habbia à ftar congiunta con edifitij & habitationi , ben-
ché fia coflume de'Tartari, come teftifica Hippocrate & altri hanno fcritto, di an- Hippocratendlib.
dar qua è la per i paefi con le mogli,e figliuoli, e con tutto fhauer loro,habitando f '^"^J"' '^'^^"'^ * "
in certi piccioli alberghi, che portano fopra a carri, donde le loro Città erano e gerofo'chal.nd
fono mobili .-e benché Themiftocle, come racconta Plutarco, abbandonata li uh.^.
Città d'Athene, & ridottofi con tutti gli Atheniefi fopra l'armata, ad uno, qual di Tlutiuo nella ui-
ceua, che egli era priuato della Città, rifpondeffe così, Le dugento Galee cifo- tadiThemin.
no.per una Città de'Grecigrandilfima, perche horafono alladifefa dichiuuole .. ,^„ ^ ..
• 1 ri 1- 1 ^^- ,■ 1 1, I . . ,„ . Cu. nel forno dt-
ritener la lalute.ueggo nondimeno che Cicerone dicCjChe 1 adunationi dhuomi Scipione.
A a ni
Della fortif. delle Città
CiuJlìoTìtì 2lb^ »,
cap.i.
Gelliondlib.i9.
cap. 7. per autorità
di yenio Flocco.
Bart.mLsihieres.
^.yicis.^.ieleg.u
ì.lSn-^-deColleg.
HÌÌC.& in Extra,-;.
i^ui fmt rebel. in
uti. Lombardia.
Bd. inJ.ex hoc iu-
re. ff.di'Iujì. et iu,
Clo.inc.pri-inuer.
Ciuitatibus.delur.
iur. in 6 , Innoc. in
e. Cùm ab ecclefu-
riim.cxtradcofìic.
ord.Uf.indJ.Sihx
res.Io.^nd.inc.Si
ciujtas.dcSent.ex.
in é.sAlciaX. in. $.
yrbs.l. TupiUus.
f.deyerb.ftgn.
Luiio neUaDeca 4,
dellib-j^
CtROLAMO
Ai A G 0 1.
yarroneneUa Tre
fationedeLU.i.de
B^e rujiica.
Tlinjiellib.j.
Moisènelcap.^.
del Cemft.
Ciojiphonellib.l.
delie ùntic.Giud.
Ciouanni .Aìinio
Com.delBerofo.
Dionigi Halic.nel
lib.i.
Serofontilib.^.
Moiiènelcap.jt.
dclCiìicji.
Ciofephondlib.i.
detleantic.
■ni da ragion ciuileaccompagnati, fi chiamano CitràJaqual upinionc fuantici-
mcntcdcl fu detto Thcmiftocle,qua!efeccndo che tcftiiìca Giuftino àbbrcuia-
torcdiTrogoPompco,neI pcrfuadcrcàTuoi ci ttadini,che;abbandona(reroAthc-
ne, dilTc^che le mura non erano la Città, ma e' cittadini . Pure io trouo <che Quin-
tiliano,d: altri hanno prefo la uoce Città per gli cdifitij ; & è cofa chiara chela me
dcfìmauocc lignifica il luogo con gli edifitij,ccinto di muraglia, la ragione di
tutti,c la moltitudine de gli huomini congiunta in fieme con ragione. Ma lafcian
do in dietro altre core,ch'io potrei addurre di quefta materia, cioè, che communc
mente hoggi fi chiamano Città e'iuoghi, che hanno il VefcouadoC nondimeno
tale ufanza non è appreflb e' Germani & i Sarmati , come fanno fede Giouan'an-
drca,c l'Alciato) e di piu,che fecondo alcuni Canonifti,e Legifti, Città fi chiama-
no e'iuoghi cinti di muraglia, e quali per autorità de gli antichi , ò in lettere, e re-
fcritti dello Imperatore, faranno flati nominati Città ; dico che lafciando da par-
te qucQc e fimili altre cofe,uoglio che pigliamo la uoce Città per gli cdifitij cinti,
ò ancora da cingerfi di muraglia,dentro à'quali no poffono uiuere i cittadini bene
e ficuramente , fé non ui s'aggiugnerà la fortificatione ; fé però il luogo non farà
forte da fefteffo e per natura, come Venctia ancor che non habbia intorno mura ,
e come è quafi d'ogni intorno San Leo di Monrcfeltro, l'una Città per cflcre in ac-
qua, e l'altra per cfìere fopra un faffo, e fccglio cinto di balze, e ruine; e come era
in buona parte Lacedemone, donde ageuolmcnte potèmantenerfi gran tempo
permezodclualorc de' difcnforificura, ancor che non per tutto (come alcuni fi
penfano) ma in molti luoghi man caffè di muraglie^ cioè ( come dice Liuio) douc
il luogo era più alto, e difficile ad cntrarui .
Della prima Città che fu fatta, e delfito,
e luogo della Città. Cap. ij.
AVENDO la diuìna natura ( come lafciòfcritto Marco Varronc)
dato àgli huomini le campr.gne, l'arte humnna edificò le Città.
Apprefib de'gcntili nò è certo chi fufie il primo, che edificaffj Cit
tà ; imperoche Plinio dice chc'l primo, che fece la Città,fj Cccro-
pe, quale, fecondo Giufl:ino& altri , fuinanzi a tempi di Deuca-
lione (& qucfla Città da Cccrope edificata, fu poi la rocca d'Athc
ne) & altri uogliono che Argo fu (Te prima edificata, alcuni dicono Sicione, 5c gli
Egittij Diofpoli . Ma fecondo la uerità delle facre lettere. Caino figliuolo d'Ada-
mo fu il primo, che fabri caffè la Città, e quefta fìi (fecondo che uogliono alcuni)
nel monte Libano, di cui ancora fi ueggono le ruine,dctte hoggi da gli habitato-
ri , la Città di Caino . Gli altri, che uennero dopo, edificarono le Cittàin luoghi
forti, quali hauelfero d'intorno tcrreni,che coltiuati poteffcro nutrire gli habita-
tori i e le faccuano non grandi, ma picciole,comc teflifica Dionigi Halicarnafleo;
&chc perciò tutte l'antichiffime Città di Tofcana erano picciole. Babilonia an-
cora edificata da Gioue Belo, fu (fecondo che lafciò fcritto il Berofo Chaldeo,piu
torto caftello, che Città ;qual di poi di picciola qualellaera,fu fatta grande da
Scmirami : la onde fi può dire, che effa più preflo la cdificaflc, che l'amphaffe .
Hannofcritto alcuni, che dopo il Diluuio, gli huomini per timor dell'acque co-
minciarono àritirarfi in luoghi alti , e quiui fabricarono le Città . Ma il tcflimo-
nio di Moisè ci dimoftra tal cofa effer falfa, dicendo egli, che dopo il Diluuio gli
huomini uencndo dall' Oriente, trouarono un piano nella ragione Sinear,cui
habitarono, e dipoi cominciarono ad edificarui la Città e la torre Babcl,e qucfto
àperfuafioncdiNimrodjdondeda luihebbeilnome. Sidebbe credere chein
quc"
Libro Primo. 3
quc'tcmpiantlchiauucniflenelfabricarc le Città, quello chefiuedeinterucnire
nell'altre cofc, che dall'arte humana fi fanno. Percioche gli huomini fanno un
trouato , e riufcendo quello olla pruoua per qualche accidente in parte danncfo ,
ò fconcio, cìTi lo rimutano, e fcmpre aggiugnendo rimedi], lo fanno al fine pcrfet-
to,acquiftandofi la perfettionc per longo ulb,et in molto tempo.Furono adunque
l'antiche Città da principio fatte in que'luoghi, ne'quali fi trouauano con l'habi-
tationi i rozi huomini . Dopo foprauenendo ringiuria,e l'airalto de gU altri huo-
mini, che facilmente le debellauano , fi cominciò à penfare che era il megho à ri-
• tirarfi al uaniaggio del fito, e ne'luoghi alti, à'quali difficilmente,& àgran difuan
taggio potefTeauuicinarfi il nemico, &auuicinandofi,ne potefle di leggiero effe-
re fpir.to in dietro , Di qui è , che la maggior parte delle antiche Città , caftella e
rocche fi uedeeflferftata fatta ne'colli, e monti, ancor che in quelli fi patilfe gran ^ ,^„ p j,
careitia d'<trqua ; donde leggiamo nelle facre lettere, molte Città,c caftella eflerfi ^^.^ s^^nuéhld
ferui te dell'acque, che erano di fuori .Homero ancora padre della anrichità, par <.^p .^. inGwdena
landò delle figliuole d' Antifato Leftngonc,e d'Irhaca,dimoftra il medefimoi& liò ndcrj.y.SanGio.
ciò notato ancora apprcflb altri" fcrittori,quaU per breuitàlafcio indietro. Que- ndcap.^.
(te tali Città, terre, e rocche fi feruiuano delle citerne, & anche dell'acque uicine, ""^'^^^/it'/J-
che erano fuori delle mura; come fi ucdc per quello, chefcriuc Aulo Hircio,ò pu- jiaHiidolidltb.
re Oppio, parlando di Vlll-iloduno porta in monte ; e per quelIo,che fi legge in Sa g-ddU guerra Fra
mueiiodella Città dell'acque uicinaàRaab Città, che non era altro (comeiomi tefe.
(limo) cheunfortc fatto d'intornoàqualcheacqua,della quale fiferuiua Raab: J^dlib.z.cap.ii.
qualfortificationein firaili luos-hi è chiamata da Vegerio Borgo. Et quando era <iiScmzcUj.
timore d afredio,aH hora ogn i huomo fi forniua d acqua,come fi uede perle paro- ^^,.^^_
ìedelProphetaNahum,qual dicc,Auingi e porca dell'acqua perl'affcdioi fortifi- '^a^'r.r.r.d ctf.
ca,crc.D<fpo lungo tempo crefccndo la moltitudmede'cittadini,quali commoda ultimo.
mente nonporeuano iUre in luoghi alti, che non fogliono haucr troppo larghi fi-
li, e confidatifi neirarte,e nelle forze,di nuouo ritornarono al piano,come fi uedc
clTerauuenuto à molte Città non folo in Italia,màanche in altre parti del mondo.
Alcune Città nondimeno rimafero nc'monti^e luoghi rileuatij& à moke s'aggiun
fé il piano,
QvANTO s'appartiene alla bontà ò iriftltla dell'aria, gli anrichi da principio
in ciò non pofer molta cura; ma di poi uedendofi mancar le perfonc per continue
malade, fi abbandonauano i luoghi,ò trasleriuanfi le terre,e Città in parti me^Jo
ri,ò fi rimediauaal danno il meglio chefi poteua. Racconta Plutarco, che fi dice- -x'H^^rdltb.id
uà chela Tua patriaCherone, era già ftaiain tal luogo edificata,ch'ella risguarda- ìaCunofità,
uà inuerfo il Ponente, e da Parnafo pigliaua il Sole, che fé ne uà all'Occafo : e che
di poi da Cherone fu quafi trapiantata,e riuolta all'Orienie. Di più, cheEmpedo
le Fhifico chiufe la profonda apertura fra le ripe d 'un monte, donde sboccala la
cagione delle infermità, uenendo da tal lato il fiato peftifero del uento Ofìro ne'
campi uicini, perii qual fatto parue, che egli difcaccialfc la pefte di talluogo.
Platone douetrattadcllaedificationedella Città, non prouedcalla fanità dell'a- Tlamer.dDial.^
ria, auuenghi che (fecondo the diceMarfilio Ficino) uoleuaeflermedico dell'ani àdcu^gi'
mo & no del corpo,ficome fece ancora quando elelfe il fito per l'Academia, facen ^^^^ -platonico in
dola in luogo di cattiua aria, per hauer egli ( come alcuni dicono) rifpetto folo al- fj;sopk}\& Hgra
la commodità deiranimo,e della mente.Truouo nondimeno che'l medefimo Pia B^ftUo nel'op^-a
tone uuolc , che la Città fi faccia in luoghi alti acciò fia più forte, e più monda ; & intnchs.^^DdJeg-
ogniunsàchelamonditia della Città, gioua grandemente à mantenir fani gh ^ere j Bìì tff Cen
habitatori, & i luoghi alti fono più fani che i baffi .- ilche udendo fignificare i Gre p/.^'^^,.^.^ ne Tra-
ci ^edìficaiuznoittmpì] ad Efculapio Dio della medicina e fanità, ne'luoghi alti, j^^^l^-^
Ancora il medefimo Platone dice, che la Città fi debbe fare, quanto fia polfibile, •^^bt.r.dDiaL.yet
nel mczo del pacfc, in luogo che habbiaia commodità, e gli agi, che s'appart?n- ^JdUk^i.
■-> 1 gong
Della Fortif. delle Ckù
gonoaJ una Città, uuole nondimeno ch'ella fia lontana da'mari,e da'porti in
luogo non tr ppo abb6dantc,acciò gli animi per lo ciTcrcitare la mcrcatia & i traf
... , , fichi, cioè nci^otij di guadagni, non uenghinoàdiucntar poco gcneroH; tenendo
cìiiflo. ^ in un'altro luogo, che la Città fi confcrua e fa gran cofc, non con le ricchcize,mà
j^d Dialogo 6Àel con la uirtu.Altroue nópiglia molta cura delle muraglie della Città, dicédo,che{i
UUggi- cura poco ch'cll'habbia intorno le mura , e perciò uolentieri accófenteà gli Spar-
tani, che haueuano la Citta fcnza muraglia . benché ( come habbiamo auuertito
di fopra) la cola non ftiacome il uolgo d penfa.
'MrlUb.yJtUa Aristotele, che fu più accorto e di miglior giuditio in quefta &inmolt*
'^*^'^- altre cofe, dice chela Città fi debbc fare in un paefe,chc fia di tal ibrma(fecondo
coloro, che fono pratichi nel mefticro dell'armi, à'quali egli uuole che fi preftiin
ciò fede) che non permetta ch'ella fia facilmentcafì^iltata, e dia commoditàà'
cittadini di potere ageuolmcntc ufcirc fopra le cofe altrui. Di più che'l paefe deb
be cfler bafieuole, e produrre abbondantemente tutte le cofe, fi che di nulla hab
bia Lifogno ; e tanto, che pofl^a nutrire gli habitatoriotiofi, che uiuino iniìemc
liberalmente, e con temperanza . Appreffo uuole, che quando occorrira, fi po(fa
facilmente conofccrla moltitudine de gli huomini della Città, e che'l pacle fia
fottopofto all'occhio, cioè che fcnza difficoltà fi ponaconofcere,&agcuolmentc
foccorrcre.Inoltre,che'lfito della Città, acciò fia commodo, fa meftieroche fia
in terra & in mare,à fine che da i'uno,e l'altro lato fi pofia hauerc il uitto à fufficié-
za , e la difcfa . E che quanto al fito fi debbe haucr riguardo alla fanità, e perciò
TJel 7 dcllaTolit. bifogna uoltare la Citta all'Oriente, .?c à que'uenti, che indi fo ni ano, perche ap-
(ap.ii. portano fanità: e che quella, che uolteràle fpalle alla Tramontana, farà meglio-
re d'inuerno. Vuole ancora Ariftotele che la Città fi faccia in'tal luogo, ch'ella ab
bondi di fìagni(5c acque naturali, e quando tali commodità manchino, che fi fac
cinocirernc, e grandi adunationi d'acque piouanc, fi che peri tempi d'affedio
nonne polfa mancare. Scriue Giulio Cefarcche i Germani cercauano d'hauer
d'attorno ampie folitudini , e deferti terreni , guadando il paefe inucrfo i confini,
pcrafficurarfi in tal maniera contrale correrie de'ncmici.H certamente s'è uedu-
to appreffo gli antichi, l'afprezza, e ftcrilità de'pacfi hauer grandemente giouato
àgli habitatorijperciochcfi legge, Seftori Re d'Egitto non hauer condotto l'ef-
fercito fopra l'Ethiopia per cagione della careftia del grano> e dell'afprezza di co
tal paefe; e gli Arabi perche fopportano mancamento di frutti,& acqua, eflcre fta
Liuh nellaDecai. ti fecuri. Lafciò fcritto Tito Liuio che fi diccua,il contrario per contraria cagione
delib. 5. Tlutarco effere auuenuto à ritalia,al quale acconfentono Plutarco e Plinio.Donde Yalen-
incamit. Tlin. mi tiniano, e Gratiano Imperadoii fecero una legge, che neffuno potefle portare à*
lib. ìì.cap. I. Barbariuino, olio, ò liquame, non folo per ufo di detti Barbari, mane ajiche per
t'ori nondtbeatit'. ^^^^'^ ''^ro folo à guftarc.Vitruuio uuol fimilmente che'l fito della Città fia in luo
l'^lciatonellibcf. go di buona aria, cioè folleuato, e che manchi di nebbie e brine,&: che risguardi
dclieDiJp. cap.ii. alle regioni temperate del cielo, e che non habbia paludi. Non giudica cofa utile
che la Città fia uolta à Ponente ò à mezo giorno, clfendo quella uicina al mare .
Gli piace ch'ella risguardi à Tramontana . E che fé pur noi uorremo edificare la
Città fopra qualche palude uicina al mare, fa mcftiero che quella fia uolta àTra-
montana,òallapartedclcielo, che è fra Tramontana e Leuante, e chela palude
fia più alta che non è il lido del mare, acciò quando il mare per fortuna gonfia,
ui entri l'acqua falfa, & fi commoua la dolce, e così fi uieti che non ui fi generino,
e non ci uiuino animali paluftri, che fogliono effer nociui infettando co'fiati l'a-
ria . E che tai luoghi fiano fani, allega per teftimonio le paludi intorno ad Aiti-
no, à Rauenna, ad Aquilegia, & altre terre, & à Salapia uecchia in Puglia, quale
già fu da Marco Oflilio trasferita quattro miglia lontano dal luogQ dou'ell'era pri
StrabonenelUb.^, ma, & aperto il lago ucrfo la marina, dipcftilentc dipenne fanji .Straboae anco-
rai
Libro Primo, 4
fa lafciò fcritto il medefimo , cioè che per cagione dell'acqua marina , qual entra Taludiinchem^-
nelle paludi,e dell'acqua de'lìumi, che nelle medefime sboccano, fi medica il tri- p^onfumdamo
fio odore delle tangofe,e peftiicnti acque, e la città diuien Tana, il che è cofa'mara
uigliofa-.comeancoraauuienein Aleflandria d'Egitto,doue il uitio dell'aere della
palude, è difcacciato l'eftate dallo accrefcimento del fiume. Il medefimoVitruuio
ha riguardo non folo alla fiinità della Città, ma ancora al uiuere ; perciò gli piace,
che'lìiiogo fia abbódante di frutti da nutrire la Città,e che habbia i prouedimcti
delle uits ò le comodità dc'fiumi ò del mare per cagione de'traffichi, fcguendo in
queftOjCome fi uede, il parere d'Ariftorele. Donde à ragione AlefTandro Magno,
come racconta il fu detto Vitruuio, difprezzò il parere di Dinocrate Macedone vitruuìonel-frot-
Architctto, qual lo configliaua,ch'ei fabricafTc nel monte Atos di Thracia,hoggi mioddlib. i.
chiamato Monte finto, una Città, qual (aria ftata belliiTima,e d'eterno ricordo al
nome fuo ; e ciò non per altra cagione fé non perche intefe, che'l luogo non haue
uà intorno terreno da poter nutrire gU habitatori, allegando quefta ragione, che
fi come il fanciullo poi che è nato,fc non ha il latte della nutrice^non può uiuere,
ne crcfccre,cofianchela Città fenza campi abhondeuoli di frutti, e nutrimenti.
Della qual cofa diuerfamente parlano Plutarco,c Strabone, cioè quanto s'appar- "^/"y^- «J'w«'''«
tiene al!a rifpofta d'Ale{landro,& a tal nome dello Architetto.Beche noi uediamo ^^^^.^J' ^^n^f^ym.
molte Città mantencrfi in luoghi afpriffimi.e che al tutto niente producono^eifen nj^euirtùddme-
do aiutate folamente dalla nauisatione, quali fé non hauerannoil prefidio di dcfmo. Strabone
grcfia armata, facilmente per lungo aifedio uanno à pericolo di perderfi.Piaceua ndlib. \4>
à gh Egitti] la Città, che fuffe in talluogo pofta,che da un Iato haueffe il mare, da ^j^^^-^-^^ mlVri
l'altro Ti deferto, dalla deftra erti monti,& dalla fineftra larghe paludi.ScriueThu l""
cididc, che gli antichi fi pofero a tabricar Citta alquanto lontano dal mare, non
per altro, che per timore de'Corftri; ma che di poi fatti forti d'armate nauah, fi
auuicinarono à'iiti. A' molti piace che fi debbin fare le Città fopra'fiumi, e ciò per
commodità dell'acc|ue . Ma noi uediamo che bene ifpelTole commodità fon ritor
nate in danno, come per elfempio di Roma, e di Fiorenza ultimamente s'è pro-
iiato ; hauendo quefte fopportato danni grandiffimi dalle inondationi l'una dall'
Arno, el'alrra dal Teucre . Di più,alcunc Città,per il mezo delle quaU paflTano fiu
mi, fono fiate prefe per il letto di quelli, deriuatcfacque in altra parte, come
jnteruenneàBabilonia,del che non folo gli hiftorici,Frontino& altri ne fan fede, .
ma ancora le lacre lettere, come leggendo Gieremia il può uedere. ht non lolo '
ftanno fottopofte à quefto pericolo le Città, che fono fopra'fiumi,per fimil cagio-
ne, ma ancora per poterle inondare il nemico quando le fìrigne d'affedio, col
chiudere il fiume dalla parte di fotto, e far in tal maniera rouinar gli edifitij, gua-
flar le uittuagUe, e con nauili, zatte, & altre firaili machine auuicinarfi alla mura-
gha,ò ancora paffardrento. Racconta Senophonte, che eficndo Agefilaoàcam SenophonteneUib.
pc aMàtinea Città, per mezo della quale paffaua un fiume, la fece tutta inondare ^'àdlecofcdc Gre-
col modo predetto , & à quella apportò grandiffimo impaccio , e danno , Donde
(dice egli) le cofe , che in tal maniera d'intorno à Mantinea fucceffero , fecero gli
huomini più prudenti & auuertiti, che non faceffero che per le Città corrilTero e'
£umi. S'aggiugne à quefto un'altro danno, che è contra la fanità de'corpi, mailì-
mamente quando le ripe faranno alte,come hanno detto Vitruuio & altri . impe-
roche non ui percotendo il Sole co'raggi dentro così prefto , n'efce crudo uapore,
:ruda nebbia, & aria, che offende gli habitatori, Ariftotele ancora lafciò fcritto, ^rìfl.nd proble-
chela mattina de'fìumi efce un'aura fredda, il che non interuien già nel mare,del mai6. della dm-
che egli ne rende la ragione, qual non occorre in queflo luogo fcriuere . Le ualli fione zj.
per fiti daCittà,fono (late al tutto da huomini intendenti fuggite,per cagione del
la groffa aria, delle nebbie, e de'gran caldi, che in quelle fi ridringono . I monti
troppo alti, fon dannati per cagione de' fouerchi freddi, e del danno, che dalla
troppo
Della Fortif. delle Citta
troppo fottilc acre e crudo, e dalle gran mutationi con nocumcto,ln quelli (legno
no contru e' corpi humani, oltra che tai luoghi hanno fbmprc mancamento d'ac-
que. Sono ftari fchiuatiancora quc luoghi, che fono à piedi d'altifllmemótagnc,
& altri diuerfi liti, de'quali non fa meftiero in quefto luogo parlare , auucghi che,
à'di noflri non s'ufa più edificar di nuouo Città ( eccettuando l'ifole & e'pacfi del
Mondo nuoiio) ne andare con colonie ad habitarein paefi ftranicri, màè aliai s'
altrui (ì fortifica e difende dentro alle Città uecchie. Però lafcio indietro molte
cofe, ch'io potrei addurre di quefta materia, malfimamente d'intorno àl'acre fccó
Calerò nd Uh. i. do gli ferirti di Galeno, Auicenna, & altri; e come, fecondo il parere di Giulio
ddnununir b fx yArmìco & altri della fua profcflìone, gli infuiffi di diuerfe ftclle caufmo in diucrfi
"^uic.ndlaFen.z. '"og'"'^'^ paefi del mondo diucrfi coftumi i od ilfimile auuenga, fecondo Hippo-
dcllibi.Dottr.ì. crate, Platone,Ariftotele, Cicerone, Polibio, Plinio, Galeno, & alcuni altri, per
ca j.s.eiMi. cagione di diuerfiafpctti di ciclo, e diuerfa forte d'aere de'luoghi,douehabitia-
"!jr«qn"'i iÙojm'"' mo : le quai cofe diligentemente s'haueriano à confiderare , quando occorrine d'
r^^Tcm.lncu'b'ri'ìu h^ucrc ad eleggere un bonilfmio fito per fibricarui la Città, auucnghi che (fé noi
u^i '}n\ltJrdX "°" uogliamo credere à coloro,che hanno fcritto della forza de gli influffi celefti)
Poiic. C.C. nel Uh .. fi ucgga chc l'acrc ha grandiflìma forza in noi, perche di quello ci nutriamo conti
brodci F4to,& ncii. nuamente,clIenao uoi di quello compolti come de sii altri elementi ; perche, co-
dclli Diuinat. Polibio J' j A n 1 i r r • i \. ,../-/- « »»■
odili. 4.P1.U iib.i. me dice' AriItotele,tutteIe coleiono nutrite da queIlo,di che fon fatte. &Hippo
d^Mu'^a'n^Tdenl'lnr- cratc c Ciccronc ( pcmon adduiTC hora l'autorità d'altri) apertamente teftihca-
nd hb;\''àr'Tcmp«;. no '^he noi ci pafciamo anche d'aerci e fapiamo che le qualità de'nutriraenti fono
n.tn.i.ft nel libro imi- jj dq^ pjcciol momcnto nc'corpi .
tpaco, Chc 1 COKumi ' f
dcir.nimo.f,cguono u LASCIANDO adunque da parte quefre cofe, e parlando folo di quel-
complcljiun del corpo. i|,v.. .. ' ' 1 '1 1
^arifì.ndli.i.dd lo, chedi maggiore importanza, e s'appartiene alla fortezza della Città, dico,
UGen.etcoKcap. che quando mai s'hauefle à far di nuouo qualche Città, fi doueria confide -
S.Hippoc.ndlib. rare s'ella debb'eflfer Metropoli, e principal d'uno flato, e Regno, ò nò. E s'el-
fibi.l'lUnat 7t' ^^ ^ouerà effer Città Regale, Ducale, ò Metropoli , mi piacerla ch'ella (fe-
Dei.' ' condoli parere di Platone) fuflcnelmczodel paefe,eche perii manco hauef-
fe d'intorno tre altre Città. Il che recheria grandiffima utilità, perche uenen-
dole à dofib quanto fi uoglia grande sforzo di'gentc nemica, ella non potria mai
Thucid.ndlib.'ì. effer colta fprouifla. Scriue Thucidide,che uenendol'effercito della Morea à'
danni d'Athene,prima che cntraffe nello Atheniefe,trouò una Città murata & af-
fai forte, detta E noe,dclla quale gli Atheniefi fi feruiuano come d'una fortezza in
c^fo che fuffe uenuta fopra di loro laguerra.alla quale il detto effercito apprefen-
tò le machine da efpugnare,& dette l'affalto, e non la potò conquiftare;e che in
quel mentre gli Atheniefi hebbero commoditàdi portar dentro alla Città ogni
ccfa, di maniera che per cagione di Enoc non furono colti fprouifti. Lo lUuftr.Sig.
Piero de' Medici ancora con l'aiuto di Papa Aleflandro, cercando di rientrare in
Fiorenza, accompagnato dal ualore del S. Vitellozzo Vitelli, e d'altri fignori, e ca
pitani ualentillìmi, con buon numero di foldati, e gran copia di munitioni, fu tan
to ritenuto dalla efpugnatione del Borgo Sanfepolcro, e d'Anghiari mia patria,
^nghiari battuto qual prefeà patti , hauendo prima fatto una giù fta batteria, che i Fiorentini heb-
iUd'iciT^ ber tempo di prouederfi, donde effendo dopo fotto Arezzo, fu coftretto per la fo
pragiunta de'nemici di lui più potenti, ritirarfi, e sbandare. Potrei addurre altri
cflcmpij, ch'io per breuitàlafciò da parte, per i quali come perquefti,fi uederia
chiaramente, che è cofa utile alle Città principali, hauer dattorno luoghi forti,
che ritenghino e'nemici fino à tanto,che quelle fi polTino proucdere di quanto fa
loro di bifogno, al che non fi ha mai il tempo fi lungo, che non riefca fcarfo, come
fi uide che fucceffe àFiorentini,quah fapendo gran tempo innanzi la certezza del
futuro affedio, non fi poterono tanto prouedere, chc loro baftaffe. Benché alcuni
cercando di pigliar Città principali, s'habbiano con felice fuccelTo lafciato indie-
tro
Libro Primo; S
tro Città nemichc,e fiano andati alla difilata ad affalir quella , che più Jefidcraiut
no. Ma da un folo eflcmpio, e fuccclfo, non fi dcue argomentare, mafTimamente
quando gagliarde ragioni fono perla parte contraria.
Advn ct.VE farà cofautililiìma, che la Città principale fia in mezo dello fta- LaCittàprincipa-
to, perciochc il nemico, che le uorrà ucnir fopra, hauerà flitica, prima che (e l'au - lefiain mf^oddlo
uicini, di Icuarfidauanti tutti gli impedimenti de l'altre Città e fortezze, ch'egli fl'ito.
troucrà perla ftrada, ò à quella uicini, per non fi lafciar dietro alle fpalle il nemico ,
qualuieti, che di fuori non gli uenghino di continuo le uittuaglie. Seperò non
uorrà hauerfpefa e hriga di tenere un'altro eflercito, che Tempre facciala fcorta a
uiuandieri per tutti e'iuoghipcricolofi, quale inconueniente quanto fia grande,
io può giudicare ogni huomo, che non fia priuo di giuditio . Ne feguirà ancora al
la Città principale un'altra utilità, quando fi faccia in mezo di pii^i Città; cioè eh'
ella non potrà mai eflere afiediata, ò s'ella pur farà cinta d'alledio, il nemico non
ui potrà mai ftar quieto, fi che non fia da diuerfi lati afìraltato,c molcftato ( benché
l'ordine del chiudere rcfTercito affcdiante ne'Forti,come alcune uolte à'di noftri s'
è fatto, apporti buon rimedio àqueftiinconuenienti) conciofiacofa che alle Cit-
tà uicine è facil co fa il porgcrfi fcambieuolc aiuto. Perla qual ragione AlefTandro ^f-'^ 'f ""^^
Magno (come fi legge) edificò ad Oxofiumefci terre non molto lontane, acciò u- ^^^^ ^•'•'^" '
naàl'altra in ogni occorrenza e bifogno al tempo di guerra potcffer dar foccorfo. *
Se non fi hauerà luogo atto per quello, ch'io dico, cercheremo quanto più fi
potrà d'auuicinarci al mezo. Chi farà altramente, darà cagione, che uno fiato fem
pre farà in mano della fortuna , e fottopofto ad ogni aflalro nemico. Percioche pre
fa la terra principale, l'altre foggettefempre fi fogliono arrendere, non fi mante-
nendo le membra fenza la tefl^a . Quando ancora più terre faranno inuerfo l'efire-
mità del pacfc, giudico che fia cofautileaccommodarfial fito, ed'auuicinarfilà
con la principale . Cofi ancora fé larà qualche lato dello fiato benché quafi cftre-
mo , quale per beneficio della natura non fopporti pericolo dell'affako de'nemi-
ci, non biafimerò chi cercherà di fiibri care in tal luogo la Città principale, pur che
da quei lati , che concederanno il pafi!b al nemico, ui iìano altre terre à quella fot-
topofl:e, che poffino intertenerlo quando cercaife d'andarla à combattere .
M A prefuppofto, chenon shabbia ad edificar Città principale, terremo un'
altro modo.Cerchcrcmo per il paefefe ui farà qualche paflb uerfo gli altrui domi-
ni], che per cagione d'erte montagne, di larghi e profondi fiumi, ò d'altro benefi-
tio di natura fia forte, e quiui in luogo non troppo lonrano,che non manchi delle
commodità, che ricercano gii autori da noi di ìbpra allegati, fabnchcremo la Cit-
tà. E se'l paefe del Prencipe, che cercherà fare edificar la Città , farà più in un luo-
go che'n l'altro fottopofto alle correrie, & à gli afi^alti de'nemici molto potenti, ui fi
faranno allo'ncontro edificar due Città, che fiano come uno feudo di quella par-
te, e che una à l'altra poffin darfocconb, come fece Alefi^andro ad Oxo fiume.
Dice Cornelio Tacito che già i Romani edificarono Cremona ( fu quefiro al tem- com. Tacito nel
pò diT. Sempronio, & Cornelio Confoli) per una difefa contra'Francefi, che ha- lib.9.
bitauano di là da Pò, & contra ogni sforzo de nemici, che per l'Alpi fuffe potuto
ucnire.DiiTe Themiftocle alla Signoria di Lacedemone,cheArhenc era come un EinthoTroboneda
riparo &ofl:acolo contra'Barbari . Seguendo quefta ragioncil giuftuTimo e potè ^^
tiflìmo Cofmo Medici Duca di Fiorenza e diSiena,hà Tempre cercai ) di fortificare
più dell'altre quelle terre , che fono a confini del fuo ftato , ò à quelli uicine , maf-
iìmamente donde fi potria temere della uenuta de'nemici. Quanto s'efpetta più
particolarmente al fito della Città,cioè à quello,che chiamano 1 noffri Giurecóful
ti luogo del luogo,dico che quella fi può fare in diuerfi fiti,cioè,in mòte ò colle. Se
in piaggia , ò nel piano . Et in quefto, ò in luogo afciuto, ò dentro al mare , ò pa-
ciuli,e laghi,e fopra ò in mezo à'fiumi. Se noi ci metteremo in piano, ci allìcu- sito in piano che
reremo dalle mine , e dalle tagliate, e faremo manco pala delle muraglie al utilità habbia,(dr
nemico che in monte ; patiremo manco d'acq uà -e tirando l'arti 'pilerie, offendere- ^'^^ '^f """ appsrti,
a mo
Della Foitif. delle Città
mo ad un colpo folo più ncmici,chc non faremmo tirando d'alrOjdondefccndono
Icpallc più debolmente, e iianno à ferire ( come fi dice uolgarmentc) di ficco, e
non di punto in bianco: nondimeno in tal fito faremo grandemente oflcfi da'Ca-
uallicri dc'nemici , e dalle machine da muraglia, che dagli antichi fi chiamauano
Hclepoli, e torri ambulatorie;quaU machine hoggi fi poffon fare di tal forte, fe-
condo la mia inucntione dimoftrata ;ì pieno ne'mici libri De gli Ingegni mihtari ,
che diano f:ìcilinimafaIitafopraquaIfia muraglia dc'luoghi piani, ancorché fia-
noinmczofoffilarghinimicon acqua, ò anche fcnza. Apprcffo, quando il ne-
mico, fatta la t>atteria, uerrà ad aflalirci, farà più gagliardo , e s'accofterà più uigo
Sitodimonte,òcf)l rofo, che non faria hauendo à correre allo'nsù . Fabricando in monte ò colle, che
le che militi bah- non fiafoprafatto da altri monti ò colli, per il beneficio della natura faremo aflìii
àpmu''' '''"""' P'".^°"'' ^ haueremo minor fpefi di muraglia, e di terrapieni , hauendoli faldif-
"Pf» '• fimi, e fatti dalla natura, accorto à'quali baderà fare una fottil corteccia, òcami-
fcia di muraglia, e non così alta, quanto fa mefticro frabricarla in piano, e fare-
mo ficuri da Cauallieri, e da machine,anziftando à caualIiero,non lafcercmo ac-
codar troppo uicino il nemico con gli alloggiamenti. Combattendo ò per difefa
della muraglia, ò in incaraifciatee grofib numero ailaltando di fuori il nemico,
pcrbenefitio del luogo haueremo (empre uantaggio; anzi un folo potrà offen-
der molti nemici, facendo rutolare al baffo botti, pietre, ò zocchi groili d'alberi,
come in alcuni luoghi tal uolta e ftato fatto: e per hauere i monti, e colli con-
giunte le ualli, non potremo e/Ter affediati così di leggiero come in piano ; nondi-
meno faremo fottopofti alle mine, e tagliatccrartiglierie fatano grandiffimo effet
to battendo la muraglia con tiri alJatii, che fono gagliardiffimi ; "e patiremo dalla
careftia dell'acqua, maffimamentcne'tempi alautticd'cilaLe,c non potremo te-
nir dentro caualleria cofi commodainente, e con utile, come in piano.
ruoiv piaggia, ò In piaggia goderemo de l'uno e de l'altro bcncfitiode'fiti predetti, &àgli uni e
luogo che pende. o\[ altri pericoli firemo ancora fottopofti , & ad uno di più, che è, l'efTer battuta la
Citta dentro nelle cafc , e non poter uiucr quietamente ne giorno ne notte , paten
do anche difficoltà nel praticare, e nel paffare c'cittadini e dìfcnfori per le l^rade.
Siu dentro aU'ac- DnNTR o alaghi,e mari faremo ficuri da rubamcnti,dallc mine,e quafi anche
^"'' tJJ'ò dalle batterie,come uediamo cff-r Mantoua,Venetia & altri fomiglianti luo-
ghi; e baficrannoci manco difenfori, che in altra forte di fito, eccettuando però
quelli dc'faffi cinti di precipitij eruine, comcOruicto, San Leo ,& altri tali . Ma
e' luoghi cinti d'acqua dolce, faranno pcricolofi d'inuerno per grandifami freddi ,
quados'agghiaccianograndcmétel'acque. Et effiucduto pigliare alcune fortezze
per cagione de'foffi agghiacciati,come interuéne alla Miradoìa quàdo PapaGiulio
li. la capcggiaua.Vi farà anche pericolo in altri tépi de'póti di legno e fu le barche,
& di quelli fatti in foggia di zatte,che con artificio fono alcune uolte ftati fàtti(ben
che quefti nò uagliano in luoghi di mare doue è il fluffo e reflufro,c doue fono i prò
uediméti e gli ordini che fono d'intorno à Venctia Città à mio giuditio e d'ogni al
tro,inefpugnabile e ficuririma,qualeIddio femprc cófcrui felice) e fi poffon fare,c
. ..^ . . ^ping^l'^^^'^fi'^^ poca fpefà e fatica,eséza molto pericolo dell'artiglierie nemiche.
Ugo flitmt. Se faremo la Città foprafiumi,ò in mezo di quelli, ci alficurcremo dalle mine,
e dal mancamento dell'acque in ogni tempo d'affedio,pur che detti fiumi non fia-
nodi tal forte, che fi poffmolcuarde'letti uccchi; ma faremo fottopofli à l'inon-
dationi naturali fatte per cagion di piogge repentine , & alle artificiali fatte da gli
huomini,comeinteruenncàMantinca di cui fi diffe di fopra. E quando fi pollino
fuoltar detti fiumi,& habbiano i letti fafrofi,efodi, faremo fottopofti à quello che
già interucnnc(come dicemmo di fopra)àBabilonia-Benche;i tutti quelli pericoli
de'fudctti luoghi fi può con ingegno rimediare, come dimoftreremo. A me (fé
alcuno ricercali parer mio) piacerla femprepiù d'ogni altro, ilfito dentroàl'ac-
Treuigi luogo ine- ^"^ mortc,pur che ui fia la fàlubrità deiraerc,ò che à nofira pofla fi polfaimpadu-
Jpiigmbile. !^rc&inondare,comecquellodiTieuigi,luogoper commun parere d'Architetti,
&
Libro Primo . 6
&InECgnicn,incf|uignabilc.ancor che ni uada moka Tpcfa per rriutarc la fortezza
data daìla natura . Perche douc non fopporta il lìto che lì Faccino mine, e caual-
lijri,e non fi può accoftarfi quanto bifogna per far batterie,e dar aflalti con fcale,
e per auuicinaruilì fa meftitro ricorrere à' nauili, ò fimil altri rimedi), che fon co-
fe inferme e non fi pofibn fare con prcftezza, e fenza grandiflìma fpefi,non ucg-
gio in che modo non habbia ad ogni giuditiofo Architetto, & à qual h uuole in-
tcdcte del mefticro deilarmi à piacere che fi debba edificare la Città in cotai luo
ghi,ma(limamenteinqueftitempi,ne'qualil'aftutiac l'ingegno de Ih uomo ha
l'ultimo compimento, & ha trouato tremendi modi da efpugnare i luoghi forti .
Ture in quefta & in ceni altra cola lafcero giudicare à coloro, che ne fanno piu'di
me,c ucrrò à dire delfc piante delle Città,rafciando da parte il trattare del pigliar
le p'iante de'paefi e delle Città, per hauerne à baftanza detto nc'libri della Archi-
tettura, & elfcndone ff ato fcritto dal Tartaglia Brefciano, da M . lacomo Lantcri
inccgnofiflìmo Architetto , dal Capitan C'iouanbattifta Bellucci da fan Marino
nc^ll'opra fua , che non è ancora in (f ampa, ma molti anni ha che à penna uà per le
mani de gli huomini, e da altri dell'età noflra , e parlandone ancora qui di fotto
alquanto il Capitan lacomo Caftriotto .
Delle piante delle antiche Città, tk: quali
hoggi elleno fi debbono difegnare. Cap. ih.
RIMA che io parli delle piante dell'antiche Città, parmi che s'ac- Girolamo
conucnga dire, come in alcuni luoghi s'ufarono le Città fenzamu ^*°^^'
raoHadelchecinedantcftimonioThucidide,elefacrelettcre.im Tiiuad. nei Trae
mio.
perochc in quefte fi troua , che molte; Città ddR.c Og erano fenza ^J Deitterom-
mura . Lacedemone ancora fecondo chePlutarco & altri lafciaro- ^/a.
no fcritto, era lenza mura, per il che Ouidio dilfe parlando di Tlntar.negU^po
tal Città, « DimdmsEurotm,immmiitamq; frequentai: « Spartcn. fh. Laconici, Tla-
Ma, come habbiamo detto altroue, fi ha da fapere,chcLacedemonc,n6 era fenza ^iieTeggL&àl-
muraglia d'ogni intorno,mà,fi come Liuio chiarifce,certilati di quella più alti de t^.ji^ouid.'neUe
gli altri, erano nudi di mura , & fi difendeuano da gli huomini armati, che ferui- Trasfor.
nano per muraglia . Piaceua molto àPlatone il configlio de'Lacedemonij in que- Liu.nelkDeca.^.
fìo, però parlò nel fentimcnto fottofcritto , Quanto alle mura,ò Megillo,io accon delhb.^.
fento à gli Spartani, e facilmente fopporterò che le mura giacciano in terra. Impe ^^^["^''^ "^
roche bene è lodato quel detto poetico, per il quale fiamo ammoniti di edificar
più tofto muraghe di rame, e di ferro, che di terreno . Appreffo di noi ancora cjue
fìa cofa è molto degna di tifo, che i giouani ogni anno fiano mandati nel territo-
rio à tcnir difcofto da'confini c'nemici, col far gli {leccati, le fofl'e, e gli edifitij . Fortificationi del
E noi tiriamo intorno le mura; il che primieramente non da utile alcuno à'cittadi p-iefidMiWie.
ni quanto alla fanità; di poi fuol far mollifi(:are,e dinerbare gli animi de'cittadini.
Imperoche fanno facilmcntc,che dentro ad effe mura mettcndofi,non difcaccino Fortificationedel-
e'nemici , ma penfino d'cffer falui, non per uegghiare alla guardia di giorno, e di k città dannata.
notte, ma perdormiredentroalrecintoeriparodellemura;come che fiano nati ap^rejfo Tlatone .
alla poltroneria, non fapcndo certamente che'I ripofo ha principio dalle fatiche ,
e che dal brutto otio , e dalla negligentia fogliono nafccr fatiche . Ma fé gli huo-
mini hanno ad effer fortificati d'alcune muraglie, fi dee in tal maniera da princi-
pio edificare ciafcheduna delle cafepriuate, che tuttala Città per equalità e per
fimilitudine uengha ad effere un muro iolo , e cofi che tutte le cafe habbiano ficu
ra andata alle uie , fin qui Platone. Vedete qual fia il parere d'un fi diuino Philo-
fopho, indegno à mio giuditio non folo di lui,ma di qual fi uoglia fcrittore . Però
B a à ra-
Della Fortif. delle Città
UriH.nelUb.j.àd à ragione fìi riprouato dal Tuo fcoLirc Ariftotclc , qiial parla al propofito noftro in
Uvolit. qucfto fcntimcnto. Ma coloro, quali dicono che non bifoona che le Città quali
fi /j,,.,, policst^onouirtu liabbiano le mura, parlano troppo ali antica, e ueg^ono CIO per
ra intorno, danna-' * r ^ ■ rr r, ■ j ii ^- ^ i i- i r ^ ■ r -
ta da ^risiatele, clpcnentia eiicrc Itato nprouato dalle Citra,chc di tal cola per gloria li uatauano.
Auucnghi che fc bene al certo none cofaafTai honorata il uolcrfi fakuire per mc-
zo delle mura contra e'pari, e che non uincono troppodi moltitudine ; nondime-
no qualche uolta accafcando,e potendo intcrucnire chefoprauenghi molto mag-
gior moltitudine d'huomini, e di maggior uirtù, le bifogna faluarfi, non perire,
e non patire ingiurie, fi deuepcnfare che nella guerra iìaboniiTimaunagagliar-
diflìmafoitification di muraglia, e fpetialmente in quello tempo, nel quale gli
flrumcntida tirare,c le machine fono fiate ritrouate con ognifottigliezza per alle
diar le Città . Perciochc il uolerc, che non fia circondata di mura,è iìniile al cerca
re ancor un paefcllicile ad cirereafralito,& il mandare a balToi luoghi montuoiì,
& al non circondare intorno di mura le priuate cafe, quafi che gli habitatori della
Città uenghino ad clTer uili.Mà non bifogna che lìa afcofo quello ancora,cheà co
loro, quali fono circondati di muraglie, è lecito in l'una, e l'altra parte ufarle, cioè
come che habbiamo mura,& come che non l'habbiamo: ma à coloro,chc non haii
no mura, ciò non è lecito . Siano adunque le mura per ornamento, e per refillere
al tempo di guerra . Non fi mettono e'nemici ad efpugnar coloro, che fon ben for-
tificati. Fin qui Ariftotcle. E' adunque cofa chiariifima, come anche ci moftral'e-
fperientia, che bifogna che le Città habbiano intorno le mura, ancorché molte
fùrtificatme del- genti barbare, che nelle forze loro di foucrchio C\ fidano, come il gran Cane Re
le Citta dijprt^a de'Tartari il gran Turco, & altre nationi, ancora hoggi non fi curin molto della
j,p,-^ rortincationc di muraglie dintorno alle habitation loro; pero ieguiremo il pare-
re de più, e uerremo à dire delle piante delle antiche Città .Roma, fecondo l'upi-
nione d'alcuni, fii da Romolo difcgnatain tondo, e perciò detta Vrbs,aborbe,
cioè dalla fua figura circolare, la qual forma ellendo dopo imitata da gli altri,che
in Italia fondarono Città, fu cagione che anche quelle fi chiamaflero Vrbes . Ma
io tcpgo che quefto fia falfo, percioche trouo antichilTimi fcrittori, e di fin cera fe-
FabioTit.nd lib. ^^5 '-^^ dicono la pianta di Roma cfiTcre fiata difcgnata quadra . Fabio Pittore par
t. landò del difegno di dettta pianta, e di Romolo, dille cofi, Hauendp fatto ueni-
re di Tolcana unoindouino e facerdote, fece un cerchio, & confagrò il pomerio, è
dal cerchio nel borgo Tofcanomenando intorno l'aratro per Palazzo, daimoà
fommo il colle difcgnò la Città di forma quadrata . Il medefimo ancora dilfe, Di
... .... più l'aitar d'Hcrcole,doue è il cerchio, & il cominciamento del facrato aratro, fin
de'f'Ji^! ' '** ^"^ F^^i^Pi^O'^^-Quefla antichità beniirimofùdaOuid.dinotatadoue. egli dilfe,
' » ^ptadiesle?ittir,qiiama:niafignet aratro t
»» Sacra Tatisfiiberant, inde moiietur opus .
*» Fojfafit adfolidion, fìugcs iaciuntur in ima,
» Et de HÌcino terra perita fola efl.
»> Foffa repleturhumo, plcnxj, imponitur ara^
w Et nouusacccnfoftinditHr igne focus .
» Inde premensjliuam dcjìgnat m mia /ideo ',
I , w .Albaiiigumniueoctimbouetiaccatulit.
diHfimolo. Plutarco ancora parlò del cerchio , che fi tirò prima che fi facefle il difegno
delia pianta della Città, e come dentro àquello fi fece una folfa ò buca tonda,
qual folfa fi chiamaua olympo, e cosi e detto da Fabio Pittore il cerchio, col qua-
le efla fi difegnaua . Il che chiaramente ci dimollra clfer corrotto il luogo di Var
JéEw^lii ^ ^^^^ ^'^^^ ^^^^^ ^^^^ coftume d'edificarle Città nel Latio,diccndo, Terram unde
mg. a ma. cxcluferant, uocabant foffam, &introrfum fadum murum . Quodq;poli:ea fie-
batorbiSj& urbis pnncipium, &c. Auuenghi che, fi ucdcperledetteautorità,
che
Libro Primo. 7
che quel cerchio detto orbis & olympus, non fi faceua dopo il difcgno delle mu-
ra, ma inanzi, e che.Roma non fu difcgnata tonda , ma quadra , e perciò , quefta LtiogodiVarrone.
uoce, Orbis, appreflb Varronc non s'hà da pigliare per il cerchio della pianta del
la Città, ma per il cerchio, dentro al quale fi Tcauaua la fofla tonda , fopra la qual
dopo riempita, lì foceua l'altare , e fi lacrificaua, e da quella fi cominciaua di poi
àdifconarcla città; donde ben fi può dire, che querto picciolo cerchio fufTe il
princrpio della città, cioè del dilcgno della fua pianta ; del qual cerchio à mio giù
ditiointefeilmedefimoVarrone quandoegU dilTedi fotto, Quare &oppida,
qua; prius erant circumduda aratro, ab orbe, & uruo, Vrbes , Et ideò colonia no
ftrx omnes in literis antiquis fcribuntur urbes, quòd item condita ut Roma. &c.
cioè, Perilchcle terre, che prima erano ftate intorno con l'aratro difegnate,
dal cerchio, e dall' uruo fi chiamarono Vrbes. Donde tutte lenoftre colonie
nelle antiche lettere fi fcriuono Vrbes , perche fimilmente ibno fiate edificate co- . .
me Roma . &c. Ma di quefta colà habbiamo più largamente detto nelle noftre Mi Af"'''-3- f-^P-i 3
fcellanee . Che la pianta di Roma fufle du'cgnata quadra,oltra l'autorità di Fabio
Pittore, fi uede ancora per quello,che dice Ennio anch'egli antichifllmo nel uer- pefloTomp. nel
fo citato da Fello Pompei© , ch'èquefì:o, tó.i5-
» Et quis extiterat B^nits. regnare c}Hadrat£ ? Catone ne'fragmé-
Catone ancora tcftifica, che Roma fu da Romolo difcgnata di forma quadra,'nel ti àelle Origini.
luogo detto Palazzo, e cofi anche fi uede ch'ella è fiiata difcgnata da quei moder-
ni autori, chela defcriuono come ell'era anticamente. Leggafi fopradi ciò quel- ^qy ^Tacito nel
lo, che lafciòfcritto Cornelio Tacito. Conchiudo adunque, che Roma fu dife- iib.n.
gnata e fatta quadra,e cosi anche fi coftumò nel Latio di difegnar le piante dell'ai
tre terre e Città, feruandoe'riti, eie folennitàdimoftrate, &infegnateda'nofl:ri
Tofcani,econferuatene'libri,quaH(cometeftificaFcftoPompeio, fi chiamaua- ff"''J'<"'*P- "^
no Rituali, che oltra e'riti dello edificar le Città, confagrarc i tempi) ,& altre cofe,
conteneuano ancora in chemodofidoueuano conftituire&: ordinar gli elTerciti,
& altre cofe appartenenti alla guerra & alla pace , Babilonia anche fu di forma
quadrangola.
Si dilegnarono ancora anticamente le Città in lungo, e cofi, fecondo che rac . .... ., ,
cóta Liuio, fu difcgnata Alba,dalla forma detta Alba lunga.Tal fùPolimbota Cit i^^^ca.i. '
tàd'India,edificata lungo un tìume.Leggefi che Memphi fu edificata in triangolo io fcrijfe Megafle
i forma della lettera Delta de'Grcci;& che di tal figura anche era la Città di Troia, ne,
Vitruuio uuole,che le Città fi faccino non quadre,ne che habbiano cantoni,che
efchino in fuori, ma tonde,& quello accioche il nemico quando le uerrà a cam-
peggiare,fia da più luoghi ueduto; auuenghi che doue e'canti fporgono in fuori,
ditti cilmente fi poflòn difendere, difendédo il cato più il nemico che quei di dré yemionellib. 4.
to. Vegetio dice che gli antichi in tal maniera fecero le Città, che le mura haue cap.z.
uano feni,e piegamenti, e ne'cantoni fecero le torri, accioche il nemico,fe fi acco
flaua,fullèoifefodatronte, da' lati, e quafi dietro alle fpalle. Cornelio Tacito cor.tttcitonellib,
ancora lafciòfcritto, che le mura di Gierufalemme erano fatte con arte torte, e zi-
piegate, accio che i fianchi di chi l'aflaliua, fotfero efpofti alle percolfe de' difen-
ibri . Appre0b,gli antichi fecero le città da molti lati, fecondo che fiti comporta-
uano ; come ho olferuato nelle muraglie,e rouine d'alcune Città d'Italia; e quelle
fenza fianchi, confidandofi quelli nella groffezza del muro , e nelle torri , che ui
faceuano fopra( quelle ieruiuano per cauallieri) & di qua, & di là dalle porte, co-
me fi prouerà al fuo luogo. Per tal cagione le muraglie furono chiamate da Oui- 0«»i.ne/"»-3'«
dio turrite, dicendo egli , S'' "«""' '^'^ 7-
*> i^id libi turritis incingere manibus urbes ?
7) Qjiid tibi difiordes addere in arma manus ?
Nel difegnar le mura delle Città, 1 Macedoni non adoprarono l'aratro, mala ter-
ra
Della Foitif. delle Città
Tlutar. neHauita
d:^kfJandro.
Valerio MaJJìmo
ndcap.^dclHb-u
Curt.mllib.^.
forma quadra , e
triangolare, nelle
piante delle Città
foco utili .
la bianchi, come io ho oflei uato apprcfìfo Plutarco, qual dicc,che uoicndo Alcf-
fandro Magno fardifegnarla pianta d'Alcfllmdria, mancandoli la terra bianca,
fece tirare un fc-^no in giro con la farina, douc eflcndoui uolati molti u celli , non
uilafciarondiqucllanientcmentreilRè la forma di tal futura Città rifguarda-
ua. Benché Quinto Curtio narri la cofa altri mente , cioè che hauendo ordinato
Aleffandro per le future mura d'Aleflfandna Città la polenta (quefta dicono alcu
nicheiìfaceuaconfemcdilino, coriandri, &orzo) molti ucelli uolandouila
màgiarono.Mà hoggi dì fi procede altramente al difegnare le muraglie delle Cit
tà, la qual cofa effendo manifcfta ad ogni muratore,da me fi palla con filentio.
H o R A quanto alle piante delle Città, che fi haueranno à difegnare , deuete
fapere, che la forma triangolare e la quadra fono le più imperfette, quanto alla
fortificatione, e le più dannofe che fi trouino ; auuenghi chc,?loucndofi ne gli an
goli, e cantoni di tai forme difegnare e" Balluardi,lc punte loro uengono ad elfer
troppo acute,malfimamente nelle forme triangolari. Conciofia cofa che facendo
fi il Balluardo fopra d'un'angolo retto,chi uuole,che le fue guance,ò fr()nti,chele
uogliamo chiamare,fiano fcoperte,e guardate,ò di neceffità ch'elleno faccino un'
angolo non retto & in ifguadro, come quello della muraglia, iuàfottofquadro&
acutOj come fi dim.oftra nc'Balluardi A B . & in quei di fotto .
^y^^^^s>!j^^--x-.^^^^is.^?>:^
)m^.v.kfevi^^^à.^ ^^:;'^^■^^:
j|r^;^^?^^^^-^X?^ ^■^W^v^^v^xN-^.^WV^V^
Libro Primo.
8
Balluardi che non
hanno gli angoli
ottnft,òalmenoret
D O y E N D O S T il Balluardo fabricare fopra un'angolo acuto, bifogna necefTa
riamente, acciò le Tue facce fiano guardate, farlo tale, che l'angolo fao fia più acu
te di quello della muraolia:et ogni huomo ancor che di niczano giuditio in que-
fta profeirionc,sa che i Balluardi,quali non hanno gli angoli ottufi, ò almeno ret-
ti , fono deboli , per il pericolo d' cflcr loro tagliate facilmente le punte con l'arti-
glierie, quali come fono tagliate , il Balluardo uà à grandiffimo pericolo d'effer ro ti.Jònodcbjiì"
uinato, poflTendp il nemico , fatta la fafcinata, ftar dopo la parte tagliata fenza fo-
Tpetto d'alcuna offtfa, che li ucnghi da tì.mco . Al che s'aggiugnc ancora la ftret-
tezza del fito e della piazza, caufara da l'angolo acuto: donde in cafo che'l para-
petto ila rotto per batteria, e confumato, non rimane fpatio alcuno da ritirarfi , e
da fare un'altro parapetto con gabbionata ,ò trincea come fi coftuma in fimili ca
fì.Si fuggiranno adunque quefte figure,c ccrcherafiì di fare la Città per il manco, it città fta perii
per picciola ch'eflcr de'bba, di cique lati dalle cortine reali. Di fei far^ meglio e di mxico di cinque la
lette,perche quanto più s'auuicinerà alla forma circolare, tanto più farà capace d' '' •
habirationi , & hauerà gli angoli più ottufi , e per confeguenza tali , che daranno
commoditàdi tabricarui fopra più accommodati, e più forti Balluardi . Ma quan
do il filo fconcio, e difadatro non comporterà tali forme, ò haueremo ad edificar
fopra qualche faffojò luogo dirupato,che non fia così fottopofto al pericolo di bat
terie, come ilpiano, ci accommodcremo al fito. Ancora quando il fito della Città
da farfi, hauerà qualche lato pericolofo più de gli altri, cercheremo di uoltar uer-
fo quello la cortina fatta à forbice, ò fecondo altri il puntone del balluardo, acciò
c/fendo battuto, fia battuto in isguancio, e con manco danno, benché à mio giu-
ditio, è più ficura cofa il uokarc in uerfo il nemico la cortina à forbice , che ha più
difefe, & è al certo più iicura. e quefta fi fa in due modi,cioè femplicemente come
nella prima figura fi ucde, ò co'iifalti(che più mi piace)co;Tie nella feconda .
Cafltllijimo qua-
dribceri, ò à cin-
qui, l^i.
Fortificationt à
ficllu.
Capitan "Piero
Manini .
Antonio I{icafoli
Batteria fi fa per li
ncanita.
^ Della Fortif^. delle Città
L A forma quadra farà manco biafimcuole ne'caftdli delle Città chiamati For
tC7.zc e Cittadelle ; & ciò per rifpctto, della picciolezza loro,e per fuggire la fpcfa
delle guardie, che d'ogni tempo conuicn tcniriii, auuenghi che è cola chiara, che
manco guardie, e manco artiglierie uorranno quattro Balluardi,che cinque e che
fei,benchc mi piacerla ch'ella fi faceffe di cinque lati . Et se'l Prencipe pure haue-
rà da fpendcre, farà il meglio confumare i danari nella grolfezza & altezza delle
muraglie, e Balluaidi, e nel cauar larghifllmi foflì,che nel moltiplicar Balluardi,ac
ciò quelli non habbiano ad effer più uicini, & un l'altro fi offendine nello fparar 1'
artiglieria grofla contra le machine de'nemici,che per cafo fiano in tempo di guer
ra accollate alla muraglia,o per altro bifogno : ò che faccia mefticro (come s'è det-
to ) tcncrui più guardie, che non ricerca la forma quadra .
La forma della Città,chefimigli una ftella, cioè che habbia le cortine ripie-
gate in drcnto, mie fempre molto piaciuta, editai pianta la muentione nóènuo
uà, màpenfataalligiornidenoftri padri rimperocheMarco Manini d'Anghiari,
huomo di molto ingegno, già mi diffc, che'l Capitan Piero Manini,quando i Fio-
rentini haueuan cinto d'afledio San Leo di Montefeltro, fece uedcre ad Antonio
Ricafoli capo quiui dello effercito, una pianta di Città da lui difegnata della for-
ma predetta cioè à ftella, & io già l'anno 1550. uidi àPadoua una cortina ritirata
in dentro con boniifimo intendimento, che mi moftraua in efrere,argomentando
dalla parte al tutto, l'utilità della forma àftella, che è quefta, che le cortine, uolen
dole il nemico battere per Hnea diritta, come s'ufa per il meglio, bifognerà farei'
approccio,e gabbionata,& apprefentar la batteria in lato,doue farà oftefo da moL
te bande, e di più preffo, che egli non offenderà la muraglia . E quando pure gli
uenga fatta la batteria,nel far la fafcinata fopporterà maggior danno,che fé le cor
tine fuffero diritte, e nel dar l'affalto, gli affalitori da quattro diuerfe bande faran
no feriti,non leuando e'fìanchi, ò da tre, leuandoli, cioè da tutti due i iati,da fron
re, e di dietro alle fpalle . 11 tutto fi può comprendere dalla fottopofta figura .
Libro Primo .
QvANTO alIagrandezzadellaCittà, fihàd'auucrtiredinonlafar troppoam
pia,e (concia, & in ciò molto mi piace l'upinione d'Anftotele,qual dice,che Città ^m-nellib-7'aet
grande fi chiama quella, ch'è affai potente, non quella che ha affai habitatori ; co- ** "' .caf.^.
me fi diria, Hippocrate non come huomo, ma come medico,efrer maggiore de gli
altri più alti; e che fé la grandezza s'hà da giudicare dalla moltitudine, non s'hà
da giudicare da ogni moltitudine, come è a dire, ferui, foreftieri, & altre perfone,
ma di cittadini^che fanno la Città . Appreflb dice il medefimo Ariflotele, che ac-
C cloche
«fu
Della Fortif. delle Città
cloche una Città fia beata, fa mcfticro ch'ella fia grande ; ma che fi come e diffini-
ralagrandezzadcglianimali', delle piante, e degli ftrumenti, che hanno illor
potere per ciTcre ne troppo grandi, ne tfoppo piccioli(auucnghi che fé faranno ai-
re Città non pano trimcnti, faranno abbandonati dalla hatura,ò ftaranno male,ficome una naue
troppo gra}idi,ne lunga un palmo, non fi potrà chiamar naue, ne manco s'ella farà lunga due fladij)
troppo picaole. cofi ancora le Città non debbono effcrc ne troppo grandi, ne troppo picciole .
Per il che egli uuole che lìa manifefto, che ottima diterminatione è, che la molti-
tudine del popolo fia tanto abbondante, che per fé fia fufficiente àuiucre, e facil-
mente fra di fé ftcffa conofcer fi poffa . 11 che è ftato fauiamente detto da qucfto
Inconucnienti.che Philofopho , auu cnghi che, fé la Città farà grandifiìma, e fmifurata,colui, che ha-
ftgiiono nella CU- uerà il carico, e la cura del gouerno, e della difcfa di quella, non potrà mai proue
tàtroppo grande, ^j^^j.^ ne'tcmpi d'affedii à tutti e'iuoghi quando farà di bifogno, e non potrà inten-
dere à tempo quello, chequa, clafuccederà- efebcnclofaprà,non ui potrà man-
darprefto aiuto; ancorché infimilicafi, quando le Città fono troppo grandi,
fi poffa prouedcre col dare gli alloggiamenti à'difenfori, uicino alla muraglia, e
con fegni di giorno e di notte, e con uedettc ficuriffime, e con caualli : di maniera
che fi faccia fapere ogni minima cofi,che interuenga ò bifogni in qual fi uoglia la
to . Di poi fé à tal Città fmifurata, e fconcia uerrà fopra in un fubito e quafi allo
improuifo il nemico gagliardo, non ci farà mai tempo baflcuole da prouederfi di
uittuaglie, e difenfori , e di fortifìcarfi inrorno alle mura doue occorrirà . E fé mi
Terfonechenon farà detto, che cffcndo grandiffima la Città, e non dishabitata, farà di neceiTità
funo pratiche nel- cheui fia ancora gràdiifimo popoIo,che potrà ad ogni bifogno foccorrere; rifpódo
laguerra,non Jon^ ^j^^, coloro,quali nò fono difciplinati e pratichi nella guerra, non fanno mai quel
nleOt7à. ^° effetto, che foglion fare i ueri foldati,àtalche diece non uagliono per uno,ma;Ti
mamente nel difenderfi centra uno affalto, che fi dia alla batteria , doue uenghi-
noà morir molte perfone, e doue faccia mefiiero di difciplina,& animi di br.uii
foldati . Ancorché fi fia ueduto taluoka, chc'l popolo folo d'una Città ha fatto in
tempi d'affedio rcfiflenza miracolofa contrai nemico, e fi foglia dire , che fi com-
batte ardentemente per la patria , per la propria cafa , e per i figliuoli , e come di-
^rifl.ncUib.i.del cono e'Latini, prò aris &focis. ScriueAriffotcle, che fidiceua che quando fu
iaTolit.cap.2. giàprcfa Babilonia, una parte di tal Città fcctte tre giorni che non fapeua co-
fa alcuna che'l nemico fuffe pafUito dentro , la qual cofa ( benché hoggi di ancora
Città grar.difime, fi dica del Cairo il medcfimo) nondimeno non fi ha da credere. Macibaftafa-
ddunate. per foloquefl:o,chefimililuoghigrandiffimi enelgoucrnare enelguardare, fono
^ fcommodifllmi, efi poffono chiamare fimili à fmifurati moflri, quali cffcndo fuor
dell'ordine della natura,non uiuono , e fc uiuono per qualche fpatio di tempo, la
fanno male. Riferifce Leo Battifta che Thcbe fu larga ftadij 160.Memphi150.Nini
uc 480. Polumbota Città (come dice Megaflene) fatta dietro ad un fiume, fu lun-
ga ftadij 8o.largai5.Babilonia fu di circuito, come dice Curtio nel lib. 5, ftadij
358. e fecondo Strabene nel hb. 16. ftadij 335. Hoggi il Cairo è grandiffimo, & in
Italia Milano ha il nome della maggior Città che uifia,mà non è perciò troppo
fuordimifura. Hora uenendo alla diterminatione delle grandezze delle pian-
, , te, dicoche, fecondo che è ftato auuertito ancora da altri, fi poffon fare in piano
irande77a fiDof- ^^^^'^'^^^^ fiano di due miglia e due rezi di diametro l'una, fino d'un miglio & un
^infareT terzo, che non faranno difconucneuoli . Se ci piacerà di fare la Città, che fia di
diametro braccia 7840. cioè due miglia e due terzi in circa, bifognerà per fare che
le cortine &iBalluardiuenghino digiuftae conuencuole grandezza, cioè ogni
cortina lunga braccia 65o.ciafchedun fianco del Balluardo braccia 45.e ciafchcd a
na fronte 120. dico bifognerà ch'ella lìa d'otto lati, e così habbia ancora otto bal-
luardi . Se la uorremo di diametro larga braccia 6 860. cioè due migha & un quar
to in circa, conuerrà farla di fette lati, e che habbia fette Balluardi. Se la uorremo
di
Libro Primo .
IO
di diametro braccia 5S80. cioè di miglia due in circa, conuerrà difcgnarla di fcì
Jati,confciBalluardi.Sela uorremolargitìi diametro braccia 4900.CÌOC miglio u-
no,c due terzi in circa, fliremo coftrctti àf;:tbricarla di cinque lati,con cinque Bal-
ìuardi . Ma fé la uorrcmo di 3920. , cioè d'iln miglio & un terzo in circa, è cofa ma-
nifefta, hauendo riguardo alle debite milìlrc delle fue mcmbra,che farà meftiero
farla di forma quadra con quattroBalluardi . Benché, come ho detto, quefta for-
ma s'acconuiene folo alle fortezze et à'caftelli,a quali non fi darà à f^ran pezzo tan f'^^^''^'V*'^^^'[f^<:
to di diametro, ma poco, acciò uenghino piccioli, benchela piccolezza rechi do Mij'^écftuddlT
bolezza, per non ui rimaner troppo terreno da fare la ritirata quando la cortina '
fulfe battuta, e non fi polfino bene adoperar pezzi groffi per rifruftare le cortine,
perche offendono la muraglia iftefia de fianchi de'Balluardi, che farà oppofta all'
artiglieria, che fi tirerà . Le cortine intendo che fi dcbbin fare ripiegate in;den-
tro, come dimoftra la figura fottopolla , ò condenti e rifalti^ come fi è dimoftro di
fopra.
Della Fortif. delle Città
ClKOt AMO
if ACCI.
yjobilifme Citti.
fondate fopra e'fiu
mi.
Confiderai ioni che
s'hanno hauere
quando conueni
difegnare una Cit-
tà per il me:i^o del-
la cjuale habbia à
fajjare il fiume.
L A lunghezza di ciafcheduna ucrrà ad cfTere più di braccia 650, ma s'intenda
Tempre che la diftaza da un Balluardo à l'altro fia per linea diritta braccia 650. che
quefto e giufto fpatio nelle forme reali, del che di lotto fi parlcrà.Sc fi farà la Città
ò fortezza per diferulcre qualche paflb,ò frontiera, bifognerà farla affai grande,ac
ciò ui capifca buon numero di fanteria, e di cauailcria , sei pacfe non farà troppa
afpro, per potere al bifogno ufcire contra e'nemici , che altramente gioueria poco
hauere in tai luoghi di frontiere fortezze, e piazze picciole, chenonfulfcro ri-
cetto di copiofo prefidio .
DiTER MINATO chc haucrcmo della grandezza , e del numcrode'Iati della
Città, e del luogo del cafl:cllo,ò della rocca, che uorremo fare, della quale dire
mo più à baflb, confidercremo chela Città debbe hauere più e più forti di mem-
bri, e parti, che la difendino, cioè oltra le cortine, i Balluardl , le Piatteforme, i
CauaIlieri,e"Fofri, le Cafe matte, le uie fuori de'foifi , l'argine e fpalto col parapet-
to, quale alTicurie'foldati delle fortitc, delle quali opre particolarmente al fuo
luogo parleremo, s'accommodcrà il tutto col fuo debito ordine, auuertcndo
di non fi guidare in ciò con quel giuditio, che l'occhio folofenza la mifuracimo
itra,auucnghi che rimarremmo ingannati, per chefempreinanzi, chcfiuenga
al murare , & ad alzar l'opra, le piante e le piazze paiono grandiifime , e difconue
neuoli, e dopo rielcono picciole, il che molte uolte interuicne nel difegnare e'Bal
luardi e fimili membri di fortezze ; donde ho ueduto alcuni Architetti eflferfi di
gran lunga ingannati nel farei difegni; perche fi per cagione dell'occhio, che
inganna,fi perche non haueuano riguardo al riftrignere , che e caufato dalle grof-
fezze delle muraglie, e dalle fcarpe di quelle, hanno fatto l'opre dishoncfìamcnte
picciole. però inanzichequcftcfil^accino,edaconfiderar la cofa molto bene, e
da difcgnar prima il uano di drento con le lue piazze, e fuor,di quello il rimanen
te dell'opra, che in tal modo non potrà fuccedcre inconucniente alcuno .
Delle piante delle Città, alle quali debbono
pcrmezopaffare e'fiumi, e di quelle che s'haueranno à difegnare in
monti, colli , e piagge , ò fattcui da gli antichi , s'haueranno
à fortificare , C a P. 1 1 1 1.
T I M A N D o alcuni, chc fia util cofa il fabricare le Città fopra e*
fiumi, malfimamcntc quando fianoabbondantiffinù d'acqua, e
ciò per potere ànoftra porta dar l'accia à'fofiì delle mura, perla
nauigatione, e per altre utilità,che giornalméte fé ne cauano,qua
li anche da gli antichi furono con ficTeratc , laonde ucggiamo che
nobiliffime Città fondarono Ibpra e'fiumi, comcèmanifcfto in
Italia e fuori iparmi che fi debba dire in particolare qualche cofa della pianta di
tah Città,con animo di paffar dopo alla pianta dellaCittà da farfi in monte,in col
li e piagge, in laghi, e dentro al mare. Dico adunque, che uolcndo noifabrica
re la Città fopra d'un fiume abbondantiffimo d'acqua , fa meftiero chc habbiamo
l'occhio à più cofe, confiderando beniflìmo quello, che tal fiume col crefcer fouer
chio, ò conl'elferchiufodallatodi fotto della Città, polfa fare;ò anche con l'effe-
re fuolto e deriuato in altro lato, che danno ci po/fa recare, e fé fia uicino ò lonta-
no dalla marina, percioche, fé fi farà ueduto per e'tempi adictro, che tal fiume nel
uenir groffo, gonfii grandemente , & in una parte più ch'n altra,ò per l'andare con
le forze unite, ò per nbattimento della ripa, loglia fpicgarc il fuo impeto , tal par-
te non fi piglieli per difegnarui la Città. Se con il chiuderlo fulle facil colà il fare
iondarela Città futura,fi cercherà per quella parte delle ripe,che farà più dediue,
e più
■>.
'. ;
Libro Primo.' ii
e più caduta hauerà ; e nel fare la muraglia , s'auuertirà di fabricarla più alta , che
non fi faria in un'altro luogo, che non ftcfle fottopofto al pericolo dell'acque; & il
fìmile fi farà alle muraglie dentro delle ripe di detto fiumc,& accommoderannofi
alle aperte delle fcale, che fcenderanno nel fiume, le Porte da potere in un tratto
quando bifogni, ritener l'acqua che non paflì dentro . Et à queftc muraglie fi da-
rà piùfcgrpa che à l'altre . L' iftenb fi farà anche quando piaceffe al Prencipe, che
laCittàfi fabricalfcnon troppo lontana dalla marina, auuenghi che in tal ca-
fo, fi può temere, che qualche uolta per fortuna di mare, che fpinga l'onde alla
focedelfiumcin tempo, che quello per abbondantiflìme e repentine piogge fia
grolTo,ella nò uada à pericolo d'eifer fommerfa,come non una uolta uediarno eflc-
re interuenuto à Roma .Per ilche à me pareria , che fi doucffc'tenirfi lontano afilli
dalmarc,purchenon fi perdere la commodità della nauigatione. Doue il fiume Muraglia all' en-
haueràadentrarc,fi difegnerà la muraglia à forbice, fi ch'ella uengaà ferire coni' trata&ufcitadd
angolo acuto delle lince delle cortine caminati in dentro uerfo la Città,dico uen- fii^^ne come [t dtb-
gaàferirein mczo al fiume.Et ilfomigliantcfaraflì alla parte di fotto, doue il fiu- °^t'^^^'
mchaucral'ufcità, equefto acciochefemai per cafoil nemico ci togliefl'e l'acqua
con lo fuoltar detto fiume,quando uerrà per palTar dentro per il letto afciutto, co-
me già fu fatto à Babilonia da Semirami,da Ciro, e da Aleflandro Magno con lo
fuoitarc e deriuare il fiume Eufrate, che le pafTaua per mezo (della qual cofa Seno Semphonte mi li.
phonte,Frontino,eGieremia profeta ne fanno mentione; fia da molti lati fin die- ^•'^^O'" T'.«(fw,
tro à le fpalle grandemente offefo.ApprefTo fi difegneranno in tal modo le mura j'/'r^f*"^ Ir^'
delle ripe, che doueranno elTer chiufe dentro alla Città, ch'elleno faccino la figura remundcat.% i
detta rhombo, cioè che elleno fiano ripiegate indentro inuerfo l'una, e l'altra par-
te della futura Città, come hanno da eflere quelle delle cortine . Dalla qual forma
ne nafcerà doppia utilità, runa,che uenendofi ad allargar molto il letto del fiume
nel mezo, fé gli uerrà à fcemar la forza quando uerrà groflb; l'altra, che quando e'
nemici pafferan dentro, faranno molto più oifefi,che airentrare,e cofi torraifi loro
la fperanza di poter fare quello, che, come habbiamo già detto di fopra, fu fatto à
Babilonia . Et ancora ne feguirà qucft'altra utilità , che effendo per cafo prcfa una
parte di detta Città, l'altra fi potrà per benefitio di tal ripa difendere ; la qual cofa
acciò uenga più agcuolmente fatta, uoglio che e'ponti,che fi faranno fopr'al fiume
(quefti debbono eflere d i fotto,e di fopra doue farà minore la larghezza) ui ciao al '^°"^' de' fiumi dC-
leripequantoèlalunghe'zzad'unapicca,òanchepiù, nonfianodipietraemura- ^JV, ^ "^it'^'^'''^
ti,màdilegname, acciò in un bifogno fi poffinoguaftare.E benché quando altrui ^^ '
hauerà il nemico patrone della metà della Città, fia malageuole il difender l'altra
parte,nondimeno s'altro benefitio da tal forma non s'hauerà,al certo s'hauerà que
fto,di poterfi dare à patti, e no andare in un fubito à difcrettió del furor de'nemici.
Ancora quando il fiume farà troppo rapido & impetuofo,s'auucrtirà di farlo cam- ^'"P^'^o de pumi
V* , . j V , ì ■ r ■ j u r--- t I j 11 come II Jminiiijca.
minareauolteindueotreluoghituoridellaCittaalquanto lontanodallaentra- ^
ta, perche in tal maniera, come alcuni dicono,fe gli uieneàfcemarela forza.
Sh haueremoàdifcgnarelaCittàin monte, cercheremo di accommodarcifo- Città inmonte.
praquellaparte, che farà più forte, e che haueràda torno piùualli. come èilfito
di Perugia, acciò il luogo non poffa mai effere affediato, & il nemico, qual tente-
rà di accamparfi, habbia à metterfi molto lontano . Di più fi eleggeràla parte più
dirupata, e più piena di fcogli, che uietino il fare le cane delle mine, & alla parte
che farà fignoreggiata da qualche monte ò colle fopraftante, fi uolterà la punta di Fortijicatione eri
qualche Balluardo accompagnato dietro da alto Caualliero di terra, e farafllil p^rocontrauncol
fondo del fofifo, che à quello fi tirerà dauanti, non piano ma à guifa di tetto, ò co- ^^fip'^^fi^"(<'-
me fi dice, à fchiena d'afino , che da'lati di qua e di la mandi con lo fdrucciolo o-
gni maceria, che uifuflTe gittata drento,nelle ualli : ò uero,come piace ad alcuni, fi
uolterà inuerfo il colle fopraftante, la cortina à forbice, chiamata dal Capitan la-
conio
Citi a in piaggia, 0
faldddimonteòdi
colle .
I{imcdio perche il
nemico non poffa
batter dentro la
Città.
Citta in acqua
morta ,
Della Fortif. delle Città
corno, coda di nibbio, come fi ucdccilcrcftato fatto da lui allafortifìcatione di
SenTioncta,& come uolcua tare il Capitan Francefco Montemclino àRoma,quan
do alteiTipodiPapaPauloiii.fi trattaua di fortifìcarBorgo.Ilfimilefarafri quan-
do farà nu-ftitro di dilegnare la pianta d'una Città fópia qualche colle, che fia fi-
gnore,u,iato da un'altro colle lopraftante. auuertendo lempre di tirare in tal
modoedilegni, e le diritture delle cortine, ch'elleno non fiano fcopert^ dentro
dal nemico, e che più prefloallo'ngiìi fiano battute per linea diritta, che allo'nsù.
Se alcuno uorrà edificare la Cittàin piaggiaò in faldadi colle ò monte, come è
Arcefi,ccoinefi ucggono altre terre (benché tal fito inaiarne non è piaciuto per
molti nfpetti, e maflìme per il pericolo d'eflcr battute le cafe, e le cortine
offefedal Iato di dentro)© più torto fortificar c[uella, che faràftatada gli antichi
fatta in fimiIluogo,conuerràfcoftarli alquanto da'colli fopraftanti, efaree'rime-
dij^chefi fon dcttiperle Città predette, uoltando anche le cortine in tal modo,
the non fiano fcopcrti i difenfori da quei di fuori, benché à ciò al tempo di guer-
ra fi prouegga con fpeffetrauerfe di trincea, come feci io in alcune parti, gli anni
palfati, in Anghiari, quando infieme con alcuni altri, all'hora che l'elfcrcito Fran-
ccfe s'auuicinaua a Val di Chiana , mi fu data la cura della fortificatione , e dife-
fa di tal luogo . Qiianto allo inconuenicnte dell'efll-r battute le calc(ancor che ciò
non faccia pigliar le terre, come s'è ueduto à'noftri di perl'eflempiodi Napoli di
Romania,,diSanLco, diMontalcino, di Siena, & ad altii tempi d'altri luoghi) fi
può trouar rimedio con unaò due trauerfe di grofie muraglie,quali habbiano dal
mezo in sii certe aperture, donde paill il uento & il fole, per la i'alubrità dell'acre ;
che fi polfino al tempo di guerra chiuder ficilmentc con opra di terraglio . Tire-
ninnofi adunque lelinee,& i difegni della futura opra con ordine, che ne fiegua-
no e'benefìcij e l'utilità predette : e quando per cagion del fito fconcio,la fortifica-
tione non pofil'a ucnirc fecondo le milure reali, all'hora faremo il meglio che fi può
accommodandoci al lìto,difcoftandoci da quelle manco che farà polfibile . che di
quefte fortificationi non fi può dare ordine certo, per eflere e'iuoghi incerti, e di-
fadatti, che fotto forma certa, e regola determinata non fi poflbn tirare.
L A Pianta della Cittàin luogo d'acqua morta, come dentro à laghi, &in ma-
re, fi douerà fare con quel ordine, che lì fanno quelle di piano . D ' intorno, acciò
il nemico con nauili, Zatte, e fimili altri edifitij di legno non s'accofti ò per falir fo
prale mura, ò per battere, fi faranno palificate,e fcogli artifitiali,che fiano coper-
ti, e uietino il paffo. E'porti fi accommoderanno con l'ordine, che fi moftrerà al
fuo luogo, cioè doue fi ragionerà della fortificatione di quelli.
Se nel difegnare la pianta della Città^fi deue cer-
car di chiuder dentro terreno per feminarui, per foccorrere al tempo d'affe-
dio alla neceffità del uitto, e s'i'li è buono che le Città, e fortezze hab-
bianodue,ò più ordini di mura. Cap. v.
GIROLAMO l^^^^^^i L Tartaglia Brefciano s'aflfliticò già in cercare modo dafareuna
■^^ * ^ *^ ^' m^-'^ (?^a (;ittà^ che haueffe luogo dafeminar di fuori , che non fufle impe-
dito dal nemico, donde quella per fame non potefle elferprefa,e
fi pensò che tal cofa fufse poffibile.
I o fopra di ciò molte cofe nella mente rìuolgendo , non mi fon
mai potuto perfuadere,che ò dentro alla Città, ò di fuori fia poflì-
-, bile con l'arte d'ottcnir tal cofa , le però non fi trouafse qualche monte cinto d'o-
merra' Giudaica §"^ intorno di precipiti) inaccelfibili , che à fommo hauefselargo piano, e frutti-
ne///t. 7. wp. 4 4. fero, come era quello, che dice Giofcpho efscre flato fortificato da Erode con di-
ibgno
Libro Primo. iz
fegno difemlnaruiemantcniie i difcnfori col frutto, che produccua quiui il ter-
reno . Bench£ Quinto Curtio dica, che dentro ^Babilonia erano flati lafciati mol Curtionellib.i.
ti fpatij per reminarui,acciochc fé ftraniera forza fuife ueniita fopra e'Jìabilonij, fi
potefsero hauercgii alimenti dal terreno, che dentro fi coltiuaua . Perciochc chi
farà bene il conto del terreno e de'capi,chc uuole un popolo per cauarne il frutto,
chegli bafti à uiuere, uederàchenon è poinbii tal cofa^aunenghi che tanto terre
no,che produca il frutto bafteuole à cino^ue huomini,e quaiì !o fpatio della pianta
d'una rocca. Conixifo bene chc'l fcminarein tai luoghi non occupati da gli e-
difìtij, haueria in tempo d'affedio potuto dar grand'aiuto, come dice Leonardo 'H^lUb.^.ddk
Arretino, cheinteruenneàRoma, quandoeraaflediatadaGottii mànon già del iI«^''"*"^Co'"-
tutto fupplire al uitto di tutti gli habitarori, ancor che pochi difenfori bifognaffc-
ro perralrifIìma,egrofrifnmamurag!ia,chehaueuatalCittà,maffimamctein que'
tempi, che non haucuano le potcntinìm'armi da battere, come hanno c'noftri .
Conchiudo adunque, che fé noi non troueremofitofimileà quello dcfcritto da
Giofcpho, òqualcheifolettain mare, alla quale foio per uia di foci, e come per
canale fi pofsa auuicinarfi ( perche in tal cafo bafteria folamente fortificare le boc-
che de'canali, e l'intrate) non fi potràmaifarCittà, ne fortezza, che pofla uiuere
del frutto, ch'ella ricolga ò dentro, ò fuori, in luogo che non ie fia tolto,ne molefta
to dal nemico. Auuenghi chefebenfarà dentro à paduli,à mari, ò fopra monti,
hauerà di bifogno di muraglie che lo chiudino, e di difenfori che lo guardino , e
bifognando, che Io fpatio del terreno da coltiuarfi, fia molto grande, hauerà an-
che bifogno di gran numero di difenfori . E fé fuflc polfibile quello, che io à ra-
gione ardifco negare, s'hà da credere, che fra tanti fiti, che fono al mondo, e fra
tanti Prencipi, che fono frati defiderofi d'aflìcurarfi contra l'empito, e la uiolenza
de'nemici, con l'ingegno degli Architetti emartri di guerra, fi faria fatto quello,
che noi cerchiamo di faper fé fi può fare.Ma lafciado quella cofa da parte,e uenen
do alle Città da piìi ordini di mura, dico che Herodoto lafciò fcritto, che la Città
Cebetanahaueua fette cerchij di muraglia. Vitruuio diceche ZamaCittàdegli ^^/^l^'J^^ ''^^^'^'
Africani, fìi circondata dal Re luba di due ordini di muraglia, tanti n'haueua an-
che, come dice Giofepho, Alàca Città uicina àlotapa. Gierufalemmc,fecondo il ciofepho nel cap.
incdcfimo,nehaueuatre. PheraCittà,come lafciò fcritto Liuio,n'haueua due or iS.dellib.^.dellx
dini.Memphi,fecondoThucidide,cradiuifa in tre parti. Città di Caftello, come ^""*^^"''^' ,
lafciò fcritto Ruberto OrfoAriminefc,haueua due cerchij di muragha,de'quali pi^'^i j^i^^l^'^"'
anche hoggi fé ne ucde qualche ueftigio ; la mia patria fimilmente n'haueua due, Liiuiellib.e.delk
tante iljBorgo Sàfepolcro,perlafciare indietro altre Città d'Italia, ch'hannoanche Deca^^.
hoggi più recinti di muraglia . Ma il fecretario Fiorentino à ragione danna cotai Tlmcid.ndlib. t.
forti di fortificationi, auuenghi che più di debolezza, che di fortezza apportano, ^^"'^^^ "^^'^^'~
perche fanno i difenfori poco ardenti , e ualorofi al difendere il primo muro, ha- ^/^^'^f/cLa.'^ '"
uendo la fperaza della faluezza, e dello fcampo in quello, che hanno dopo le fpal
le . Donde facilmente abbandonandolo, fon cagione,che'l nemico fattofi uicino, Tiucerchij dimu-
e dando coperto piglia ficuramente anche il fecondo, chealtrimenti non ci elfen ragUaalle Cittifo
do fé non che un muro,s'adopra ogni induftria e forza per difender quel folo,non Podannofi.
rimanendo , perduto quello, alcuna fperanza di falute. Perciò ucdiamo che'l pa-
rer di coftui è hoggi approuato da tutti gli Architetti & Ingegnieri,che non coftu-
man di farefenon che una fola muraglia], fé ben Turino , e non fo che altri luoghi
fortificati alla moderna, n'hanno due ordini. Nel difegnare adunque le Città,
non ci cureremo fé non che d'un fol recinto di cortine, d'intorno al quale dipoi
metteremo ogni cura & induftria per farlo gagliardo di contraforti,di terrapieni,
di piantate d'arbori dal lato di drento, e dell'altre difcfcconfuete; delle quah s'è
detto di fopra, e fi dice di fotto più à pieno.
In
Della Fortif. delle Città
e I I^ O l A M O
M ACCI.
Le prime I\ocche
da (juai popoli pcn
fjte,ejabricate.
Bacche ptr che cofi
dette .
Curtio nel Uh. 5 .
■pacche de gli anti-
chi in quii parti
delle Città fi face f-
fero.
^
In che lato della Città fi debba difeanarelaRoc
o
ca^ ò ucio il Cartello, e di che forma . che utilità dcfrero le Rocche à gli
antichi, e come in alcune Città lì coftumò di farne
due. C A r. vi.
s s E N D o la Città affimigliata al corpo humano,fì come quello nel
la più alta parte di fc ha la refta, dond'è gouernato,e iìgnoreg-
giato, così ancora fa mcfticro che la Rocca lìa nella Città, & in tal
luogo piantata,ch'clla il tutto lìgnoreggi e difcuopra^c fia più forte
della Città. Però gli antichi fecero le rocche ne'iuoghi alti, delle
quali dicono alcuni cflcre flati inuentori gli Arcadi (e perciò da
quelli cflcre fiate dette in Latino Arccs ) quali, come tcflifica Solino, fotto Euan-
drooccupauanoe'picciolicollijcquiuifì fortificauano . Donde anche le fommi-
ta delle montagne non folo da'Pocti, ma anche da gli altri fcrittori furono chiama
te Arces e la fommità del cielo da Valerio Fiacco, da Virgilio, & altri fu chiama-
taArx, cioè rocca. Sono qucflcflibrichc chiamate rocche in uolgarc, dalla uoce
Roccia, che lignifica la fommità ò ripa del monte, Dante,
« ^^ piede .1 pie de Una^liat.zroccia . & altroueilmedefimo.
« Che dietro ad ^mnbdpajfaro
„ V alpeslri r accie "Po, di cui tu labi .
e ciò meritamentc,pcrchetali fabriche fi faceuano fopra monti ò in luoghi alti .
Ch e le rocche fìano fiate anticamente fatte nelle Città,fì uede per qucfto, cheTro
ia haueua la fua Rocca detta IIio,la Città di Nembrot hebbcla rocca chiamata per
nome di torre. Così Quinto Curtio tefìifica che Babilonia haueua una rocca, eh*
era di circuito fladì) trenta . Roma haueua il CapidogHo, come è cofa manifefla .
Faceuano gli antichi le rocche, quanto io ho potuto olfcruare, nel mc7.o delle Cit
tà, quando haueuano quiui il fìto alto e rilcuato, non haucndo confidcration piìi
che tanto al foccorfo, che in cafo che fi fuffc perduta la città,biibgnaua à quelle da
re da lato, che fuffe fuori della muraglia della Città, ne alle genti, che per quelle fi
foglion mettere dentro per cacciare il nemico , come fu fatto àBrcflli da Mons. di
Fois, &è in altri luoghi auuenuto . Ma quando non haueuano fìto rilcuato in me
?o,Iefaceuanoinqualfìuogliaa!tro luogo alto, acciò haueffero iluantaggioe
la fortezza del fìto, & il tutto ben illìmo guardaffero. Gli Architetti non cosìanti
chi, péfando beniffimo à tutta l'utilità, che fi può hauere dalle rocche,le fecero me
ze dentro alla Città, e meze fuori, fecondo chee'fìticomportauano, e non mail'
edificarono in tal lato, ch'elleno non riufciffer fuori della muraglia, e queflo,
acciò fi poteffe à lor pofla metter dentro à quelle, e cauar genti,fenza che chi fi fuf
fc impadronito della Città, potcflc ciò uctarc . Alcuni nondimeno a miei di l'han
no fatte in due parti, cioè con una alquanto adentro la Città col corridoio, che ar
riuià l'altra parte che hanno fatta fu la muraglia. Maquefla foggia di fortezze à
me non piace,perchc facilmente,ò con batteria,ò co mina quel rouinando, lì può
uictare alla parte di dentro il mettere ò cauar genti per il detto corridoio . Però
io giudico chela rocca fi debbe far tutta in un luogo, chefìa rilcuato, e fopra la
muraglia della Città,di modo ch'ella ferua per un Balluardo nel guardare le corti
ne della Città di qua e di là, e non poffa effer olfela per lauicinità da'Balluardi
di quella.
Hassi ancora ad auuertire nel pigliare il fìto della fortezza, che ellahabbia
una ò più uie coperte da mettere in quella géte e munitioni , ogni uolta che occor
rirà , e ch'ella benilfìmo fìgnorcggi la Città, & al bifogno la poffa battere ne'iuo-
ghi doue più praticano le perfonc, e raaflìmamcntc,fe farà polfibile, nella piazza,
e den-
Libro Primo. 13
e dentro per cortina, ò per fianco una delle porte della Città, à fine che quando
quella per calo farà prefa dal nemico, ò fi ribellerà, non folamente fi pofia battere
la Città, e mettendo gente per detta tortezza, ripigliarla, ma ancora fi pofla difar
mare la porta, e le cortine de'loro prefidij, dando gran;commoditàà gli aiuti, che
ci ucrranno di fuori, di poterla racquiftare. La fua forma, perche la fabrica ha
da cfTcr picciola, làrà di quattro Iati, come hoggi fi coftuma di fare e'cafteili in Ita
lia e fuori, e non di più di cinque. E non fi farà però tanto picciolo il fuo recinto,
ch'ella per tal cagione riefca debole, tenendofi per parere d'ogni maftrodiguer- ^'^'^S.'" ^^'^^ "^«
.• • r 1 I AI- I • 1 ^1 •/-.,- -1 , ^1 lì^nno (patio da
ra, edi cialchcduno Architetto, che tutti cluoghi fortificati, che non hanno da fami la rctirata
fare la ritirata quando fon battuti, fiano deboli, e facilmente fi piglino- Ma pev- fino deboli.
che e' Prencipi e le republiche mal poffon durare alla grande fpcfa delle continue
guardie , che in molte fortezze conuien loro tenire, uogliono ch'elleno fi faccino
più picciole del douere,alle uolontà de'quali fa meftiero di accedere, co quel man
co danno nondimeno che Ga pofiìbile . Douendofi dunque hauer poca fperanza
nella ritiratajchc per buó rimedio fi oppone córra le batterie,giudico che fi deano
difcgnare le muraglie della fortezza tato delle cortine,quato che de'Balluardi,più
grolfe affai, che non fi coftuma difegnar quelle delle Città; cofi ancora che fi deb-
bin fare più larghi fofliàquefta, e più profondi che alla Città, acciò quefti fcppor.
tin manco pericolo d'efier con le fafcinatc ripieni, e quelle d'efier dalle artiglierie
rouinate . Benché fé bene fia gittate à terra il parapetto in qualche lato,ui fianp al
cuni rimediifenza fare la ritirata, da fchermirfi da l'impeto de'nemici, quali fi dira
no di fotto,doue fi parlerà de'ripari centrale batterie. Oltra di quefto fon di pa-
rere, che dentro alla rocca, nel mezo Ci doueriafarc un mafchio, non di muraglia, ' ^^''''"' '^ '^■^*""
come per tutto fi coftuma, ma di terreno dal mezo in su, fopra'l quale per uia co-
perta fi potefie d'ogni tempo falire, e condurui artiglierìa; & incima inghirlandar
Io di gabbionata, ò di falda trincea per guardare la campagna, che'l nemico non C\
pofla accoftar con gabbionate, trincee, forti, e cauallieri per offenderla; e per me-
glio fignoreggiare efcoprire la terra, e poterla, quando faccia di bifogno, battere,
e grauemente moleftare . E la ragione è.quefta, che i mafchi di muraglia facilmen
te fi rouinano, e quando fono percoffi dall'artiglierie, con le pietre, che sbalzan
fuori, offendono dattorno e'difenfoii dell'altre parti della rocca, che per effere il
luogo picciolo, fono uicini à quello . liche rron auuicne ne'l Caualliero e mafchio
di terra . Le punte,ò fronti de'Ealluardi fi uolteranno à quei luoghi, chemaggior
pericoli,&offefe minacceranno.
D I dentro, oltra il mafchio , fi faranno pozzi e citerne,e fi compartiranno con 4^«i
buono ordine e'iuoghi, affai capaci,e bene inrefi, che habbiano à feruire per e'pre ^^P
fidii, per le munitioni, e uittuaglie, e per l'armerie, e machine che fi tengono per
la difefa . Auuertendo di accommodare la ftanza dalla poluere dall'artiglierie in
luogo appartato, più de gli altri ficuro dal fuoco ; e con tal ordine, che fé mai per
cafo ò per fraude d'alcuno il fuoco in una parte s'appiglierà,non fi uéea ad abbru-
fciar tutta la poluere, ma una picciola parte, e non n'habbia à feguire rouina d'im-
portanza de gli edifitii e del prefidio, come gli anni à dietro interuenne nella for-
tezza di Maffa in quel di Siena, & è altre uoltein alcuni luoghi accaduto. Ben-
ché per ouuiare à cotai pericoli, mi piacerla ch'I carbone , il Iblfo , e'I falnitro, de" Come fi tenga la
quali fi compone la poluere predetta, macinati ò pefti fi tenilfero in luoghi fepara poli^ere dalle am-
tiogniunadi quefte materie da fé, che in tal modo farianofecuriffimi dal fuoco, j.'^"^ ■'"■''"'
&al bifogno fi potriano mefcolare & incorporare infieme, fecondo che l'occoren
zerichiedeflero. Auuertiraffi ancora di fare che dentro alla Città non fia alcuno
edifitio uicinoò lontano, che poffa offendere la fortezza,ne ancho fcoprirla.Etfc
uè ne farà alcuno edificato,fi farà gittate in terra , come fece Papa Paulo iii. in Pe-
rugia, & altri Prencipi hanno fatto in altre Città d'Italia .
D Quanto
Della Fortif. delle Ciità
Liuionellib.j'dd
la Deca j.
Limo nel lib.j. del
LtDeca I.
Liu.ltb.^.Dec.i.
Liu.nellib.i.
Deca ?.
Liu.iitUa Dee. ^.
lib.i.
Liu.nellib.8. della
Deca 4.
Liu.nellib.9.della
DecA I .
I^tl lib. 2. di Sa-
ì/iuiUocdf.j.
Tlutar.in Telopi-
da.
yiri.nellib.ì.del
Utncidc.
Liu.nellib.SJell^
Decai.
'Jy{eltib.9.deUa
Kudcjitm Deca,
Q V A N TO alla Utilità, che haueuano gli antichi dalle rocche, dcucft.iuucr-
tirCjChcqueftcfabricheapportauano utile non picciolo, il cheli ucde pcrkuoc-
ca di Tarato, quale lì tenne cinque anni, e diede aiuto à Fabio nel ripigliare quel
Ja Città. ScriueancoraTitoLiuio chela rocca diRoma,cioè il Campidoglio,
fu cagione, che Roma non fi perde tutta, anzi fauori nel ricourarla . Hauendo e"
Romani prelb una terra de Volfci, chiamata Artena,Ia rocca lì tencua.e,co;iic egli
dice, non poteuacficrprcfa per t'orza, pcrcioche per lo (patio del luogo era te-
nuta da alTai prclìdio, &: haueua dentro tutto il grano della Città^ quale u'cra Ha-
toportatoprima, che quella fulìeprefa, e per cagione del tedio c'nemici s'erano
per partir da tal luogo, s'un fer uo non tradiua detta rocca . Eflcr. J.o prelà Cosen-
za da l'elTercitode'Brutij, la rocca fifaluòcon alcuni. Quei d'Andro elTcndori-
chiefti d'arrenderli, non lì uolfcro arrendere, perche la rocca c;a tenuta dal pre-
lìdio del Re . ElTcndo fiata prefallìonda Città da'Tcrmeflcni, lù rimafe la rocca ,
che non fu prcfa, quale dopo fu dai Confoìo Romano foccoria ^ e liberata .
QvANTO àrhabitare le rocche , leggclì apprefibLiuio che la rocca di Sora
non era habitata, ne guardata da alcun prelìdio. Per quello ancora, che io ho
olTeruato apprellb Liuio medelìmo & altri fcrittori, il Campidoglio non lì teneua
ordinariamente guardato con prelìdii, fé non che al tempo di guerra . Per il con
trarlo trouo nelle facre lettere, chela rocca di Gierufalemme era habitata da Da-
uit. La rocca di Thebc ancora era guardata, come dice Plut;.rco, dalla cohorte
Pretoria coftituita già da Gorgida. Quella di Troia lìmilmca:c era guardata,
donde dice Virgilio ,
»» yccifi e guardian de l'alta rocca, ._
V Sjiindi rapir lafacra effìgie, e arditi
» Con le nunfangiiinofe di toccare . &c.
SidebbeanchefaperechealcuneCittàdcgli antichi haueur.nodue rocche, co-
me fu Orco deirilbla di Negroponte, fecondo che tcHiiica Liuio, delle quali una
era fopra'l mare, l'altra nel mczo della Città . Altrctantc n'haueua Locri,quali, co
me egli dice, non erano troppo lontane una dall'altra. Pifa non è molto tempo
che haueua due rocche, delle quali, quella che era alla porta à mare, cerne difuti-
le s'è guaita . Fiorenza n'ha due,runa già fatta fare dalla buona memoria Del Du-
ca AlelTandro, l'altra dallo IJlaftrir;uTio& Eccellentiflìmo Duca Cofmo,nclGi-
ramonte à fan Miniato,ancorche lì porrla dire che uè ne fulfero tre,chi tcnclfe con
to della fortezza uecchia.. Non danno duco più fortezze in una Città grande,
quando ui lìano lìti gagliardìfiìrai,quali dal nemico che roccupaflc,potc)fcro c^^o.
re facilmente fortificati , ò da'cittadini ad un tratto prclì per rcfiilcrc al Frcncipe,
e per ribellarli.
Che le Rocche, ò Cittadelle, fecondo l'upi-
pione d'alcuni, non fi deueriano fare nelle Città . Quello che di ciò fi
debbe filmare. Gap. vii»
«ItOLAMQ
ii A C 0 1.
o N o molti anni,che leggendo io e'iibri del Secretarlo Fiorentino,
trouai che egli danna le Rocche, Cittadelle, ò fortezze, che le uo-
gliamo chiamare, quali fi foglion fare nelle Città. Di cui il pa-
rere, quafi perle medefime ragioni, ch'egli adduce,è flato abbrac-
ciato da Pietro Cataneo Senefe, huomo di molta diligentia. E'
fondamenti, per i quali il detto Secretario Fiorentino fi mone, fo-
u^l cappio " "°^^'*° ^*^" "^i ricordo) quelli. S'è ueduto à'di nollri il Sig. Nicolò Vitelli,disfarq
f» f-^ '- «lue fortezze in Città di Callello,perpotertenire quello /lato. Guido VbaldoDu
ca
J^elcap.ió.del
lib. i . della .Archi
lettura.
Libro Primo . j 4
cad'Vrblno ritornato nel Tuo ftato^dcl quale era (lato cacciato da Cefare Borgia,
fpiantò tutte le FortC7.ze,chcu'crano, giudicando in tal maniera poterlo meglio
•difendere. ^E'Bcntiuogluitornati in Bologna, uGuono il fimile. Qiiel Prenci-
pc,chc ha più paura de'popoli,clie de'foreftieri,non faccia le fortezze. La miglior
fortezza chefia, cchc'lPrcncipcnon fìamaluoluto da'popoli.-auuenglii che fc
bene altrui hauerà la forr(zza,ct il popolo l'odiarà, quella nò lo fakierà.perciochc
apopolijChe hanno prefo l'armi, non mancano mai foreftieri che gli foccorrino. ^ ti r (T
Alla ContcfTa di Furli fece utile la fortezza, perche cifcndonato uccifo il Conte fi^uvlì fi J^ utile
Girolamo fuo marito, effa in quella li faluò da l'impeto e furore del popolo, & UyoHtx7\t.
hebbe agio d'afpertare il foccorfo,che Icuenne da Milano,& in tal maniera ricupe
rò lo ftato . Ma ciò iucccfle, perche c'popoli all'hora ftauano in modo^chc non pò
teualorouenire ftranicro foccorfo, pcrcioche dopo interucnendoil contrario -'*'■'
cioèjche'l popolo àqucfta Signora nemico,s'accoftò co CefireBon^ia chiamato il
DucaValentino, non le ualfero le fortezze. Per ilche dice egli, loderò chi farà le
fortezze, e chi non le farà, e biaiìmerò qualunche fidandoli di quelle, ftimerà pò- 'K'^lcap. 2A-del
co relTcrc odiato da'popoli. Il medefimo autore diflTe delle fortezze cofe non diifi ^''^'-•'^^'^'■fiorfi.
mili alle fottofcritte . E' Romani non edificarono mai fortezze per tener terre ma
benefaluarono alcune delle edificate. Si debbe confidcrare che le fortezze fi fan
no ò per difenderfi da'nemicijò da (oggetti. Nel primo cafo non fono ncccfllirie
e nel fecondo riefcono dannofe. Sono le fortezze cagione che'l Prcncioc tratta
male e'popoli, apportandoci quello molto ardire, e lìcurezza. Fanno utile ne'
tempi di pace, ma non già quando farà guerra, auuenghi che all'hora fono aflà-
liteda'fudditi, cda'nemici ftranieri, di modo che non è pollìbile ch'elleno ad am
bifaccin refiftenza. Sonohoggidilc fortezze indcfcnfibili per cagione delle
Artiglierie, non potendo e'difenfori di quelle , quando che la muraglia fia battu-
ta, fare la ritirata con nuoui ripari, & ciò per cfTcre il luogo troppo ftretto. II Con-
te Francefco Sforza fatto Duca di Milano,ui fece una fortezza,qualc non recò gio ^'^^''^^.^' Milano
uamentoàglihcrediefuccefTorifuoi, pcrcioche con l'animo, che da quella prefo ^'^"^'^ "'
haucuano,comincioronoadofllndere c'fudditi. Nongiouanolc fortezze per-
che ole fi perdono per fraudedi chi le guarda, ò per uiolenza di chi l'alTalta, ò per
fame . "Volendo altrui ricuperare uno flato perduto, nel quale fi tcn^hi per lui u-
na forteza, bifogna hauerc uno eflercito da potere andar contra colui che nel'
ha cacciato . & in tal cafo ancora che egli non ci hauclle tal fortezza, in ogni mo-
do Io rihaueria. Le fortezze hanno di bifogno d'uno eflercito in campa'nia che
le difenda . Papa Giulio cacciati e'Bentiuogli di Bologna , ui fece una fortezza, e Cafltllo di Bologna
di poi faceua aflalfinare (cofi dice tale autore ) quel popolo ad un fuo Gouernato- dachifatto.
re, per ilche Bologna fi ribellò, e f jbiro fi prefela fortezza, e non fu di giouamen-
to. Il S.Nicolò Vitelli ritornato nella parria,della quale era ftato caccìaro,disfe- p ■ r %
ce due fortezze, che uihaueua edificato Papa Siftoiiii. giudicando, che non la JcShfattcda
fortezza, ma la beneuolcntia del popolo l'hauefleà mantenire nello ftato. Nel Tapx si(lo,rouhia
M. D. VILGcnoua fi ribellò daLuigiXI LRediFrancia,quaIeinperfonaelfen te dd sig.-ì^coiò
doui uenuto con tutte le fue forze, & hauendola ricuperata, ui fece una fortezza ^^^^^*
per fito, e per ogni altra circoftanzainefpugnabile,poftafopra una punta di col- ^^^^^ ^ ^ .
le , che fi diftende nel mare, chiamata da Genouefi Codefa . La qual fortezza fa ^ ciioulfMl
fignoreggiaua e battcua tutto il porto, e gran parte di Genoua . Occorfe di poi nel dolile Luigi %ii.
M. D. XII. che eflendo difcacciati e'Franccii fuori d'Italia, Genoua fi ribellò e
prefeloftatodi quella Ottauiano Fregofo, il quale con ogni induftria in termi-
ne di fedeci mefi elpugnò la detta fortezza per fame,e la rouinò. Le fortezze non
giouanopcrtenire la patria d'un Prencipe, che habbiala republica ne ancheal-
trc terre acquiftate, perche c'Fioi entini hauendo fatto in Pifa le fortezze uenuto •^^^<»'f«^^<?*'Pi
il Re Carlo, quelle fubko le li dettero ò per poca fede de'Caftellani,òper paura ^cJdo'"''""'^ ^'^
L) 1 di "
/^l
Della Fortif. delle Città
di maggior male. Conchiudo adunque, che per tencrela propria patria, Ja fortez-
za è dannofa, e per tenere le terre acquiftate, è inutile . E' Romani nelle tei-re,che
^huneCittà ripi uolcuano per forza tcnire^rouinausno le muraglie,non uclcfircuano. Mas'cgli
gli^tv per mc-^o mi fj diràchcTaranto ne'tempi antichi, e Brcfcia ne'modcrni furono per mczo del
delle forte-j^. j^. fortezze ripigliate,rifpondcrò, che fi ricuperò Taranto da Fabio Ma/Timo con u-
no efrercito,qual fcnza fortezza ancora l'haueria ricuperato,benche fi feruiife del
la uia della fortezza, perche, non ui cflcndo fiata quella, n'haueria ufita un'altra.
Quanto s'appartiene à Brefcia , dico chcl Re haueuaà Bologna l'cflcrcito uicino
da poterlo metter dentro alla Città per la fortezza. Gli eserciti buoni fcnza le
fortezze difendono altrui, ma non già le fortezze fenza c'buoni efTcrciti. Gli Spar
e
terra in unaCnta raccncloil l-'rcncipcia tortezza in una L^ittadircpubuca, o in altra, che ini auucz
amtca,ò confedera ia lungo tempo à uiuer libera, nò fi potrà aflìcurare fenza quafi la deftruttionc di
^^-^ tutta la Città jeflcndoneceffarioruinar palazzi, tempii,&edifitij così publi ci, co-
me priuati, donde fi uiencà concitar l'odio dc'cittadini, e tanto più quanto che,
oltrail danno de gli cdifìtij guadi, il popolo, uedendofi cflcr tenuto dal Prenci-
pe poco fidcle, fempre ftimerà douer eiTerc tal fortezza in ogni età un giogo e car
cer perpetuo, afpettandone di continuo ingiufti, e crudeli aggraui. E però an-
cor che per il temp^paffato tutti gli habitatori della Città fuììcro ftati uniuerlal-
mentc amici, e confederati di tal Prcncipe,nc di uengono dopo cfprcifi nemici di
quello, e fempre che loro fia porta occafionc, conucngono in uno alla ruiua di tal
fortezza, come egli proua perTerfcmpiodi Piagenza, e di Siena.
Le ToYte':^e alctt D I piìijche tal uolra fuccede, che le fortezze à quelli ftelìì,che l'hanno fahrica
neuoltejondiuen- te, & à'iorofuccelfori diuentano armi nemiche, allegando di ciò ^li eflcmpij del
^""■YnMtefl ^^^'-'^^o ^i Milano contra la cafa Sforj.efba, e di queìlo di Parma, contra la Farne-
re'^òàe[uoi\uccef- ^^ ' Laondeegli uuole,che'lPrencipc,ò la Repubhca ricorra più toftoal rimedio
yó,!/. della beneuolentia de'popoli, conl'accrefcere lalibertà, e'priuilegij, e l'immuni-
tà, e con l'auuertired'eftirpare ogni fedirione, che in quelli fi potcffe nutrire.
Per tanto conchiude, che folamente alcu.ii Signori particolari, che (\ hanno
guadagnato uno ftato, e nonio poflono nel principio ficuramentc tenire fcnza
briglia ò freno di chi penfafle fare lor contro, & hanno bifogno di rifugio, e fcàpo
da refifteread un primo impeto, debbono fare le fortezze, e gli altri Prcncipi nò.
j^dlib.y.della M A AriftotcledicejChe per mantenire l'imperio d'un Prencipe,ò di pochi, la
Tolitica. rocca, ò fortezza è utile: ecce per il goucrno popolare il luogo dcbbe efferee-
T^el Dialogo s. del guale. Et in quello degli Ottim ati , e gentil'huomini, concede folamente, che
« ^IS.'' nella Città fiano più luoghi molto alti. Platone parlando della diftributione e
. delle parti della Città, e del territorio, uuole che fi facciala rocca, e Ci confagli
cay '^dcUib^iJe ^^^^ ^^^ Vede, à Gioue,& à Pallade . Per ilche fi trouano alcuni, a quali non pia
Difi'orft militari. ^^ la fopradettaupinionc, dicendo, che fé bene l'amore, eia beneuolentia de'po
poli e una gran fortezza del Prencipe, e della Republica , nondimeno perche per
diuerfe cagioni i capi delleCittà foggette fi fanno qualche uolta nemici de'Signo
ri, e confederati loro, ò fi lafciano corrompere da altri Signori e Prencipi , e con
Le Forterrevon ^'^ adherenti proprij poiTono darele Città doue fono, in mano del nemico, e far
filo fono ut ili, ma ^^ '" "" tratto di quelle patrone; è cola non folo utile,ma neceflliria hauere le For
.ancbenecejfarie. tezzc, che fiano briglie, ic oftacoli contra fimili perfone,e pericoli. In oltre dico-
no, che le Fortezze tolgono l'ardire à'ibggetti di ribellarfi , & à'traditori di far tra-
dimenti , auuenghi che rendono le fperanze de' fucceflì più dubiofe, che non fa-
riano quando le Città non haueflero Fortezze . Apprelfo , che il Prencipe,quale
habiterà nella Città, fi può ritirare , e faluarfi nella fortezza da'tumulti , e furori
popolari,& ha grandiifima commodità di batterCjinquietareje giorno e notte mo
leliarc.
Libro Primo. ly
cftare, «Sr offendere e' Cittadini . Può metter dentro alla Città gente per ricupe-
rarla , che altrimenti per ciò fare , gli conuerria à forza afìfcdiarla, batterla, e dark
l'affalto ; alle quai cole lunghezza di tempo , danno certiilìmo , efpefa necclTaria-
mente ui lìcgue , fenza il più delle uolte ottenere il fine defiderato . Ancora dico
no, le fortezze fono cagione che l'efpugnationi, e prefe intiere delle Città,delle
quali fono parte, uanno in lungo, donde il Prcncipe, che ne flato priuato, hi
commodità di ricorrere ad altri Prcncipi amici , e confederati per aiuto, e di farfì
forte per ucnireà ripigliarle, & in ciò (ì sa di quanto grande ardire, & aiuto fìano
le fortezze fornite di buoni prefidij, e d'ogni forte di munitioni in paefì e terre oc
cupate da'nemici . Aggiungono alle predette ragioni anche quefla, che in tempi
di folletto di guerra, oltra l'altre commodità,& utilità, che s'hanno delle fortezze
ui farà ancora quella, chc'l Prencipefenc potrà feruire per tenirui, quando occor-
ra,e'principali della Città,ò qualche capo di parte per hoilaggi. Alla fine dopo al-
tre ragioni, ch'io per brcuitàlafcio in dietro, dicono eiTerc non leggiero argo-
mento,che le fortezze fenza quali alcuna diftintione fìano à'Prencipi & alleRepu
bliche d'hoggi di utili ( eccettuando fempre però il Gran Tuico,& altre potentic,
che folo nelle forze de'proprij ejTtrciti per lo piìi fi fidano) conciofia cofa che cpm.
munemente non fenza utilità quali per tutto s'ufano, come anche perTadietrofi
fono ufate.
Alle Ragioni contrarie rifpondono così. Quanto allo efiempio del S.Nico- Sirifpondeallera-
lò Vitello, di^GuidoVbaldo Duca d'Vrbino, e ceT^entiuogli^che ritornati ne giom dì coloro, che
gli flati loro , guaftarono le fortezze, dicono ciò effere flato fatto à£ne, che eflen- nonuoghonocheft
do elfi di nuouo diicacciati cu fiato, e quelle per caio preh da nemici più pò-
tenti di loro ; quando ò col fauore dc'popoli, ò per altra uia uenifTero à ricuperare
gli flati, non hauefferogran fatica à cacciarne cprciidij de'nemici,& à ripigliarle,
come interuenne al fudetto S.Nicolò ■Vitdlo,à cui fu fori^a lungamente combatte ^<^ Forte':^:^e di
relè due fortezze di Città di Caftcllo, le quali al fine prcfe,hauendole battute con P^^'^ / ; r Ir-
rrrr • ■ '.A .■ '• • r ìjìì c- ■ r ^- r battute dal S.W~
groflmimi pezzi a Artiglieria pregiatali dalla Signoria di Fior;mr,a per mezo, e ra- colòFitelli.
uore del Magnifico Lorenzo de'?,'Icdici . Perla quai ragione non fole era loro uri
le il non hauer fortezze, ma ancora il non hauer gagliarde mura alle Cktà,quan-
dofufferoflateoccupate, e tenute dal nemico. Perciò GuidoVbaido predetto
fmantellò ancora alcuni c:?.rcelli del fuo flato . Soggiungono apprelTo, chelaforti-
fi catione di quei tempi non era coli gagliarda, com e quella d'i loggi di, e però non
poteuanotenire gran fidanza nelle fortezze delle Città ch'elleno haueifcro à du-
rare lungamente contra ogni maggior forza de'nemici, & in tal modo doueffer lo-
ro giouare, e dare aiuto àripighare le Città, quando fi fuffer perdute, hauendo
ancora in ciò riguardo alia fouerchiafpefa, che uàà mantenire ben fornite e ben
guardatele Fortezze . Dipoi nonuogliono che giouino quelli tre sfrcmpij,ha-
uendone moki più di quefli per la parte loro, come de'Signori di Pietra mala, lamauior parte
che fabricarono, e tennero fempre guardatele fortezze nel Borgo Sanfepokro, in de signori d'ita-
Anghiari, & in molti altri luoghi del loro flato : e de'Signori Appiani, amati gran- /m h'^-nno fatto,
demente dafudditijChe nondimeno fecero, e continuamente han tenuto leroc- tenuto, e guardata
che in Piombino ; e d'altri Signori di conto della Romagna, della Marca, e di di- '^M^^K?*
uerfi altri paefi .
Qv/i N T o à'Romani,chc non cdificaron mai fortezzeper tenire le terre, ben Le forte^^^eper-
chefalualfero alcune di quelle, che trouauano edificate; dicono che la potentia chenonfiano^ate
de'Romani era tanto grande, e tremenda à tutte le nationi, che non faceua trcp- /^^^^ da' Rimani
pò mefliero, che mettcfTcro altra briglia à popoli, che quella del timore, maffima- "f^ '^'"'^ '^'^^^''
mente hauendo quali di continuo nelle prouincie gli cflerciti, e molti Re amici,e '^
confederati , de gli aiuti de'qualj in ogni occorrenza lì pKitcuano feruire .
p£ K effere le fprtezzc affalite da doppia forza, cioè da quella de'cittadini, e da
quel-
f
Della Fortif. delle Città
quella dc'ncmici ftranicri, che fiano congiunti infìeme; fecondo e'medefimi non
fi pofion perdere, quando elleno haucranno le parti, e qualità, che lì ricercano, e
faranno ben fornite di ciò che farà di bifoi^no, e ben guardate.
Che l'Artiglierie le faccino indjfenfibili, dicono non effer ucro per infinite e-
fpcrienrie, cheli (bno uedute, e per la gagliardilfima fortificazione d'hoggidi, qua
le e cagione, eh e non bifogni molto penfare alle ritirate per rim cdio coatra le bat
tjric.
Che per hauerelc fortezze, alcuni Prcncipi fi fiano di fouercfìioafficurati, e
fìanotrafcorfiall'infolentie, & alle opprefTioni, che hanno dopo fpinio e'popoli à
leuar loro gli ftati; dicono per ciò non fi douer biafimare le fortezze,chc à Prenci-
pi fauij fon caufa di bene, e non di male ; fi come non s'hanno à dannare le molte
ncchezze,e la gran potentia,per le quali gli huomini,che non ubidifcono ai freno
della ragione, s'infuperbifcono,e fanno delle cofe non lecite, e beneifpcffo capi-
tan male, non interuenendo quefto àTauij & à gli accorti.
Pare à'medcfimi debole ragione quella, Che uolendo il Prencipe ripigliare
uno flato perduto, doue tenghi la fortezza, bifogna che egli habbia uno efferci-
todaaflfaltare colui, che ne l'ha cacciato; donde in tal cafo ancora che nonciha-
uelTela fortezza, ad ogni modo lo rihaueria.auuenohi che dicono, Ooniun sa di
che aiuto fia una fortezza nel ripigliare la Città, perche difarma didentro parte
delle cortine, anzi rifpiarmando al Prencipe ò alla Republica la fpefa, la noia , e'I
pericolo della batteria, e de gli affalti, mette dentro alla Città ^enti,come inter-
uenne già a Taranto ne tempi antichi, quando Fabio Malfimo lo ripigliò, & à Bre-
rciane'moderni,quandodaMonfignordiFois fu perula della fortezza ricuperata
per Francia. Laqualcofanonuogliono che s'attribuifca, come fall Secretarlo
Fiorentino, alla potentia e uicinità de gli efferciti, perche fi sa la fatica,che fi ricer-
ca a pigliare una Città fenza il fauore delle fortezze ; e fé bene Mons. di Fois fuffe
iienuto di luogo più lontano che non era Bologna, haueria nódimeno potuto fare
il medefimo, che non l'haueriain modo alcuno ritenuto, come all'hora non lo ri-
tenne,la gran copia dell'artiglierie uoltate tutte alla flrada, per laquale e'Francefi
poteuano dalla fortezza far impeto nella Città . Ancor che in fimili cafi, quando
le fortc^^T^ealcu- s'hà il tempo lungo, & e'CauaUieri e mafchi delle fortezze non fono troppo alti,fi
neuoltenonpofim ^^ff^ confofIì,trincee,fianchi,e cafe matte efcludere e feparare la fortezza nemica
nleCittà. ^^^HaCittà, edifuoriperlamedefimauiauetare,che non ui palli dentro gente,co
me in alcuni luoghi è ftato fatto.
Nel tempo dello affedio di Fiorenza fu quafi per la medcfima uia prefa la Cit-
ta d'Arezzo. Imperochetenendofi la fortezza di tal Città per la Signoria di Fio
^"^'"r/if^S ^'^"^^> P'^'' ordine di Giouanmaria Pilli Centil'huomo Fiorentino, e d'alcuni Ca-
^ezvi'inparteda P''^^"^ dal Borgo Sanfepolcro, furono mandate due compagnie di fanti (ben-
nmici trafior/à. che con poco configlio) chepaffando perla fortezza, affaltaffero la Città all'hora
sfornita di difenfori,lc quali elfendo in^qualche parte di quella trafcorfe,per effer
poco numero, furono da gli Aretini fatte ritornare in dietro con la perdita d'alcu-
ni huomini ualorofi,chc ui reftaron morti : che se'l numero de'foldati era maggio-
re,la Città fenza alcun dubio era prefa, e faccheggiata, come è ad altre terre,e Cit
tà di poi interuenuto.
S E à'popoli, quando hanno prefo l'armi, non mancano mai foreftieri, che gli
foccorrino, dicono coftoro che non mancano ancora à Prencipi, che haueranno
perdute le Città, altri Prencipi, ò parenti e confederati, loro equali,ò anche mag-
giori ( e dipendendo da que{ìi,foghono anche effer più ficuri ) che gli foccorono ,
maffimamente quando fi ricorre anemici di coloro, che hanno à male, che i loro
auuerfarij fi faccino forti, e potenti in luogo uicipo, che in ogni occafione di guer
ra polfa recare disfauore e danno . E fi feruono dello effempio di quello,che au-
uennc
Libro Primo. i5
uenneallaContefladi Furlì; pcrcioche (morto il Conte Girolamo fuo confor-
tcjcflTcndo ella fuggita da l'impeto del popolo nella fortezza,/! faluò,c potè afpetta
reilfoccorfo da Milano, e ricuperare lo ftato. Dicendo ancora che, fé quando le
uennecontraCefare Borgia, ella haucffehauuto'foccorfo, e la poca fedede'fuoi
non le fufib fiata contraria, fi firia beniffimo difefa . E che per rifpetto della gran
potentia del Borgia, e dell'efler quella priua d'ogni foccorfo, benché ella haueffc
hauutoe'popoli amici, haueria perduto fimilmentclo ftato , come èinteruenuto
ad altri Prencipi benché fuflcro benuoluti da'fudditi,
Qv A N T o s'appartiene alla fraude, e poca fede dc'Caftellani, alla gran uiolcn
tia de gli aflalitori, & alla fame, donde li perdono le fortezze, rispondono, chefi-
niilmente per tali cagioni fi perdono anche le Città fortifllme, donde,fe fulfe buo
no l'argomento, ne fcguiria che ancora le Città non fi doucffero fortificare, ma fi-
dandofi nella fola beneuolcntia de'popoli, fuffe il meglio fmantcllarle , non fi cu-
rando che'l nemico à fua pofta le potelfc pigliare, e trafcorrere .
A' quello che fi dice della fortezza fatta dal Re Luigi XII. àCodefidi Geno-
ua, per freno di quella Città, che ribellando fi e'Genouefi, quella fu prefa,cfpiana
ta dal S.Ottauiano Fregofo, e che le fortezze fatte da' Fiorétini in Fifa, alla uenuta
del Re Carlo non fi tennero, e non furono d'alcuno giouamento: fimilmenteri-
fpondono, che la fortezza di Codefa fuprefa per fame, che s'ella fuffe ftataben
proueduta, come hoggi s'ufa di tenire tai luoghi di grandiffima importanza, non
farla fiata prefa, e forfè fi feria tanto tenuta, che oltra il grande impaccio, ch'ella
dette & haueria piùlungamentc dato al nemico, haueria potuto feruire al Re di
Francia à ripigliare quella Città; e nondimeno fi uedeche tal fortezza fi difefe
per fpatio di fedeci mefi . E quanto s'appartiene à quelle de'Fiorentini in Pifa, ri
fpondono, che non per forza, ma ò per poca fede de'Caftellani, ò per timore ( co-
irle il Secretarlo Fiorentino confeffa ) s'arrefono ;per le quali cagioni in fimili cafi
iì perdono anche le Città benchefortiffime,
A' l'odio de'cittadini, qual nafce contra'l Prencipe, nel rouinare e'palazzi & al
triedifitij cofipriuaticome publici, nonfolo per dar luogo alla pianta della for-
tezza, ma ancora per allargare intorno à quella gli fpalti, e gli fpatij liberi da po-
terfi bene afficu rare, e guardare, e da poter battere le piazze, e'iuoghi frequenta-
ti; dicono poterfiageuolmente rimediare, fé fi affegnerà qualche parte delle pu-
bliche entrate à coloro che riceuono e'danni, o fé fi daranno loro immunità don-
de in parte,fe non in tutto,uenghino riftoraii . Di più, che per mezo della molta
giuftitia, e benignità del Prencipe, con accrefcere la libertà, e'priuilegij, fi può _
benilfimo ouuiare al timore delle future opprefTioni, e de gli aggraui, temperan-
dofi in tal maniera la uiolentia con la dolcezza del buon gouernoe de'benefitii,
come a fauij , che defiderano lungamente mr.nrenire gli ftati, fare fi acconuiene .
E che quello che da principio, per effere infolito, pare afpro, col tempo, e con la
confuetudinefuol diuenirepiaceuole ;eche non le fortezze, maroppreffioni,eIa
poca giuftitia per lo più fpingono e'popoli à pigliarl'armi, & à ribellarfi . Donde
tutta uia che il Prencipe fi porti bene,e con mokaprudentia guidi ogni fua attio-
ne.non s'ha da curare d'un poco d'odio,ò di timore de'popoU in quc'principij che
fi fabrica,ne anche di maleuolentia de potentati uicini,perche alla giornata fi ma
tura ogni cofa, e con l'augumento delle forze s'acquifta perpetua ficurezza. E fé
bene alcune uolte le fortezze fono riufcite dannofc Se armi nemiche, à chi l'ha fat
te, ò à'fuoi difcendenti e' fucceffori, non per ciò fi debbono dannare,interuenen-
do ifpeffo il fimile anche delle Città,che fono da Prencipi ftate fortificatele dopo
perqualfiuogliacafouengonoinmanode'nemici; la fortificatione delle quali
jion può da alcuno effere con ragione dannata .
Di quefto parere è ancoraM. GiouanFrancefco Lottino Volterrano, huomo m. ciouan Pran-
di cefioLot'iiiC.
G.MAG.
tklL Eneide.
fs[eihb.ii.
T^elcap. i.di
Ciudata,
Liu. nel lib.i. del-
la Deca- ^
Vitru. nel lib. z.
cap. 9.
Vegetio nel Mp.4.
dellib.^.
Saracinefcautilif-
firmufaiadaFran
cefi.
Tiombatoij fbpra
leforte,focouiili.
Della Fortif. delle Città
di molto siuditio , nel difcorfo, che egli corina il Secretarlo Fiorcntino,fa in cer-
te (uc lettere, fecondo elicmi riferìil uirtuoiìllimo M. Dionigi Atanagi, chele
Icflc, nelle quali mi affermaua, che fi contcncuano gagliardiflìme ragioni . Ma di
quello baftì hauerc fcritto fin qui.
Delle porte ^ e uie della Città,
e A P. vili.
I5 0GNAND0 neceflTariamente lafciare aperte alcune parti della
muraglia per entrare àufcire^conuien quelle accommodare in tal
maniera che'l nemico non ui pofìfa paflfare^anzi che rimanghin for
ti quitto che fé non ui fufTerle porte, ò anche più. Gli antichi per
tal cagione faccuano di qua e di la dalle porte torri per difefa,don
de Virgilio diffe,
V ^pron la porta, la qual data inguardig,
M Lorfà dal Capitano, e confidati
»» liS l' anni inuitan di lor proprie uoglie
»j .A^ le mura il nemico, e dentro fìanno
*> E>aladeJlra,efiniJìfainfuletorri
w Col ferro in mino, e le celate in fefla .
Etaltroue il raedcfimo,
fi Tarte de la Città l'entrate forti.
»5 Faccia, e le torri pigli
Nelle facre lettere ancora fi uede, che in quc" te mpi benché rozi , s'ufaua
fortificare le porte con le torri. Due di quefte torri fi ueggono alla porta di Peru-
gia uecchia, che ha fopra queftaifcrittione, Avgvsta Pervsi a. mànonhan.
no feritoie ne'fianchi . Due altre ne ho ucdute ad una porta d'Hifpello intiere e
fanza alcun mancamcnto,benche Sebaftian Selli dubita ch'elleno fiano antiche.
Liuio parlando d'Athcne, fa mentione delle torri d'una porta; & in fomma è cofa
manifefta, per quello che fi legge in molti fcrittori , che gU antichi coftumauano
di far quefte difefe alle porte , e doue non uè le haueuano di muragha, uè le face-
uano di legnami, come R può uedereper quello che Vitruuio dice^di Laringo ca-
ftello . Scriue Vegetio che gli antichi alle porte faceuano anche quefto prouedi-
mento, Difopraal muro di quelle lafciauano nelfabricare certe buche, per le
quali fi potefle gittar acqua per ammorzare il fuoco, che'l nemico gittaffe per ab-
brufciark ; & che auanti ancora fabricauano una difefa che haueua nella entrata
la cataratta da alcuni chiamata faracinefca.che ftaua pendente co anella di ferro e
con funi , della quale l'ufo anche hoggi non s'è tralafciato ; ancor che i Francefi al
tempo del Machiauello ufaffcro in capo al ponte della porta,dal lato di fuori la fa
racinefca,che s'alzaua & abbafTìtua ad ufo di uentiera da merli,la qual foggia egli
lodaper ficura, auucnghi che abbaflandofi tal faracinefca e calandofi, non per li-
nea retta, ma circolare, non puòefierdifotto appuntellata come l'altre.
S' usò ancora nc'tempi dopo Vegetio, di far dentro alle porte fopra quelle, cer-
ti torrioni in uolta co'piombatoii,da potere offendere dal lato di fopra con pietre,
coloro chefuffin uoluti paffare, quali in alcuni luoghi anche hoggi fi ueggono
in piedi. màalmiogiuditio fondannofi, percheoltral'effer poca difefa quella
del gittate le pietre da'piombatoii, non s'offendendo fenon chcunhuomoper
uolta, e quello, folo quando farà alla derjttura del perpendicolo della buca fopra
ftante ; effendo fimili torrioni berzaglio dell' Artiglieria , nell'eflcr battuti, con la
rouina offendono grandemente e'piefidij delle porte doiic fono,fi che non ui pof
fono
Libro Primo . 1 7
fono ftar punto ficuri. Laqualcofa confidcrata da alcuni Prendpi, ha fatto che
eflì hanno penfato altra forte di porte, guadando fìmili torrioni . Dcbbonfi hos^- ^^portecome deb
gi fare le porte fempliccmente fenza fporger punto fuori delle cortine, acciò non ^-""'^'
impedifchino e'tiri dell'artiglierie, che rifruftano le dette cortine; & debbonlì
far tanto uicinc àBalluardi, che da quelli fiano con gli archibugi da braccia dife-
fe. Vuuole il Capitan GiouanibattiftaBcllucci,dcttoper fopranomeilSanMari
no,cheiì faccia la porta fu lacortina,larga braccia fei, altanoue,& uicinoà quella
una porticiola da fportcllare, pur nella cortina,larga un braccio, e mczo dauari,e
dietro tre . La contraporta di dentro larga braccia cinque, et alta otto : e fra le due
porte uuole che fi lafci una piaz7a coperta larga bracia 2i.&lunga32. con ducca
minidafar fuoco, unoperogni banda,c da ogni lato tre ftanze quadre, di brac-
cia otto per lato, per potcrui alloggiare e'foldati della guardia, con altre tante di
fopralc uoltedi quefte, con due fcale,una di qua el'altra dila da detta fabri-
ca, nel lato che guarda la Città, cffcnco tutta la fabrica quadra, qual uuole che
dal lato di fopra faccia Caualliero,e per Caualliero ferua, coperta con un coperto
fopra e'pilaftroni, & habbia due altre fcale ne'fianchi uicine alla cortina ; & fia ta-
le che non folo da nemici di fuori C\ poffa guardare, ma ancora da'tumulti che po-
tefser di dentro nuocere. Ma fi deue confiderare,che'I far quefte fabri che alte fo
pra le porte, ancorché le fronti loro fiano gagliarde, apporta nondimeno ( come
s'è detto) gran pericolo quando quelle fiano battute ; però à me piacerla, che uo-
lendo far di qua e di là dalla porta ftanze per le guardie non fi fabricafse punto
fopra la cortina; e che la fabrica per ogni uerfo fufse alquanto più larga, donde
ui reftafse maggior piazza , acciò inogni occorenza ui potcfsero capire, e maneg-
giaruifi molti loldati . Apprefso uorrei clVe'lati di quella foftcro alquanto ripie-
gati in dentro ( e fé non tutti, almeno quello, che risguarderà inueilo la Citta, ha
uendo gli altri due le fue difefe,come moftra la fottopofta figura, acciò fiancheg-
gìafscro, donde que'foldati,che guarderanno la porta,pofrmoftar più ficuri .-ben
che quefta non habbia ad efsere una fortezza da refifte; lungamente , ma bafti che
lì difenda da leggiera battaglia di mano, le mai alcuni di quelli di dentro faceise
ro tradimento, e corrifsero ali'improuifo per pigliare la porta, e per dare il pafso
dentro anemici. Il Capitan lacomo, come fi uederà di lòtto, uuole, che ad ogni "^^^t^i^fortc^T^^
porta Cx faccia una picciola fortezza per rimediare al detto pericolo .
Io ho penfato di fare la porta col fuo foccorfo non nella cortina,mà più in den jjuouafortedi per
tro, facendo alla cortina un certo orecchione, che uengaà ftar dauanti à detta tiifortijJma,&in
porta,e prohibifca che'l nemico non la pofsa batter con l'Artiglieria ( conciofia co efpugnabUe .
fa che fé ben le porte fi fìmno bafse,e che ftiano coperte quafi tutte dallo fpaìto &
argine, che di fuori del fofso far fi fuole,può nódimcno il nemico alzandofi co Ca
ualliero, ò aprendo con mina detto arginc,batterlej e di più che offenda di dietro
alle fpalle chi ui fi accofterà, e fia benilfimo tanto dai lato del Balluardo à quella
uicino, quanto che dal feno, e piegamento, che hauerà in dentro detto orecchio
ne, fiancheggiata . Ne mi contento di quefta difefa e ficurezza , perche uoglio ,
chela ftrada,qual da detta porta dentro alla Città fi ftende, per buono fpatiofia
larga più di quelloche fi coftuma,e s'allarghi in mezo,e dopo un giufto fpatio,hab
bia il picgamento,nel quale fiano due cannoniere,che dirittamente tirino inuerfo
la porta, e dell'altre anche ne fiano da fianco , accioche fé per forte il nemico paf-
falle dentro, non pofsa liberamente fcorrere la Città, màinquefto luogo ritenuto
lìafacililfimamenteuccifo,ò ributtato. Etin quefta ftrada non uoglio io chein
modo alcuno riefchino porte delle cafe priuate , ne chele fiano uicini edifìtij d'al-
cuna forte, della quale la pianta è quella che fiuede qui difotto, fatta folo per
dimoftare tal fortificationc/ non hauuto riguardo alle proportioni &à'lineamen
ti dell'altre parti .
E QR.il
Della Fortif . delle Città
Q_R. il ponte foprn'I folTb .
PP. le cannonicrc,c feritoie.
Z VV. danze perle guardie
d'un' altra forte di porte in
fortezza per difefa con tra
quei di dentro. SS. compar
timenti delle ftanze.TT. feri
toie. Z. la prima porta. XX.
la feconda porca.
strade della Città.
Sopra la legge jlìt
Tritar . jf.de loco
fiib. fruendo .
Leon Battijlanella
jua .Aicbitct. 6"
altri.
L' altezza della foglia della porta fopra'l piano del foffo/arà braccia 5. fino in 6.
Non giudico, chefìa utilcofa difcgnare Icftrade, che uadino diritte alla piaz-
za, perche in cafo, chc'l nemico pafiì dentro, fé la ftrada farà diritta, egli più diffi-
cilmente (aràritenuto,che non uadaà pigliare la piazza,che non farla fé detta ftra
da haueffe qualche piegamento. Benché in tempo di guerra fi potria per ogni
buon rifpetto attrauerfare fìmili ftrade diritte, con trincee, e ripari , quando fi te-
mcfTe deiraflalto, qual fi delTe ad una porta ò batteria di poca refiftenza; e ciò per
non andare in un lubito in preda del nemico , ò anche per far forza di ributtarlo,
come s'è ueduto auuenire in alcuni luoghi, ch'e'nemici fon pafTati dentro , e do-
po fono flati ributtati fuori . Faraflì che poche fìrade riefchino alla muraglia, e
quelle, che uiriulciranno, per mio configlio, fi faranno molto ftrette dalmezo
della Città in uerio la muraglia predetta, auuenghi che le ftrade ftrette fogliono
cflcr forti, e le larghe deboli. Notò Bartolo fopra e'Digefti, che alcune uolte è
dannofo, chele uie della Città fian troppo larghe, e che uide nella Città.di Ca-
gli, che effendo quiui le uie molto larghe, furono coftretti coloro , che haueuano
uicinc l'habitationi, à riftrignerlc, acciò la Città predetta fufle più tacile al difea
derfi . Molti nondimeno hanno dannatole uie ftrette, per cagione della poca fa-
1 ubrità dell'acre ; perche non ui poftcndo troppo ben paflare il uento , e'I fole , 1*
aere, che ui è dentro, diuenta cattino . De'quali il parere nondimeno no e indif-
ferentemente ucro,pcrcioche ne'luoghi molto caldi,& afciutti,è ineglio,chei bor
ghi fiano fìretti che larghi , effendo gli ftretti più frefchi. Lafciò fcritto Cornelio
TacitOjChc Nerone, hauendo allargate le ftrade di Roma, fu cagionc,che tal Cit-
fìi diuenilTe più calda di primate poco lana . Benché la larghezza delle ftrade ap-
porti
Libro Primo. i8
porti alla Città grande ornamento, e magnificenza. Ne'liioghi molto humidifi
■ cercherà di tenerli netti, benché io non uoglio, che iìano ftrctti per tutto, ma (co-
me ho detto ) folo doue lì uanno aiiiiicinando alla muraglia . Quanto à'ponti al- Tonti di legno
le porte tanto delle Citta, quanto che delle fortezze (quefèe debbono hauere le alle porte.
porte più picciole, e quafi fepolte nel follo, e non più di due, cioè una che riefca
nella Città, l'altra che riefca di fuori, per poter metter dentro uittuaglie, e foccor-
fo) lì auucrtirà di farli in due pezzi, con un raftello fui ciglio del folio, e l'altro nel
mezo del ponte , e ciò per fuggire al tempo di pace, ogni pericolo dirubamen-
to. Lalunehezzaelarghezza di quella parte del ponte, che farà uicina alla por
ta uorrà ellcr tanta, ch'ella cuopra la porta, elTendole lafciato un quadro intor-
no, dentro nella cortina mezo braccio , nel quale il detto ponte alzato lì corchi,
e laici il diritto di quella libero .
Si dimoPcra quello, che debbe fare Mngegniero
per fortificare, ò per edificare una terra , ò Città , e Ci dichiarano molte
uoci emolti termini appartenenti allafortificatione, e fi tira-
ne i lineamenti di molte membra d'opere.
C A P. IX.
cciocHE le mie piante e figure, che fi uederanno di mano in Jacomo Ca-
mano, non fiano ofi^uicate dalle linee de'tiri, per moftrare le lor di s r r i o n o .
fefe, & i loro etietti, m'è parfo per la prima cola porre qui di fotto
tutti li membri d'opere, ne quali fi uede, per le mani, il modo di
porrei traguardi, e da l'uno a l'altro di piantargli in terra. Poi fi
uede per le bocche de'pezzi tutti e'tiri macilri , e gli fl:raordinariij
e quanto tutte l'opere, cialcunaperfe, pollino fare: e per elfi fi congietturerà,
quanta diiferentia fia fra l'opere dalle linee rette, e l'opere dalle lince ritirate, che
formano l'oblique; cfiendo fermo e rifoluto,quanto al mio debolilfimo giudicio,
che non ui fia comparatione dalla fortezza della linea obliqua alla retta . perciò- MuroobliqiiO'
che gran difterentia e, come fi uede,da quattro àfedici , à trentadue, e di uantag-
gioanchora, fé bifogna; come qui l'occhio uimoftra, oltre à quello , che s'inten- - ;
deràdi mano in mano, fecondo ipropofiti. Euho pofto anchora dueforme,
l'unaco'Balluardidi più facce, che non s'ulà troppo, e l'altra circolare: le quali,
come appare, faranno difefeà bafianza. E quanto fia utile il tornarle in opera, saìluardi di più
s'intenderà benilfimo a'fuoiluoghi,facendo io argomento per più d'una ragione facce. ■
ch'addur nifi potrebbe,chedi leggierifilmaiportanza fiano quelle minutie, che
in tali opere troualTero alcuni non difefe. Quello e ben dafapere che di ^rolTo, e . ,
• molto più alle percolle può refiliere l'opera circolare,che quella co le linee rette. ,.,s ,
-Horaper feguitar l'intento mio , dirò , che nell' elfercitio di guerra , la principale , ^
e più importante cofa e, checiafcuno di quella profelfione, emairimamentc i
£;randi c'habbiano ad hauer carichi, deb bono hauere qualche intelligentia dell'
arte d'Architettura grolfa, che cofi chiamo io quella de'loldati, che uolgarmente -
in ciò fon chiamati Ingegnieri.perche applicano il loro ingegno à cofi nobile elTer
citio. Dacoftoro, perconferuaregli flati, le Città, le terre, eie foltezze, nafco- opercditrc forti .>
-no tre maniere d'ordini d'opere : l'una è detta Riparatione, l'altra Fortificatione ;
jelaterzaEdificatione. La Riparatione s'opera ogni uoltachcun Prencipe hab-
-bia necelfità di difendere una terra, per una fopraprefa , che'l nemico fiicelTc ali'
improuifo in una careliia di tempo : nella quale è lecito aiutarfi con l'ingegno, co
me fi può, fenza rifpetto d'ordine, ò regola di detta Architettura. La Fortificatio
ne s'adoperàj quando un Prencipe ò una Republica fa,che a qualche tempo, una
riv:i: E 2 fua
ma fare.
Si conftderi la falit
angoli doitcfi deb
bgn Holtare.
Della Foitif, delle Città
fua piazza gli habbia ad cfTcre afTalita : e qucft'opera, perche u'ha tempo à propo-
Cito da poterla accommodarc,dcbbc con ordine più d'una uolta dentro e fuora eH
"^uettoVicfidlepri ^^'^ ui^'t^f^ • Coitie poi fono ftatc ben uedutc e confidcrate l'oftefe e le difefe , fi
dcbbc difegnare il luogo nel foglio con tutto il Tuo giro di muraglia, &apprcrso
accómodarui all'intorno nc'luoghi ncccfsarij i Balluardi,le Piatte forme,& i Den-
ti, e per dentro ualcrfi a luogo per luogo de gli angoli delle muraglie , facendoui
. . Caual]icriouebifogna,ereruendolì quanto fi può dell'opere già latte. L'Edifica
iMcarf^m^aìtre ''^^"'^ ^ ^^ ^^ ^'^ comodità del tcpo, «S^ fi mette in opeia con quella maturezza d'in
qualità! g^gno, chel'huomo fa e può adoperare in qucfto inodo.Debbeli fpefo uifitareil
]uogo,edouefidifegnafarl'habitatjoni s'hàd'auuertirc alla falubrità dell'aria;
che fia luogo fcoperto&aerofo, con buone acque dentro, & à buona uedutadi
fole perla falutede'corpi.Andàdo per di fuora intorno al fito,fidebbehauer cura
che quello fia còmodo, capace, fcnza paduli, non pur dentro,ma ne ancho uicini
^a fertile &abbondcuole per il bifognodi tal luogo. Debbcfi oltradiciò auuer-
tirc, che in tal fito ui fia fiume, e quando poffibil folfe, nauigabilc : pcrcioche da
cfso fc ne cauano infinite commodità. Ne meno fidebbe guardare à'tempi d'
hoggi, che il detto fito dell'habitatione non fia foggetto à montagne ; anzi fi dee
cercare che fia in luogo più rilcuato,& à cauallicro di tutto il rcfto. Dopo quelli
auucrtimenti s'harà da mettere in carta il fito, difegnando il luogo, fecondo c'ha-
là da efsere la fua capacità, & in quell'opera fi faranno i fuoi Balluardi,le Cortine,
le Piatteforme, & i Cauallieri, fecondo ch'òccorrirano, auuertendo che detti cor
pi fiano polli à'iuoghi à propofito per difendere e per oifendcrc,uolgendo fempre
la fronte,e gli angoli à luoghi deiroffefe,cercando di coprire i fianchi e le loro can
nonierc quanto fi può . L'opera non fi donerà fare fenza configlio di molti huo-
mini pratichi in guerra, à'quali l'efperientia ha moftro quello che fi debbe fare , e
perche ueggono più i molti che i pochi. Come poi tutto l'edificio farà flato dise-
gnato nel foglio, auanti che fi cominci l'opera in terra, debbefi farne formare un
modello di legno, ò d'altra materia foda, e dureuole, nel qual modello fatto,fi u€
de poi tutta la'fuaperfcttione. In quelle fabrichc occorrono tutte le forti de'fo-
pradetti corpi , come è à dire, un Balluardo, il quale aflblutamente è capo£ prin-
cipio di tutte quelle compofte fabrichc , per eflcr corpo grande , capace , e reale,
come il luo nome dinota,chiamandofi corrottamente Balluardo, quafi Bellùguar
do,da bellum,che fignifica guerra,cioè che guarda e difende dalle battaglie. Que
fio corpo uien fatto ne gli angoli, che copra e guardi due parti àlui uicine. In elfo
fono le guance. Guancia fi chiama quella parte, oue fi troua l'orecchio, che co-
pre l'aperto delle cannoniere : e dall'orecchio è tratto il nome d ' Orecchione . Al-
tri dicono, che la Guancia è una parte, nella qual fi troua la bocca, che fal'aperto
delle Cannoniere, e della piazza da baffo e d'alto, che fon coperte dal Mufone,
onde è deriuato quello nome: le quai piazze fono capaci, fecondo che allor luo-
go moflrano le piante. Cannoniera e detta la bocca, doue entra la canna del pez-
zo, cofi del Cannone, come della Colubrina, ò d'altra artiglieria ; e fono le Can-
noniere di più forti, della fattura delle quali à' fuoi luoghi fé ne uedranno più roqi
niere. La prima e detta fiàco, perche fi come il fianco è pollo al mezo dellbuomo,
COSI quella è polla al mezo dell'opera, & operàdo,batte per mezo e per fianco , on
de è uenuto il nome fuo di fianco . Vi fono apprelfo le Clafe matte , le quali fi tro
uanoà baffo al fondo; e fon chiufe e coperte: e però difficilmente fi poflbno ad-
operare , ò allicurare che prefto non fi perdino . Si uede anche in Francia una
forte di Cafc matte, che fi chiamano Mincs, le quali attrauerfano in alcuni luo-
ghi le folfe, che fon fabricate come un' Acquedotto, che paffa per la folTa,
& entra nella fortezza : ma fono più grandi forfè otto piedi di larghezza, e fci d'ai
iczza, fatte à fchici]^ d'afinp ; ma con le Cannoniere piccole à tutti i lati . Alcune
fon
Modelli della ope-
ra futura: ,
Balluardo ,
Guancia,
Orecchio .
ìiufone.
Cannoniere,
Fianco.
Cafc matte^
Libro Primo. 19
fon fabricatc& appoggiate à baffo alle punte de' Balluardijò in altro luogo delle
muraglie, e fono come una piramidetta,ncllc quali s'adoprano archibugi, & altri
pezzetti da mano : ma io le tengo fimilmcntc per poco utili. In qucftc guance
■delle feconde piazze, ui Ibno anchora Cannoniere alte , le quali fi chiamano Can
nonierc di Ghirlanda ;perciocheuanno nella Ghirlanda, che nell'alto circonda cannoniere di
ia piazza del fianco. Trouanfenc anchora alcune in luoghi alti e baflì;le quali per Ghirlanda.
non cfler in luoghi debiti , fon dette Cannoniere accattate; e uagliono fimilmen- Cannoniere accat-
te poco: nondimeno feruono per un pezzo. Ma nell'opere dadifegnarfifeneuc-
dranno di tutte le folte. HoraildettoBalluardo, partendo^ da quefta guancia,
fa l'angolo conia coperta dell'Orecchione tondo, òuero del mufone quadro, ò Mufone,&orec-
della fpalla con la linea retta, di quella capacità, e forza, chefe gli conuiene -: di- chione.
poi fa una faccia, ch'arriua al fuo angolo; e ui fa una punta , èiin nafo, e riuolta
all'altra faccia, facendo i limili membri, come fi moftra nell'opere. Io non mi ften
derò à ragionare delie fatture delle loro altcz2e,delleba(rezze,dellcfcarpe,dc'cor
<loni,ede'parapetti ;perciocheà'Ior luoghi fé ne dirà à pieno. Ma ucnendo alle Cortina.
Cortine, dico che Cortina è quella, che ferra da un corpo all'altro . Piatta forma "Piattaforma,
Ci dice ad un corpo, chefomigliail}3alluardoin tutti imembri:ma le Piatte forme
non hanno punta, ne tanta forza per elTer cllepofte in luoghi dritti fra cortina e ^"^ '^^ /^"«^
cortina. VifonoanchoraPiattcformerouefce, tutte al contrario dell'altre .-per- "'J'-'^'
che foniabricate tutte dentro alle cortine. Il Caualliero e un corpo, di'è pofto in Canallitro.
luogo alto, che uede e fignoreggia dentro e fuora la campagna r&à'luo^hi debi-
ti fé ne uedrà di più forti, delle quali tutti io parlerò. Se uoleffihora difcorrere
che cofa è foffo, contrafoflb, ftrada coperta, contrafcarpa, puntone, dente, calca-
gno,& altri membri,troppo faixi lungo, okra che in fine di quefta opra forfè fi ue-
dranno regiftrate tut,tc quefte forme, nell'opere già fatte da me in terra prima,che
in carta, fotto la Mirandola,per non parlare bora di Roma, del fuo Borgo,di Palla
no,d'Anagni, e di Sermoneta; & non toccando okra di ciò le cofe generalmente
da me difegnatc, & alcune fatte in terra nel Regno di Francia, come nella Prouin-
cia di Lingua d'oca, in Prouenza,nel Lionefe, in Campagna, in Piccardia,in Nor-
mandia, & ne gli altri luoghi di frontiera, i quali difcgni tutti fi.trouano in mano
di fuaMaeftàChriftianifIIma;& oltre à'difegni ui fono moki modelli, folo dirò
per conchiudere, che nell'opere fatte da me fotto la Mirandola gli anni à dietro, e
regiftratc in qucft'opera, fi uedcranno quafi tutte le forme fopradctte .
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.•\ r
Della Fortif. delle Città
.■imiiilìum>»<.\S°'
Libro Primo.
20
S
^*^.
Della Fortif. deiJe Città
Libro Primo. 21
Di molti modi di principi; d'opere difegnati di
fopra, per i quali fi moftra come s'habbian o à difcgnarc, e drizzare
le muraglie,c cortinc,c quali difcfc à quelle far fi debbono;
e dell'ufo di tutte , e d'alcun e altre difcfc .
C A p. X. . -
ON è dubio alcuno , che lafortczza della muraglia confiftcpiù Girolamo
nella forma,che nella materia ;auucnghi che s'ella non firà aiuta- Maggu
ta dall'ingegno dell'Architetto con dettaforma, pergroflfa ch'ella
Ci faccia, e di qual fi uoglia forte di pietra , ò di matone , che gar
gliardamenterefifte alle percoffe, farà nondimeno da'colpi dell'
artidieria ò con picconi, ò con mine abbattuta, ò con fcale e ma-
chine fuperata . Gli antichi,quali furono più rozi,di quelli che ucnnero dopo di-
loro, non hebbero confiderationc alcuna della fortezza, qual nafce dalla forma,
per^eccro le loro Città, ò tonde, ò di molti lati non piegati in dentro, e fiiiuofi,
ma diritti. Euedendodopo che era facil cofa fottentrare alle muraglie di fimil
forma, & farle cadere ; fopra d'efie fecero alcune torri, "dalle quali lanciauano cer^
ti dardi, che portauano feco il fuoco artifitiato, chiamati Phalariche, dalle torri ,
cheerano dette Phale da Phalando, che in lingua Tofcana anticha fignificauail
cielo, come teftificano Fedo eSeruio: dalle quai torri tirauano ancora pietre & S(,y,,jf,f^prd9.
altr'armi . Dimoftra Homero, che le mura di Troia haueuano le torri . ancora di- dell' Em:ide .
ce che e'Greci à quel forte, che fecero alla marina per difefa delle naui, haueuano ^«(c/ lib.sJdla
"fatto torri alte co'tauolati e'palchi. FaiTi mentione ancora nella facra fcrittura ^^'^'^f'j: ''
delle torri delle muraslie come fi uede apprcffoIiaia,Nehemia,Ezechie!lo,nc' '^'^ ' •''• '^ '^
^ ,. . „ . ? • I . . , • I • V 11 \rr r j lucide.
Paralipomeni, & in altri luoghi, eh 10 per brcuitanon adduco. Vlaronii dopo /p,.;„c/f.7p.r-. -^
ne'tempi non così antichi quafià tutti e'iupghi, che fi fortificauano,comeapprci- ^ichmiucap.a,.'
fo gli Hiftorici, & altri è aliai manifefto: & ad un bifogno doue non erano fatte di E^ech.cap.zó.
muraglia, fi faceuano di legname, come io ho ofleruato apprclTo Celare, apprelfo Taraltp.cpKi^,
Vitruuio, Gelilo, Scaltri. E quelle torri feruiuano più per Cauallieri, che per ^^^''^^/'y df«j
fianchi, E checiò fiauero, ci lo dimoftra Giofepho, quale defcriuendo. le torri ^„gyya Fran'ccfe.
delle mura di Gierufalemme, diceche qu^elle dal fondamento fin fopra l'altezza yum.nellib.i.
delle mura erano mafiìccie, màchepoi più alto haueuano l'habitationi; come cap.^.
cheio fappia, che nhaueuano anche molte Cittadelle uote dentro, per poter Gel.nelUb.i^.
tirar per fianco; ma per Io più erano come s'è detto. Quelle C\ faceuano quadre vf/'i*, ,,-, .
1 1 ' *^^-ii ^- r ^ r ^ j T jc Ciojephonellib.6.
Scanche tonde, come appreflo il detto Giolepho fi puouedere. Le tonde lon i^.iiaguerraGitid.
molto commendate da Vitruuio, perche meglio refiftono allepercolTe, rompen- cap.^. 'k
dofi nell'altre forme i cantoni facilmente, che in quefle, che mancano dican- isiel detto cap.s.
toni , fono le pietre fpinte ucrib il centro alla parte più firctra, donde non edifoprandltb.i.
polfon cedere, e non lafciano forare il muro. Vedutofi con l'cfperientia, chele '^'^P-^7.
torri maflTiccie, e le uote, che non haueuano i fianchi forati, donde fi potelfeferirc
il nemico, che entrauafotto alla muraglia, noneran molto utili, fi cominciarono
à fare con le feritoie ; e con quelle fi difefero gran tempo le Città, cioè nno a'tempi 'f^'' • ■ v---'- ^
de'noftri aui,ne'quali perche l'arte non haueua ancora penfato di fare le tacce del
k torri, chiamate anche torrioni, di maniera, che non uipotclfeflardopoil nemi .
co fenza pericolo, furono penfatie'piombatoii fermati fule menfoledi pietra, & ^^^ ..,..,, ,
anco di matoni , ch'hoggi à molte Città fi ueggono, da' quali fi tirauano pie-
tre, & acqua bollita fopra coloro, che andauano (otto à quelle; & doue non erano
è piombatoij , fi metteuano le ucnticre di legno à'mcrli, mantenute appcfe con le ^..^ ., ^
gni, che fiiauano in quelli fitti, ne'lati di qua e di là, doue anche hoggi fi ueggono
fori lafcia dui per tal ufo ;percagiqn delie quali e'difenforij che acqua bqUita,.ò
ì:......1 '" " ' F pietre
^:J
&
I?
Della Fortif . delle Città
pietre gittar uolcuano fopra e'ncmici, non potcuano cflcr oflfefi dalle frcccie delle
balcftrc, e dalle piene delle machine. Le[quai Torridi difefefi cominciarono à
tralafciarc poi che fu trouato il perfetto ulodellartiglierie. Peròall'hora fi comin
Torrioni in che té- ciarono àfabricarc i torrioni, chiamati fino al tempo del Secretario Fiorentino
pò ufati.
Tuntoni,
torri, al coftumc antico,che erano di quattro,o più lati,con l'angolo di mezo acu-
to, donde à tal forte di membri di muraglia nacque il nome di Puntoni, che cofi
fettanta anni fa, come intefi da Marco Manini diligente oflcruatore delle cofe de"
fuoi tempi, erano chiamati quelli, che fi dicono hoggi Balluardi. Tirando adun-
que le cortine diritte, fi daua loro la difefa di quefti puntoni e torrioni. Dopo gli
huomini ammoniti da quello, che fuccedeua alla giornata nelle batterie delle
Città, penfarono e fecero i Balluardi, che hoggidi fi coftumano ; quali fono le ue-
re braccia di tutto il corpo della Città , e ne' quali confifte la faluezza di quella .
Ma perche non è luogo fatto forte dairarte,che con l'arre ifteflfa non fi pofia guafta
re, e rouinare, fuccedendo alle uolte, che le fpalle de'Balluardi fono ftate gittate
Cortine utilijfime in terra, eie cortine fon rimafle difarmate,pcrò alcuni ualenti huommi fi fono in-
fitcheformajianof gegnati di prouedere à tale incóueniente con le cortine ripiegate in dentro, quali
in mezo faccino un'angolo ^ che uoki la punta inucrfola Città i come moftrano 1?
prefen ti figure,.
Tiatteforme.
Cauallieri,
Caferrute.
Per bcnefitio della qual forma, effe cortine, che fé ftefic fiancheggiano, ben-
ché fiano difarmate delle loro braccia, cioè de'Balluardi , nondimeno fi manten-
gono ficure dal nemico. Oltraà'Balluardi hanno anche trouato gli Architetti &
Ingcgnierialtre difefe delle muraglie, cioè le Piatteforme,i Cauallieri, eie Ca-
fe matte . Delle Piattcforme fi fono feruiti folo in mezo à'Balluardi ch'erano trop
pò lontani, facendo ne'fianchi di quelle non due Cannoniere per piazza, come à'
Balluardi, ma una fola , per effer quelle fabriche picciole, e che fporgono poco in
fuori. I Cauallieri detti cofi.perche ftano quafi à cauallo & alti,fono fiati fatti per
guardare le guance, ò fàcce de'detti Balluardi, e per fpazzare la campagna, uetan
do che'l nemico no s'auuicini co gabbionate, folT^e trincee, e perciò fi fecero den
tro alla cortina in mezo di quella. Le Calematte furono ritrouate per poter of-
fendere il nemico quando egli difcendelTe nel fofifo , e tal bora in mezo al foffo al
dirimpetto delie Piattcforme, taluoka dirimpetto àgli angoli, e cantoni de'Bal-
luardi
Libro Primo .
22
luardi fi fonfabricatc . LcPiatteformc fi fon fatte in due modi , l'uno è quello , "Piatte forme di'
che s'è dettole uedefi difopra fegnato nella 7. figura; e l'altro come fi ucde nella fc '^"^ J^''^' '
conda figura, nella quarta, undecima, e duodecima : e quefta fi chiama Piattafor ^-^^^^ ^-^^^
inarouefcia,qualealmiogiuditio,èmeglior foggia, che la prima, per effer più roucfiu.
iicura delle batterie, e perche quella, cafo che le fiano guafte le fpalle, donde ella
più non fi ferua delle piazze, impedifce ìi Balluardi le uedute delle canoniere che
fon uicine alla cortina, di maniera che quando per cafo fufie rouinatauna fpalla
di qual fi uoglia de'due Balluardi, e'nemici potranno ftar dopo la detta Piattafor Danno, chepgffbn
ma, e liberamente praticar fotto la cortina, che da quella al detto Balluardo offe- dare le Tuutcfor-
io fi ftéderà,c no potranno clfer offefi dall'artiglieria della detta cannoniera, ne an f»eordinarie.
che da quell'altra che l'è uicina. I Cauallieri murati fi fon fatti in quattro luoghi, Caudlieroinquat
inuno, come fi uededifegnato nella fefta figura, nell'altro, alati de'Balluardi,co ''■''^'«^5-" '■ •*"**
me fi uede difegnato nella figura fottopofta. Nel luogo terzo è ftato il Caualliero
à cauallo, cioè che caualca fopra la cortina , come fé alla Piattaforma della figura
fettima fi aggiugnclfe dietro ilCaualliero della fefta, e fi tiraffero' tuttadue quefte
mébra in alto fopra la cortina, come fi coftuma di fare ne'Cauallicri ordinari], ma Damo che pojJQn
<]uefti, come anche gli altri, fono molto pericolofi, perche battuti, ucngono ari- •''"'^ '*''*'"* "■"*
empire il fofib, per il che io già pcnfai di fare il Caualliero lontano dalla cortina ,
tanto, che fra la fua fronte, e la cortina,ui rimaneffe una uia affai larga per i difen
fori, che poteflero andare inanzi, & in dietro: e di ciò parlandone l'anno 1500. col
Chiariffimo M . Chriftophoro Canale, egli mi moftrò un modello di Città bellif-
iìmo col Caualliero come iole haucuo detto, peni che io fui confermato nella _ ,, j.
. . r- ^ li- ■ A 11 • • .-X II 1- Il r r CaiialUcn Ut Cinta
upmionmia. E Caualheri A- B. uicini a Balluardi come nella preientengu-^//,, .^, diquAn
la fi moftra.
tautilitàfiano.
fono molto utili, perche afficurano la muraglia da quella parte douc fono, che
fé per cafo fulfe prefo il Balluardo, il nemico per hauere il Caualliero fopra-
ftante, non ui potrà flar dentro. Recano anche quefta commodità, che efsendo
abbattute le fpalle de'Baìluardi, eia cortina in mezo, feruono per fiancheggiare ,
e difendere la ritirata, che fi fuol fare in fimili accidenti, ancorché tirino di ficco.
Benché fi potrianfarloroà baffo le Cafe matte ne'lati,che feruifsero ad un bi-
fognopertal ufo. Et al tirardi ficco, fi può rimediare con l'adoperare in effi e'
cannon pieti'aij, quali non con le palle ordinarie fi caricano,mà con fcaglia di pie
tra, e ghiaia di fiume alquanto grofsetta, con la quale in un fol colpo fifagran-
diflìma uccifion d'huomini . Debbefi nondimeno confiderare, che da fimili Ca-
uallieri può rmfcir qualche danno alle cannoniere de'Balluardi ; perche effendo
■battuti, con lerou ine loro poffono impedirle, e ferrarle dauanti (parlo di quel-
le delle piazze da baflb ) fi che l'artiglieria non habbia la uia libera da fpazzare, e
"rifruftarela cortina; e non folo può riufcir danno alle cannoniere da baffo,ma an-
cora più alle piazze d'alto , e ciò per cagione delle pietre; che battute, con grand'
impeto uolano qua e là in diuerfi lati. Benché àqucfto inconucniente iouihò
penfato il rimedio , col fare la fronte del Cauallicro,dondc può nafccr tal danno,
- • Fa non
Danno che po^on
furequcHi Caual-
lieri .
Della Fortif, delle Città
Lafo-rma circola
re douejia utile.
flon come ella uiendircgnata nella precedente figura, ma alquanto indentro in-
uerfo la Città,dond.c ui rimanga un giufto Ipatio da pocerui al tempo di guerra al
zare una camifcia di trincca,che ucfta detta fronte: dalla quale ne nafcerà doppio
bcnefitio, cioè che non faràofFefo il Cauallicro dalle batterie, che pcrefTer alto ,
è molto lòttopofto al pericolo di quelle^à e'difcnfori potranno praticar ficuri nel
le piazze.
Sallnardi di più IBalluardidi più facce che gli ordinarij,quali fi ueggono difcgnati difopranel
fMce. la ottaua,nona,decima,undecima,e duodecima figura, nò mi difpiacciono, auué-
ghi che fono più forti de gli altri per cagione delle punte che hanno manco acute,
che non haueriano tacendoli co le guance ordinarie, e dirittel tondi dell'ulti ma,
come che fiano più capaci, e per parere diVitruuio,di LeóBattifta,e d'Alberto E»u
rerOjper la fortezza, che nafce dalla rotondità loro, non paiano biafimeuoli, à me
nondimeno non piacciono, perche non poffono effcr guardati per tutto da gli al-
tri Balluardi, rimanendoui nel mezo e triangoli fatti dalle lince de'tiri delle arti^;
glierie, che gli defendono, dentro à quali triangoli entrandoli nemico, non può
cffere offefo, e ficuramentepuò accommodarfi per ftare à tagliare il muro di detti
Balluardi . Per il che quando io m'hauellì a feruire di tal forma, me ne feruirei à*
Cauallieri, che già penfai di fare dentro alle cortine, ò anche per quelli che canal
cano,ò fi fondano foprala cortina, e per le Piatteforme, nelle quai fabrichenon
fi può temere del detto incoueniente, che'l nemico ui fi pofia metter dauanti .
Non dannerei ancora tal forma tonda ne'Balluardi, che fi fanno alle fortezze cin-
te da'laghi, fiumi e mari ; perche non cofi di leggiero il nemico ui fi può auuicina-
rc; e quado pur ui s'auuicini,fe ui fi uuol ferm.are appreflo,cioc dentro à quel trian
golo, che non uien guardato da'difenfori, fa meftiero che ui iì fermi fopra qual-
che nauilio,ò Zatta, o altra fimil opra di legname ;qual pereffcreil detto angolo
poco capace, uerrà da'difenlori fcopcrta, e battuta, di maniera che tali parti de'
LaCortinanonfia Balluardi rimarranno femprcficure. Ma ritornando alla cortina, dico cheinmo-
éiritta. do alcuno ella non fi debbe far diritta, acciò la fua difefa non habbia à confifter
folo ne'Balluardi, quali alcune uolte perle potentilfime batterie, che fi fumo, fon
priuati dell'ufo delle loro piazze; ma ò ripiegata in dentro con uno angolo in me
zo, come fi uede di fopra nella terza, nona e decima figura, ò uero con la Piatta-
forma riuolta, come appare nella quarta & undecima ;ò come fi moftra nella figa
ra duodecima con più ripiegamenti indentro, qual foggia di cortina più d'ogni
altra mi piace,e può piacere ad ogni altro, che con fano giuditio difcorra . Il Pelo
re da Siena quando già fi trattaua della fortihcatione di Milano, s'imaginò(coine
mi dific il Capitan Nicolò Giudi, & me nemoftròildifegno) di fare tutte le
cortine con fimil difefa di rifalti in dentro, non col ripiegamento , che ha quefia
del Capitan lacomo, ma andando diritto da un Balluardo àl'altro. ma, come Or
gniun uede,qucfta del Capitan lacomo e di più utilità perche ella fiancheggia aa
Cafematte, cora con le fronti che fono in fuori . Quanto fi efpetta alle Cafe matte, quali ap-
portano non picciola utilità alle muraglie, ancorché di leggiero fi rendino difuti-
li, ò per cagionedelfumo, che facilmente in quelle fi richiude, ò perche efiendo
baffe, con ogni poco di materia che girti il nemico nel foflb, fi accecano le loro te-
ritoie,dico che alcuni l'hanno fatte à baffo ne'fianchi de'balluardi,& anche nelle
guance ^ tirando gli sfogatoi), e camini diritti à piombo in su, fin'fopra'l mcrlone,
& i parapetti . altri ( fi come fu Alberto Durerò ) fecero à quelle efshalatoij e cami
ni non molto fopra le feritoie, quali quando fuffero fcoperti dal nemico, dariano
occafionc di nocumento non picciolo; conciofia cofa che,efrendo in tali parti per-
cofTo il m uro, facilmente fi potria rompere, e quando bene ciò non feguifse, non
fi potriaficuramente praticar dentro alle cafe matte fenza pericolo d'offefa che
^enga dalle pietre battute.
Simìl
Libro Primo, 23
S I M I L foggia di Cafe matte per rinconuenicnte del fumo, e comunemente Cafi matte danna'
dannata, ma à me non difpiacc, non folo perche in efse fi potranno adoperare ba- ^^ '
leftrc da banco & archi, ma perche feruiranno anche per contramina . Altri han-
no fatto le Cafe matte in mezo del fofso, come il detto Durero,& alcuni noftri Ita J^^f^ ^^^^'^ .'» <^^"
liani . Il Capitan lacomo uuole ch'elleno fi faccino uicine à gli angoli della contra M^/'M"""*
fcarpa, e dice che in alcuni luoghi fi fon coftumate à trauerìo il fofso, come che fé
pafsafse un condotto d'acque nella Città. A' me piacerla ch'elleno fi tacefscro den
tro nella contrafcarpa di qua e di là da gli angoli di quella, fenza punto occupare
il fofso,facendo à quelle le lor uie fecrete che di dentro da'Balluardi,ò dalle corti-
ne l'andafseroàtrouare. E per rimediare al pericolo d'efscre accecate le feritoie
di quelle,dalla materia gittata nel fofso da'nemici,uorrei che uicino ad efse il fof-
fo fi facefse più profondo ch'altroue, con una uiada poter tirar dentro alla Città ^rj^^j^iyar dentro
la materia,che per forte ui uenifse gittata. Il fomigliante fi farà à tutte l'altre Cafe ilriempimcnto dd
inatte. E fi debbono fare in più luoghi .fimih uieda tirar dentro la materia, che fofso.
uiengittata ne'foifi, ancoraché non fiano in quelli Cafe matte, per aificurarcla
Città dalle fafcinate, e da gU argini, comehabbiamo anche detto ne'noftri libri
de gli Ingegni militari, che fi è ueduto anticamente più uo!te,& uno anno fa han-
no prouato i Portughefi in Africa, afsediati nella fortezza del Mazacane, che'l ti-
rar dentro la materia, qual uien gittata nel fofso ( maffimamcnte quando ella non
è tale, che fi pofsa abbrufciare ) è folo fcampo contra fimil opre & otfefe de'ncmi- •
ci ; ancorché alla fine detti Portughefi con una mina fi liberafsero dal pericolo di
detto argine, ch'era crefciuto fino al pari del muro .
Oltra le dette difcfe delle Città e fortezze, furono penfate anche le fofsc ^#-
, V 1 -rr 1 • u TT j- 1 '/^..J Homeronellib.7.
inuentionenon moderna, ma antichimma,auuenghi che Homero dica clic i(.jie ^^n^^n^^^^
cij quando erano à campo ù Troia, al forte, che fecero alla marina per ditefa del-
le naui, h aueuano fatto la fofsa. Il Secretarlo Fiorentino(come mi ricordo hauer
letto già fono più di 15. anni) non uuole che dinanzi alla muraglia fi faccia il fof-
fo, ma dentro alla Città, allci'ando che cfsendo il fofso di fuori,fi può empire da Se'lfojfo dentro al
r r ■ ■ r 1 1 ■ r r j j-cc^:] lamuranialiauti
un grolso elsercito: e non ui elscndo, le ruine quah calcano, aanno dirncu ^^^ * •'
flilita al nemico, che altrimenti andando quelle nel fofso, fattala fafcinata, fi uà
à piano, e ciò quando la muraglia non haucfseil terrapieno, come à'tempi luoi
ficoftumaua. Per ilchceL;Ii giudica che'l fofso fi debba far di dentro della mura
gha, e la terra che di quello fi caua,fi debba gittaruerfo la muraglia, ritenendola
conunmuro, che forga dal fondo di quello, qual fia tanto alto fopra terra, che
un'huomo ui ftia dopo coperto . e nel fondo di detto fofso ogni 200. braccia fi fac
ci una cafa matta . L'upinion del quale à me non piace, auuenghi che fé la mura
glia nonhauerà dauanti ilfofso, per ufarfi hoggile cortine tutte terrapienate.
quand oquelle faranno battute, le ruuine faranno fcala da falirlu la muraglia>
Di poi in tempi di notte, e quando fiano piogge grandilfime,fi potranno accoftar
machine di legname, che diano facil falita fopra la muraglia, che niente l'impedi
rà ; delle quali alcune n'habbiamo difegnate ne'noftri libri de^li Ingegni militari,
quali anche pofsonfcruire ad cfpugnar Città e fortezze doue fiano folìi benché
larghilfimi conacqua,ò lenza. Apprefso,fc la muraglia non hauerà il fofso di fuo
ri, fi potrà di notte fotto à quella praticare, & andare anche di giorno ad accecare
le cannoniere, eie picciolc feritoie da bafso. Più oltre, quando la prima mura-
glia fi perda, e'difenfori, e l'artiglieria grofsa non potranno ftardopo quel muro
del fofso, che non patifchino grandilfima offefa da'nemici, che fìaranno fopra à
caualliero.
Dopo e'foflì fono ftate penfate le uie coperti per le fortite di fuori del fofso , peperlefortite,e
per maggior difcfe, egli Spalti & argini, che cuoprono la muraglia fi ch'ella non ^''inifnddMo^ ^
può cfscr battuta fé non che dal cordone insù. Quali argini, e fpalti fono nondi-
meno
Della Fortif, delle Città
m cno dannati dal fu detto Secretarlo Fiorentino, perche,fi come egli dice, ilnc-
micouifipuòaccoftare, &aprirli,e con duccndoui l'artiglierie, quindi battere la
muraglia . Di cui il parere anco in quefto non mi piace, perche tal argine hoggi-
di fi fa, &■ anche al tempo di quello fi fliccua tale, che'l nemifo non ui fi poteua au
uicinare fenz'cfier Tempre fcoperto dalla muraglia, eflcndo quello alto uicino al-
la ftrada, che fi lafcia fuor del foflb,& abbafsandofi Tempre in uerfo la campagna.
Al che fi aggiungono i Cauallieri, quali efscndo molto eminenti, non lafciano
auuicinare il nemico con trincee, folfi, e gabbionate,ne apprefentar batterie fi ui
cine . Di poi nella parte più alta del detto argine,cioè doue fi congiugne alla uia
'che Ci lafcia fra quello e'I fofso,facendofi un poco di muro q uanto bafta à coprir e*
ytilità dalla uia foldati delle fortite, che con gli archibugi guardano lo Spalto e la campagna uici
ddlefortite. j^^. (. f^^ndo il luogo guardato non folo dalla muraglia e da' Cauallieri, ma anche
da quella forte di difefa, non s'hà da temer niente di quello che a' fuoi tempi gli
mcttcua paura, Oltra che facendofi tal argine d'intorno aduna fortezza, che
habbia le cortine ripiegate in dentro, quello uiene maggiormente ad efser guar-
dato per fianco, ancorché non hauefsc il pendere inuerfo la campagna, ma fuf-
fe à guifa di trincea, come l] uede difegnato ne' libri del Tartaglia Brefciano do-
ueparladc'gli argini da farfi fuori della uia del fofso, quali cgfiuuole,chc fiano
tanto alti, che ui pofsa praticar dopo coperta anche la caualleria di quei di détro.
Tagliate dallato Oltra gli argini, fi fanno anche le ragliate degli arbori che fono d'attorno,
diiuoriintomoal.eCi nettala campagna anche d'ogni forte d'edifitio, acciò le palle dell'artiglieria
ie muraglie, habbiano il corfo libero per andare ad offendere e'nemici, e quelli non fi poirmo
auuicinar Con gabbionate , trincee, forti , e Cauallieri , come fi uede efser ftato
fatto alla Mirandola, & in altri luoghi. Benché doue faranno ualcntiigcgnieii
con buona copia di guaftatori, nò oftanti le tagliate,come fi uide nello afsedio di
detta Mirandola, non potranno far tanto e'difcnlori, che'l nemico non s'auuicini
con Forti, e di più che non pofsa auuicinarfi àqualfi uoglia Città, e fortezza in
■ piano in una fola notte con uno ò più Cauallieri, e con gagliardilfima trincea,fen
za il far fofseàuolte& oblique, efenzatenir uia da qual fi uoglia fino à quello
di ufata, come ho dimoflrone'miei libri de gli Ingegni militari.
SS^^^-" ^ ^ ^ ° ^^^' ^"'"^^^ ^^"' P^"" "^'^'^^^ "^^^'^ muraglia dentro alle fortezze, Caual-
lieri e monti di terra, come fi uede à Rubicra nello flato del Duca diFerrara,& in
alcuni altri luoghi :& oltra à'cotali monti di terra, quali in ueromarauigliofamcn
te fcruono per oftacolocontrae'Cauallicri, che di fuori fanno e'nemici, fono fla-
. . te di dentro anche fatte uicino alle muraglie le piantate de gli arbori chiamati in
'^'^^°Ii!'Tolfinl" Latino populi, & in Lombardia pioppi, e da'noflri con uoce generale, alberi ( co-
(he utilità avm- me fi uede à Lucca, à Fifa, & in altre Città) che fono un riparo boniirimo, prima
tino, perche con le radici e barbe ritengono il teri-apicno unito,e coUigato ; poi perche
quando fia battutala muraglia, danno grandilllmo aiuto à farcia trincea uicina
al muro abbattuto. Ma perche, quando e fianchi de' Balluardi fiano per bat-
teria fatti cafcarc,^ la cortina manchi della difefa di detti Balluardi, tal riparo
potria ( uenendoui dopo e fopra il nemico}riufcir dannofo,giudico che farla mol-
to meglio piantare detti arbori tanto lontani dalla muraglia,che ui rimanefsegia
fio fpatio per poter flareà difenderla, e pafsare inanzi c'n dietro con fquadrcdi
foldati, e per fare il fofso della retirata che fi fuol fare communemente per riparo
còtra le batterie . benché per commun parere di giuditiofi Architetti,^ Ingegnie
ri, non fi debbono mai abbadonare c'iuoghi alti per tare la ritirata . Tali alberi uor
ranno efser piantati con la medcfima ragione,che fi piantano quelli de'Forti,c de'
Balluardi di terra, cioè (come dicono i Latini) in Quincuncem, acciò fiano più ac
commodati quan do ci occorra feruircine per far dentro, e d'intorno à quelli li ri-
paio,&la trincea.
Delle
Libro Primo. 24
Delle mifure di tutti e' membri della Fortifica-
tione, e delle parti di quelli. C a p. x i.
E R e H E meglio il lettore intenda quanto occorre fapere d'intorno Girolamo
alla fortificatione delle Città, parmi che in quello luogo s'accon- Maggi.
uenga particolarmente , e con ordine parlare di tutte le mifu-
re de'membri della fortificatione, e delle parti di quelli. E per ef-
fer ftate le cortine la prima difefa e fortificatione, che fi facefle alle
Città, primieramente parleremo di quelle . Vogliono alcuni, che ^' SanMarino.
la lunshezzadiqueftes'accommodi alla quantità de'tiri dell'artis^licrie, cioè che ^ . ,. . ,
eflendo 1 artiglieria , quale haueremo , reale e grofla ( e grolla intendono , e rea-
le, da otto libbre di palla in sii, come Colubrine rinforzate,Colubiine ordinarie,
meze, e quarte; Cannoni doppi), Cannoni ordinarij,mczi, e quarti; Sagri, &
altri pezzi, picciola e non reale,da otto libbre in giù, fino ad una libbra, come Sa •artiglierìa non
gripiccioli, Falconi, Mofchetti, e SmerigU) uogUono chefi facciala lunghezza ^f1j\ ,,,
della cortina da fianco à fianco braccia alla Fiorentina ( de quali femprc intendo j^„^^
tjuando farò mentione del braccio ) dalle feicéto alle fettecento,che tanto ne può
fpazzare, e rifruftare detta artiglieria reale. Ethauendo noifolamente artiglie-
ria non reale, la faciamolunga dalle 300. alle 400. braccia , che fino à quefta lun
ghezza tal artiglieria la può difendere .Ma perche quefta diftintione di fortificl-
tion reale, e non reale à me come anche ad altri, non piace , & è più facil cofa e di
minore fpefa il gittare l'artiglieria, che'l fabricar Balluardi e cortine; e perche le
fortificationi non reali fono molto deboli, doue la fortezza delfitonon l'aiuti, fi
che non uenghino; battute ; lafciando da partele non reali, parlerò folo delle rea
li, e communi. Altri uogliono che la cortina fia lunga braccia 3 io. alcuni dico-
no ch'ella fi debbe fare di ^lo.al Tartaglia piace di palli 250.& anche di joo.al Cap.
frate da Modcna,di canne i40.Pare al Caftriotto & ad altri ch'ella fi debba far tan
tolunga,chetirandofi l'artiglieria groira,non s'offenda il Balluardo contrapofto. cortinatroppolu-
de'qualil'upinioneàme non piace, perciochefefi farà la cortina tanto lunga, ne ga^èdannofi.
feguiranno molti incóuenicnti, e fra gli altri due importantiflìmi, cioè, che quan
do il nemico fi metterà fotto ad un fianco de'Balluardi,fe bene farà un folo,cóuer-
rà fparare un pezzo groffo d'artiglieria per offenderlo , il che fi farà con fouerchia
fpefa, e fcómodo, e quàdo bene e'nemici in buon numero fi metteranno in tal lue
go,ò anche quafiàmezo la cortina, non fi potrà offenderli con quella preftezza
e con quel numero di colpi, che s'offenderiano fé la cortina fuffe più corta, per pò
terfiintalcafoadopi are archibugi da braccia, da caualletto, ò da rampo, quali
preftamente fi caricano, e non fono difficili, e fconci à mancggiarfi comerartiglie
riagroffa. L' altra ragione degna di non picciola confideratione è, che quando
qualche machina at'mata di balle di lana, fuffe condotta fotto al fianco predetto ,
fòche dalle cannoniere di quello non potcfTeeffer offefa, l'artiglieria del Balluar-
do oppoflo non la potriafpezzare per la troppa diftantia. Però io tengo per fer-
mo, che fia meglio fare le cortine più corte,ancorchc nella fortificatione uada più
fpefa, bifognando in tal cafo far più Balluardi , che non fi coftuma ; & in quello ,
concorro coni upinione del Lantcri, huomo al parer mio e degni intendente di ^
quell'arte, giuditiofiilìmo. II Cataneo in uarie piante diCitrà tiene uarie mifure,
e uuolc la cortina di brace. 192.232. 240.244.256.5io.nellcCittadeIIebracc. I49.edi■
I52. IlSccretarioFiorentino, chefcnffein tempo, chela fortificatione non era in
quella perfcttione ch'ella e hogoi , tiene che la cortina fi debba fare lunga braccia
2QO. Leon Battifta Alberti inanzi di lui la uoleua più lunga, cioè di palfi 70. Io mi
ftimo che fia il meghoaccoftarfi più à quelli, chea quegUakri,echefia da farla
lunga
e-
Cortina quanto
dibbc cjfcr graffa.
Ouinto Curilo nel
/ly.j .
Strabene nel Ub.
Orofìo nel lib. 2.
cip- 7-
Gicrcmia nelcap,
5'"
Orofio nellib. i ^.
cap. 20.
lìmid.nellib.i.
J^elcap.i.
nomerò nel lib.
2 1 , della Iliade .
Deuteron. cap.^.
ifaiacap. zy.
Machab.ncllib.
i.cap.9.
Della Foitif. delle Città
lunga"braccia 25o.fino in^oo. acciò fi pofla facilmente , e con grandiffima rreque"rf'
ria di colpi oflcndcrc il nemico . Quanto allo Iparar della Artiglieria groflfa , chc-
potriaofilndcrc ilBalluardo.contrapofto, rifpondOjChc queftaperlo più nons'
adopra per guardare le cortine, le fronti de'Balluardi, e 1 follo da nemici, che
ucni<hin contra con armi ordinarie; ma per tirare nelle machine, che fuffero acco '
(late, ò in lij^ari di qualche importanza.-nel qual cafo tirando à quelle dalla ghir- .
landa delle piazze di fopra, nò fi uiene ad offendere l'altro Balluardo, andando è
colpi da alto àbaflb. Dipoi uolcndo pur noi adoperare l'artiglieria grolTa, fi
può adoprarla caricandola non con le palle ordinarie, ma con ghiaia e falTi^che in
questo modo fi fa maggiore uccifione che con le palle predette, e non s'offende il
fianco fpargcndofi le pietre della ghiaia qua, e là per il follò, dd che in molti luo '■
ghi s'è ueduta l'cfperientia . >
Qv ANTO alla groflczza della cortina,leggiamo,le mura diBabilonla effere fta"
te groffe piedi 32. di maniera che due cari nel palTarui fopra, fc s'incontraua-
no, non fi dauano impaccio : e ch'erano alte fopra'l piano del terreno cento gomi-
ti. Benché Strabone dica, chcl'altezza di tale muraglia era fra le torri gomiti cin.
quanta, e quella delle torri 60. gomiti. Scriue Orofio di quella muraglia medefi-'
ma cole incredibili, cioè ( se'l tefto 1 no non è guaito, e fcorretto ) che la larghezza'
era di gomiti 40. e l'altezza quattro uolte tanto, e di più, che fopra detto fpatio
della larghezza della muraglia, erano habitationi per e'difenfori egualmente di
fpofte, e che lo fpatio, che riraaneiiain mczo,poteua capire e'carri da quattro ro-.
te . Che la muraglia di Babilonia fuffe molto grofHi, lo poflìamo credere per il te'
{limonio, che ci ne lafciò il Propheta Gieremia, parlando in quello fentimento ,
Quella muraglia larga di Babilonia , farà rouinata, e l'alte porte di quella col fuo-"
00 faranno arfe. Scriue Arriano, chele mura diTiro erano alte piedi 150. Orofio
dice che le mura di Cartagine da un lato erano groffe piedi 30. alte gomiti ^o.d
fatte di pietra quadra. Thucidide lafciò fcritto, che gli Atheniefi fabricarono in-«
torno al porto Pireo, hoggi, fecondo che dicono alcuni, chiamato Porto Leone ,■
muraglie tanto grolle, che due carri portando lepictrefopradiquelle, incontrarv'
dofi, liberamente palfauano; e che'l corpo della muraglia eradigroifilfime pie-
tre quadre commell'e infieme, & incatenate di fuori con ferro impiombato . Nel'
libro di Giudetta fi legge, che la Città Ecbatanahaueua le mura alte gomiti 70.
elarghe5o. quali mura fece fare Arfaiad, che quiui teneualafua fedia regale fo-
pra'Medi. Homeropar che lodi le mura di Troia perla groffezza. Nel Deute-
ronomio, in Ifaia, & ne'libri de'Machabei fi nominano le mura alte per forti . -;
Hoggi alcuni uogliono che la cortina fia in fondo groffa piedi io. altri n. alcuni
14. & anchora 15. e quefto in luoghi doue il terreno del terrapieno fia arenofo,fciol
to, e troppo greuc. Il Capitan Frate da Modena uuole ch'ella fia groffa folamen-
tc cinque tefle di matone.
Il Tartaglia la uuol grolfa piedi y.fino all'altezza di piedi dieci, da indi in sù,pid
dÌ2.Akrifi pcnfanochebafti nel fondaméto la groffezza di due braccia,nel cordo
ne d'uno e mezo,e nella fommità d'un fòlo. più lottili di quefle(s'io bé mi ricordo)
erano quelle cortine ch'io uidi à Pefiro l'anno 1 55o.quàdo andauo à Venetia,e uol
(ì palfar per tal Città per ueder la fortification di quella. Ma benché tal forte di
fortificatione in luoghi di buon terrapieno, cioè di terren molto unito , e leggie-
ro, non fia difutile, non s'intronando perle percoffe, e ricerchi poca fpefa, ad al
Clini no piace,quali dicono che rompendofi facilmente tal forte di cortina , quale
lè come una camilcia ad opra di tcrra,il terreno che è fra'contraforti,cafca al baffo,
(Scfàfcalaalnemico, il chenon auuiene cofi di leggiero nelle cortine groffe, che
difficilmente fi rouinano. Si terrà adunque la uia delmezo,& non fi faranno le
ftìrtine troppo grolfe , acciò nell'clTer battute non s'intronino (ballando quella'
groffezza
Libro Primo
2/
groflfczza^Ciie fia da un colpo di Colubrina, ò di cannone paflata) ne tanto fotti-
li, che battute, in bricuc fpatiodi tempo rouinino, e lafcino andare àbaflbi Iter
rcnOjChe haueranno dentro. Ma fé qualche Prcncipe pur uorrà fabricare la corti-
na fottile,in tal cafo giudico che le le debba far uicino il riempimento non di terra
fempUccmente, ma di maton crudi murati con creta, molto gro(fi, larghi e
lunghi e ben fecchi,ò che nel ten-apieno Ci debba mefcolare fcope, e frafche di ca
fìagno,òdi quercia, ò d'altro arboro che duri affai contra l'ingiuria della humi-
dczza, fin che quello col tempo s'alìbdi .
Auuertiraffi ancoradi fabricare i contraforti talmente, che doue fon più uicini
alla cortina, fiano più groffi,à fine che il riempimento del tetrenofia alquanto più
largo di dietro chedauati,e no polfa cafcar nel follo quado gli fia tolto l'appoggio Cortina con due Ca
della cortina. Clii uolcfle che la fabrica fufic più gagliarda,potria far un'altra corti >"'fie di muraglia
na fottilc,lontana dalla prima due braccia,ricmpicndo lo fpatio di raezo con ere- Z^"'''^'
ta ben battuta, e quello acciò il terrapieno non forzi laprima,ele palle dell'
Artiglieria che la pafferanno facilmente, uenghino dentro a quefta creta a perde-
re il loro impeto . Quali fé bene col batter lunoamente,confumeranno quella pri
ma cortina, non fcguirà però lo inconueniente del calcare il terreno nel foflb co-
sì Uberam ente, come fé non ci fufse l'altro muro benché fottile . Molto più uti-
le ancora farla tal cortina, facendo fpefsi archi da un contraforte à l'altro , e riem-
piendo gli fpatij di quelli con creta, fi come pensò che fi doucfse fire il Caflriot-
xo, comefi uederàdifotto. Il Secretarlo Fiorentino lodala cortina grofsa enon
la uuol manco di 3. braccia, non parlando di contratorti altrimente. Il San Mari-
no la uuole fui pian del fofsogrofsa braccia 4, e mezo in 5. che col contraforte di
braccia4, emezodilunghezza,uienead efser braccia 9. in 9, e mezo: de'qualile- cortina quatodeb
uandofibracciaj. perla Icarpa,rellano braccia 6.in 6, e mezo di parapetto. L'altez bccj[a-alta.
2a della cortina iarà dal piano del folso in sù,piedi,fecpndo il Tartaglia, 54. fecon-
do alcun'altri 27. & anco 30. ma non manco di 23. Il San Marino uuole che la cor-
tina fia alta dal fopradetto piano del fofso braccia 18. Io dico che fi debbe haue^-
rifpettoà'fiti. perche ne'luoghi alti, non faràmeftieroalzarfi troppo con le corti-
ne, non ui efsendo pericolo di machine,ne di Cauallieri, donde balleranno anco
quando elleno fiano alte folo braccia 16. Ma in luoghi piani corranno efser alte
fino à 20. braccia^ & finche piu,doue faranno fignoreggiate da qualche fito_, ò col-
le,chelepof-
fa offendere.
IlCataneo le
uuole d'altez
za di braccia
uenti,diuen
tidue, diuen
tiquatro , di
uenticinque,
di trétaj& an-
che di trenta-
due, fecondo
lediuefità de
fiti,e delle pia
te.
La forma de'
co traforti da
molti, & an-
che dal Ca-
ftriotto meffa
in operaie quc
ita.
\.
Della Fortif. delle Città
yitruuionellib.6.
cap. IO.
Contramia.
E fimigliano qiiafi le antaridi , ò crifmc dcfcritte da Vitruuio , che non fono al-
tro che fpcroni che uanno di fuori del muro, e qiicfti uanno didentro. Quali
contraforti, fecondo il commune parere de gli Architetti, uogliono efser lontani
uno da l'altro piedi diece, benché Leon Batti fta Alberti uoglia che G faccino lon-
tani uno da l'altro gomiti diece,& àVitruiiio piaccia che le fue antaridi fiano lonta
ne una da l'altra quanto e l'altezza della muraglia, il San Marino gli uuol lontan i
uno da l'altro braccia 6.ad altri piacciono d'8. quanto più faranno fpe(fi,tanto mag
gior fortezza s'acquifterà alla cortina; tuttauia fi per fuggire la molta fpefa,fi an
Cora per non mi dilcoftare dal parere de'molto intendenti, lodarò (cmprc coloro
che gli faranno uicini uno à l'altro piedi io. fino in dodici.Cornmunementc fi fan-
no diritti . à me piaceria che nei mezo della lunghezza loro fi faceffcro alquanto
piegati, fi che dal piegamcto ne nafcefscro gli angoli ottufi , acciochc aiutafsero à
tencrmeglio il pelo del terrapieno. Qiianto s'appartiene alla lunggezza, alcu-
ni gli hannofatti di piedi diece,altri di dodici, di quatordici, e di i6.il Tartaglia
approua quelli che fiano lunghi piedi 8. il San Marmo di braccia 4, e mezo di lua
ghezza,fino in 5. io non gli uorrei manco di 16. La grofsezza loro debbc efseie di
piedi due fecondo alcuni, in alcune fortiHcationi gli ho ucduti della groisezza
quanto occupa una lunghezza,e mezo di matone,qual chiamano molti matone e
tefta. Il Capitan Frate da Modena gli uuol groifi cinque tcftc di matone. IlSan
Marino un braccio . Piacciono ad altri, grolfi per il manco piedi tre, & al più pie-
di 4. fino in 5. A'me pare che fia àbaftanzala groffezza di piedi due, benché io
non dannerei mai chi gli faceHe anche più groifi . HaiTi d'auucrtire,chc quelli de'
Balluardi fi come uorrannoeflcr più lunghi ( eflendo dignità la lunghezza loro
da' pratichi nell'arte-non manco che di piedi 27, fino à aS.nel fondamento.e di 22.
fino in 23. in cima) cofi anche debbono elfcre alquanto più grolTi di quelli delle
cortine. Vuole lo Alberti che da un contraforte a l'altro fi tirino archi, ò uoltc che
le uogliam chiamare , & che gli fpatij fi ricmpino di creta mefcolata con paglia .
Qual forfè dette occaiìone al Caftriotto di penfar quella fua belliifima fortitìcatio
ne con gli archi fpeffi fra un contraforte e l'altro. Auuertiranno e'muratori di non
far e'iati di tali contraforti puliti come nell'altre muraglie, ma afpri , e con alcune
dentate, acciò meglio ritenghino il terreno che anderàin mezo. Le uoke de'con
traforti ne'Balluardi uerranno fino al piano di lopra gli archi, che cógiugneranno
e' contraforti, per faruifopra il muro del parapetto, faranno grolfi e' contiaforti
br.i \ , e detto muro della medefima groilczza . Ma perche oltra le batterie,lc cor-
tine fono fottopofte ancora alle mine,bi(ognerà nel mezo del fondamelo quando
fi farà molto largo,ò ucro alquanto più in dentro chcl mezo,& anche preflb al fon
damento di dentro , fatela Contramina, la quale fi uede nella figura prefcnte fot
to la lettera X. e nella precedente figura fotto la lettera P.
Libro Primo . 26
Quefta iiorrà cfTer alta non manco di piedi 6. e larga cinquc,con li fuói sfogato
ii larghi ogniuno per tutti e'uerfi un piede , che caminino accorto a contraforti , e
sfiatino con le bocche alla tefta di quelli che rifguardainuerfo la Città: impero-
che fenzaqucfti sfogatoi] le contramine non fariano di quella utilità che altrui fi
penfa, ancorché molti le faccino fenza. Eflendolemineun terremoto ^rtifitia-
le,non fi può trouare il meglior rimedio contra di quelle,che fare fpelfi sfogatoli,
che efshalnio, e mandin fuori ilfiato2a<;liardiirimo& acre caufàto dalla poluerc ,. . ■
acceia. Dice Plinio, che contra il terremoto lon buon rimedio le rogne, e chia- ^^^in^ ,
uiche dette in Latino cloacx, eie fpefie fpelonche, e cane , quali mandan fuori il
fiato conceputo e raccolto fotto terra. Giouando adunque contrai terremotile
fpelonche & i luoghi, che pofTino mandar fuori e'fiati fottcrranei, gioucranno an
Cora córrale mine, quali imitano in tutto e per tutto e'terremoti, come habbiamo ....
dimoftrone'noftri libri de gli Ingegni militari. E' flato parere d'alcuni altri, che ^ ' * '^' '
la Contramina fi debba fare alta piedi 7. e larga :5^, quale habbia gli sfiatatoli,
cheriefchino à piedi del terrapieno inuerfo la Città ; ma quelli , che camminano
insù,perdarrufcitapiùftcile, all'aria, &aluento, cioè fecondo la naturadel
mouimento del fuoco, molto più mi piacciono. Ad altri pare che fi debba
fatela contraminalarga braccia 5. & alta4^ e non è dubio alcuno, che quanto el
la farà di maggior nano, tanto farà megliore. Si penfano alcuni & anche il Ca-
fìriotto, che doue farà l'acqua, non occorra far contramina . ma io tengo ch'ella fi
debbc fare ancora in tailuoghijpofiendofi quelli minare^conie habbiamo dimo-
firo in detti noftri libri .
D A p 01 che noi parliamo della parte da baffo della cortina, parmi che s'accon Torte ferie Sorti-
uenga dir qualche cofa ancora delle porte delle fortitc, quali alcuni uogliono che ^'■' •
fi faccino nefianchide'Balluardi , cioè nella piazza dabafib prefib alia cortina.
Quefte,quando non defsero impediméto alle piazze di quelli, e fufsero da luogo
uicino guardate^ non mi difpiaccriano, perche fariano più ficure per la guardia
medefimadelBalluardo. Secondo il parere d'alcuni parech'elleno far fi debbino
nella cortina tanto uicinc al fianco delBalluardo, che le cannoniere commoda-
mente le fcuoprino. Vuole il Zanco huomoingegnofiifimoedi ualore, che que-
lle porte delle fortite, e uic che le uanno à trouare, fiano tanto alte, e larghe che
quando faccia di bifogno, per efse facilmente fanti , caualli , & artiglierie ufcir
polfino . Ma alcuni tengono ch'clleno,fe, faranno d'afsai uano,e d'aperta,grande,
non fiano utili, perii pericolo al quallj^no à guifadi porte fottopofle, e perche
accrefcerianolafpefadi molte guardie, che non bifognano facendole picciolee
ftrette, non pofsendo mai per le ftrette in un fubito pafsar gran numero di nemi-
ci,à' quali ò qualche tradimento ò'I proprio ualore defse l'entrata, come Ci potriafa ^y
re per quelle larghe. Rifpondendo quefti tali, che quando bifognafsecauarfuo- , (
ri artiglieria ( ilche di rado può auuenire) ò caualli, lì porrla feru'ufi della uia ordì
naria delle porte communi, ò de gli fportelli di quelle, dalle quali per efser coper
te da l'argine che di fuori del fofso fi iuol fare, fi potrà ufcir tanto copertamente ,
quanto che per le uie delle fortite . Ma lafciando ad altri il diterminar di tal cofa,
dico, ritornando alle uie delle fortite, ch'elleno uogliono cfsere alte tre braccia , e
mezo finno in quattro,e larghe due e mezo , andando dirittamente di dentro dal
fine della fcefa del terrapieno, al fondo del fofso, fé farà fenz'acqua ( che alle mu-
raglie folo che hanno c'foifi afciutti, fi foglion fare le picciole porte e uie per le for
tite ) & quello acciò che ui fi polla paflar con le picche , che altrimenti ciò non fi
potria fare , e conuenia prima metterle fuori nel foflb dalle cannoniere da balTo
de'Balluardi, come fi fuol fare doue malamente fi pofTon condurre fimil'armi.
Vogliono hauere le porte larghe da un braccio e mezo fino in due,& alte al più tre
braccia,cioè facédo una porta di dentro all'entratale l'altra nella cortina all'uicita.
G 2 Si
Della Forrif. delle Città
sfogatoi] delle con
tramine utilijftmi.
Liuto nel lib.^.
della Deca.^.
Scarfa .
Cordone,
Bafe è panca del
fondamento.
Tarapetto delk
Cortina.
Ouidio Triflium
lib.i.Elegia.ì.
Sillionellib- 1-
Merli alla France
fi-
Si potriano accommodarc gli sfiatatoi] delle contraminc, che alcuni uoglio-
nOjfi che ricfchino(come s'è detto ) nel fine del terrapieno,tato larghi, che in qual
chelatoferuifTcro perle uie dafortirc. Ancora penfo che fariautil cofa fargli lar
ghi,e che dolcemente rcendcfTero in due, ò tre lati alla cortina,& anche nel piano
dei fbfTo, doue hauciTero certe porte poco maggiori di quelle delle fortite, e que
fte fu (Tero murate} acciò ogni uoltachc il nemico s'auuicinaffe allo Spalto con
foflì, gabbionate , ò trincee, e uoleffe con l'argine riempire il fofTo (come fi coftu-
mauadifareanticamente, fenza adoprar molti ri^pari contra e'difenfori, e non
ha molti mefi fecero Icgenti del Sceripho in Africa alla fortezza del Re di Portu-
gallOjChiamata il Mazacane) ò co la fafcinata ordinaria tentaffe fare il medefimo,
lì poteflc fmurate le porte , fcender nel foflb , & ò col fparger per quello la materia
gittataui, ò col portarla dentro,nó lì lafciafle riépirio,come fecero alcuna uolta in
limili cafi gli antichi,ilche appreffo Liuio,& altri hiftcrici è ftato da me offcruato.
La Scarpa della cortina terminerà con quella de' Baliuardi d'intorno à brac-
cia 14. ouer 15. che altramente facendoli il fuo cordone più baffo di quello dc'Bal
luardi , l'opra pareria brutta . Sara il cordone di pietra morta,qual manco, che la
uiua s'introna quando è battuta, e non più groflodi mezo braccio, ò d'un pie-
de, benché il San Marinolo uoglia di piedi duc,e le pancheò bafijalcuncdi brac
eia uno e mezo l'una, altre di tre quarti.Lafccranfi alla cortina nel principio della
fcarpa, quelle panchette del fondamento, quali danno alquanto d'ornaméto, nò
folo alle cortine,mà anche à'BaIiuardi,& allePiatteforme,& nò fo che di formida
bile quando rozamente fono lauorate. Il San Marino s'affatica affai àmoftrare
uarij modi di queftc panchette,© bafi che le uogliamo chiamare.auuenghi che,fe
bene la fortificatione, e quella forte d'Architettura groffae'militare non richiede
molto gli ornamenti, dcuendo l'Architetto hauer l'occhio folo alla robuflezza , e
gagliardia dell'opera ; nondimeno pare à molti che quando,anche à quella fi pof-
la acquillarc con mediocre fpcfa qualche poco d'ornamento, quale più rollo fia à
l'occhio formidabile che uago, come fono quelle bafi, ò panche, & e" cordoni con
le loro fafcc fotto, eie cantonate dc'Balluardi, delle Piatteforme, e de Caualicri ,
tuttelauorateallarufiica, e non molto in fuori, che non fi debbe ciò difprezza-
re. La cortina dal cordone in su farà alta piedi otto ò none, fecondo che fi fa-
rà la fcarpa alta;auuertendo di non far quella parte troppo alta,perche dal cordo-
ne in su è facil cofa il rouinare la cortina .
Qj.^ ANTO al parapetto, gli antichi lo faceuanofottile d'un braccio, & an-
che d'un mezo, llando alla ditela delle cortine dopo à'merli, graticci, cihtii, & ul
timamentc dopo alle uentiere, che non fono 70. anni che in alcuni luoghi iì trala
fciarono. E quello fu,perche nò erano anche in ufo machine che molto gagliarde
fuffero, ma briccole, ballille, catapulte, ancorché iohabbia olferuato apprelfo
OuidiOjChe le ballille grauemente percotelfcro le muraglie, imperoche egli dice,
« T^ec kuius laterim tabuU feriimtur ab undis,
i> Quàm graue ballifla mania pulfxt onus .
E ciò era perche tirauano pietre grofTiffime , chiamate molari', donde Sillio par-
lando dello afsedio di Sagonto, difse .
»• l^bocais ejfudit mHos ballifla molares .
E benché fi ucgga appreffo Giofepho ne'libri della guerra Giudaica, che tal uolta
quelle machine gittauanoà terra e'merli delle muraglie. Tcllifica il Secretarlo
Fiorentino, che inanzi che il Re Carlo di Francia nel 1494. palfalfe in Itaha, e'mer
lififaceuanofottiliun mezo braccio, e che da'Francefi s'imparò à farli larghi e
groffi. Però fentiamo anche hoggi chiamare in alcuni luoghi, merli alla Fran-
cefe, quelli che fono affai groffi, & hanno il colmo quafi d'un mezo tondo , qua-
li difficilmente fi fcalano .
Pare
Libro Primo.
27
<ti
Pare al Capitan lacomo Caflriotro, che al piano del cordone fi debba lafcia
reunrifalto, ò uero grado, come li moftra per le lettere E. D. nel quale lì pofla
al tempo di guerra fare una trincea, che refifta alle batterie megHo che non fa la
muraglia . O uero che ui fi muri con matoni crudi, facendo dal lato di tuori e nel
colmo una fottilefcorcia,òcamifcia di matoni cotti per difendere l'opra dalle
piogge , e da'ghiacciati . il che à me non difpiace . P. Qui fi moftra la contrami
na, della quale se detto di fopra. Q^Quifimoftralacontrafcarpaelauia delle
fortite col fuo parapetto, con le uolte per le ritirate di quelle fecódo il medefimo.
Il Tartaglia uuole che'l Parapetto della cortina fi faccia groflb piedi lo.cioè con
giugnendo e' due piedi della grolTezza della fua cortina co gli otto della lunghez
za de'cótraforti. il Cataneo lo uuole di br.8. Il Sa Marino s' accótéta della grolTez
za di braccia fei . Altri hanno fatto quefti parapetti groflì piedi 9. 14.& anche i6.e
18. quefta ultima mifura mi piace. L'altezza di dentro del parapetto farà due brac
eia & un quarto, ò due, e mezo, per potere al bifogno non folo affacciarfi con 1 ar-
chibugio, ma ancora con la picca, e con altre armi quando fi darà aflalto di fcale .
tal parapetto haueràla panchetta, il rondo ò pendio del parapetto, farà braccia i,
emezo,cioèpiùaltofaràncl filo didentro, che in quel di fuori, &quefl:o accio
che le palle della artiglieria non ui polTìn colpire à pieno per lo sfuggir del luogo,
e l'acqua non pi fi fermi e la muraglia non immarcifca. Vuoleil San Marino che"!
terzo
j^oua forte di
farapetto .
Tarapetto quanto
grojfo.
^Itexja. del Ta-
rapetto chiamato
da alcuni merlatit
ra.
Della Fortif., delle Città
terzo di qucfto pendio e colmo, fìa piano,cioc dal Iato di dentro, acciò 'e Ter tinel
le Ili pofllno paflcsqiare . EfTendo tal parte piana,s'acqiiiftcrà anche fotc.v al pa
rapctto perche ak'iTmente faria facil.cola romperlo nella cima,doue ucrria d effcr
troppo lottile.
llTomerio.
Tiano del Terra-
pieno .
r
Tiano del Terra-
pieno quanto deb-
ba ejjer largo.
Salita del Terra-
pieno .
Strada fra'l Terra
fieno, e le cafe del
la Città.
Liuto nellih'j. del
la Deca. 3.
Il Pomerio, cioè Io fpatio che fi lafcia fra la muraglia,e la Città,dimoftrato per
la prcfcntefigura,fidiuide in tre parti, delle quali una è il piano del terrapieno
AB. della Cortina. -l'altra èia fua falda òfalita che dolcemente fi uà abbaffando
inucrfo la Città, fegnata con B C. : e la terza è la ftrada CK. che fi lafcia fra le cafe,
&ilfinediquefta. Il piano del terrapieno, che ferue per corridoio, e piazza della
cortina, debbc effcre di giufla larghezza per poterui liberamente paflare, e prati-
care commodamente con buon numero digente,epercondurui in ogni occorrer!
za, &adopcraruial bifogno artiglierie d'ogni forte .per ilche fi debbe anche afso
dare con dura materie, come fono rottami di pietra, e di calcina, che così meglio
in ogni tempo ui fi praticherà,e non ui fi ficcheranno ne affonderanno le rote del-
l'artiglierie, e l'acque delle piogge non penetreranno troppo fiotto, ne apporteran
no alcuna offefi alla cortina, maifimamcnte quando fi darà un poco il pendere al
detto piano in uerfo la Città. Quello piano del terrapieno alcuni lo uogliono
largo braccia 2o.altri piedi 45. altri 60. Adaltripiaccdibraccia25. dÌ28. di 30. di
32. edijg. fecondoleuarietà, e le grandezze delle piante della Città. Nelle for-
tcz^.c giudicano che fi dee fare di braccia 36.
L A falda, difccfii, ò falita, ò pure lo sdruccioIo,che fi debba dire,di quefto pia
no, al parere d'alcuni fi donerà fare di braccia 2 5. di 27. di 30. di 32. di 34. & anche
di 56. fecondo la diuerfità delle grandezze de'recinti dc'luoghi. Nelle fortezze
di braccia 24.
L A ftrada che fi lafcia dopo di quefta falda, piace ad alcuni largha braccia 17.
ad altri di IO. di 12. e di 16. & anche di 60. di 64. e di 70. fecondo e' luoghi ò gran-
di ò piccioli. Il San Marino la uuole braccia 12. alcuni dalle iS.braccia fino alle 30.
Nel Pomerio delle fortezze piace ad altri di bracio.Quefti fpatii,quando e'iuoghi
lo comportino, doneranno effere affai larghi per potere al bifogno farui commo-
da ritirata contrale batterie, &anchora per dare in quelli gli alloggiam.enti à'
foldati,il che fi iuol fare alle uolte per ouuiare à'tradimenti de'cittadini,dclla tede
de'quali ragioneuolmente fi dubiti, e per commodità de'prefidij quando il nemi-
co uiene la notte à far dare all'armi. Qual rimedio fu anticamente, fecondo che
Liuioracconta,ufato da Fiacco àCapua,& adi noftri à Pinaruolo affediatodal
MarchefedelGuafto, fu ufatodalualorofo Cauallier Rinaldo Marfilij, edagli
llluft. Signori Malatcfta, e Galeotto Malatcftij lafciando nondimeno un corpo di
guar
Libro Primo. 28
guardia al piano di qucfla terra, e l'altro al monte. In quefta uia rifpondcranno i
tutte l'entrate de'Balluardi, delle Piatteforme, delle uie da cauar fuori le fortite,
ede'CauaUicri, fé non d darà la falitaà quelli dal piano del terrapieno, come fi co-
fìuma quafi per tutto . Vi riufciranno ancora molte di quelle della Città per potè
re al bifogno efpeditamente correre alla muraglia, e condurui cioche richiederan
noleoccafioni.
AuuertiralTi di non fare il terrapieno troppo alto, accioche fé mai per cafo il ne Terrapieno non fu
mico fé n'impadronilfe, non ftiaàcaualliero fopra la Città,efopra il riparo della ri ''""^P'^'^ °-
tirata, donde ella uengaàriufcir di poco giouamento. Benché, fecondo che fa-
uiam ente dice il Zancho,non fi dcbbe mai lafciare il luogo alto, per ritirarfi con ri
pari al baifo . Ma quando pur bifogni fare il terrapieno molto alto, per effere an
che alta la muraglia, cercheremo di aiutare il fito di dentro con l'alzarlo alquan-
to dopo la ftrada pred etta,fi che quella rinuiga quafi come un foflb, ò pure la fare
mo alta, accioche, ad un bifogno ci fcrua per riparo della ritirata, e la parte decli-
ue del terrapieno, ferua per foffo .
Se la cortina non farà obliqua, e ripiegata in dentro, non ui fi faranno canno- Caiwomere nelle
niere, auuenghi che nelle cortine diritte fono facilmente imboccate, & inde- cortine.dM/iojè.
bolifcono il parapetto .-potendofi con l'aiuto de'caualli dalle rote,ritrouati dal
Cafl:riotto, quali fi uederanno difegnati dalmedefimodifotto,fenza cannoniere
à' parapetti di quefte, & anche de'Balluardi commodamente, efenza pericolo
adoprare ogni forte d'artiglieria . Delle Porte della Città, s'c detto di fopra .
Hora ueniamo alle miiure de'Balluardi . Si raràogniuno de'fianchi dclBalIuar Mifure de" Balluar
do,lungo,fecondo il San Marino,bracda45.1e faccedel medcfimo,cioè quelle mu '"
ra che da quefti fi partono, e fi uannoà congiugnere in mezo, facendo un'angolo,
fatano ogni una br.i:o.benche di ciò non fi può dar ferma regola. quali egli uuole
che fi faccino più lunghe,cioè braccia i^o.e 140. per acquiftar dentro più piazza,
quando bifognaflc far dcttoangolo troppo acuto. Mifser Michel SanMichel 'Ve
ronefe, fu fempre d'upinione, che'l fianco del Balluardo fi douelfe fare di pertiche
19. cioè di piedi 11^. à fei piedi per pertica, e la fronte di pertiche 25, cioè piedi
i38.uenendo la larghezza di quello di pertiche 43, da un fianco à l'altro. Il Capi-
tan Frate da Modena non uuole che'l fianco fia meno di canneS.ela fronte di
canne 21. e piedi 8.11 Lanteriftima che'l fianco del Balluardo debba eflcre piedi
100. de'quali fé ne dia la metà alla fpolla , e l'altra metà fi lafci per la piazza :e quan
do per qualche neceffità bifognaffe fare il fianco minore , che in tal cafo più torto
fi fcemi della larghezza della piazza, che della grofiezza della fpalla;e più torto
in uece di due cannoniere, fé ne faccia una, acciò rimanga la ipalla più gagliarda,
nella quale confifte la faluezza delle piazze e delle cannoniere. Di cui il parere
parmi boniflìmo,edegno d'elfer abbracciato. Altri uogliono la fpalla del Bal-
luardo grorta braccia 19. . - .
Il Merlone,da alcuni chiamato dado, qualfi fTifra le due cannoniere delle piaz
ze da baflb,fecondo il San Marino uuole eflcr lungo br. r4.cioè piedi 25.alto piedi
8. dal piano delle canoniere in su . Ma quado al fianco fi faranno tre piazze,come
fi u ed era difotto difegnatodal Caftriotto, all'hora conuerrà fare il mcrlonepiù
baflb,acciò non impedifcae'tiri della piazza di mezo. Il fuo colmo fi farà pioue-
re in fuori. La piazza da baflb del fianco hauerà due cannoniere, l'uftìtio delle
quali farà guardar tutto il foflb, eia contrafcarpa, le cortine,e la faccia oppofta
del Balluardo chea quelle rifponde. La prima cannoniera fi farà braccia uno e Cannoniere.
mezo fino in duclótana dalla cortina,equefto acciò le per cafo il nemico percote
rà con artiglieria detta cortina in sguancio,le palle non corrino dentro alla canno
nieia, ma trouino quello intoppo. LoIUuftriifimo Signore Sforza Sforzi Conte ^f "/J^^ /^,'.Y,'/o
diSantafiore,giuditiofi(fimo in tuttekcofe che all'arte militare s'appartengono, ^g.
efpe-
Della Fortif . delle Città
crpctialmcntcinqiicfta profcfTionc delle fortificationi,uuole che alla fpalla di
dentro di qiR-na cannoniera, e nello sdrucciolo, fi faccino due rifalti, ne quali
le palle dell'artiglierie, che ui tufiìno tirare per imboccarla, s'habbiano à fermare j
di cui il parere ueggo eflcre (lato feguitato da alcuni Ardiitetti.
Urghe-^a dille La larghezza delle cannoniere farà tanto di dentro quanto che di fuori al
Cannoniere. le hocche,picdi otto fino in diece,nclla gola in mezo piedi 3, e mezo fino in 4. Le
fpalle di quefte cannoniere per maggiorfortezza fi faranno à fcarpa fi che d'ogni
dicce mliure d'altezza n'habbiano una di fcarpa . Saranno alte dal piano del fof-
fo braccia 7. fino in otto,che fon piedi 11. fino in J2. e non più baflc. Ancorché
per offendere il nemico,quanto più elleno fufTcr baffc, fi che iì pcteflc tirar co' pez
zi alliuellati, e come dicono e'Bombardieri, di punto in bianco, tanto megliori fa
riano, cffendo cofachiara,che maggiore uccifione fa l'artiglieria tirando à pia-
no per incontrar più huomini, che tirando alla china, e quafi di ficco, benché il
Tartaglia fia di parere chele prime piazze, doue queffc far fi doucranno, fiano al-
te dal pian del foffo piedi 17. Ma chi hauelle molto riguardo! à quefta utilità, fa-
ria fenza dubio cagione che tali cannoniere troppo baffe , con ogni poco di roui-
na della cortina che cadcffe dauanti, fuffero ricoperte, e di maniera accecate,' che
Cafinuttefottod pon poteffero fare l'ufficio loro . Chi non uorràcfferin tuttopriuo di qucflacom
le Cannoniere de j^^^jj j\ ^[ tifare à piano, potrà fare fotto à quefte cannoniere le Cale marte alle
'"' '* qualifill-cndapcrlefcale delle fortitc. benché, come habbiamo detto un'altra
uolta, ogni poco di fumo , che fi faccia nello fparar pur gli archibugi , impedifca
che non fi poffa (far dentro à quefte Cafe matte ralle quali alcuni hanno fatto gli
sfogatoi] per ilmezo del mcrlone,et in altri luoghi à quelle fopraftanri,come io ho
ueduro in Tofcana : benché tali sfogatoi] rechino qualche debolezza alla mura-
F -t ie d liCitfe gliaperlaqualpaflano . Le feritoie di quefleCafc matte, non uorrano effcrpiù
f„^te. alf^ <^he un mezo piede,e larghe uno & un quarto ; perche non ui s'haueiu ad ado
prar dentro artiglieria grofTa, e non uorranno effer più che tre ò quattro per fian-
co. Ma ritornando alle cannoniere maeffre, e grandi, dico che elleno uorranno
cfferegualialpianodellapiazza, fino al mezo, cioè doue è la lor gola, e quefto
accioche l'artiglieria, che ui s'hauerà ad oprare, fi pofTafar affacciare innanzi per
tirar nel foffo quanto più fi potrà uicino al fiancOjfe per cafo in tal luogo ò con ma
chine, ò in altro modo s'accoftaffe il nemico, quando fuffc rouinataia fpalla del
Balluardo contrapoflo . L' altezza del paraperro della cannoniera, farà un brac-
cio e mezo.fopra il piano della piazza,acciò l'artiglieria groflli poffa fopra di quel
Io liberamente fporger la bocca, e più commodaméte fi fpari,& il fiato e tuono di
quella manco uenga ànoccre alle (palle della cannoniera, perii qual fine ancora
^5SjP- à'cantoni dc'lati , per parere d'Alberto Durerò, fi darà un poco di tondo,
perche tal fiarohabbia più libera ufcira. A'quefte fpalle fi accommoderannoa-
ncUi di ferro di qua e di là per poter ribottare c'pezzi fparati,che fenza c|uefti dif-
ficilmente fi ribottano, cioè riducono al luogo di prima.
, j fT Le Piazze di fotto faranno lartiheciafcheduna per ogni uerfo braccia ;o.&an-
del Balluardo. ^'■^^ P"-^' ^'^'^^^ meglio buona copia di loldati,& aiutanti de pezzi ui polla pratica-
re, e le riculate fiano più lunghe. Altri uogliono iluano per la riculata di piedi
50. in mezo al quale fi fabrichi un pilaflro dirimpetto al Mellone, cioè lontano
da quello piedi 18. qual pilaftro fia groffo piedi 14. e lungo 30. e fu quello s'alzi u-
na colonna che fbflenghi la uolta che copra la maggior parte della piazza,fotto al
|a quale poffino cómodamétcflarc artiglierie, e munitioni,&i Bombardieri con
gli aiutanti, eie guardie . E di queflo parere fu M. Michel San Michele Veronefc,
con alcuni altri Ingegnieri, che feruiuano gli llluflriflìmi Signori Venetiani l'an-
no 1550. il che non difpiace al Caftriotto, come fi uederà di fotto . Da una e l'altra
piazza fi 4e|3be fare una uialargha piedi li. alta 15. L'entrata nelle piazze^ dalla
uia
Libro Primo . 29
chcs'hàd.i lafciar fuori del terrapieno, ad alcuni piace rcmplice, che riefca Cotto f
in mezo à l'angolo della cortina fui quale è fatto il Balluardo, & indi uada di qua,
e di là a trouare le piazzc.-ad altri piace doppia.cioc che ogni piazza hab bia la fua,
come communemente fi coftuma di farc.È tale entrata, e uia non dcbbc effcr man
co larga di piedi 14.6 dcbbe hauere le fue porte da ferrare.faranno q ueftc piazze et
anche quella di fopra, di materia foda,c fcolcranno inucrfo il terrapicno,c non ne'
parapetti . Lo sdrucciolo ò la fcala da falire fui Balluardo,farà di larghezza br.io.
L'altezza dalle piazze da baffo à quelle d'alto,non farà manco di piedi 14.
La larghezza di quefta piazza d'alto non farà manco di piedi 50. per lariculata.fi Tiaxxì'd^ alto qua
faranno le Ghirlande, cioè una per piazza, con non meno di 3. cannoniere toUrga.
per una, delle quali quella più di dentro, guarderà la campagna, &haueràc'rifal- ^ '^'*'' ■ ^
ti nella fpalla di dentro, & anche nel pendio del fuo parapetto, acciò effendoim- ^ ^^ *
boccata, le palle trouando intoppo, non corrino dentro. Qucfta ghirlanda non
uorrà cffer manco grofla di piedi 18. doue farà fcoperta dalla campagna, ancorché
molti l'habbin fatta di 14. e più fottilc . Il Lanteri la uuol groifa dalli due paffa fi-
no à 3. Fra la piazza di iopra e quella di fotto,il Caftriotto fa in uolta un'altra piaz-
zetta donde fi poffa tirare artiglieria, quale benché uengaad effereunpoco baf-
fa, nondimeno per ch'ella dà molta utili tà,mi par che s'habbia à lodare per buona
inuentione, au uenghi che l'offefe, che uengono al nemico da'fianchi de'Balluar -
di, non fono mai tante che badino, maflìmamente quando gittata in terra la cor-
tina,e fatta lafafcinata,quafi à piede piano dà rafsalto(ancorche ciò di rado inter
uenga)fprezzando l'artiglierie d'un fiancho che egli non habbia potuto abbaterc.
Il Tartaglia Brefciano uuole che la piazza di fopra del Balluardo fia nell'entra-
ta larga pafsa 16. in mezo 28. e lunga 25. e piedi uno, cioè piedi 126.
Quanto all'altezza, alcuni uogliono che la muraglia del Balluardo, fia braccia Muraglia del Bd-
18. ò anche 20. cioè piedi 37. alta piedi 3. iopra le cortine. Il Caftriotto,come fi uc- "^'^^^'^ quanto al-
deràdifotto,la uuole alta dal fódo del foiso fino al cordone piedi 24. epiediS.dal
cordone alla cima,che co un piede della groffczza del cordone, è in tutto dal lato
di fuori piedi 33. e d i dentro ^6. per cagione del colmo più alto che non è di fuori.
Altri la uogliono altapiedÌ3o. alcuni 26. Maioinqueftofon diparerc,che ne'luo
ghi alti ( come diifi delle cortine) non ci dobbiamo alzar troppo, main piano, ò
douefiamofignoreggiati da' fiti pari ò più alti di noi, ci alziamo più. La fcarpa
termineràcon quella della cortina d'intorno alle 14, oueri5.ò 17. braccia. Sopra
di queftafarà il cordone groflb un piede ò màco, ancora che'l Sa Marino lo uoglia Cordone,
di 2. e fopra fi tirerà il parapetto non à perpendicolo, cioè, come dicono e'murato
ri, à piombo, ma con un mezo piede di fcarpa, acciò fia più gagliardo . Altri uo- .
gliono chele fcarpe termi nino alli 21.0 22. piedi, &ancoalli 24.edaindi infus' ^^^^^P^ 1"^°'^ ' >
alzi tanto,chesarriui in tutto all'altezza di piedi 26. fino alh 27. & anco 30. fi chel Tarapetto delBal \
parapetto fia dal lato di détto alto fopra la piazza braccia tre, e qualche cofa più, hardo quanto al- \
facendo piouere in fuori la coliT\atura,cioèaItadi dentro più che di fuori piedi 2. 'o*
i. e che ui rimanga il terzo della groflezza dal lato di dentro che fia alquanto pia-
no,acciò ui poflìno pafseggiarc le ientinelle, come fi difse di quello della cortina,
& acciò tal lòmmita non fia fàcilmente rotta dalle artiglierie . Il Capitan Frate da
Modena uuole,che la muraglia del Balluardo dal cordone in fu, fia alta piedi otto,
€ nelle cortine piedi 6. Altri uogliono che'l parapetto fia di fuori alto braccia 5.
M.Michel San Michele, piedi 7.
Quanto s'appartiene alla groisezza,dico che ella in tutte le fue paiti debbc cfsc ^nmazUa del Bal-
ie: alquantomaggiorechc quella delle cortine, e debbc hauere e' contraforti più luardo.
lughi e più groffi a proportione di quelli delle cortine, la qual lunghezza dicémo
di iopra doucr efsere in fódo nò maco di piedi 27. fino à 28. & in cima 22. fino à 23.
Il Tartaglia uuole che'l muro del Bal.in fódo fi faccia grofso piedi 8.che fino all'ai
tezza di pie io.fi riftringa à poco à poco per cagione della fcarpa pie fci , eda indi
in fu fi faccia di piedi due.alla quale uuole che fi faccino e'contraforti della mifu-
H ra
Della Fortif. delle Città
ra predetta, quali cógiuti con li due piedi della muraglia uéghino à fare una grof-
fc7za di piedi 24.dcllaqual groifczzafenedia al parapetto pie i8. cfei perii cor^
ridoio. M.Michel San Michele Vcronefe uoleua che fi facefTero ie uolteà'contra
forti, che uenifìTero fino al piano della piazza di foora di quelle, e fi tirafife il para-
petto congiunto con quello della muraglia in tutto groflfo piedi i8. e chercftafieil
corridoio di piedi IO. Il San Marino è di parere chc'parapetti dc'Balluardi deb-
bino efTcrgroffi da diece in undici braccia, cioè da piedi i8. in 20. ma non parla
della grofiezza delle corone, ò ghirlande, ò merlature (come fi chiamano inalcu
ni luoghi)dclla piazza grande di fopra. Il Lanteri uuole che'l parapetto delle fac-
ce del Balluardo non fia di manco grofl!czza che di piedi quindici ,& alto quanto
Tanchetta al pa- lavatura d'un'huomo. Sicoftumadi fareapprcfib al parapetto lafua panchetta
rapittoddSalLur larga non manco che tre braccia, e tanto alta,che l'archibugiero fi poflTa affacciare-
ào. à tirare, fcoprendobeniffimo la uia coperta dalle fortitc fuori del fòlio, eloSpal-
,. -i.pi to fino al piano della campagna. M 'ero quafi dimenticato di parlare de gli orec-
Imrdi. chioni de'Balluardi, chiamati da alcuni Mufoni,& in Tofcana detti con noce dif-
honefta coglioni, quali fono flati ritrouati per coprire le cannoniere de'fianchi :
benché il San Marino non gli lodi troppo,dicendo,che ftando le cannoniere mol
to coperte,non poffono anche molto fcoprire. Per il che egli dice , che chi uol fa-
re qucfti, non Ichifi più del mezo tondo, perche ufcendopiù, fa grande impedi-
mento , & chi uuole fiat tanto coperto, dcbbe penfare che ancor egli non può fco
prire altri. Ma io rifpondo,che,fi come ho detto un'altra uoIta,& è parere di molti
intendenti dell'arte, che l'ufficio delle cannoniere delle piazze da baffo, è folo
di guardar lo fpatio, del terreno, che fi chiude dentro alla contrafcarpa; però quan
do per beneficio di qucfti orecchioni Ci poffi fare che le cannoniere predette guar
dando tanto di fpatio fiano, coperte, che ci habbiamo à sforzar di farli . Il Cata-
neo approua gli orecchioni ò uero mufoni de'BaIluardi,e uuole che fi faccino fpor
, gerc in fuori del parapetto della piazza da baffo bracciaiS. Hora haucndonoià
. 'vii '''"*■' b.aftanza detto delle mifure de'Balluardi, ueniamo alle Piattcforme/benchcqua-
11 da ogni huomo tenute dilutili, e dannolc, eccetto che dal Sa Manno, qual dice
che fono difefc reali douelaneceffità(per ufarlcfuc parole medcfimc)sforzi altrui
à farle, e che'l fitol'accópagni , e che ui poffino agiataméte capire,tirado]aloro al-
tezza al pari di quella de'Balluardi.Tiene nódimcno il medefimo che quado altrui
nò fia coftrctto da quak'iche cagione fi fia,nó farà da farle.LaPiattaforma,per quel
lo che io ne ftimo, non è altro, die una forma di Balluardo piatta , cioè da l'angolo
molto ottufo,e che nò fporge in fuori, e perciò quafi s'appiata accorto alla cortina
faccndofiinmezodiquella,cnon ne gli angoli.E da principio, fecódo che mi uié
detto da Ar':hitetti uccchi, qucffe fabriche fi faceuano tanto ottufe angolo, che à
pena quello appariua;(Sc haucuano e'fianchi tato ftretti,che à pena d'dauano luogo
^ ad una cannonicraper piazza, benché dopo fi cominciafl'cro àfared'angoli più
ftretti,c quafi della grandezza de'Bal.ritenédo quelle nódimeno il nome di prima.
Perla qual co fa io dico,chefacendofi la Piattaforma di maniera chelafabrica me
riti tal nome, e che'fianchi, e l'altre parti habbiano e'fuoimébri,e lefuc parti che
faccino difcfa reale, ò che quella non fia aiutata dal fito,donde uenghi poco fotto
rianchi ddUTìat pofta al pericolo delle baitcrie,che non fi dcbbe in alcun modo farla . Il Lanteri
taforma. uuolc,che i fianchi della Piattaforma fiano ciafchcduno di piedi 70. dc'quall 48. le
ne diano per la groffezza della fpalla,& il rimanente, che faranno 22. fi diano alla
lunghezza della piazza,alla qual piazza non fi dia maco di piedi 45. di riculata, e
che nella piazza da baffo non fi deue far più che una cannoniera, ma in quella di
fopra le ne debbono far due, quando ui fi pollino accommodarc: di cui l'upinione
ad alcuni nò piace,auucnghi che effendo più pericolofa la fpalla nella parte alta ,.
che in quella da baffo,pcr cffer l'alta più cfpofta alla furia deirartiglieria,che quel
/ la da baffo, dicono non fé le può fminuirpunto della groffezza, per dar luogo
ad un altra cannoniera. Il San Marino uuole, che la grandezza della Piatta
forma
Libro Primo
30
forma, tanto de Tuoi fìaiichi , quanto eh e delle cortine, piazze, parapetti e canno-
niere, fi facci della medefima mifura eh e egli dà al Caualliero à cauallo,del quale
lemifure fecondo il medefimo San Marino fi metteranno difetto. Quanto all'
altezza,cdifferentiadipoco momento fral San Marino, e'I Lanieri, impcroche
quefti uuole ch'ella fi faccia alta un piede manco del Balluardo, & il San Marino
la uuol pari al Balluardo. Le Cannoniere della Piattaforma fi f-iranno alte dal pia
no del foffo piedi 12. ouer 13. fino alli 14. Il Caftriotto uol la Piattaforma, eccetto
chcncl fianco, fimileà'Balluardi . • • t r Mijlm delCaud-
II Caualliero communementc fi fuol fare in mezo alla cortina, tirando la fua /^cko.
fronte fopra di quella, come fi dimoftra nella figura fottopofta.
MEE^pa^i^^pij:
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■'"'■■•-■■""""■■'"'
Cctmoniere non ft
fucino ntlle fronti
di' Cauallierì .
Il San Marino huomo giuditiofilfimo uuole che tal fronte fialunga bracciayo.e
ciafchedunode'fianchi braccia 4o.ccheraltezza fuaauuanzi fopra la cortina lun
gadafciinS. braccia. E 'fuoi parapetti uuole che fiano groffi braccia dalli io. à
gU undici. E le cannoniere fiano della medefima mifura, che quelle de'Balluar-
di.Qualicanonicre fi debbin fare ne fianchi loro per guardare le fronti de'Balluar
di, e per battere la campagna,fopra'I parapetto della fronte. Ma benché co lui al-
cuni altri tenghino che fi debbin fare le cannoniere in quefte fronti, io nondime
no fon d'upinione ch'elleno non ui fi debbin fue,per effer molto efpoftc al perico-
lo d'effere imboccate,e guaftc facilmante,effendo in luogo, di cui altro non fi può
trouarc più accommodato per rouinarlo con artigHeric.Però in tal luogo adopre-
rei il cauallo dalle ruote del Caftriotto , del quale un'altra uolta s'è fatto raentio-
ne ; e non folo qui, ma ancora alle fronti, de'Balluardi, & in ogni altro luogo mol
to efpofto all'cfler offcfo dairartiglicrie,perchc affacciandofi l'artiglieria con que-
lli cauallihorainqueftahora in quella parte, non può effer tolta dal nemico, di
mira certa , perche prima fi fpara, che contra le le poffa uoltare & aggiuftar quel-
la del nemico. Il Lanteri e'I San Marino uogliono che'parapetti de'Cauallieri fi
faccino grofli come quei de'Balluardi,e l'altezza loro no ecceda piè.jó.facédofi le
cortine di 30. Il Tartaglia uuole che la fronte del Caualliero fia pafia 32- il fuo fiaco
pafla iS.efecódo altri 26-la larghezza della fua piazza paflì 14. L'altezza pie. 44.che
uégono ad effere piedi lo.fopra la cortina(iICaftriotto uuole che fiaalto piedi 40.)
e'parapetti groffi piedi 24. Teftifica il medefimo Lanteri che alcuni fanno la fron-
te del Caualliero paffa 28. altri 20, altri 24. e che i maggiori cauallierì uogliono ef-
fer larghi in fronte non manco di paffa 28. & c'minori 12. e 14. e che'l parapetto lo-
ro debbe efiere ne'maggiori, groffo piedi 25. & ne'minori 20. e 18. per il manco .,
AuuertiraflTi di fare il Caualliero tanto alto fopra le cortine , che le cannoniere de'
fianchi di quello non fiano impedite, che non polfino liberamente uedere le fron
H 2 ti
Tarapetti de Ca-
uallieri .
Ulte-:i^ del Ca -
ualliero fopra U
cortina .
Della Fortif. delle Città
ti dc'BalIuardi, e tanto larghi, che haucndo c'parapctti più grofIì,chc non hanno
c'Balluardi, ui rimanga dentro una piazza larga per ogni ucrfo braccia^:, ancor-
ché il SaMarino il cótenti della larghezza di br.30.la quale inuero e poca, perche
quando per cafo il parapetto fuflc in qualche parte rotto, malamente ui lì potria
fare il riparo della g,abt)ionata. E' cauallieri,che fi faranno lontani dalla cortina
fui terrapieno, acciò meglio poffino fcoprire quanto fa di bifogno, fi faranno più
alti di quefti ordinari), che non afcendono fopra la cortina più che braccia 8. fino
indiccc. Aj-iucrtirafli ancora nel fare le cannoniere, di fare gli sdruccioli de' lo-
ro parapetti àfcalini, eie fpalle di quelle co'rifalti, acciò fiano piùficure dall'elle
re imboccate.
Mifiire del Canal- Farmi in quefto luogo di fcriucrc anco le mifurc del Caualliero à cauallo, e la
licrodcauallo. fattura di tal fabrica, acciò s'intendino le mifurc della Piattaforma del San Mari-
no, quale egli uuole che fi regoli fecondo quelle di tal Caualliero :'e acciò meglio
s'intcnda,che cofa fia il Caualliero à cauallo,e tutto qucfto con le parole iftcffe del
Sa Marino,di cui il libro della Fortificationc delle Cirtà,e dell'opre di terra, ha già
molti anni che fi di uolgoà penna, non cflcndomai fìampato, del quale n'hcb-
S. untoti Maria b' ^o ^^^^ ^^^0 ^""i ^^ copia dallo Illuftrc e Reuercndo S. Anton Maria de'
de Marchefi del Marchefi del Monte, uero amatore di tutte l'honefte difcipline; al quale era (lata
Monte Santa M K mandata dallo Illuftre S. Pierfrancefco Schiantcfco Conte di Monte Doglio,
^} * • ,. huomo di grandiffimo uàlore,e giuditiofiffimo in quefta profclTione quanto altro
Il Conte di Monte r- 11 • . -r ta- j ■\c \ì ■ r- r \ \
_ ,• Caualliero noggi li troui . Dice adunque il San Manno cosi. Calo che la cortina
andalfc per linea retta, fi farà un caualliero à cauallo, quale intendiamo fia fatto
à quello modo , Che fi pigli la metà di quella dillanza , poniamo che fulfe 1200.
braccia,che la fua metà faràfeicento. in quello termine fi metterà una linea à fqua
dra con la cortina lunga, che efca in fuori 30. ò trentadue braccia, fopra la quale fi
farà la punta del Caualliero à cauallo. Dalla qual punta da ogni lato fi tireranno
le cortine lughefimilià quelle del Balluardo, ma molto più fopra fquadra di quel
le(eirendo la cortina per linea retta) che fianolunghe ciafchcduna 70. braccia . A
capo di quella lunghezza fi faranno li fuoi fianchi, tirando una linea per canto,
che arriui alle cortine lunghe, e che torni à, fquadra con quelle,che fianlunghe
ciafcuna 25. br.che quelle feruono per i fianchi de'cauallieri à cauallo.E la fua pun
ta in mczo farà piùinfuori cinqueò fei braccia in circa.per aiutare un poco la piaz
za di fopra, che fia più larga, ma che non fia tanto che impedifca la cannoniera fé
condade'Balluardichegli Hanno à'fianchi. Quelli fianchi di Cauallieri non ha-
ueranno altro che una cannoniera fola per uno nella piazza di fotto,la quale fi fa
ràdifcollodallacortinalunga, due braccia in circa, e quello fi farà della mifura
detta di fopra nel Balluardo. Il rello del fianco feruirà perla fpalla di fuori che fa
rà da j 8. braccia.la piazza di quelli Cauallien fi farà di 25.braccia di uoto dentro ,
lunga e larga, della quale una parte uiene ad entrare détto alla cortina lunga per
hauer più lunghezza. II parapetto di quelli fi farà alla reale, & anche la lua al-
tezza fcguirà l'ordine detto di fopra nel Balluardo, e così l'altezza delle canno-
niere di fotto.rifcontro alla punta di mczo, di dentro, ma alquanto difcollo dalla
cortina lunga da 20. braccia in circa, fi farà un cauallier mezo tondo, fi come s'è
dettonelBalluardo, delle medefimemifure, qual farà il m ed efimo effetto. Ap-
prcllo al quale da ogni lato dc'fuoi fianchi ui rellerà lofpatioper dar l'entrate ne'
cauallieri di fuori,tanto alle piazze di fotto quanto à quelle di fopra. &à quello
modo intendo elTerc il Caualliero à cauallo . Il qual modo di Caualliero ha da fer
uire in que'luoghi,che haueranno bifogno di fianchi,e di fcoprire airintorno,per
che<> feruendo per l'olfitio del Caualliero,cioè per fcoprir di lontano,e per offende
re c'nemici difcollo, quella parte che reità fuorijaiuta à fianchar le cortine lunghe
di
Libro Primo. 31
di poco , e con-ifpondc à'fìanchi dcBalIuardi . Ma auucrtirafli di far che non fpor
tino tanto in fuori, che le feconde cannoniere de'Balluardi non lo poflTmo ftrifcia
re che à quello è d'haiierrifpettoanai,&c.
'Quanto alle mifurc di quelle forti di muraglie,che fi chiamano Denti, Forbici, Denti, e forbici.
e ftelk, quah sufano in luoghi forti di fito, fi faranno le loro cannoniere, fpalle &
altezze'allarcalc,ò almeno, fecondoalcuni, la fpalla grofia braccia. 15. la recu-
lata, lunga braccia. 20. &haueranno tali muragUe ancora la piazza difopra con
i fuoi parapetti alla reale,ò poco più fottili ; facendo una cannoniera fola per fian
eoa Denti quali camminano àrifalti come una fcala da lunghi fcalini uoltaper
taglio ; quafi che nelle altezze degradi fiano e'fianchi , e le cannoniere .
Dì uarie mifure, e proportioni di Balluardi, e
delle mifure de'foflì, e dell'altre parti delle fortiiìcationi fuori delle
Cortine. Cap.xii.
AVENDO nòifin qui dichiarato le mifure delle muraglie, edelle ^ M AC«
membra di quelle, prima che fi ucnga à'foflì, & al rimanente
della fortificationc efteriore, mi par mettere in fieme in que-
flo luogo le mifure de'Balluardi, quali fono ftate defcritte dal
Cataneo; e quefto accioche il lettore habbia nelle fatiche mie,
& in quelle del Caftriotto à dcfiderar poche cofe,ancora di quelle,
che fino à quefto giorno fopra la prcfente materia fono ftate dette da gli fcrittori .
Egli adunque dice che per fare un Balluardopicciolo,cioè non reale, ma in terre ^^^^.^ ^^^^^^ ^^
no diconu eniente bontà, nel difegnarlo,fi lafci da l'angolo del recinto del luogo, ^aìiuardi fecondo
che s'hauerà à fortificare,fino alla linea del fianco,lo fpatio non minore che di can ,/ cauneo .
ne 12. àbraccia4. per canna.
I L Fianco di tal Balluardo,fecondo il medefimo, farà canne diece,delle quali ,
canne cinque e mezo, fino in fei,fcruiranno per la fpalla, e canne 4. per la piazza
da baftb.qual piazza da baffo haucra di ritirata ò uero riculata per l'artiglieria can
ne 4, e mezo et il fuo parapetto di canne 2. quale fi farà in quella di fopra di canne
i,& un quarto.
Il Balluardo reale haucrà il fian co di canne 18. cioè la fpalladi canne 8. e la piaz
za da baflb per il uerfo del fianco, di canne 8.
Il Balluardo reale ad un recinto di quadroperfetto,hauerà di fianco canne 15.
cioè per la fpalla canne 7, e mezo, e la piazza da baffo canne 7, e mezo . d i cui la ri-
tirata farà canne 6. et il fuo parapetto canne due grofto. Il parapetto della piazza
di fopra, canne i, e mezo.la ritnata di quefta fino à l'angolo del recinto della Cit-
tà, canne 6, e mezo, ò poco meno. Dal detto angolo al fianco fi lafcerà lo fpatio
di canne 16. la metà della fronte del Balluardo farà canne 45.
I L Balluardo al recinto d'un luogo di cinque lati , hauerà di fpatio da l'ango-
lo di detto recinto fino al fianco canne 16. Il fianco hauerà la lunghezza di canne
15. cioè can. 8. perla fpalla, & 8. perla piazza da baffo, pigliando una canna den
tro alla cortina . Della qual piazza la ritirata farà di canne 6. & il fuo parapet-
to groffo canne 2,e mezo . Il parapetto della piazza di fopra farà di canne i,e me-
zo, e la fua ritirata fino d l'angolo del recinto canne 6, e mezo , la metà della fron-
te di tal Balluardo canne 40.
A D un recinto di lei lati , il Balluardo hauerà di fpatio da l'angolo di tal re-
cinto fino al fianco canne 17 , e mezo , per il fianco canne 16 , e mezo , cioè per la
fpalla canne 9. e per la piazza da baffo canne 8,e mezo, pigliando una canna den-
tro alla cortina . La ritirata di quefta piazza da baflo farà canne y.e'i fuo parapetto
Della Fortif. delle Città
canne 2. Il parapetto della piazza di fopra, canne i, e mezo; la ritirata di tal piazza
fino à l'angolo del recinto canne 7, e mezo .
Nella fortificutioned'un recinto di fette lati, uuole che da l'angolo del re-
cinto àciafchcdun fianco del Balluardo,iialorpatiodi canne 14. emezo, eche'l
mufonccomc di fopra s'è detto, fporga in fuori del parapetto della piazza del Bai
luarciocannc^. emczo,ela fpalla tondafìadi canne9. diio. edi 12.
Doucndofi fortificare un luogo alto fopra fcogli e maflT!, uuole il fianco del Bai
luardo di canne 7, e mezòv^fino in 8. cioè perla Ipalla canne4. fino in 4, e mezo . E
perla larghezza della piazza, quello che ui rimane del fianco, e perla ritirata caa
nefìmilmentC4. finoin4,emezo:pcrlagro(rcz7.adclparapctrocannc2.
Ad un fito di collina da l'angolo del recinto à'fianchi del Balluardo picciolo e
nonrcalecanne^, ei. Il fianco del Balluardo, della medefìmaliinghezza.
Ma quando s'habbiano à fareBalIuardi ad un recinto d'una Città di diece lati ,
uuole che da gì i angoli di tal recinto, à'fianchi di ciafchedun Balluardo, fiano can
ne 19, & J, & il fianco fiacann.e 17. la fpalla io. la piazza da baffo 8. pigliando u-
na canna dentro alla cortina, eia ritirata della medefima 6. e'I parapetto 2. quello
della piazza di fopra i, e mezo, eia ritirata fino à l'angolo del recinto can. 8, &?.
Sei) haucrannoà fare e'Balluardi ad una Città maritima, che fia di nouelatie-
guali, fi lafccràdi fpatio da gli angoli del recinto di quella ad ogni fianco dc'Bal-
luardi da farli, canne 16, e mezo : così anche ogni fianco farà di canne ;6, e mezo,
cioè perla fj^alla canne 9, e mezo, e per la piazza da baffo canne 8,c mczo,piglian
do una canna dentro alla cortina, e per la ritirata della medefima piazza canne 5,
<: mezo fino in 6.
Nella fortificatione,òedificationed'un'altra Città maritima dii2. Iati, da gli
angoli del recinto à'fianchi de'Balluardi uuole Io fpatio di canne 15. ogni fianco fi
milmcntc canne 15. cioè per ciafcheduna fpalla canne 8.e perla piazza da baffo an
che canne 8. pigliando come fi coftuma,una canna dentro alla cortina. La fua ri-
tirata farà canne 5, e mezo e'I parapetto canne 2. La piazza di fopra haucrà di riti-
rata fino a l'angolo del recinto, come quella da baffo canne 5, e mezo .
Balluardi delle for Nella edificatione d'una fortezza di cinque lati, uuole che fi lafci dagli angoli
te7i:^e. del fuo recinto , à'fianchi de'Balluardi canne 16, & un quarto, ciafchedun fianco
fia canne 15. cioè per la piazza canne 8. & anche per la piazza da baffo canne
8. entrando con quella canne una dentro alla cortina . La ritirata di tal piazza can
ne 5, e ^, & il parapetto canne 2.e quello della piazza di fopra canne i , e mezo.
Ad un'altra fortezza di quattro lati ineguaìlijlafcia da gli angoli del recinto à'
fianchi canne 13. & ogni fianco uuol che fia di canne 13. ogniuna delle piazze di
fotto per ogni uerfo cannc4, emezo.
E' parapetti dc'recinti delle Città e d'altri luoghi gli uuole di canne 2. e di
2, e mezo.
Vczetionellib.A. Qh^^i^o s'appartiene à'fofT^Vegetio è di parere che quelli fi debbin fare larghif
fjp, j. fimi, e profondi/lìmi, acciò non poffmo effere dal nemico al tempo d'affedio riem-
Mifuredefoffi. piti,e conducendoui dentro l'acqua, uetino il fare le cauefotterranee,con le quali
anticamente s'ufauarouinarc c'fondamenti delle muraglie, ò pafifar dentro alle
Strahone nel libro Città di nafcofto. LafciòfcrittoStrabone.che Gierufalemme haueua e'foffilar-
19.
ghi piedi 250. e cupi piedi 40.
£>
Il Secretarlo Fiorentino uuole che'l foffo fi faccia largo per il manco braccia 30.
cupo 12. Alberto Durerò ad alcune fue fortificationi fa il foffo largo piedi 200. e
dentro à queflo un'altro foffo più picciolo uicino alla muraglia. Il foffo che
fi hauerà da fare di fuori alla muraglia d'una Città fortificata all'antica, laquale
s'habbiaà fortificare di maniera ch'ella po(fa refiftere all'offefe che le poteffero
effer fatte hoggi di, uuole che fia largo piedi 150. cupo piedi 80. Ad una Cit-
tà
Libre
p
o rnmo
32
in
tàdclla, ò fortezza fri due fedì : quel di fuori Largo piedi 100. cupo piedi 50. e l'altro
largo piedi So, e cupo fimilmcntc piedi 50. le quali. grandezze di foifi, quando fen
za molta fpcfa fi potelTcr firc, à me molto piaceriano ; percioche quanto fono più
grandi e'folìl , & alte, e groffe le muraglie, tanto più,fenza dubio, con forti. Il San ^^rr^ picciolo ii
Marino , il Zanco, il Lanteri, & altri moderni dopo il Durerò, uogliono che fi fac- mtTodel Magra,
eia un foifo picciolo in mezo del grande , quale non poffa effcr uarcato dal de.
nemico che pcrcafoin quel lato fcendclfe . E uogliono coftoro che tal foffo fi
faccia tanto cupo, che fi troui ( fé ciò non farà troppo difficile) l'acqua, per affi cu-
rarfi dal pericolo delle Mine .
A" me piacerla ( come ancora ho detto nc'miei libri de gli Ingegni militari) che Helcap.jJdlib.
fi faccfferoe'foffi nò col fondo piano,ma talmente che jielmczojò anche alquanto ,5* ^ _ ,.
preflb alle cortine faceffcro con le linee della fuperficie di detto fondo un'angolo foìTMiiiiJìma.
acuto ; acciochc faltando il nemico nel fofib non pofla correre qua , e là per sfuggi
re e'colpi della ajtiglicria,&ogni altra offefi chegli uenga contro non folo d.a'fian
chide'Balluardi?, cdelleCafcmatte, ma ancora dalle cortine, come fono fuochi
arrifitiati, e palle di bronzo, ò d'altra raateria,che cadute in terra,fubito con gran
d'impeto uanno in molti pezzi, e fanno grand'uccifione di coloro che faranno ui
Cini. Imperoche tutti coloro cheincotalfofib fccnderanno, per cagione del pen
dere del terreno, faranno coftretti neceffariamente, à fcorrere un fopra l'altro nel
fudetto angolo ; fopra'quali anche da lor pofta corriranno e palle da fuoco artifi-
tiato, & altre materie accefe, che fenzaaffacciarfi alle cortine contra di quelli fi
gittaranno . Dalla qual forma nafcerà anche quefi:a utilità , che le cortine non
faranno fcalate, non fi potendo fermare le fcale fé non che nella più baffa parte
del folfo, la quale fi moftra nella fottopofta figura con le lettere D.C.
Il Conte Guido Rangonc, già in Piemonte Capitan generale, e luogotenente
ilelChrifiianiifimo ile Franccfco, fortificando Pinaruolo, nelfir cauaree'foffi,
uolfe che fi lafciaffc fra'l muro e'I fofib una panca di terreno larga da otto braccia
in circa.Poi la fece tagliare dal cominciar della muraglia fino al fondo del foffo,fi
che fi uéne à fare fcarpa.Per la qual cofa il folfo più largo diuéne,ela muraglia no
rimafe fcalzata. Alle muraglie che non fon di détto ben terrapienate,ò fé hanno
terrapieno J'hanno troppo arenofo e male unito , laonde fl:anno fottopofte à gran
pericolo delle batterie, farei di parerc,che nel farui il foflb, fi lafciafie una fimil
panca di terra fenza tagliarlajaccioche cafcando la muraglia,e dietro à quella cor
rendo parte del terrapieno, e quello,e le rouine fi uenghino à fermare in effa pan-
ca , e faccino alzata, donde e'nemici che uorranno per tal luogo paffare , habbia-
no
Fojjo fatto fare dal
Conte Guido {{an-
cone à Tinaruolo .
Tanca di terra ui-
cino al piede ddlt
muragliajChe uti-
lità apporti.
Della Fortif. delle Città
cine cantra ie hat
ttrie
Mifure dcfoffì.
no più aita, e più difficil falita. Nel qual cafo bifogncrà tenirc ne'BalIiiardi nuo-
uo ordine di fianchi, e di cannoniere. Benché il muro della fbfTaBrea, della qua-
le tratta di fotte il Caftriotto,fia quafi del mcdefimo giouaméto cótra le batterie.
Moda iT affiaira - Ad alcune Città, che hanno hoggi le muraglie alla antica fcnza terrapieno, e
relè murazlieun molto altc,giudico chc farà cofa utililTìma nello allargare & abbacare efolfi, por-
' """""" " ''' rare il terreno nicino à'piedi di quelle, e dandoli qualche fuolo di frafca,e di ftipa
acciò meglio fi mantenga unito, farlo battere, àartodarc, e ridurlo in foggia di
fcarpa, come ho ucduto effere ftato fatto in qualche parte alla muraglia di Pifa,&
à quella di Bologna . Perche in tal maniera iì riftrignerà utilmente il fondo del fof
fo , s'ingagliardirà la muraglia, e fi farà'ch'ella non potrà efTer battuta fenon che
molto alto, cioè fopra'I finire di quefta fcarpa di terra , e difficilmente farà fcalata.
Chi uorràfarJ'opiamegliore,e molto dureuole,à cotale fcarpa di terra , fabriche-
rà alcuni contraforti della groflTezza di matone e tcfta , che arriuino fino alla corti
na, eueftirà cotale fcarpa di terra, d'una fottilcamifcia di matoni. benché io ho
ueduto, che la carta dell'hcrba, che in tai luoghi nafcc, mantiene la fuperficie del
terreno pulita, e foda . Facendofi e' folTi ad una muraglia uecchia , conuerrà in al
ami.luoghi bucarla, e farui picciole porte, perle quali fi conduca il terreno per
terrapienare di dentro . ilche alla nuoua non occorrirà,cofl:umandofi ne'tempi di
pace alzare il terrapieno infiemc con le cortine , che in tal modo meglio il tutto fi
uicnead accommodare . Sogliono hoggi gli Architetti in fimili cafi ordinare cer
ti ponti di legno,quali ò lungo le cortine,© dalla contrafcarpa dolcemente afcen-
dono à fommo di quelle.per e'quali con caualli & altri animali da bafto fanno por
tare non folo il terreno , ma ancora la materie da murare, quali ponti hanno un
ponticello leuatoio uicino alla muraglia,che la notte per ficurtà fi tiene alzato.
Ma ritornàdo alle mifure dc'fofiri,dico che"! Tartaglia fi pcnfa che quefti ii deb-
bin far larghi àlbmmo paffi i6. in fondo 14. e cupi 4.II San Marino è di parere che
àfommos'habbianoà fare braccia 45. in fondo 40. e cupi braccia 8,òuer9.
Il Capitan Frate da Modena dice che la giuftalarghezzacdipiedi 60. e 15. d'al-
tezza . Il Lantcri dice che ne'luoghi doue il foflb uiene ad eficr più ftretto che in
altri lati , cioè dauanti alle fronti de'Balluardi , non uuole eflfer manco largo che
piedi 55-&altrouenonpiulargodi piedi 90. fino in 100. ne' luoghi piani però, e
che una parte della larghezza del foflb , uien caufata dall'ordine de'tiri dalle can-
noniere. Vuole che fiacupoda 13. fino in 15. piedi. Il mcdefimo ne'fuoi dialo-
ghi lalciò fcritto che'lfoffo non fi dee far largo manco di paffa 12. Il Catane© in
alcuni luoghi lo defcriue nel più largo di canne 1 9. cioè dirimpetto al mezo della
cortina,e nel più ftretto cane 14. e cupo due e mezo,fino in due e tre quarti.Altro-
uc lo uuole nel più largo canne 20. 625. &à mezo le cortine canne 20. e mezo. In
alcune fortificationi di monte,nel più largo canne i4.e nel più ftretto fette e mezo.
L E Cafe marte che dentro al fofib fi faranno, non faranno più alte che la me-
tà della contrafcarpa, ò poco più, haucndolelor uolte fopra, &i coperchi ga-
gliardi ridotti in forma di piramide, ò meta, benché io le uorreipiutofloprefsoà
gli angoli della contrafcarpa, come ho detto un'altra uolta .
La contrafcarpa, ò contrafoflb , come la chiamano alcuni , non fia più alta chc
fatala fcarpa della muraglia, benché altri la uogliono più bafladi quella, cioè
un fettimo ò uero uno ottauo,dal piano del fofib in su. FarafìTi il fuo mu-
ro tanto grofib che bafti à foftencre il terreno della uia coperta delle fortite; e do-
ue il terreno fi mantenga fodo da {e ftcflb , alcuni non uogliono che ui fi faccia il
muro. Il Lanteri dice che l'altezza della contrafcarpa debbe efler piedi 1 5.altri la
uogliono di 24- e'I Cap. Frate da Modena di 20. cofi il Caftriotto ; quale nel fuo di-
icorfo generale uuole che le contrafcarpc fiano alte al pari de* cordoni ; & anche
<du.e piedi più alte di quelli .
Fuor
Cafcmattc.
La Contrafcarpa .
Libro Firmo.
34
FvORi del fofTo la uia dalle fortite farà largha braccia 12. fino In 14.
Il Lanieri uuolc ch'ella fìa rato largha, che ni porta pafTare una fquadra da Tei ò ot
to foldati per fila . il muro,ò la trincea dello Spalto che la debbe coprire, farà alto ,
piedi 4. fino in cinque, fecondo altri, piedi 7. e groffo braccia i. fino in due , douc
pofTino ftar dopo archibugieri che guardino lo Spalto. Ad altri piace che que-
fto muro fia più alto, cioè facendofi la uia delle fortite più bafla, ma con una pan-
chetta larga due braccia,da poterfi affacciar per tirare, come fi uede difegnato qui
difetto. Il Tartaglia uuole lo Spalto in quefta parte altiffimo,facendo la cortina o-
bliqua,fi che dopo ui pollino ftare fanti e caualli per ogni bifogno.fenz'effer uedu
ti da'nemici . Tireraffi lo Spalto,ò argine che lo uoglian chiamare,inuerfo la cam
pagna con una piaggia dolce, che uadaà finire nella campagna, lontano dal pa- mpt.òuerome:^
rapetto della uia dalle forti te,m anco che'l giufto tiro dimira d'uno archibugiojtal Mofuorideìh
mente che al fine rimanga nella c^ra pagna il terreno alto braccia quattro e mezo, ^ '
fino in cinque , accio che ucnendo il nemico per auuicinarfi al folto, fia quiui rite
nuto da quefta ripa, e faltandola, non poifa ritornare indietro . La qual ripa fi mo
ftra nella figura precedente per le lettere A B. e la campagna doue farà la tagliata,
per la lettera F. E tal luogo, e Spalto farà guardato non folamentc dal parapetto
dello Spalto, ò della uia delle fortite, ma ancora da quello delle cortine, come fi
moftra per il tiro della artiglieria K. inuerfo B.
Il Caftriotto uuole, che al parapetto delle fortite fi faccino alcune cafe picciole
ctonde,fimili alle cafe matte .-dentro ad ogniuna delle quali polTino ftare diece fortite.
foldati, e che dopo à tal parapetto fi faccino alcune uolte, e ridotti per faluezza
de'difenfori,quando ueniftc loro à doflb una carca de'nemici,che non fi potelfe fo
{lenire . quali ridotti fi moftrano nella prefente figura G H. infieme con la contra-
fcarpa, con la uia delle fortite, e col parapetto di quella con la fua panchetta .
Cafelle al pdrapet
to delU uia delle
li
•>>i
Si faranno lungo aUa contrafcarpa uie ò fcale pofticcic,da poter falire alla ftra- ScdtnelU mtrx
da coperta delle fortite ; e quando e'foffi haueranno dentro acqua,s'accommode- /"*'*"'•.
ranno certi piccioli ponti fopra barchette, fatti talmente, che fi polfin à noftra po-
I ila
Della Fortif. delle Città
fta faraccoftare alla contrafcarpa,edircoftai- da quella; benché alcuni non uoglio
no che fi tcnghi acqua ne'fofli s'ella però non farà copiofa , e corrente ; quale non
,r.i- • j 't rr I pare chefia d'altro giouamento , fé non che di rifpiarmare la molta copia delle'
ytilitadefojjiche r d 5 . * . - v /• ,v
guardle, edidareimpcdimentonon piccioloal nemico nelncmpiree folli con
le fafcinate, e prohibire che non fi faccino fotto le caue ordinarie delle mine.
La tagliata de gli arbori fi farà lontano dalla muraglia, come fi coftuma , un mi
glie, ò poco manco, benché quanto farà più ampia, maggior ficurczza recherà .
habbmo dentro ac
qua
/ACQUO C A ■
STRIOTTO.
P' alcune mifure fecondo l' ufanza di diuerfi
pacfi , le quali feruiranno per intendere la dcfcrittione dell'opere.
Gap. XIII.
ERC H E fi dice ordinariamente; che ogni cofa fatta con mifura,
torna benillìmo.però io per cominciare le mie opere dalle cofe pri
me,& im portanti, metterò alcune mifure ; accioche fecondo i luo-
ghi fi poifino operare . E per diftingucrl'una dall'altra, dico, che
nella riga fegnata fotto le lettere ROM. èfcgnatoilPalmoRoma
no antico, cópartito in Polfi xii.ouero once (che in amenduc i mo
di fi può dimandare)& ogni Polfo in quattro minuti ; del qual palmo diece fanno
una canna , e la canna è braccia 4. Tofcani . Quella riga fegnata in tre partite,
con le lettere, FR A. è il Piede di Francia, pofto in tre partite , ^ ogni partita in
quattro Polfi : & ogni Polfo in quattro Minuti, del qual piede fé ne pongono fei,
e fi fàuna Tuefa,òTefa, che in Italia fi chiami. L'altro', che è nella fquadra fe-
gnato fotto le lettere, V R B. è il piede Vrbinato , ò diciamo della Marca, com-
partito medefimamente in 12. once, & ogni oncia in quattro Minuti, di quefti pie
di IO. ne uà à fare una canna . L' ultimo legnato fotto le lettere, T O S. è il raezo
braccio Tofcano, il quale è compartito in fei once, & ogni oncia in quattro minu
ti. I paffi di Venetia, non mi occorre ponerli in difegno; perche ogni due ditali
pafTì fanno giuftamente una delle noftre cannc.le quaU mifure fon porte qui,accio
che ogniuna per fé, ne'loro paefi poffino feruire . E fé bene io parlerò à canne nelle
mie opere, fecondo i luoghi, quello c'hauerà da fabricare , ridurrà la fua mifura al
la noftra canna, & al piede, ò riporterà quella alla fua ; percioche con quello ordi-
ne ogni cofa uerrà beni/fimo .
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Libro Primo.
34
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DclUFortif. delle Città
Libro Primo
Pianta 6c alzato d'una meza cortina,,-, mezo Balkiardo, e mczo Caualliero,
con molte P'-'«" profilHnnuraglie,£ j,f,„o neIrassuasUo,edifcorfo generale.
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Della Fortif . delle Città
f A COMO C A-
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Imperfcttione del-
le fortificatione co
munementciifite .
>*<.
Caiiallicro perche
in mc:^ della cor-
tina.
Ragguaglio generale , nel quale fi parla della
impcifcttipne delle fortificationi communementeufarCj e fi moftrail
ucro modo di fare le più importanti membra della fortifica-
tionCj d'ufo e mifure di quelle. Cap. xv.
ON fi può negare, che iBalluardi, le Cortine,& i Cauallierichc
hoggi di s'ufano, non fiano molto fuperbi , e forti, e marauigliofi ;
nondimeno feguendo il parere di Franccfco Maria DucallluftrilTì
mo D'Vibino,di qucfta profcffionc pcritilfimo e Signor mio,ho co
fideratoche dette opere portano con loro molte impcrfettioni ;
perche aftringono chilefà,àfabricarle, non comeegli uorreb-
be, ma fi beqe come l'opera lo sforza; e maflìmamente uolendo la diftantia diter-
minata, & il fito fecondo ilfuo propofito capace ; onde ne fegue poi, che un fol
punto che manchi fabricando,rcfta del tutto l'opera imperfettiflìma. Però con-
lìdcrandochetaldifordine può il più delle uoltecccorrere,hopofto ogni mioftu
diointrouar nuouo modo, che ne da incommoditàdi fito, ne da altra cagione
pofiacfrerc impedito; medianteil quale poffailPrincipe, che uorrà fortificarfi,
giouare afe, e nuocere al nemico .
Hor dico dunque, parlando dell'opere moderne, che non ogni fito è d'effe ope
re capace, pcrcioche elle ricercano la cortina, che fia di canne 157. ne più ne me
no . e quefto conuien che fia, perche gli Inuentori ui hanno ordinato il pezzo Rea
le per difefa , confiderando che quello è molt'atto , àleuar uia huomini,fcaIe,& o-
gn'altro impedimento, che s'accoltafie alla muraglia . il qual pezzo Reale trouaro
no che porto à mira di punto in bianco, con la fuga uiolcnta, faceua elfetto, e che
al fine cadeua la {)alla à piedi dell'altro Ealluardo : e cofi non s'offendeuano i Bal-
luardi l'un l'altro, co me appare di lotto ne'difegni. & è da fapere che fé detta cor-
tina fi faceffe di maggior diftantia,farcbbe imperfetta,pcrche i pezzi non giugnc
rcbbono, enon potrebbono fare l'effetto defiderato .e le la fi faceffe di minor di-
ftantia, fimilmente uerebbe imperfetta, per che il detto pezzo Reale portando
troppo, offenderla nel fcaricarfi, l'altro Balluardo. E per che nell'ordinata mifura
delle canne 157. il pezzo Reaknon arriuaua alla difefa delle facce delBalIuar-
do,pcrò ordinarono di fare il Caualliero 1 mezo della cortina: per rilpetto del qua
le determinarono , che le guance de Balluardi fuffero di canne 7, e mezo Tuna ; à
caufache delie cannoniere del detto Caualliero, una flrifciaffe, e l'altra battefleà
largo la muraglia ; il che non farebbe quando fimili guance non tencflero la detta
mifura delle cane 7, e mezo, per che s'ellc foffero più flrctte , ne feguirehbono que
fti inconuenien ti ; che'l luogo non farebbe capace di due cannoni,la fpalla s'inde-
bolirebbe, & il CauaUiero le batterebbe troppo a largo. Ancora fé le fuflTerodi.
maggior mifura delle canne 7, e mezo, il detto Caualliero non ifcoprirebbe le fac-
ce d'cffo Balluardo, e cofi reftarebbono lenza diffefa; però è neccflario che fiano
di quefta terminata mifura . Ancora è da fapere che non fenza ragione fu ordina
to, che'l Caualliero fi poneffe nel mezo della cortina ; per che douendo difendere
l'uno, e l'altro Balluardo, commodamcnte fa il fuo effetto, il che non farebbe quan
do non tencffe tal luogo:pcr che dall'uno fi difcoflarebbe di forte, che batterebbe
troppo àlargo,e l'altro s'accofterebbe tato^che lo perderebbe di uiffa,e cofi uerreb
be difutile. Hor feguendo il mio intento, dico, che quantunque lapredett'ope-
ra moderna fia ftata ordinata con ordine e mifura,trouo nódimeno c'hà feco mol-
te impcrfettioni ; e prima dico ch'ella può riceuere dalle batterie danno grandifli,
mo : perche la fua cortina per effer retta, fa pala di fé in ogni parte ; tal che la pal-
la battendola rettamente ^ e trouandola pari e lodarla colpLfcej& introna di forte,
che
Libro Primo. 36
che la fa facilmente redere, e cadere à terra. & inoltre è cofa chiara, che quefta
opera nò hauendo fé nò che due difefe, fendo che'l Caualliero fi troua fabricato à
filodellamaragliatiutodentro, che non uede Cortina, non fa altro ch'oifendere
lacampagna, ò difendere le facce de'Balluardi: però non le battendo perfiari- ' :
co,ma di ficco, nò poflbn quelle effer guardate, ò difefe à baftanza.e perdute que,! ■
le, refta la muraglia del tutto in potere del nemico , il quale all'hora potrà accodar
fi, e con tagliate, e cauamenti, uerrà à fare il fuo acquirto . Ancora non tacerò uri'
altra imperfettione, la quale è di non piccola importanza, che porto cafo, che'l ne
mico nò perdoni à fpefa di batteria , ne habbia riguardo alla morte de'guaftatori,
e batta di fortela faccia del Balluardo, ch'ella in parte uada à terra, faremo sforza-
ti a ritirare indietro i pezzi, che fono nella circonferentia,il chepotrcmo fareu- •
na fola.uolta: onde feguendo la batteria, farà rouinato al tutto detto Balluardo,
emanimela parte opportuna, e per confeguentiareftarà l'opera al tutto in mano
del nemico.
Horaeffendo uere, come fono, le imperfcttioni dell'opere moderne, hoggi in ^-q^^;,^ edichefor
tanta confiderationedi tutti i Pren.cipi, all'incontro ion'apprefentouna, àmio madcbbono ejjere
giuditio, del tutto perfettilfima. e dicendo prima delBalluardo comecapo,edi i Balluardi , eie
maggior importanza di tutta l'opera, non intendo che fia di forma acuta, come fo Cortine.
no i.modcrni; per che fendo quelli comporti di linee rette,non folo riceuono gran
d'offefa dalle artiglierie nelle fpalle, ma facilmente puòlalor punta erter tagliata
e porta à terra: e come è chiaro, fanno di loro bruttilfima prefentia nell'opere del
quadro perfettode quali imperfcttioni non auuerranno al mio Balluardo, per che
intendo che fia di forma ottufa, e d'alquanto maggior circonferentia, acciochc
facciamaggior piazza, e renda al nemico maggior difficultà in offenderlo. Per-
che non è dubio,che quanto più s'accorta alla circonferentia, tanto più uien forte
& atto à refifterc alle percofse . alla fua cortina, per non efser foggetta à determina
ta mifura,tanto fi darà di lunghezza,quanto parerà all'Architetto. La qual cortina
uoglio che fia di forma obliqua, per che fendo di tal modo , non e dubio che per-
dute le due fuedifefe(cofa non poco difficile, com'è all'altre) non hauerà perduto
niente ; conciofia che ui rertano le dif'efe del gomito (fimili all'altre difefe del Bal-
luardo) nel mezo d'effe Cortine, eciafcunaparte di loro fcopre, e difende in tut-
to l'altrajcome nell'opera al luo luo^o per eflempio fi dimoftra. Oltre à quefto è da
confiderare,che detta Cortma obliqua,non tanto può effer offefa quanto la retta,
per che percotendola la palla, non colpifce à pieno, ma sfugge,c non attaccare lei
nemico uorrà batterla rettaméte, gli conuerrà molto più accoftarfi a'corpi de'miei
Balluardi, che non farà alla Cortina, che difc^nerà battere, e quelcheò più da
confidcrare,& al parer mio di maggior importanza di qual fi uoglia altra, è, che
faciliffimamente potremo confcruare i fuoi fianchi; enonpurconferuagli ,ma ^^^
accrefcerneinfiniti.è appreffo poi l'importanza del fabricare con minore fpefa af-
fai, potendofi fare tutte querte opere più fottili, per che non hanno per li lor fian-
chi una diterminata e fola difefa, come hanno l'opere rette ordinarie, nelle quali
s'hanno da metter tu tti gli ingegni,e le forze per mantenerle, il che à querte obli-
que confiderò che non occorre : ne manco tanta auuertenza, per le caufe fudette .
Hauendo io detto delle dirtanze e de'modi della fortificatione con le linee ret-
te, e parimente moflrato il modo delle oblique,& affegnato in parte le loro ragio
ni, e mire,ci rertarà à dire del modo di fabricarle,parlàdo di loro groflezza,altezza,
fcàrpe, e Parapetti. E prima per maggior intelligentia dicp,ch'io troùo tra gli al-
tri due modi di muraglia, quali ho diffegnati di fopra fotto la lettera. C. che à me Duemodi dtmura
nópiacciono molto, emaffimamentequellodelD. per che béchelafuamuraglia ^^'^'^^ quduim
«a puntata di contratorti, quali uanno,come e noto,di diece piedi in diece piedi: ••' ■'■'
nondimeno, refta non folo molto fottile à baffo, ma ancora piegata affai: la qual
cofa
\«
Della Fortif. delle Città
cofa, è non poco pcricoIofa,{ì per che per Tua natura facilmente cade,fi ancora per
ehc alla palla ncmica,detta muraglia può far poca refiftenza.e fé tal muraglia fi tro
uerà in terra arenofa, farà fimilmente in molto pericolo, per che il tremore, e l' im
peto che farà la batteria, cauferà che infieme con la muraglia cafchcrà il fuo terra
glio, tal che farà al nemico tanto più commoda flrada per falire ; e maflìme in luo
go piano ; ouc cafcando, forza è che fi fermi al fuo piede, e faccia tal effetto : e ben:
ch'ella dia ai nemico maggiore fpcfa ( effendo di molta materia fabricata ) nondi-
meno per efler di linea retta, può facilmente cadere à terra, e co fi farà tanto mag-
giore fcarpa ; il che tornerà in tanto fauore del nemico,che farà di non piccola ini
portanza . Ma per che il modo dellalinea retta pare, che fodisfaccia affai, fecon-
do il defiderio d'alcuni , però mi è parfo penfarui fopra qualche rimedio; e prima
n'offerifco uno , quale è (òtto la lettera G. fatto con quelli archi ; & accioche fi ca
pifca bene, dirò che fatto il fuo fondo, e datogli cinque piedi, che ne porta la
fcarpa, e li x v 1 1 1. per il parapetto,uoglio che fé ne dia x .à'contraforti,e quefto fa
rò io accioche tcnghino più unita tutta ropera,e che à bifogno di ritirata,fe n'hab
bia maggior ficurczza per fondarui fopra ò muraglia,ò terrapieno, percioche non
e dubio, che non cffendo quelli fé non di cinque piedi, come molti ufano, non fé
Contramine ime nepotràhaueretantaimportante utilitàperli fopradettirifpetti. E uolendofar
nonjidebbonjare. ^^^■^^^y contramine, fi deue molto bene auuertire il luogo oue fi hanno da fare, per
che cauando il terreno, fé fi troua acqua, non fa bifogno altrimente farle; ma fé fi
trouailluogoafciuttoefecco, non fi deue mancare di farle à tutti i corpi,pere(rer
cofaimportantiffima, è tener quefto modo, cioè; laffare vii. piedi di groflezza,
Mifure della con- P^^ ^^ ^""^ larghezza v. e per l'altezza, v i . come beniifimo il compaflb moftrerà à*
tramna, profili . di poi fi deue feguire i contraforti, e farli folo di tre tefte di matoni in grof
fezza,lafiando tutto il refto della muraglia, e fra'detti contraforti far archi d'una
folateftadi matone: i quali fiano inaltezza.v. piedi da un'arco all'altro, eia lor
uolta deue andare dalla fronte à dietro, tanto quanto arriuato al cordone, fi tro-
Legnatni che dura ui lalarghezza de'xviii. piedi . fopra i quali fi hanno da fare i parapetti ; ma però
no fitto terra. . fj.^ ^^.^^ ^ arco,baftionato il tutto,e ben pilato con buone fafcine,le quali fiano di
rouere, ò di caftagno, ò di fcopc, per conferuarfi meglio di tutti gli altri legnami
fotto la terra, e maffime la fcopa , e fiano di legnami giouani, fottili e lùghi,perche
quanto più fono fottili,tanto meno uengono offefi dalla artiglieria.e quefto è qua
tomi occorre dire fopra il modo predetto della lettera G- Ma chiuolcfte fare^
un modello medefimo più Imperiale, fi può aggiugnere à quefto fondo due
piedi nella fronte; e fopra l'uno de'duefi ha da tirare una muraglia della grof-
fezza d'un fol matone per camifcia, e l'altro piede ha da fare lo fpatio fra runa,er
altr'opera, à fine che nel battere, la furia della palla troni il luogo debole, e facil-
mente paflì, fenza intronare la muraglia ; accioche il matone battuto caggia nello
fpazzo : e cofi la palla battendo il baftione, uerrà à fare debole effetto . E prefup-
pofto chela detta camifcia caggia tutta à terra per effer fottile, e di poca materia,
farà poco ingombro nel fofro,e la fabrica uerrà à reftare tutta in piedi falda , e buo
na . E quel che non meno è da confiderare, è che le palle, delle diece, le otto , ne
anderanno perdute : e fé alcuna pur trouerà i contraforti ò gli archi, farà pochiffi-
mo effetto .-per che i detti archi, e contraforti fono fabricati di materia molle ali*
intorno, e cofi ben ligati infieme, che battendo la palla nella fronte d'uno di efiì ,
non introna, e non rompe, ma laffa la materia quafi che'l medefimo : oltra che io
.conofco tal opera atta à refiftere alla pala & alla zappa , come ogni giudiciofo nel
«edere cóprcnderà beniffimo : il che non auuerrà all'altre opere fatte di terra fen-
za quefta prouifione : per eh e quanto più fono grandi e gagliarde, tanto più fono
ibggcttc ad effa pala,e zappa,percioche cauando fotto, il gran pefo aiuta à dirupa
-re; ma à quefto non auuerrà tal cofa .
E per
Libro Pirmo . 37
E per accrcfcerlc ancora qualche cofa di non minor perfcttionc ho pcnfato un Xuoua forte di
modo, mediante il quale lì pofTli refi fterc all'impero dell'artiglieria, che è quello ^'"''■^zl'^ che mar?
difegnato fotto la lettera F. e l'ordine di fabricarlo farà quefto ; nel fondo del tbflfo ^^'^^^^'^^^^«pi'-àof
intendo che fi faccia la muraglia piedi cinque di grofTezza, e quattro per la con- -^ ^ue aniglie-
tramina, e due perii muro dentro .-efalito in alto cinque piedifihàda ferrare ef-
fa contramina, cfeguitareilmurodc'cinquepiedi , fino all'altezza de' x. tirando i
contraforti à cagione che fopra di eflì fi pò (fa fare una uolta capace tanto, che fo-
pra ui fi pofia tirare una groffezzadfiS. piedi, e co'l piombo tirare daUa parte di
dentro à filo del parapetto , per fino all'altezza di 20. piedi fopra il fuo cordone: il
'qual uien porto al piano di io. piedi fopra à terra, e della detta grofiTezzade' piedi
18. fé ne darà alla fcarpa 7. per ogni 10, tal che reitera alla cima 4. piedi di gro0czza
per il parapetto , & alle lue cortine intendo che fi faccia ne! fondo medcfiinamen
te cinque piedi di groflezza: & arriuato al cordone all'àkezza di io. tirando fem-
prei fuoi contratbrti . e fi porrà fopr'efsi , la uolta di larghezza di piedi 12. e
quiui pofio il piombo di dentro , come di fopra, s'ha d' arriuare all'altezza di pie-
di iS. de'quali fabricando, fé ne darà alla fcarpa lo.e cofi rcftarà di parapetto 2. pie
di, tal che quefta opera cofi ordinata, fi come bene fi potrà uedere alfuo luogo,non
è dubio, ch'ella farà ogni buonarefiftentia al detto impeto d'artiglierie, per che
nel batterla,la palla non attacca ne colpifce in modo, che le pofla far offefa;e que-
fto è quanto m'occorre dir fopra tal materia .
Hora mi fouuiene di dire alquanto fopra i luoghi e fiti atti alla fabrica di forti
ficatione . e prima è da fapere(come è noto à ciafcuno) che la fortezza fi può fabri
care in monte,& in piano ; ma al giudicio mio la fabrica del piano, non è cofi per-
fetta come quella che è poda nel monte, per quefte ragioni, prima,pcr che è affai Fortipcmone in
' ■ j Vr • • '^ ' P " ",. -, piano non con buo-
piu atta ad eliere in ogni tempo campeggiatale con minor numero di gente alle- '^ ^ '
diata;edi più che non fblo rende maggior facilità al nemico di batteila ad untc-
po in più luoghi, ma ancora riceue più danno dalla batteria per il cadere della ma
teria ne'foflì, comedi fopra ho detto &hauerà il nemico affai più commoditàd'al
loggiare, e più abbondanza d'acque, che non è ne'luoghi montuofi ; eccettuando
però quelle che fuffero accompagnate dal mare, da'fiumi,ò dalle paludi : le quali
imperfettioni non auuerranno alla fortezza pofla in monte,per che è difficile ne'
tempi piouofi campeggiarla ; e per che i fiti fono molto incoinmodi per habitar-
gli;e difficilméte ui fi accómodal'artiglieria da battere: oltra che ui conuicnc alTai
più gente per accàparla, rifpctto alla diftantia delle dif^iftre, e profonde ualli; le
quali fon cagione che fi faccia più d'un capo ; e che difficilméte l'uno foccorra l'ai
tro, e maffime ne'luoghi grandi ouepoffaftar dentro buon numero di gente, co- jU«i|%
me è per cffempio una Siena,una Perugia,un San Leo,un Camerino, Anagni,hog
giPaliano,un Sermoneta,et un Vrbino patria mia,la ciuale, tolta la naturale afiet- Vrbino Città for-
tione, trouo in ueroelferfito fopra tutti gli altri fortiffimo;hauendo confiderato tijfima.
che di fuora non fi troua luogo che lo pofla offendere pur con un fol colpo d' arti-
glieria, per cfferfignoreggiato di tal forte tutto il fito di fuori da'cauallieri della
terra,che in modo alcuno non ui fi può tener guardia per difefa de'pezzi ; e le fue
muraglie fono accommodate di forte, et in luoghi tanto difcommodi,che per bat
taglia di mano fono ficuriffimc, e tutte terrapienate dal fondo à'cordoni con ifpa-
tio grande da effe muraglie all'habitato.Oltra che e còmodo per gli habitanti,e ài
acqua abbódàtilfimo,e di fuori ha quelle fue ualli difaftrefenza alcuna forte d' ac
qua, fé non lontano almen tre miglia. Siche per conchiudere, ogni luogo tale
che fi troui fatto, ò da farfi, per le fopradette ragioni, è cofa chiara che farà affai
più f-brte che qual fi uoglia altro luogo pollo alla pianura, intendendo però, che
la fua muraglia habbia da effer i-atta, come moflra il profilo fotto la lettera A. la
quale, fendo latta di buona compofitione in tai luoghi montuofi, dico che può re
fìflere affai all'artiglieria, per che battendola molti colpi, leuate le fuperficie fan-
no fcarpa nelle groffezze, e cofi quanto più battono, minore effetto fanno,dando
in quelle fcarpe, & cadendo la materia della muraglia non fi ferma al piede, ma
K uà
iKCOMO C A-
«TRIOTTO.
<
Della Fortif. delle Città
«a al baflb,.tal che fa fcmprc bifogno in tal batteria operami fcala. Oltra che ba-
ra il nemico cagione di far più fpefae perderci più tempo, per efTcrequeft' ope-
re molto gagliarde e forti, onde occorre maggior magifterio in ruinarle.
E per non lafciar di dire , come di fopra, delle mifurc dell'altezza, cofa al par d'
ocn'altra importantiifima in tutte le opere, dico che'l Balluardo dcue effcr dal fon
do del fbflb per infino al cordone, piedi uentiqiiattro,piedi uno di cordone, e pie
di otto dal cordone alla cima del parapetto , che faranno in tutto piedi trentatre,
e dalla parte di dentro piedi trenta fei per il rondo . La cortina dal detto foifo al
cordone, piedi uentiquattro, uno di cordone e fei dal cordone alla cima che in
tutto fanno piedi trentuno, e dalla parte di dentro, faranno piedi 32. e mezo
per ilrondo. Il Caualliero farà dal fondo del foffo alla cima in tutto piedi quaran
ta , ti 1 che il Balluardo crefcc fopra la cortina piedi dua, il Caualliero piedi 9. co-
me i profili raoftrano, cfpetialmente quello fcgnato tutto à piedi , pofto fotto la
lettera H.
Come facilmente ogni peiTona fenza cogni-
tione delle mathematiche pofìfa lapcre le diftantie da un luogo all'altro
tanto in piano quanto che da alto à baffo, e da baffo in alto. D*
unoinftrumento da noi ritrouatoper fimil effetto, e de gli
inftrumcnti,e modi da pigliar piante di Città , e fortez-
ze, e di paefi. Cap. XVI.
E R e H E al buono Ingcgniero s'acconuien fapcre le diftantie da
luogo à luogo, e l'altezze, e baffczze, perdiuerfi ufi nel mcftiero
della guerra, cfpetialmente per rifpettodel pigliare le piante de'
paefi (della qualcofa intendo darne qui un poco d'inflruzzio-
ne) mi pare che nonfia fuordipropofito, fcriueredi ciò, quello
checonlaprouahòin moltiluoghi imparato. Dico adunque che
fono, e fono flati molti ftudiofi Mathcmarici, quali hanno rnoftrato aflaiinftru-
menti per tali effercitij utiliffimi, per quelli però chetali ftudij intendono . Ma io
per fcruigio de* più,che come me poco fanno,ho pofto alcuni inftiumcnti, che fer
uirannoà'foldati&Ingegnieri lenza alcuna fcienza Mathematica. Il primo farà
quefto,che per trouare una diftanza,pur che fia nc'luoghi piani,anchor che fiamo
impediti da'foffi, da'fiumi, ò da paludi, con una fquadra , & una canna , ò Tefa in
mano, uoglio che fi uada nella parte da milurarfi e facciafi una figura in terra , la
qualfiafattaàfquadro,tante canne ad una banda quant'all'altra. Poi piglifiall*
ulti mo punto, ouc al fuo luogo moftra la mano, e guardando uerfo il luogo da
mifurarfi , fi farà porre una picca bene à fquadro all'incontro del punto fcgnato ,
fotto la lettera B. la qual picca fia accommodara giufta nella linea, che tira dall'
occhio al luogo da mifurarfi , & intorno al calce di efra,ui fia fatto un fegno con la
lettera C.da elfo fegno C. al fegno B. mifurifi et appùtifi come gli altri, e dette mi
furc poi notate in una poliza, faranno che con la riga, e co'l compaffo, riportando
le in carta, fi troucrannotali diftantie -giuftiffime, come meglio al fuo luogo l'oc-
chio e la fcrittura ui moftrcrà .
Et appreflb perche mi fon trouato molte uolte, che mi è conuenuto fapereu-
na diftanza , & una larghezza d'una riuicra , e giuntoui all'improuifo , difmonta-
to da cauallo, mi fon pofto da una banda, douc ho ueduto la fponda di cffa effere
pianiffima, fomigliantc al luogo ch'io guardaua, e fermatomi ne'mei piedi faldo ,
con la perfona tutta intiera, mi fon tirato il capello , ò la berretta, ò celata, che mi
fia trouato in tefta, tanto baffo alla mia uifta, che ho ueduto il luogo, e non più ol
tre; poi giratomi tutto intiero alla riua predetta, e doue la uifta ha portato, ho
fatto porre un fegno , e mifurato da cffo à'mici piedi, ho trouato tal diftanza afsai
giufta. Ma pofcia fopra cèfi fatto modo m'imaginai di uoler fare uno inftrumento
più
Libro Firmo. 38
più certo, e pigliato un foglio dì carta in mano, Io piegai, e ripiegai, di forte ch'io
feci uno inftrumentOjil quale fi ucdc al fuo luogo diicgnato come deuecfsere pie
gato, e comporto, fotto le lettere, A B.&apprefsoC. e D. Poi E. etF. Il qual fatto
maRi^iore, e tagliato fecondo, che le lince mofìrano , s'accoftcrà con cera, ò pafta
lalcttera, A. conlalettcraB. Poiapprefsofi porrà la lettera C. all'incontro della
D. eia ietterà E. all'incontro della F, ecofififaràun traguardo; il quale pofto fo-
praunacanna,un'afta,oun baftoncfpaccato tanto, quanto che efsa carta addop-
piata nella parte dell' A, e, B. ui entri dentro, pofsa girare alto, e bafso, come al-
trui uorrà. Il qualferue più certamente che non faceua il capello, ola berretta.
Il modo di operarlo è, come fi uede,di porre il palo in terra à'fuoi piedi,nella fpiag
già; e girando elsa carta nel palo alzando quelle punte, & abbafsando tanto , che
traguardado fi uegga il luogo della diftanza.Poi tornado efso palo,tenuto à pióbo
fano com'ho detto di fopra ch'io faceua della perfona al dritto della fpiaggia;non
mouédo tal carta,ò traguardo come di fopra;& onde l'occhio moftra,ui farai porre
un fegno , e mifura dal piede del palo à quello , e trouerai la diftantia' giuftiilìma .
Si può fare anche detto inftrumcnto, effcndo afsai utile, di cofa foda, come di
legname , di ramerò, d'altro metallo , feruendo anchora nel pigliare, fecondo la
fopradetta regola, un'altezza,& una profondità, come al fuo luogo fi comprende.
Màperdiflinguerl'ordinedatenerfi,dico, che pofto una picca diritta à piombo
fopra il punto B.efegnato in efsa i cinque piedi, che farà l'altezza da terra al tuo
occhio, alza la punta dcU'inifruméto, e traguarda il luogo della fuperficie;o: onde
la picca uiene interfecata dal tuo occhio, co un pùto d'inchioftro, ò co cera ui farai
un fcgno:poi cóta da cinque in fufo iopra la poliza,& infieme con la diftanza uede
rai tale altezza, come fopra il difegno l'occhio con la fcrittura comprenderà tutto .
Oltre di ciò dico che dopo le dilfantie, occorre trouare modi da porle in ficme.
clafciato il moftrare, che può feruircad un bifogno un foglio di carta piegandolo
€ ripiegandolo intorno ad una fortezza , e fecondo gli angoli , ogni piegatura fe-
gnando , à guifa delle mifure de'iartori per ritrouarle , dico che'l medefimo fa u-
nafquadradifnodata, chefi chiama iquadra zoppa .-della quale ho ueduto mol-
te uolte cfferfi feruito in RomaM.AndreaBrugone,huomo di gràd'ingegno mafù ^_ Andrea Bm-
maméte in materia di machine; nódimeno per hauere le cofe più certe,fi cofluma gQfje,
iarede'boffoli; &io', fendomi un giorno trouato nel Regno di Francia fenzain-
ftrumento,& occorfomi di farne uno alJ'improuifo, tolto in mano un foglio di car
tajodifcgnai, come al fuo luogo fi uede: poi condottomi ad un maeflro di legna
mcfeci far una medefima tauola, fopra la quale incollai la detta carta. Poi Icuato il
picciolo dal grade,lo feci fare cócauo, giuflilfmiaméte.tato qua:o la groffezza del
la tauola cóportaua. Quindi fatto un tódo giufto co'l torno, alquato più alto della
profondità del cauo ui pofi fopra uno horioletto da fole bene incaftrato,e poffoui
tiétro un pironetto d'ottone, l'accomodai nel uacuo , come al fuo luogo la fattura
«ii effo à pezzo per pezzo dimoflra.come fu fabricato,n'andauo à'fuoi luoghi ado-
perarlo con una ftaggia,ò riga affai lunga,appoggiata alla muraglia,e poneuo lun
go tal riga il piano di effo boflòlo . poi girando il tondo piccolo,fopra'l quale u i ha
ueua poflo due montetti , li quali aiutauano alla mano à girarlo, porta la lancetta
nel fuo letto, uedeuaà qual lettera, à quanti punti il detto pironctto mi mortra
uà. e cafo che detta lancetta trouafle la Tramontana uolta,oue non fono lettere
ne punti, uoltauo il tondo all'altra bada, & aggiuftauo lalàcetta mcdefimamentc
nel fuo letto,e notauo in carta dirtinguédo dalla terta alla piata della lancetta, e di
ceuo,Alla lettera F.à pùti due,cane noue,c piedi fette.Et poi ui poncua R.che uole
ira dire riuerfo della lancetta. E cofi di mano in mano andauafeguitàdo le tacce.
Dopo querto le ne uede un'altro, fatto pure fenza fottigliezza tutto di legna-
me, ienza ipefa nel medefimo ordine del predetto; il quale anchora ch'ei nò uada
per regola de'uenti, ad ogni modo la lancetta girafempre per un ucrfo, feguitan-
dolamano dritta; et è compartito inXVl, lettere, acciochefia più facile il con-
tare de punti ; come effo proprio nel fuo luogo mortra .
Vene un'altro anchora fatto fecondo le ragioni Mathematiche, il quale ope-
laco'fuoi uenti, e gradi, come è: e fenza eftendermi qui più oltre, al fuo luo-
go fi mortrerà, e fi dirà'l modo da operarli tutti, ho fatto appreffo uno inrtrumen-
10 che fa feruigio affai per il medefimo effetto del rilcuar le piante , il quale fi uc-
derà infieme co'l modo e la regola da operare.
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Della Fortif. delle Città
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Hauendo fino adhora parlato fopra il modo di
qucito fqiiadro, qui aiircfta folo à moftrarc^in che
modo egli s'habbia da operare ; e dico che fatto
quefta ibpra dilegnata hgura,s'ha da notare in una
poliza, come Ita otto canne da una banda, & otto
ditll'altra ; e tanto è à dire otto , come trenta . Poi
mettere le cinque & i due piedi di trauerfo della Ice
terc B, alia lettera C.&: in caia poi, con la medefima
poliza e con il medefimo ordine porlo tutto in car
ta ridotto à picciole canne, e piedi, facendo dalla
lettera A. al B. una linea in infinito, e col regolo,
poi andando dalia mano alla lettera C. quella li-
nea andando oltre, interfccheràla lunga; edoue
uerrà qiicfta interlecatione, farà il punto giufto del
la diftauza. però ilcompafTo dalia lettera A. ad elfo
punto moitra detta diftanza.
Di quefto inftrumento figurato qui fotto, e fe-
gnato con le lettere C.F. già ho detto moftrando la
lua fattura , e l'ciTetto . Qui fi uede come ei^h torna
fatto i e come II deue mettere in opera.
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rimo.
i«*nur
»" — « I I ^ ■- ■
ilafuperfìcie, e profondità,dico che per l'altezza fi deue pigliare una picca , e nella mcdefima opera porla à
ibo fopra l'ultimo punto, oue è la letteraB. e fegnarc fopra efla picca, quanto è l'altezza deH'inftrurr.éto dal
[dura à terra . Et efTb pofto nel punto maeftro dello fquadro ouc è fegnata la lettera A.traguardare il colmo
fuperficie, e fegnare la picca, oue uiene la ueduta. Che da'cinquein fu faranno due e mezzore fecondo l'or
predetto fi terrà à mente: e fopra la carta , il compaffo, e'I regolo lo troueranno benifllmo .
la profondità , fa la medefima forma, nel poco piano, che fi trouerà, come fi uede qui fopra che fono pun-
,nel medcfimo fquadro nel qual fello punto ui fi poferà il traguardo : & appre/To piglia lapicca, e ponila caa
':re, quanto ch'ella poffa feruire , e con un filo, ò corda mifura oltre, e fegna le tante canne , che le ne aggiu-
:ei quattro,e tre quartijC sii nel alto fa un fegno nella picca dell'altezza d'efla : ueduto che farà fecondo il bi-
j j della perfona di chi opererà, tanto è à dire cinque come quattro e tre , e con elfo inftrumento traguarda a.
.11 .& oue tal ueduta interfecheràla picca,farai un punto: poi mifura dalle cinque canne in giufo, che faranno,
in: uedij fette,e mezo :poi (come di fopra) nella carta, la riga, e'I compaffo ti moltrcrà il tutto .
Della Fortif . delle Città
Libro Primo.
40
Quefto è il modo del bolTolo fatto più delicatamente , tutto di ottone , il quale feci fare in Parigi à mia fantafìa
me ne fon fempre feruito beniffimo. e per far parte di qucfta commodità à coloro, che fc ne dilettano ho uoluto
oftrare qui la fua forma in due partite, per maggiore intelligenza. Del modo poi dell'operare, dico che tolto
» nella mano, come già ho detto,e appogiatolo alla muraglia,ui fi porrà apprcffo la riga di elfo boffolo , e girato al
indo, mentre che la lancetta farà giuftanel fuo letto e fermata, fi uedrààqualucnto là punta, che ftaàfquadro
l'incontro di tal riga moftra ; e notando in una poliza , fi dirà à M. à gradi 45.canne i7,e piedi cinque, apprcffo di
anoinmanos'anderà feguitando con tal ordine ogni cortina pezzo per pezzo con quella memoria tutto all'in-
irno in una tauola ben piana e foda . Poi con una carta capace fopra, ben ferma, s'ha da trouare la prima partita,
dia memoria ; poi pigliare il boffolo, e porre la punta à quel uento in quel grado che tal memoria moftra; et affct
ta la lancetta con la ifteffa riga del boffolo porto &accommodato in un canto della carta, che fi confideri pote-
fcguitarc il refto, ui fi farà una linea morta, con uno flilo, ò co'l piombino della lunghezza delle tante canne, e*
edi,& à'capi di tal mifura fi faranno due piccoli punti,& apreffo fi feguiterà fecondo la memoria dclli altri uéti e
adi.poi pofto la riga in uno de'ponti, quello dalla parte c'hauerà da feguitare,e girado detto boffolo tutto intero,
nendo fempre fermala fua punta, mentre che la calamita porterà la lancetta al fuo letto, & apprcffo fi tirerà là
conda linea con le opportune già dette mifure, al capo delle quali fi faràil medefimo punto, fecondo l'ordine e
>sìla terza, la quarta di mano in mano,& ogni cofa fi uerrà à condurre giuftiifima .
Della Fortif. delle Città
Qucfti fono i due bofToIi fatti airimprouifo,come molte uoltc occorre di fare a
foldati,i quali come fi ucdc/ono facili da farfi,c com'hò detto,fenza fpefa,folo co
unohoriolctto, & il refto tutto di carta, e di legnami, ilprimoco'l mezo tondo
quali e uoltato come egli s'ha da tenere nelle mani per operarlo, appoggiando la
iua linea alle muraglie . Ma la fua ueduta per confidcrarla, è al riuerfo. Per que-
fto altro già ho detto il modo da fabncarlo . Qui fi uede giufto la fua fattura: ma è
disformo al operarlo ; però i giudiciofì con la paffata fcrittura gli confidercranno
bcniflìmo. il modo dell'operargli, ben che'l Tartaglia l'habbia pofto in molti luo-
ghi prcciiamentc,nondimeno per quelli che no l'hanno uiflo, ho uoluto moftrare
il tutto, & il modo dell'uno opererà nell'altro .
SUV......'....^..,,.^a-.;a;^.,..,j,,,jj.>
=«S2^^!»«««'««»«*»««9««*«««BS««!É*«C«#5««S*5S!i«a?«!^^
FORTIFICATIONE
DELLE CITTA^
DI M- GIROLAMO MAGGI
D'ANGHIARI, E DEL CAPITAN lACOMO
FvsTO Castriotto da Vrbino,
LIBRO SECONDO.
Delle fcarpe delle muraglie ,
e A P.
I.
ssENDOSidi fo.pra affai parlato di moke cofe^che s'appar
tengono alla edificatione, e fortifìcatione delle Città, col
dichiarare uarij modi di piante, e uarie membra di mura-
glie, con tutte lemifure ; mi rendo certo che non farà pùto
inutile fcriuerein quefto luogo delle fcarpe, con animo
poi di moftrare altre cofe, che s'appartengono alla fortifì-
catione,e di ragionare della materia che d ebbe feruire per
fabricare. Dico adunque che quanto s'afpetta alle fcarpe
delle muraglie, dcuemo raperc,che la natura iftcfla ci moftra ch'elleno fi debbon
fareje quanto erte,ò piane debbono effere fecondo e'terreni. Auuenghi che fé noi
uoremo fare un monte di terreno arenofo, e poco unito infieme,uederemo che
quello per natura afuoi lati calando al baffo per cagion del pcfo, farà la fcarpa fi-
mile alla tauola di lotto fegnata con la lettera E- Ma fé noi ammótoneremo il terre
no manco arenofo, e non tanto fciolto , quello fmutinando , ò , come alcuni altri
dicono, fmorchiando, farà la fua fcarpa fimile alla tauola dalla D. così eflendoil
terreno più unitOje màco grcuc,farà fempre la fuafcarpa più erta^^come fi uede nel
le tauole CB A. Così anche chi iarà un argine à qualche campo non à fcarpa,mà
diritto à piombo; come uerranno le piogge, e'I terreno diuerrà moUo più greuedi
prima, e mollificheraifi di fouerchio, fubito fmorchiando, e fmutinando, farà da
le ftelfo lafcarpa . Moftrandoci adunque la natura quello che dobbiamo fare, o-
gni uolta, che occorrirà d'hauere à dare la regola delle fcarpe,fi confidererà benifli
mo la qualità del terreno del terrapieno da farfi, e fé quello farà fciolto & arenofo,
s'adoprerà la tauola dalla lettera E- [benché lafcarpa, che conefla firegolafse,
potria forfè riufcir troppo piana, e perciò in qualche tempo diuenir dannofa,
perche caduto in terra il luo parapetto,fi potria quafi per elsa correre come fu per
unafcala.il che interuiene ad una parte della fcarpa della muraglia della mia pa-
L cria ,
Girolamo
Maggi.
La natura ci mo-
ftra che fi debbon
farete fcarpe alle
muraglie.
Scarpa molto dol
ce.puòejfer danno
fi'
'.'
Della Fortif. delle Città
tria/atta da gli antichi con poca ragione, in quellapartedoucgiàil Signor Piero
Medici per configlio del SignorVitcllozzoX'itclli fece fare la bacteria;auuéghi che
ui ho ueduto molti lalir correndo fino al luogo del cordone.Mà fé Hirà terreno ui
fcoro,& unitOjChc per le piogge troppo no s aggreui,è mollifichi, fi farà la fcarpa fé
condo che moftrala taiiola della lettera D. e cofi procederaflfi à far l'altre fcarpe, fé
códo le cpaiità dc'terrcni. auuertcndo fempre,benche il terreno fia molto à propo
fito per terrapienare,e fecondo il defiderio nofh'o,di non far però la fcarpa troppo
La fcarpi troppo ^^^a, acciò la muraglia non riefca più debole, fu flétandofi ella meglio co affai Icar-
erta, fdla mura- pa,che con poca^e perche,fe occorifle mai per cafo in tempo di guerra fopra'I terra
gliadebole. pieno far qualche monte di terra, ò Cauallicio, il fouerchio pefo non la f;ìccia ca-
fcare in terra.Gli antichi non ufauano troppo far terrapieni alle muraglie, benché
yitruuio nel lib. per aflìcurarle da gli arieti e dall'eflcr tagliate, uogliaVirruuio che ui fi faccino ar
i.cap.S' gini,cccetto che doue da alto luogo à piede piano il nemico fi pofl;i accodare à co
battere, eflcndo cofa conueniente (fecondo il medefimo fami piii tofto c'foflj che
yegetio nel eap. gli argini. E che non ufafier terrapieni(benche Vcgetio infegna à full) fiuedeper
l-ddlib.^. gli antichiflìmi corridoi) delle conine, e per quello chedi.ce Vitruuio de'ponti
perpafiTar dalle mura alle torri, e della groffezza della muraglia, uolendo ch'el-
la fia tanta che gli huomini andando inanzi e'n dietro fu perqueila,non fi diano
impedimento uno à l'altro . Il che ci moftrano le mura delle antiche Città,che an
che hoggi fono in piedi.Si tabricarono le mura fenza fcarpe,e fopra di quelle al té
pò di guerra fi praticaua con l'aiuto de'corridoij, e di palchi; doue la grofsezza
del muro, che non era occupata da' parapetti , e da'merli, che fin d'un brac-
cio, e di mezo braccio di grofsezza fi faceuano, come fi uede alla muraglia di Pi-
fa, di Fiorenza, di Padoua ( parlo della uecchia ) e d'altre Città d'Italia ; ancorché
io non mi faccia à credere, che le muraglie di tali Città, e d'altre, fiano quelle che
già furono fatte da principio delle fondationi,efsendo per cagione della uecchiez
za, fi anche perche furono per le guerre in alcuni luoghi guaite, più uolte fiate ri-
fatte, come quelle di Roma, di Norfa, d'Arezzo,e d'altri luoghi. E quando ocCor
rcua di fabricar muraglie in luoghi alti, alle quali andauano terrapieni, fi coftu-
maua di fare e' contraforti di fuori, come fi può uedere alla muraglia antica di Pe-
rugia uicino alla porta, doue è fopra fcritto,AvGvsT a Pervsia, di cui habbia
mo fatto raentione ancora doue parlammo delle porte .
Alle muraglie, che non hanno fcarpa, ancorché non tanto per la groffezza',
quanto che perla buona colligationeforti(fime,come è quella di Pifa, fé uè la uor
remo fare,doue s'haueràà dare il terrapieno,s'auucrrirà di fare gli stogatoij dall'ac
qua nella parte più ba(f.i,e fparger nel terrapieno (fella Ripa che tega il terreno col
ligato fino à tanto che col tempo s'aflodi,eui fi pianteranno fopra due ótre file
d'arbori, quali con le radici habbiano à mantenerlo più unito . Ma quando la mu
raglia fia molto alta,e pur uorremo terrapienarla fino à fommo,e'l terreno farà gre
Scarpa dafarftaìlc uilfimo,fi faranno,come ho un'altra uolta deìto,dal lato di fuori piccioli cótraforti
muraglie uecchie- che con lefommità loro uenghino à fornire à mezo la cortina, e riempiti gli fpatij
che reftano fra quelH, di terra ben battuta e calcara,fi ucfHrà il terrapien loro d 'u-
na fottìi camifcia collegata co'detti contraforti, & in tal maniera fi uerfà à fare ut
na utiliffima fcarpa .
wr j ìì. rr,Y L'ordinaria fcarpa che fi da alle muraglie,fi è,in ogni cinque braccia d'altezza
Mima delle Jcar- n r , i t^ f i • ^ i ■ .• u
pe delle muraglie, un piede, e qucfto hno al cordone. Dal cordone in su alcuni non uoglionocne
fi dia punto di fcarpa. ad altri piace indiflintamente ch'ella fi dia . l'upinion di que
fti ultimi è degna d'efler abbracciafa,perche,come habbiamo detto un'altra uolta,
la fcarpa dà fortezza al muro, & il perpendicolo l'aiuta à rouinare. Daralfi adùque
alla muraglia dal cordone in (u un mezo piede di fcarpa,ò qualche poco di più.
In oltre fi debbe fapere che farà util cGfa,,darc la fcarpa alla muraglia anche
dal
Libro Secondo.
42
dal Iato di dentro, come ho ueduto che è flato fatto à quella di Pcfaro, & in altri luoghi; e quefto acciò quando
il muro per batteria cafchi al baflb,rimanga il terrapieno con la fua fcarpa, e meglio lì mantenga in piedi . Alle
muraglie da farfi in luoghi alti , e douc e il terrapieno naturale, e durro , come è in gran parte intorno alla pa-
tria mia , e d'intorno ad altre terre, non accaderà dar molta fcarpa, fi come anche non bifognerà far troppo gran
contraforti,nefargroiro muro .
Le fcarpe dell'opere di terra, fecondo il parer mio,c d'altri profeflbri di queft' arte , debbono elTer più piace-
uoli,e manco erte di quelle delle muraglie,perchc più difficilmente fi mantiene in piede la trincea che'l muro pe
rò fi darà ad ogni fci piedi d'altezza uno di fcarpa. Altri uogliono che à queftc opere fi dia manco fcarpa che alle
murate , e ciò per cagione delle piogge , ritenendo manco l'acqua l'erte, che le affai piane, ancorché noi uedia-
mo che in brieue tempo la carta deirherba,che nafce in dette fcarpe,le afibda, a uieta che tale opere non piglino
détro troppo acqua. Di fotto il Caftriotto moftra come fi debbono accommodare le corde per le future opre del-
le muraglie, e delle contrafcarpe, e uic di quelle .
[A COMO CA-
irilOTTO.
Della Fortif. delle Città
Come con un nuouo inftrumento fi pofsino fa-
pere le quantica dcIJcfcarpc delle muraglie. Gap. ii.
ERTO e che feruendofi à gran Re, oltra, lutile e l'honorc, che fé ne
porta, ne uiene anchora fodisfattionc alla mente, per che fecondo
ladilcttatione, eprofelIione,ildefidcriode'moltiferuigij nelle oc-
cafìoni fuegliano la mente à gli huomini. Il perche dico che tro-
uandofi ilgranReHcnricoin una Tua fortezza di Piccardia, perla
fua curauigilantiifmia, uolcuafaperc minutamente quanta fcar-
pa haueuano certe muraglie: per il qual dcfiderio alfhora mi uenne in animo di
fare uno inftrumento,e coli all'improuifo tolto un cartone in mano,ne tagliai una
lifta da due dita larga,& addoppiatala, ui meffi un'altro pezzo appuntato co uno
fpilletto in un canto , acciò che'l pezzo di mczo potcffc giocare ; l'altezza del qua-
le comparti) in uentiquattro punti,& il mcdcflmo feci per trauerfo , e co un fcgno
giudo per il mezo,ui pofi legato ad un filo un piccolo pióbino,e ciò fatto, per ope
rarlOjlo accodai alle muraglie, tenendo cffo piombino giui]:o,e cauando il pezzo
di mezo, ucdcua fecondo i punti, che iì fcopriuano, quanta fcarpa efse muraglie
haueuano, chefcoprendofene cinque, truuauo hauernc di cmque un meno quel
poco, e fcoprendolene fei, ne haueuo di quattro uno , e cofi di mano in mano tro-
uai tuttele Icarpe, onde ueduto di hauere di tale inftrumento feruigio afsai , arri-
uato in Parigi ne feci comporre uno tutto di metallo , fimile à quello che fi uede
qui di fotto, ilquale oltra le fcarpe,al bifogno ferue per fquadra , per archipendo-
lo, e fa feruigio nel rapportare le piante dalie grandi alle piccole .
Libro Secondo . 43
Come^ e con che difefe sliabbia à fortificare un
fìto quadro. Cap. iii.
ON uoglioreflarej per no dircontentarl'occhio nella prima uifla, ^acomo ca-
di cominciarco'l quadro, anchora che queftafia fra tutte l'altre la *t riotto.
più imperfetta forma da fortificare : nódimeno fapcndo io che tal
figura è la prima, che mokeuolteuieneà proposto ne'fiti, uè ne
ho porto non pure una, ma molte, appreflb poi tutte l'altre forme,
per infino all'ottangola. fopra la quale hauendo da principio det-
to àbaftanza, cioè delle diftanzCjgroflczze, e contramine, non mieflenderòin
replicarle, mafolodico haucrne pofto quiauanti nell'opera, accioche il com-
pafTo moftri quanto di effa opera ho fcritto. E ui ho pofto anchora molti modi di
piante e di profili ; accioche fi come la uoglia de gli huomini è di uerfa nell'opere
e nelle forze, cofi habbia anchora di più Ibrti di fatture^ à fine che fi poffa feruire
dei potere, e contentarfi.
Quefta forma ne'luoghi piccioli non s'hà da biafimare, ancorché e'fuoi Balluar
di neceflariamente, acciò le fronti fiano guardate, uenghino ad haueregli angoli
acuti . Per il che communemente feruc à caftclli,e rocche, & ad alcune terre pic-
ciole, come in molti luoghi in Italia, e fuor d'Italia fi uede.
Non penfi alcuno in quelle mie opere uedere modi ò regole di profpettiua rl'u
naperchepernon eflere profelTione di faldato, non le faprei fare : l'altra perche
per gli fcorci che ui andrebbono, l'huomo leuerebbe troppo dalle piante ; però in
effe piante , e profili confifterà il tutto di quefte opere, e quefta fi dirà profpettiua
foldatefca .
Ho uoluto ancora moftrar col difegno in quefto luogo il modo delle corde e fi-
la che s'hanno ad accommodare e tirare, donde e' muratori habbiano la regola,
che infegni loro ad alzare le fcarpe , eie contrafcarpe, & il refto dell'opera .
#^
Della Fortif . delle Città
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Libro Secondo. 44
Pianta 5c alzato d'un Balluardo.e Caualliero
con la moftra dal Iato di dentro, con la pianta e l'alzato d'un Balluar-
do con h Tuoi parapetti più dì quel che fi coftuma alti : con l'in-e-
gno da poterui operar dentro Tartiglieria fopra tali pa- ^
rapetti . C a p. 1 1 1 1.
FFiN E,cheiBaIluardi,leCortine,etiCauallieri,cheho2<^ifico- -^^^o^^o C^-
flumano,dequalihomoftratoquiàdietrointeraropcra pofTmo "'''°"°-
cllerc ben cófiderati,hò fotto quefta uifta con le piante,ddleq uali
fitruouerannotuttelemirure. Gli alzati poi fono fenza mifura i
quali icruiranno per confiderare l'opera come douerà effer fatta /e
perche io uoglio che quefti Balluardi fiano piedi fette in altez-
za dalla piazzatila cuna del parapetto,la quale altezza è fatta per poterui Scura-
mente tenere detro buo numero di foldati : onde farebbe impoifibile, fenza can
TZl^-dT""' ?f-T P^^^^P^òhòfattolaprouifione de'caualli^che qui
*imoIha,dclIaqualedifotto§'intenderàilmodoereffetto. ' ^
Pianta del Caualliero ,
fes^S&SOiE^lI-
Me ftra dello alzato del Caualliero dal lato d, dentro .
£>eIlaFortif. deiieCì
Libro Secondo
4/
Trouadomi in Piccardia nella terra di Cales l'anno 1557.0 per la disfatta del S.L
Marifciali diTermes/atta alli i3.d'Agofto dell'anno fopradetto tre leghe appreffo
nella riiiiera di Gazzauellino,dubitando non hauereTafledio intorno à detto Ca-
les^e ueduto cffere impofTibilc poter matcnirc le difcfe d'aIto,mi rifoluei fare que
ila prouifionc,cioè di far fare una copia di quefti caualli,qui fotto difegnati nuali
hauefleroàferuireà'luoghifenzamoftrar ueftigio alcuno di cannoniere. Così
caricati i pezzi, per farli battere appreffo e lontano per la tagliata, come mi
occorreua, haucuo fatto fegnare tutti li coni], o zeppe, à punti : e fecondo le lun-
ghezze, li faceuo porre dentro, e fuori . Poi portoli à cauallo, e fpinto elTì caual
lià'luoghi,lì fparauano, e fparando reculauano, e reculando non fi uedeuano più
ne loro, ne effi caualli . Quefta prouifione farà che tali difefe d'alto fi manterran-
no, pcrchel'nemico non le potrà offendere, et offendendole alle uolte, farà per
forte,fendo che'l nemico ftà dubiofo e fofpefo,e no può cófiderare il modo ne tor
di mira il luogo ne'l pezzo per offendere ; come che l'huomo di giuditio qui può
confiderai beniflìmo .Si uede di fopra nel Balluardo precedente difegnato come
quefti caualli ci poffino per il fopradetto ufo feruire.
Alzato
/ACOMO CA-
ITRIOTTO.
Tiatteforme, per-
che così dette .
Della Fortif. delle Città
Alzato della fortificatione in quadro con quat-
tro Piattcformc. Gap. V.
VESTA fortificatione in quadro,è fatta nella medefima grandezza
della precedente: ma in cambio de'Cauallieri,ui ho fatto le Piatte
forme nel mezo delle cortine, cflendo che tutti i corpi che fi fan-
no nelle cortine diritte, che uannofopra fquadro,fi nominano
Piattcforme , perche in tai luoghi non pofibno ufcir fuori , e mo-
flrar quello acuto, che fanno iBalluardi: e queftoho uolutodirc
perche in Francia tutti i corpi pofti in luoghi alti,che da noi altri Italiani fon chia
mati Cauallieri , fon detti Piatteforme .le quali noftre Piattcforme non ueta-
no che l'un Balluardo non uegga la punta dell'altro .preffo alla contrafcarpa, den-
tro à gli angoli, che fono oppolti à gli angoli dc'Balluardi, e delle Piatteforme, fi
faranno le cafe matte, come nello alzato ui moftra il difcgno. B B. la pianta e l'ai
zato della contrafcarpa,ó contrafoflb. A A. la pianta e l'alzato d'una parte del Bal-
luardo con li fuoi contraforti . C D. la pianta e l'alzato della cortina .
Tutto l'alzato è fatto,accio che l'occhio uegga, come torna l'opera fatta: ma pe-
rò in elfo non fi trouano mifure, che ciò farebbe flato tanto poco in altezza, che
non fi farla comprefo. Per il che ho pofto qui le dette pi ante, & i profili, tanto de'
Balluardi , quanto delle cortine,e contrafolfi,doue il compaffo ui moftrerà tutte le
groflezze, l'altezze, eie lunghezze, auuenghi che diecc piedi fono dall'un contra
forte airaltro,come altroue ho detto. Le Piatteforme fi pofibno fare come l'occhio
ui mofl:ra, e mcdefimamente fi poffono far baffc, ferrate di fopra . benché in que -
fio modo fon quafi inutih, e quado anchora pareffe al fabricatore dì farle di fpallc
groflc come fó quelle de'Balluardi, e quafi della medefima proportione , per cau-
fa della gradiflatia dall'u Balluardo all'altro, no farebbe difdiceuole, e fi uerria ad
acquiflare molta ficurezza. Quelle fpalle fi potranno facilméte far groffe , attefo
che'fianchi delle Piatteforme non fono occupati fé nò che da una cannoniera per
ciafcun fianco , donde ui rimane quel luogo più daingroffarck fpallc ♦
I^À^ii^^i^gpfif^
1 K
Libro Secondo
-, mndi di rcrRaùonc con Ir cortine Jirr.tc , e con le piepte m dentro ,
fiancheggiano. Gap. ^ '•
tT»
lOlIO.
IO UIC 11
VESTA "">'>" di tre modi d'opere con le pian-
cópr^nda qu Jntcffctto t'jccia la prima a„ fnr» f'r ■"-' , ' "'' ">" '-«"«c.ò thr l'«, f
li può conolcerc p.r ■ un deVcz . t peX T ' '^"''f^')"^'» la tcru.ilchcbcni r ° ""«''^ ^ -,
nc'iropcrc del <,ua\lro pcrkuo "i o ma^™ > ''"' '^1 ' ''^""'^•'' '"°'l nulE'''°'"^°" 47
e
7a co MO e A
STRIOTTO.
ClKOLAMO
Ma COI.
Della Fortif. delle Città
Della fortificatione d'un fito in quadro , con
doppia difcfa, e co'Cauallieri uicinià'BalIuardi. Gap. vii.
N'altro modo in qucfti quadri mi e uenuto in fiintafia, di fare un'o-
pra ch'habbia doppia difefa;impcrochc dall'un Balluardo all'altro
nò fi eccederà la fomma di cento e uenti canne,acciochc l'uno Bai
luardo pofTIi difender l'altro, accommodandoui e' pezzi che ui uer
ranno à propofito . & appreffo detti Balluardi, uoglio fatui due ca
uallieri per ciafcheduno,i quali faranno doppio effettoj'uno di di
fendere le facce (battute che fofTcro tutte le fpallc)& il foflb: l'altro, che al bifo-
gnOjChe foffcr perduti li due Balluardi, uoglio in un'inftante poterne formare un'
altro, e fare dall'uno all'altro una nuoua cortina,di maniera che s'habbia da com-
battere due uolte,come qui con l'occhio fi comprenderà beniUìmo .
QVASi fimileàquefta e la fortificatione di Turino, che ha dietro alle mu-
ra nuoue , la muraglia uecchia , e fra un muro , e l'altro , ogni Balluardo ha
due cànnoniere,mà non già alte come qui moftra la figura di quelle de'cauallicri:
le quali rifruftano tutto quello fpatio , che è fra un muro , e l'altro . Benché fi mili
dikfe doppie,fecondo alcuni,non paiano utili, per cffer cagione la feconda, di fa
re abbandonar facilmente la prima (come nel M C C C C L 1 1 1. intcruéne quan
do la Città di Cóftantinopoli fu prefa da Mahometto) dando à'difenfori fperanza
di poterfi faluare dentro di quella, ilche non auuienc quando fi difende una mu-
raglia fola, dietro alla quale non è fcampo alcuno.
Le ftrade che da'Balluardi, e dalle porte riefchino dirittamente alla piazza , co
me qui fi uede nel difegno della pianta, darano molta bellezza, e commodità per
foccorrere c'iuoghi che faranno combattutirmà quando il nemico per uia di batte
ria & aflalto s'impadroniflc d'una parte della muraglia , faranno dannofe , dando
à quello larga e diritta uia per andar à pigliare la piazza . Ilche ne dal Caftriotto,
ne anche dal San Marino , che uuole che le uie fimilmente riefchino à'Balluardi &
à l'altre difefe, non è (tato confidcrato. A A. la pianta, e l'alzato della contrafcarpa.
B B. & C C. la pianta, e l'alzato delia cortina .
''*>'
'1f
Libro Secondo. 49
Pianta Scalzato ci un Balluardo da l'angolo acu-
to, col difegno de gli alloggiamenti per c'piefidij, accommodati lotto
a terragli delle cortine. Cap. vììi.
CCORRE molteuolre^cheinalcuncfortczzenegliangoli per /acomo Ca
caiifa de' fiumi, ò de' dirupi, ò per altra caufa del (ito , ò uero anche s i r i o x i o .
per fodisfare al Prcncipe nel ualeriì di qualche Tua comodità, con-
uerrà per forza che l'Ingegniero difcgni un Balluardo, che per dar-
gli la forza conueneuoic nelle fue fpalle,ucrràIungo di facce, &
acuti/lìmo : ilche porta all'occhio mala fodisfattione, & al bifogno
pocaficurezza.-e perche pure fc ne trouano, e come s'è detto conuiene anche
fabricarne di tal maniera; ho fatto quefta forma di Balluardo nella maggior fi-
gura,che'l libro ha comporcato,chc mirando quedo &i modernijUi fi troucrà dif-
ferenza grandiilìma.
Lemilurc faranno, come altre uolte ho detto, e tutti i contraforti debbo-
no cflerc fatti diftanti uno dall'altro, piedi diece di larghezza, per i quali, il com-
paffo moftrerà il tutto. Nella qual'opera uoglio che la piazza da bado habbia
un pilaiìro nel mezo con le fue uolte fopra, che coprano i due terzi della piaz-
za, per maggior commodità di fopra . Sotto le quali uolte uogHo che dietro le ri
culate, ui fiano fatte due ftanzc per commodità della poluere, delle palle e d'altri
inftru menti . Et appreifo,un'altra cofa ho uoluto moftrare in quefta tal figura, fen
do che moltiflìmc uolte in una piazza da guerra, che fia di corpo picco!a,gli allog
giamenti perii foldati ui fono fcarfi, ho penfato per fodisfattione dcglihabitan-
ti, fenza fcommodargli, farne in abbondantia, come nella pianta e nella figura fi
moftra .
Dopo i parapetti di qual fi uoglia cortina di fortezza, bifogna lafciarui piedi
uenti di ftrada , e piedi cinquanta di terraglio, à caufa che' fi poffa fempre andare
in battaglia àfoccorrere le muraglie in qual fi uoglia lato. I)opoalfined.e'detti
uenti piedi, al principio de'cinquanta, fi farà per trauerfo una muraglia alta tanto
quanto uerrà la ftrada predetta, e dalla detta muraglia à baffo fi feguiteranno i co
traforti , fopra i quali fi porranno le uolte che fcruirano fotto per alloggiamenti.
E tal opera fatta, torna beniflìmo, come hoggi fi uede in alcune fortezze di fua
Maeftà Chriftianiffima da me fatte. E per moftrare il tutto, ho fatto quefta opera
fenza la regola di profpettiua ; confiderando io, che uolendola tenere, nel moftra-
re quefti alloggiamenti, le uedute dalla pianta allo alzato,farebbono disformi af-
fai ; però quefto feruirà per un certo lume del fabricatore .
o N o quefti alloggiamenti uicinì alla muraglia, molto utili, come Cirolam©
habbiamo detto di iopra.E non è cofa nuoua il fargli in fimili luoghi, au M aooì.
uenghi che noi leggiamo, che fu le mura di Babilonia ui erano habita- Oro fio nel li b.z.
tioni per e'difenfori.-cofi anche à quel muro,che dice Thucidide che fé 'Jf'"^', , i-i .
cero già quei della Morea per aflediar Platee . fcrifle Liuio, come habbiamo detto ^;„,(, ^jglUb. 7.
un'altra uolta, che Fiacco fece fareà'foldati gli alloggiamenti d'intorno ad una ddkDecai.
muraglia ( haucndoH canati delle cafe) e quefti fi fecero di tauole, di graticci, e
di canne, e fi coperfero di ftrame. Cofi anche fu fatto à'di noftri in Pinaruolo quan
do era alfediato dal Marchefe delGuafto,fi come mi raccontò Vincentio Boda mio
compatrioto,e ualoroib foldato,che fi trouò dentro à tale afledio . Se fimili allog-
giamenti fuflero ftati in Arpo , le fentinelle non fariano ftate coftrette dalla piog-
gia ad abbandonare la muraglia, e fuggirfene alle cafe. per ilche, come racconta
LiuiOjlaCittàtuprefada'Romani. Donde fi nota che non fi coftumaua di fare Liu.nd.lib.^.
fopra le muragliele cafelle picciole,che perle fétinelle hoggi fi fanno.U che fi può della Deui.
comprendere ancora da quello che dice Vegetio delle capannuccieda farfifula y e? etto nel cap.
rnuraglia,e fu le torri per le guardie,e fentineile^acciò l'inuerno fi difcndino dalla zó.deUib, 4.
pioggia,e dal freddo, e l'eflate dai fole .
N
Della Fortif,
delle Città
Della Fonif. de.
SwCondo
Wh-'À SI
I ';
=X
Delle corti! cioè che fanno anaolo \\\
dentrioi Cauallieri di terra
gli alti piedi otto, lontani
piedi 20. Gap. ix.
lAC. CASTRIOTTO.
ARMI coHicliia-
iillìiiu,chfi^iian
(lo alcune Jiquc
Ik- opere iiibrica
te con le cortine
"l'Hiiuc, faranno
latte fccoiulo quella regola la-
ranno atte .1 rtli/ìcrc ad oqni
yraricl' impeto : e tcnqo cofa im-
r-ir.hile eh elleno li poffino
molto offendere, perche chiara-
mente ogn.pcrlona di qiuditio
guardando qui lanamente, con'
'J«ra quanta tea tar opra
"l-bia nel rcliftere alle barte-
■'S&aghadalti, e parimente
q"-'nte ollelc ella polVa fare al
i;™'™- Laqualoperararàfa!
"eata fecondo lordine detto
^«chcfianoaltulaihbnj.ji
dentrop,ediqu;ut,o,&i,„'
S!'i^annoalt,p,ed.'o„'o;el
ìcoflo
fco/fo da elfi parapetti piedi né-
ri, per potere operare in quelle
piazze, e It: ade, inconiiniian.
dodalla picca, ogni altra Ione
d'aimed'afla:c<]uiui fi troiicrà
ancora quello utile, che quado il
muro fulTe battuto inqualfiuo-
glia luogo, fermata la batteria,
trouandofi ad una banda il Bal-
luardo,& all'altra il Cauallicro,
quali faranno fianchi l'un l'altro
per dentroictrouandofilaftra-
da sbarrata & una altezza di ter
raglio di piedi otto, coniier-
ràal nemico fare nuoua proui-
fionc, come pcnfo che qui ogni
huomo giuditiofo potrà bcniflì-
moconliderare. t quelli terra-
gli (ì potranno ancora fare ne'
Balluardi grandi, e di larga piaz
za come (\ ucdc difc-^nato
nel mczo Baliuardo, ile in altri
luoghi.
c
e
7 ACOM O C A-
• TR.IO no.
CIROLAMO
A/ ACCI.
j^ Curtio nel
Della Fortif. delle Città
Fortificatione d'un fito dafei cantoni, con le
cortine oblique, e ripiegate in dentro, e con doppia difefa di muraglia, per
poterf' ficuramente, perduta una parte, ritirare. C a p. x.
VENDO già detto, che aflai più mi piacciono le cortine torte che
le diritte, affegnatelemieragioni, me parfo mettere in eflcmpio
qucfto modo di forma ottogona,à dimoftratione d'un miotro-
uato : perche tal forma è la magiore che fi pofla fare in qual fi uo-
glia fito: e daquefta fi cauano tutte l'altre forme di minor numero.
Hor dico d u nque che le diftantic da un Balluardo all'altro non uo
glionoafcendereal numero di 140. canne,àcaufa che l'un Balluardo poffa aiutar 1*
altro , poi tutte l'altre mifure fiano fatte à uolontà e bifogno de'fi ti : e fé alcuno di
ceflc che la poca diftantia da fianco à fianco faccia cattiuo effetto , che fparandofi
i pezzijl'unofiràoffefa all'altro, fi rifponder ebbe e(rcrcofachiara,che tali difefc
non s'oprano fé no in cafo di ncceffità ; & ogni u olta che foffero tolte le difefe de'
fianchi dc'Balluardi, è lecito per difcnderfi,dar nelle proprie ru ine co pezzi grof-
fì, quali faranno tenuti quiui per tal bifogno , dico da quelli che n'hanno copia,
non fendo reftato d'accommodare ne'fianchi fecondo le di flantie, i pezzi grandi,
mezani e piccoli . E feguitando l'ordine mio, dico che le ftrade delle canno niere
de'gomiti, fi faranno di piedi xv. di larghezza per l'andito de'duepezzi,i quali
potranno correre in ogni luogo, ouefuffe il bifogno, e tanto fi ha da dare di cir-
confcrentia a'merloni, come nell'opera fi dimoftra , la quale ogni giudiciofo com
prenderà beniffimo fono le difefe. doppie, e poi raddopiate, come le linee de' ti-
ri dimoflrano.
Ho fatto la prefente moftra, accioche occorrendo far una Città fopra l'antedet
ta pianta , come fi uede,ella uien pofla à gli otto uenti, à caufa ch'ogn'habitante fi
poffa accommodare fecondo ilfuo bifogno , e per dimoflrare ancora come ciafcu
nohalafuaflradauoltaaIlapiazza,ecomef1:andouno nella tribuna & altezza
che è nel mezo,uede per ogni flrada tutti i Balluardi, a'qualipuò mandar aiuto,
quando faceffe bifogno . E deuefi auuertire che qui fi troua doppia difefa,accio-
che quando fuffe tolto uno dc'Balluardi, per grand'impeto, con le due fue corti-
ne, e col terraglio, ci habbia ad effcre rimedio ; perche trouandofi la ftrada fatta
perle cannoniere de gomiti cupa piedi 15. con altretanto di larghezza, e tagliato
il ponte trouandofi alquanto dif parapetto nel muro dentro co'l fauore de' Ca-
uallieri, e dc'duc Balluardi uicini,i quali non fi perdono diuifta, & operando 1'
artiglierie per quella ftrada,fi darà tempo alla gente che ui refta di difcnderfi tan-
to, che accomodatamente fi darà foccorfo al luogo perduto.E ben che molti dico
no fimili opere effer biafimeuoli , per che fi fa combattere il foldato co due e uori,
dico che per quefto non fi deuelafciar tal opera,che quando cofi fuffe,il caflel nuo
uo di Napoli non uarria niente,e conuerrebbe riempire il primo foffo, e fimilmen
te quel di Milano, con molt'altri fatti in tal maniera, e maffime che'l Gouernator
del luogo può ordinar gente alle difefe di fuori,& il fimile alle fecondei& in un bi
fogno tagliar il ponte,e cofi quelli di fuori faranno sforzati combattere con un
cuore fenza fperanza di trouar fcampo dietro alle fpalle ,
GL I fpatij uoti, che non hanno edifitij,cioc que'triangoli, ne' quali fono con
lettere appuntate difegnati gli otto uenti, potranno feruire per alloggiamen
ti de'prefidij,infieme con gli altri fpatij che fi ucggono dentro alle feconde dife-
fe: ò nero ad un bifogno in tempo d'affedio fi potranno feminare. Qu^into Cur-
tio dicc,che à Babilonia gli edifitij non erano uicini alle mura,ma lontani da quel-
le per lo fpatio quafi d'un iugero ( era il iugero lungo piedi 240. e largo 120.
ò uero quanto in un giorno fi poteua arare con un paio di buoi) e che gli edifitij
non occupauano tutta la Città, & erano lontani uno dall'altro . Imperoche di 358.
ftadij di terreno che abbracciauano le mura, fé n'habitauano folamente fladij 90.
(& era lo ftadiopaffi 125. & otto ftadij faceuano un miglio) feruendo il refto per
ìeminarui, accioche fé tal Citta fuffe fiata affediata, gli affediati poteffero hauerc
gli
Libro Secondo.
Sr
gli alimcti da qiiefto terreno Scriuono alcuni che Numantia era nofta in un mon T..I0 Oror,. nel
f °Ì".°„°'*''u^"^^'''n ''i !!-'''"'"^?''^Ì'''^"'^"^ ''5 mila palli rbenchc altri cap.s.ddlib.l
uogliono che quella terra fuflepicciola, fenza muraglie) e chefi può credere
TniLi 'iiwmn'iirr^.'/.'iiJMhJrms»^^
Della Foitif. delle Città
che così grande Aiatio di terreno fuflc flato chiufo dentro alle mura per cuftodir-
ui e nutrirui bcftiami,ò uero per feminarui quando il luogo fufle aflcdiato tenen
doc'tittadinilaiQcc^ipkciolatbrtitìcata dalla natura. ' .
econdo. jj
FortiHcatione d'un recito di Tei ca
! e ni,ridotta in foggia di lleIla,con ]e cor
t re molto oblique, quali non potranno
' fler battute dal nemico fcnza fuo gran-
cifsimo difuantaggio, e danno . Cap,
/acomo Castriotto.
o fatto cjuefta pianta di Tei angoli con le due corti
le ailai oblique, parendomi, che tali opere quan
to pu, Kaueranno di fimil forma, tanto più fUn
_ nogagharde,& il nemico mai no potri batterlo è
ttamente, fenza fuo grandifsimo difuantaggio. Appr/To
erchela larg!iezza cheuieaenelmezodelfoflo, foS
^Icuno per la fpefa dtfpiacerà ,dico,che ad un Prencipe pò
t^ntetalcofanonhàda difpiacere mafs.mamente uole.^d"
Il folio co acqua, come à me piace per
< ualche efperientia da me ueduta. Ma
}ure quando altrui uolefle fare il fofTo
afcmttodo potria fare à fchiena d afino
e ome al fuo luogo forfè dichiareremo.
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Quefto recinto di lei anj^oli, ancora e
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h ibbia le fue cortine aHai oblique , nondinicno
quelle faranno comeraltre,fccon(io rordinedel
le mifure ; otie,oItre al fianco da bailo ho aggiun
toà quelli gomiti un'altrol'.aco daaltOjil quale
fa il medelìmo eifetto,che fa il Caualliero. Poi u'
ho aggiunto qucfti terragii per dentro, i quali hi
bricati co"l loro ordincjcrcdcrò che habbiano da
tornare in modo,che porranno ben rei iltcre, co-
me qui auanti ii cdirà,e s'intenderà aliai meglio .
Nello alzato del Balluardo fopra difegnato la
rà una nuoLia foggia ditìaco coperto, & il ter
mglio con le fuc cannoniere, qual terraglio deb-
beeflcr lontano da'parapetti piedi uenti, & alto
piedi ottOjcfarà di grandilsima ntilità. QlkiI for
te di lortificationc li potrà anche tare alle torti-
ne comciiuedc qui per A B«
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Libro Secondo.
/4
Fortificatione d'un fito quadrojacendo le cortine oblique^
&alzando dentro moki CaualJieri di terra. Gap. xii.
VE STO quadro, è tanto ritirato in dcntro,quanto-ilcompafl!b Ili mon:rerà,ogniuoIta che haretcfTt /a comò ca,
toprefuppofito, chela guancia, doue fono i fianchi, fìa di 7. e did. cannc,epiu.^emenorecor. tiRiorry.
do la uolontà dello Architetto . Sopra la qua! guancia fi caueranno tuttele millirc. Le ihadc i
fianchi de' gomiti conuien che fiano(com'hò detto) da'xv. piedi in ciica : e qucfta fecondo il mio
.^^^jy^x^i giudicio,è opera molto fpedita.di poca fpefa, & utiii,Tima : per che mi pcrfuado cfler cofa impoffi,
t^^ — -- bile, che i fianchi de'gomiti fi pofTino perdere, fé le fpa'lc fi faranno alla reale , e gagliarde coai ;
irendo ch'elleno debbino eflere i n tutti e'luoghi,doue fi faranno cannoniere, in lati che poiTino dal nemico cf-
fcbattuti .
Le contincntie di quefto diritto, penfo che fianoconofciute, confiderandolo fanamente: però non m'efren-
diò in replicare di ciò la fattura ; ma folo dirò d'hauer l'atto quelli Cauallieri di dentro, di terra condocta cosi al
Ijfcmplice , i quaU faianno il medefimo efFetto,che fé fuifero fatti di quella grandiflìma fpefa, che fi fuole,e faran
i.molto più ficuri,e fi potranno fare in ogni luogo, e doue piacerà al fondatore . Quell'opre faranno molto utili
xchcil nemico non le potrà con batteria offendere , auucnghi che battendo, non farà alcun profitto .
^. la pianta della cortina obliqua e ripiegata in dentro .
3. Angolo di fuori dello alzato di detta cortina obliqua . C Angolo di dentro del medefimo alzato.queflelet
x^fono anche fegnate nell'opera per maggiore intelligenza.
Della Fortif. delle Città
Libro Secondo.
SS
F
ortificationed'Lin recinto fimilealprecedente,
facendoli ne gli angoli delle cortine le Piatteforme unite co'Cauallieri, ò ucro
c'Cauallicrià cauallo. C^p. xiii.
VESTO quadro è come l'altro ritirato, ma con le Piatteforme ag- /acomo ca-
giunte nel mezo,lc quali haueranno fopraogaiunaunCauilliero, stk.iottu.
che fi diràPiattaforma unita àCaualliero-,òuero Caualliero à ca-
uallo, come l'hanno chiamato alcuni. le mifure del quale nonm'
eftendcrò in dichiararle,purchc da Balluardo àSalluardoi pezzi
pofTIno arriuare per dar aiuto l'uno all'altro : e da quella mifura à
baffo faràfecondo la commolità de'fiti .
Ancora chel'opere fiano difegnatein molti modi, emaflìrae fecondo l'ordine,
dell'obliquo, nondimeno ho uoluto porre in difcgno ancora quedo modo,ael
quale fi ueggono buoni effetti , che la Piattaforma fa doppij fianchi , riem-
pie quelli obliqui,c fa molto bello e fupcrbo uedcre . L'altezza di quelte debbe
effere fecondo l'ordinarie, piedi xxxi. èosi la cortina dei Balluardo xxxvi. con
tutto il rondo ; e del Caualliero piedi xxxx.
VEfle Piatteforme, oltral'aflìcurare le canonierede gli angoli contrale Girolamo
batterie dc'nemici,il che nò fi uede nella pianta preccdentc,n6 daranno Ma g gì.
impedimento alcuno alle cannoniere de'Balluardi: auuenghi che le
Piatteforme communementc ufate nelle cortine diritte, fra gli altri inco
uenienti, hanno anche quefto,ch'elleno coprono le cannoniere deBalluardi, e per
duto che hanno per cagione di batterie e'fianchi, quando fia abattuta la fpalla ad
uno de'Balluardijfanno feudo al ncr^jico che fottentri la cortina, non lo laiciando
offendere dall'artiglierie dell'altro, che fi mantenga intero . il che non può in mo-
do alcuno auuenire nelle prefenti Piatteforme . A. pianta della Piactaforma,ò pu
re del Caualliero à cauallo . B. l'alzato del mcdcfimo dal lato di dentro . C. moftra
dello alzato dal lato di fuori .
I r
Libro Secondo
^^clh fortifica-
e
'^ le delle portc,e come fi
^ )be accomodare la mu
lia,cloueiì dubiti della
ede'cittadini.
Ca p. xiiii.
lcomo castriotto,
NA terra che fu
,-- j 'y n. Lciia (.11*. lu
l^/^i fé luogo di par-
ì^^ji ti,ò doueipopo
i^^'^ ' li fiiffero poco a^
nu'euoli al patrone,© con
ti ainotrinamenti de' fol-
i:i, faria buono eh' ella
1 ieflfe le fue porte fìcurc.
X6
cofi per conto di quelli di den
no, come anchora per o^uelli
di fuori; però ho fatto quefto
modo, iltiualefachcalle mu-
raglie non (i può andare , le
non per ftradc de'Bailuardi,ol
trachejeportereftanoin for-
tezza dentro e fuori come il
difegno mofìra à pieno fenza
altradichiaratlonc.
GIR. MAGGI.
Auuertiraffi di fatela fabrica
di quelle porte poco eminen-
te foprale cortine, acciò nel té
pò di guerra, ellendo battu-
te
Della Fortif. delle Città
ta dal nemico, le rouincnonoffcndinoe'prefidij,cnong!i faccindiloggiarc. Si-
mili forti di fbrtifìcationi furono già fatte da Guido Pietramala Vcfcouo,e Tiran-
no d'Arezzo, alle porte della Città del Borgo San Sepolchro, quali hoggi fono ro-
iiinate,etali fi uec"ono anche à molte Città d'Italia. lACOMO CASTR.
Micparfoper maggior intelligentiaaggiugnere nella prefente figura quelle
porte in forma grofla: la quale moftra prima la pianta, poi il dritto dentro e fuori .
la capacità della qual figura, fi troucrà nella pianta,percheil uano dentro à'torrigi
ni, è 5. piedi per diametro, eie fue altezze faranno alla uolontàdcl fabricatore.
Dico ancora che quando l'huomo uolelTe un Caualliero tra le dette porte,deue ac
crefcercla grofTezza delle mura in ogni parte con alcuni pilaftri, i quali fiano abili
à fopportare il pefo delle uolte, e fopra di elle flir terrari, che ueranno à feruire per
Cauallieri . ma bifogna che fiano molto gagliardi , douendoui andar fopra l'arti-
glieria grolfa .
■.Hcmàofi una Città per lafretta con opere di terra, e con animo
;; di .cftirlc di ca,nifcc d. n>u.agl,Ì, quello che bifogni fare acciò tali opere d. terra non Cano fatte u,
^F^ damo e non nefchmo diliuih . Cai», v,
-^^^^^' -i • j.iunnirprhpnercarema del tépo non fi pofTon fare neUcfortificatloni l'opere di mu
'ra^ur'nL ch7con e, foe'Xe d" poi nel'ueanle, dà grandiffin,o imped,n,ento, uo
cndofcTe fate e fuo contraforti come s'ufa,e che per auanti ho detto conuemrli , effendo ch.aro che
.nnchehadVeftetediraurad eper fàbrichcdarefiftereallaforiadellc percofse conu.cne che
Tt iuen'adalla ad ceòfonda'Jnentofperciòhofattoquellomodo,^^
;orta"comranraTelafciatolasroffeLadellarnt,rasUa,hòfcguitatoi contrafortt e Iraluno e lai-
Della FortiE delle Città
tro,baftionato come qui quefli profili e la fa e
eia moftiano.laqual opera e <;ià porta in ter-
mine in alcun luogo del Regno di Francia,
alla qual fatta, poi di tutto, fi può à poco
à poco andare fabricando le camifcc di mura
glia lenza alcune impedimento . e quando e I
la farà fatta, in luogo di buona terra grafTa.fa-
rà opera da matenerfi qualche anno, et in la'i
to la tcgo più ficura che fc fofsc accamifciata',
e ucdcn4pl.^ npn difcontcnta punto l'occhio.
GIROLAMO maggi;
M A quando non fi potranno fare c'contia
forti di rnnraglia con la contramina, s'auuer-
t'rà fuori del difegno dell'opra di terra da far-
il, di lalciaie lo f-patio libero perla cótramina
e per la cortina. E nel piantare gli arbori per
detta opra,s'hauerà lifpetto à'iuoghi doue uo
gliono cfsere e contraforti , per non gli hauer
dopo à tagliarp con fatica e perdita di tempo,
e con indebolire il terrapieno .
V^iì
Libro Secondo. /8
';'Ioitincarione d un feft'angolo col fargli le cortine oblique, le
•':, , piaticformc roùeife in mczo,& i Cauallieri pofticci dietro à'Balluardi, & il colmo della
muragliatale^ che non fiacflcfo dalle batterie. C a p. xvi.
I A C O M O C A S T R I O T T O .
<^"^Ttfj or. ORO chehannolcctoropcrcdi Vitruuio, non mi negheranno, che per fuggire l'impeto de gli
"^ ' inUrumentiadoprati anticamente per battere, benché nonfuflciodi molta forza, e non faccflcro tan
ta ruina, comequclti d'hoggi, egli non aborrifle molto le rettitudini , egli angoli acuti, e che perii
contrario non lo dalL- aiTai l'opere di forma rotonda . Volcua ancora che dall'una all'altra torre , cioè
da un fianco all'altrOj fuffcrolc cortine oblique, àcaufa che fuffero e uedute,& aiutate da più perfo-
nc : però m'c parfo fare quefto fciro angolo,mcno ritirato dell'altrOjC co'luoi Balluardi di tre facce, fen
i:K:o,per che tanto più mi ucngo ad accofiare alia circonferentia, uengo meglio à difendermi e da'nemici,e dal-
c)dcirartÌL;lieria.
orni eftcndcròin replicare le iatture di quefta opera, hauendone in più d'un modo detto altroue; ma folo dirò
uft'opera lì deue tenere ficurilnmadai'impctodcirartiglieria,per chepcrlafcarpagrande,fuggeleperco(re,c{ì-
, e teperhauereie cortine oblique, non conofco modo co"! quale il nemico poffa nocerle, come^iftefs'operadi-
. '2 In oltre non intendo che d'altezza paffi piedi xxx, ne che habbia Caualliero alcuno, fé nonché i pofticci di
iiui a ^ale effetto adunata, la qual cofa lì può ftr con poca fpefa.
rafoiìl uorrei chefoffero come gli ordinari) della altezza di xx. piedi dal fondo alla cima; però mettendo alli
la ftrada coperta come à gli ordinarij.Qu^i per quefta motlra dell'opera fi può beniflìmo confidcrar il tutto tan
fattura perii pro{ìli_,che fi ueggono, quanto della forza e modo che di effe opere per auanti lungamente
GIROLAMOMAGGI.
VESTA forte di muraglia dalla fcarpa riuolta,fi che non ui fi polfino appiccarele palle delle artiglierie, fu ^ià
penfatada Alberto Durerò, come fi uede nella fua opera di fortificatione già molti anni fono ftampata in
Latino da ChnftianoVuechelo in Francia.qual forte di muraglia benché fia aifai ficura dalle batterie,è nondi
meno molto pericolofa ne gli affliti difcale,baIlando al nemico hauere fcalechefolamenteaggiunghino fi-
liera dell'altezza, alla quale ancora facilmente può arriuare la fafcinata : e potendofi correre per quella fcarpa, e
l'offefe de'difenlori . Pur doue fiano e'folfi molto larghi,e cupi,io non la biafimo . Il modo del fare la colm.atu
>a predetta, tenuto dal Durerò, e migliore e dimanco fpefa che quefto del Caftriotto,perche egli uuole, che
lib alla fuperficie pietre lunghe con le teftc in giù,e che fi uenghi à fare un'opra,che fia fi come quefta fcarpa fuf-
iro fatto delle dette pietre quadrate, che giacefte fui terrapieno tagliato à fcarpa, e fulfe foftenuto fotto da una
le habbia per fpalla il rimanente della muraglia, che uà à piombo .
P 1
Libro Secondo.
TP
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uouo modo da fortificare un rettangolo col fargli le cortine finuo-
fe,&à foggia di luna, fcnza BalIuarcIi,màcon le Piatteforme rouerfcinmezo,cconlÌ Cauallieri à gli
angoli. Cap. xvii.
A circonfcrentia di quefta pianta di fette angoli, farà in tutto canne Lx. infiemecon la porta, eia fac-
cia d'effa porta farà canne x. e le fue guanceììmilmente canne v. i Cauallieri faranno di quella mifura
che piacerà all'ifteffo fabricatore . *
E tal modo è molto ficuro,e ben difpofto à far affai buoni effetti, percioche qui fi può tenere per di-
fefa ogni forte di pezzi, e le palle loro (come fi uede) anderanno rotolando per quelle circonferende
togliendo uia tutti gli impedimenti che ui fi accoftaffero per fare offefa . In oltre i Cauallieri porti nel
• fronti, faranno difefa, e leueranno l'animo al nemico di tagliare quelle punte,che altra offefa non ueg^^o che qui fi
I offa fare, e tal opera potrebbe uenire à propofito in qualche fito,ò per caufa de"fìumi,ò di fpiaggiajò di ualle ò di qua
l 'inque altra cofa che apprefentaflc la natura, efarebbe allegra dentro e fuori.
f. I R O L A M O
yt/ A G G I .
Della Fortif , delle Città |
ONDI M F.Ko fi può opporre àquefta forma di fortificarione,oItralafouerchia acutezza de gli angoli
gnuTicnto del fito, & il non poter dirittamente ftrifciai-e le cortine con Tartiglieria ; auucnghi che le Pi
Hanno rotolando giuftamentc dietro alla curuità e piegamento di quelle, ma percotendo in una part
zanodihmo molto lontano dal li.cgo pcrco/To, difcoftandofl dallamuraglindondenon tanno l'effe •
Jiombardjcro dcfiderato. E come che quefta fia ragione gagliarda, tuttauia è molto^iù potente quella del ri •
mento del fito, auuenghi che doue farà gittato in terra il parapetto, non ui farà fpatio da farui nuouo riparo la e,
ia quando non fi può tare, la fortificatione non cmoltoda gli Architetti, &Ingegnicri approuata. Perii cheic,
per cofi certiliima, che fia ,1 meglio fare le fronti di quefti Balluardi ( fé Balluardi fi debbono chiamare) diritte,
che dalle Piatteformerouerfciefiano meglio difefe,e l'opera habbia più fpatio dentro.E quando qucfto fi faccia]
che fimil forte di fomficatione fia niolto gagliarda, non folo per cagione de'molti fiancheggiamenti, ma etiand,
ccauallicri,qualilc fi accommoderanno talmente, chequella parte, che potrà effere fcoperta dal nemico ,
ftita di trincea o ad un bilogno facilmente fi poffa con opra di tcrragliofafciare,accioche le pietre battuteci
Iiglicna,nonolicndinoe^if(pnfori,iltutrp/ìaràbcnifrimo, o , t
Secondo.
Pianta 5c alzato d'una
Città fortificata con cortine oblique e
con Piattcforme, e Balluardi tondi . '
C A P. X V I n.
lAC. CASTRIOTTO.
ER qualche efpericntiaue-
duta,ho pcfato che i corpi cir
colati uniti alinea retta fiano
flati lafciati per non trouar/ì
modo che à baftanza gli pofla difende
re i onde confiderando io la lor fortez-
za , e quanto farebbe cofa utile il tor-
narli in ufo, houoluto porre qui una
pianta , la quale ha la medefima fecon
da difefa che ha la pianta ottogona . E
deuefi fare con queft' ordine e'mifura
che da ogni cortina del Balluardo alL
Piattaforma fia cane 6o.e co quella mi-
fura fi ha da pigliare tutto il relT:o,eccet
to chele ftrade delle cannoniere de'go
mitije quali farano uicine pie.so.c qu
fte arriuerano alle canoniere da baffo
Qucfto diritto ha da e Ter fatto ne] modo che nioAra il proiì'c^ e la prcfcntc %ura. il o^udc cficnio fa-
brjcaio di buona ccmpclìtionc, farà molto gr.gliaido,e nò haqcra brutta prclcntia.c dcuci: aLiucr[iic,LÌ:c'
ueCttPiattcibrmc hanno da cflcr fatte della mcdefiinaniilurachc fono i BaiiuaRliin alte.:za, co loio
aneli dabaifo diiinipcttoàqudicfìradeic lotto buoneuoltc, a quali fi hadalaflàre uno aperto dalia
bocca della cannoniera dietro, di larghezza una canna,per la cflalationc del fumo . di Ibpra hanno daicr-
uirclc piazze come quelle d c'Ballu ardi. A.fuco dei BJ.u.deUa i'iituior.
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CIFOLAMO MAG
La foimacircclarenc'fiachi, eBàl
J.uaivi,è }' aciuta non folo a Vitruuio,
ùLcon Batti (ta Alberti, & ad altri Ar
chirerri, ma ancora ad Alberto Dure-
io.pci ],i. molta fortezza che da quefta
nafcf.!;ac, .aie pare tanto più degna d'
t fi QQ 2 pp rp u a ta, q u a n to i. h e lì u ed e ,
Ja nauira nei! opre lue leruirfene,auué
^h; cLc i ocdah, erami de gli arbori, et
i nìC. ride gli animali fon formati in
. tomo .i.dih? Anliotele nel probi. 9,
., <i<.i|a,pi.'rtc;'i6. rende la ragione) non-
filine ;u. come habbiamo detto un'al-
tra lu ;c.., perche le lince de' tiri che
.uengoiio da'nanchi, nò ihifciano tut
^oili).illuardo,io non lodo quefta for
, ina,lenó che per Piatteformc che li fac
-cinodétro a cortine oblique,ù per Bai
luardi di fortezze che fi faccino in ac-
^qua, per la ragione altre uoke detta .
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Libro fecondo
6i
Fortihcatione d' un recinto
quadrojcchepoflarefiftercad ogni gran batteria,
cori quattro Balluardi da gaglia'-di orecchioni , e
coiidue cauallieriperuno. Gap. xix.
lACOMO CASTRIOTTO,
ONslDERANDO lo, chc l'ope'-' niodernc con gll.ango
li retti per la lor pocamatcria polTono lar poca refiftcnza,
e parimente confìderato ad una forza reale,che col turo-
redi grolTo numero di canoni,eguaftatori può nocereaf
fai, occorre per fortificare un luogo,far maggior prouifio
ne che la ordinaria;per ciò ho fatto qucfca piata co quefti
orecchioni ò uero mufoni, e due Cauallieri per banda . La fattura della
quale,uoglio che fìa fecódo le ordinarie,che ho detto, e raoftro da princi,
pio,efegnatofoi:tolalctteraC,macheui fia aggiunto di groffezza ne
fondi per infin.o àleio. eie, 12. e le 20. canne, fé tanta forza il fabricatore
haueffe.la qual fon certo che refifterebbe alla forza delle artigUerie . Ma
èd'auuertire chela lunghezza da'fianchi alle punte de'Balluardi, non
ecceda la fomma di canne, 150. come per auanti ho detto ; e quefto è che
hauendofi à difendere l'un l'altro, i pezzi polTino arriuare àfare il loro ef-
fetto . E per che in cofi poco luogo è difficile moftrare le mlfurc,hò fatto
tal pianta, e fua poca figura , fenza alcunaregola di mifura, ri.nettendO'
mi à quello, che di ciò ho detto in altri luoghi ,
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Della Forti£ delle Città
Forrificatione fimile alla prece-
dcnre,ma co'BalIuardi da due facce, e eoa la Pia^
taformarouerfa. Cap. xx.
lACOMO CASTRIOTTO.
/tSTA pianta è nel medcfimo quadro con le
linee recce, eccetto che i Balluardi, come (ì ue-
le^fono di due facce, qual ho fatto per occa-
sione dello acuto,& incambio de'Cauallieri,ho
I fatto quefta Piattaforma rouerfa,e tolto i fuoi fianchi da
baffo, i quali faranno molto più utili, e ficuri, che quelli
de'Cauallieri. la fattura della quale farà, come qui adie-
tro ho detto, eccetto che per la groffezza del parapetto
crefcerà dietro alcuni piedi per U rondo .
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Libro Secondo .
6i
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Come fi polTono utilmente fare e'BalIuardi dal
la piazza di fopra largha, e con la uia che ricfca da una e l'altra piazza da
baflb ; col rimedio da far nafcerc in un tratto il foiTo fra'l Bal-
luardo d'angolo del recinto della Città.
C A P. XXI.
lACOMO CASTRIOTTO.
^^ , che
VESTA pianta e figura uoglio che fia fatta in tal manicr
nella uia, e piazza da baffo ui fìano fatti pilaflri, incominciandoli
apprcffo alle cannoniere circa quindici ò uenti piedi, che tale aper
to farà affai per la effalatione del fumo .
Poi fopra tali pilaflri ui fìano pofte buone uolte con le loro cro-
ciere; le quali caufcranno buoni effetti, l'uno che s'accrefceràla
piazza delBalIuardo dalla banda di fopra; l'altro che ui fi potranno tener molti
pezzialcoperto, con akriinflrumenti cmunitioni da guerra, le quali uoltc- per
«ffere in luogo fi curò, ui ftaranno benifTìmo, fendo che doue non e queftà proui-
lìone, ho uedutoilpiu dc'pezzialdifcoperto , iqualiper non potere per l'impeto
de'uenti tener fopra matelletti,e qual per l'una occai'ìone,& qual per l'alira ftando
jsì fereno,& alla pioggia,e' loto legnami, e ferraméti s'immarcifcono,tal che al bil'o
gno dell'operargli, fi rompono le ruote ronde fi refta impedito con grandiiTimo
danno e pericolo. L'occhio ndla figura,et il compaffo nella pianta ui modreraii-
jio à pieno la fattura di quefl'opera.
GIROLAMO MAGGI.
I ueggonoBalluardi di quefla forte ad alcune Città diTofcana,'5r uno n'è
bellifftmo in Padoua alla porta Liuiana, qual fi fabricaual'annoi55o. di
Cui il difegno fu dato da M. MichefSan Michele Veronefe . Quale ha an-
che queflo di bello, che la uia uà da una à l'altra piazza da bailo, parten-
dofì da gli angoli de'fìanchi dal lato di dctro.qual uia oltra la commodità d'anda
re da una à l'altra piazza,può anche feruire per contramina .
S 1 debbe in oltre fapere, che àfimiliBalluardi,fì può fare una fòrte di fcampo,
pere'cafì di ncceffità, che farà utiliflima, la quale in parte fi uedcne'miei libri de
gli Ingegni militari, ha già più d'uno anno da me mandati allo Illuflriirmio & Ec-
ccllentiìiìmo Signor Duca di Seffa^e non ancora dati alle flampe ; & è ftata anche
penfata dal ualorofo Capitano Alphonfo Romano mio amico, fenza che egli fa-
peffecofaalcuna della mia inuentione. Voglio adunque cheà'pilaftrichc foften-
gono la uolta, quale fa laflrada da una à l'altra piazza da baffo del Balluardo
(alcuni di quefiipilaflri gli ho fegnati con la lettera B.) fi mettino ball di pietra al
quantofcauate dentro, fi chene'uacui poflli capire buona quantità di poluere :à'
quali pilaflri dal lato di fopra fi lafci ad ogni uno,un foro da poterui al bilbgao far
andare la poluere d'artiglieria dentro à'uacui, con difegno, che quando per forte
il Balluardo perda e'fuoi fianchi, & i parapetti, e che conucnga à forza abbando-
narlo, fi poffinoin un tratto caricareque'uacui, e fornelli de'pilaftri, e fi ritiri l'ar-
tiglieria delle piazze di fopra dentro da luoghi DD. efì dia in un tratto fuoco, do
de la uolta uada in rouina, e fi uenga fubitò à fare un foffo, per il quale fi ueti al ne
mico la flrada da paffare nella Città. Nei luogo E E. òquiui alquanto uicino fi pò
tra fare un Caualliero di terra, che ferua per battere la campagna, «Se ancora per ri
fruflare tutta la piazza del Balluardo per cacciarne il nemico .
/
Della Forti£ delle Città
Libro Secondo.
<?/
Fortificationeutilifsima per un luogo
di cinque angoli, facendo le cortine co'rifaltijò denti, con ,
nuoua forte di muraglia e di foflì. Gap. xxii.
lAC CASTR.
.VESTO pentagono intendo fia fatto fecondo che moflra
la lettera F. e tengo che fia di molta refiftentia, come à
pieno ho detto un'altra uolra. E per efìfer quafi di li-
^j^iS^ nea retta , gli ho aggiunto per maggior fortezza due fian-
chi per ciafcuna banda, i quali faranno nominati denti . e per eife-
re opera di non piccola importanza, intuendo che ui s'aggiunga per
maggior fortezza, oitra l'ordine già detto, piedi otto di fcarpa, che
elTa Icarpa farà in tutto piedi ucnti;c piedi u enti farà la fua altezza.
A^iunqueperfare il parapetto s'aggiugrferanno piedi cinquealla
lunghezza dc'contraforti.e piedi cinque per la bancha^come à'pro-
fili qui auanti fi comprcnderà-beniilìmo .
Quefto diritto molerà il modo come debbecffcr fabricatal'ope-
ri,qualeè fortisfima,fuperba edibella prefentia. Ifuoi contra-
fo!fi,dctti da altri cótrafcarpe,debbono efferc fabricati fecódo l'or
dinario,chec di piedi xx. il foffo ha da efferc in larghezza dalla co
t/afcarpa alla muraglia canne y.cqucfto fi ha da far cócauo nel me
zo^ perche eflcndo la liia muraglia di poca altezza, e la fcarpa affai
l\*
Libro
Secondo.
comoda al falirc,farà quefto effetto che terrà lontano da efTì
muraglia il nemico,e pur quando alcuno ui entraflfe dentro,
farà sforzato andarfcne al fondo,e quiui Ilare con grandiflì-
rao finiftro e pericolo delia uita , e coloro che ui fcenderan-
nOjftando tutti à forza per una linea , faranno più facilmen-
te daU'artiglieria offefi . GIROL. MAGGI.
N e o R A hauerà queft' altra utilità, chegittandoft
fuochi artifitiati dalla muraglia fopra e'nemici,che
faranno fcefi in tal foffo,correrano à dolTo à quelli,
e non potranno eflere sfuggiti . e tal forte di fofìfa
fu ancora da me penfata,e già molti anni fono moftrata alla
felicifllma memoria del Duca di Ferrara. Quelle cortine co
rifalti in dentro,ordinò anche il Peloro da Siena , che fi do-
uefler fare à Milano, quando fi trattaua di fortificarlo. Le
fpalle^che cuoprono le cannoniere de'denti,ò rifalti,fi faran
no groffe alla reale, auuenghi che quando due di quefte fii
no abbattute (come per effempio fé fuffero rouinate le fpal-
le G H.)il nemico ficuraméte potria Ilare fotto alle cortine ,
cioè fotto la parte , K. e la parte , L.
Modo d'una gagliarda for-
tificarionc fu la forma a uafi del forte di Santo
Antonio, furo alla Mirandola. Figura della
olfefa che può cflcr fatta alle fortifìcatio-
ni dalle cortine diritte e dalle obli-
c|ue. Gap. xx i i i.
lACOMO CASTRIOTTO.
N unnnedefimoc]uadroè qucftapia
ta;ma ritirata co le fue linee oblique
quali come furono quelle del forte
di Santo Antonio fatto giàfotto la
Mirando a E Iccondoil mi.oparere,facendó-
lì un'opera di tal forte co quella difegnata^ro
fczza di Balluar.e li apprelìb quelle delle corti
ne, certo lì potria nominarla opra rcfiilibile
?d ogni impeto.
Libro Secondo.
6s
Ho fatto qucflauifta, acciò che'I foldato in-.-anofo ueoa-, !■„„-, . v i
quanto da principio ho detto coniìderi bcn?W .hh?^ '. ^""^ ''P"''"' erammcntatofi
ta ^t ureparabiie fcnza alcun i^medio iXa b^t "rTm^ f ^^ "^' °'^^'"'"' '-"^^' ^^^""^'-^ ' ^'^^^ P^^^'l"-
telcfueruincadooniloco ftando r/olutL che ^ o^^^^
daunabanda, e batterla tu'tra!'"^ ^^'^'-^ "°^^^"^^«^^ o^^^-nJcrc-ta mederò cominciare
TOH fipoffono battcre/e prima non fileua™ ■■ t-rra^li .
g-<i.c, ,, ,„a!ifitot!;Zi ,nr,i? uT„T f
->.ef„„„/òS„^'rar^-^=no-à^^^^
ò duna carica rIi^P/T;c.u >- '^ ^""P^^^^^arme
iorofia„cha.ojn„ e<,uiui.aèranr«c:n,n, ;"™'
GIROLAMO MAGGI
diii:euommodo,clKnonrer,,in„„.," r 5 "'""'''Sli«mon-
no„ da„„o . Arg„/com. " Z K/"*;™' *?'= '= «""'^ >)™li io
R
ti
Della foitincatione d'uno ottangolo
co'Balluardi da gli orecchioni . Della fofTa Brea, e di che utili-
tà ella fia. Gap. XXV.
lACCASTR,
N moki luoghi del Regno di Francia ui fono ancora in ter
mine in alcune fortezze certe fofle Bree,quali m'hanno da
to occafìone di péfarpurein quanto fi può al rimedio (fa
bric5do)(ì una fortezza) córra le impetuofe batterie. Per il
che ho fatto quefìo ottagolo,con le linee rette:& ancora ch'io u'hab
biaiBalluardi co'mufoni , computato il fianco circa à'cento piedi,
ui ho fatto di più una tal fofTa Brea, la quale uiene (acciò s'inten-
da) ad eflcr così, fi farà una muraglia difco fio da'Balluardi, e dalle
ortine circa dieci o dodici piedi, la qualfarà tre piedi di groffez-
za & andarà in alto circa dieci ò dodici piedi, e tanto più alta e lar-
ga,quanto che l'huomo potrà confìderare,che effendo battuta la fu
pcrhcic della muraglia,lc ruuine del muro battuto habbiano à rima
ner tutte dentro à tal muro,cioè nello fpatio,che rimarrà tra quello
eia muraglia, quale fi chiama folfa Brea: che cofi farà neceffario,ue
nendofi all'aflàitOjfempre di operarui leale, ò uero conuerrà che fi
faccia nuoua batteria,e per fare ciò,ui andrà per il nemico tépo e fpe
fa gràdiflìma,auuenghi che bifognerà che s'auuicini per trincee per
in fino ài'orlo del folib,come qui guardado fi può confiderare il tut
Xo. Con la lettera B. in molte parti fi moflra il muro della foffa Brea.
^^
fi'A
^■^
Libro Secondo.
j .Libro Secondo.
Di quattro moftrc di fianchi di Balluardi . Gap . X X V I .
lACOMO CASTRIOTTO.
-f,« da baffo dircopcrti,comc fono quafi o,-d,navam«e '"f '1";^;' "'\''° ,., i, ,;,., i due terd d'cffa pmzx,
;raSunto uno pHaft™ nel „,c.o,fopra ,1 quale uog.o ^^ll'^^^^ZlltT^tTnono Lo co una foffa Brea al.'in.or
;a..con,e'a.fuo!uosofiued.a ar e ,g,.„^
fa ilecoai pezzi Ulti aiiUL^.i»"" —---'1 ,_ . , T T ^.nirauimoltrail moao, cut 11 i'uv7 -"- per tene
u .-ome al fuo luogo li uedrà , faràferu.g.o §';"''■.■-» ^^1^""," e per dift.nguere quello ehe intieramente m ef-
\rt-o ficuro che irnpoir.bile ftrcbbe che mai ,1 ncm colo ?«'•";["' J 1 f J ^^me la tua pianta moftra ,aUar-
: tnpoffònefo Lftrare dicod,e uog.^ c^^^^^^
■ l-, fua ueduta al A. al B. & al C. k-condo che lau.a 'uUgn'-" ^^^ , .j,,joio,riducendolo in niente pei 11
',ìio Te à diece piediiii lia fatto la fuacaniioniera,& atal »'k";^ "X ' i fi, fatto l'altro fianco ordinario con le fu=
;: a iSo on a a^ ótondità : Se all'altezza poi di d-'otto pied^u^l o che ui fia f tto 1 ^^^^ ^^^ ^.^^^^ ^^^^^^
'anioniere quali habbiano à battere la ""="/"'?"' "^'^jfaifend eh fenzatal p\onifione del fecondo fianco io
;nierafo." taWetta pròu.fione, s'ingannano digroffo ,
J^^iia Forni deJle Gì
Libro Secondo. 69
De fianchi de'BalIuardi, ecomefi debbono in efsi accommodare
le cannoniere, e di che mifura quelle far fi debbono. Cap. xxvii.
I A C O M O C A S T R I O T T O.
I è parfo porre qui quefti piani dc'fianchi,con le cannoniere loro, pofte tutte alle loro altezze, per caufa
che habbiano ad efTere fianchi co efFetto,& apprcfso ui fi trouino le lor milure tato in bocca quanto in gola;
& in petto ;oue fi uedrà parte delle fatture, che conucngono in tali opere, tanto dalla parte di fuori, co-
me di dentro delle muraglie; douc per manco/aftidio,oltre à quel che fi potrà uedcre co'l compalTojl'Abaco
moftreràanchora.
Della Fortif. delle Città
' lo ' ^ ' lo ' X.
3- lo
Libro Secondo . 70
Delle cannoniere.fe gli antichi l'ufauano 5 chi in
fcgnafTc àgli Italiani à far buone cannoniere, e quale debbe cfTere la forma
delle cannoniere, accioche nello fparare delia artiglieria, le fpalle di
quelle non fi rouinino. Gap. xxviii.
GIROLAMO MAGGI.
ASCIÒ fcritto il Sccretario Fiorentino,che inanzi che'l Rè Carlo di
Francia l'anno 1494. paflafTe inltalia, le cannoniere chianìate in
que'tcmpi balcftriere, bombardiere, e feritoie, fi faccuano con pò
ca aperta di fuori, e di dentro con affai . Dalla qual cofa ne nafce-
ua quefto inconucniente, ch'elleno facilmente s'apriuano nello
Iparar dell'artiglieria. Di più che i Francefi infegnarono à gli Italia
ni à fare le cannoniere larghe dalla parte di dentro, e che fi riftringhino fino al
mezo del muro, e di poi di nuouoàpocoà poco s'allarghino fino alla corteccia
delniuro.il che da cagione.che co ditìcultà poffono cfler toltele difefe,c nello fpa.
rar deHartiglieria, le fpalle delle cannoniere inancopatifconooffefadalnato,e
tuono di quella . Pare che l'ufo delle cannoniere anticamente molto non fufl'c co-
nofciuto, imperoche quando fi dc{criue,ch'c'difenfori delle muraglie erano of-
fefi, òlcuati dalle difefe, fi fa mcntionc dc'mcrli e non delle feritoie, come fi può
ned ere per le parole di Quadrigario recitate da Aulo GcUio. Mi confermo in quc
Ita upinione per quello che dice Liuio effer fì:ato fatto da Archimede alla mura-
glia di Siracofa, A'ruItimo(diceLiuioparlando d'Archimede) accioche i fuoi
lenza efler feriti, poteifcr tirare a nemici, forò la muraglia da imo à fommo co bu-
che quafi d'un gomito l'una ; per le quai buche una parte con le frcccie, e l'altra co
piccole baleftre di nafcoftq fai utauanoe'nemici.Finqui Liuio. Il prouedimétoan
Cora, che infegna Vegetio perfare che e'difenfori della muraglia non fiano da'ne-
jnici offefi, moftra fimiimcnte che non s'ufaffcro le feritoie.
Si faranno le cannoniere ( come habbiamo detto un'altra uolta) nel pendio de'
loro parapetti à fcalini, e con rifalti nelle fpalle, acciò non fiano imboccatci e que
fio doue elleno faranno efpoftp al pericolo dell'artiglierie grolTe ò minute, ben-
ché gli orecchioni àquefto affai giouino .
lACOMO CASTRIOTTO.
TlO ueduto molte uolte queflc cannoniere in una grolTezza di uentìquattro plc-
■^ ^di,cheeirendoÌagolancl mezzo della groirezza,nellofparar che ui fanno l'ar
tiglieriejla forza della poluere,<Sc il trcmor di effcfanno il tutto rifentire,e crcpare,
ancorché l'aperto fia di cinque piedi come hauete intefo : per che ho fitto quefte
della forte che fi ueggono,dimoftrate per la lettera C. à caufa che la bocca del pez
zo efca tutta fuori di tal gola, che fìando in tal maniera, la muraglia mai non fi
romperà ne intronerà,auuenghi che'l fiato & impeto efca di quella ftrectezza,e tro
*ji fempre maggior larghezza, e mafllmamente, che alle bocche di talforte di can-
noniere, fi può dar quel più d'aperto, da x. piedi in su, che fi coftuma , che'l fabri-
catore uorrà , effcndo tal gola tanto uicina al fuo petto, che ufcendo fuori il detto
pezzo, può effere aggirato tanto quanto farà tal bocca, che in l'altre cannoniere
quanto più tal pezzi fono aggirati, tanto maggiormente fi noce alle fuc muraglie
intali goie^ come di fopra ho detto .
S 2
Cannoniere fecon-
do U inuétiene dfi'
Franccft.
Geìlio nel lib. ^,
capitolo I.
Liuio nel tib.^. del
la Deca ^,
yevetio nelcap.6,
ddltb.^.
Della Fortif, delle Città
Libro Secondo.
Della Foitif delle Città
Delle Contramine, e miiurecli quelle, e della uia che s'hà da tenere
{'Ciconofccrf quando il nciiiico cauando, ucnga (octo à'fondaraenri (.iella muraglia. Gap. x xìx.
' I A C (.) M O C A S T K I O T T O.
ui'L.i.-:-'
-, nchf da principio fi fÌA ragionato, che tutti i corpi dc'J3alluardi,CaualIicri ,cPiattcformc,che{ì fondtio
in luoghi afciutri, non debbono cHicr farti fenza contramincja importanza delle quali àqucftinoftritcmic
nota à tutti ;&: ancora che elleno fi fimo moftrc nelle piante, e profili ; non ho uoluto mancare per lalor tai
de importanza porre qui quefte moitrc ; nelle quali fi congicccurerà il lor luogo,le lorlarghezzc, & altezzcha
iiendo io già detto , che elleno debbono clTcr fatte, nel Fondo delle muraglie al piano della fbfTa; e rcplicar||fc
lelor larghezze faranno di cinque piedi, & tanto in altezza: però uedcndo qui queftamoftra dalla band»
lentro dalla muraglia, tale opera fi confiderera benilfimo .
Poi qui di fotto fi comprenderà turra J opera, uedcndola dalla banda di fuori delle muraglie, la quale ho compartii
re partite , per fare una lifb dell'opera compita , certificando cialcheduno che tutti i corpi, che faranno fatti con tal re;
ara ditficil cola che fiano oftefi da mine , fc chi harà cura di cffi corpi, iiferà quella di!!i^enza,che deuerà in tal cafo.La fu
a farà quefl.i, di andare per la contramina, fiicendo cauare fofic^ò pozzi l'uno ben uicino deiraltro,coniequi l'occhio ui:
[■ra.-tenen lo qucfla regola, fatto l'uno, per cauar l'altro, riempir il primo, poi, il fecondo, & il terzo, di mano, in mano: c(
inali forza fera che s'incontri il nemica, & non lo incontrando, per non eifercanchora arriuato al luogo, quando chcp<
ini, e uoglia poffare, troyando quella terra mofia,pcroccafioneddlc folle fatte, diiii ci 1 colagli fera poter puntellar ma
Libro Secondo •
«che tal terra niofla, col calla
l.floj chi hauerìì li carico di
I are il luogo,non ne dia indi
.quale attederà à tutte l'ho-
[ilumi,efopratauolepoftefu
flc dali'un lodo all'altro, farà
jgiar foldatiperefla contra-
jOuecon buona auuertenza
lio nella terra moftrerà fem-
s'I nemico faràfotto lacaua,
tal ordine s'aflìcureràla mu-
a centra le mine. B B B.La có-
ina. t- La cortina. A A. Colmo
leonina.
GIROLAMO
MAGGI.
Tslelcap.z.diCio
fuè.
Liuto nel Ub. i .del
la Deca, i .
L. In muris . ff.
"h^e quid in loco pu
hlico .
C- De Operibus
pub. /. 1 3 .
L. uhttm.jf. 7^
quid in loco pub-
L. Turres . C. de
Operib. pub.
Alberto Durerò
nel Ub. della Eiific.
eFortif.delieCit-
tà,e Forte^^j^ .
Della Fortif! delle Città
Della fortificatione d'una Città antica ..
e A r. XXX .
E fortifìcationi femprc fono fìatc fatte di maniera, che elleno po"
tefler refiftere alle oifefc, che alle muraglie fare iì foleuano. La-
onde è inrerucnuto, chele fabriche, quali in una età fono fiate
ftimatc forti (lìme,eficuriflìmc, neiraltra,che è ucnuta dopo,fia-
noriufcite deboli ,e di pocaò neffuna Scurezza. Il che lì ucde
hoggi in alcune Città fortificate al tempo de'noftri aui (per non
parlare delle fortifìcationi più antiche) quali già erano fìimatefortiffimej e do-
po la perfetta arte delle artiglierie,e de'modi d'efpugnare le fortezze, fi ueggono
eflere tali, che folocontra battaglia di mano promettono faluezza. Equcftopr»
cede non folo dalle muraglie fottili, fenz a terrapieni,contraforti,Balluardi, cfen
za larghi, e profondi folTi ; ma ancora da gli edifitij priuati,quali fono troppo uici
ni alla muraglia, «Se in alcuni luoghi ancora fono in parte fondati fopra torrioni,
è parapetti di quella . La qual cattiua confuetudine fu antichilfima, e s'introduf-
fe nelle terre molto popolate,non per altra cagione, che per careftia di fito.Percici
che coloro, che habitauano preffo alle mura, per allargarfi , fcmpre con gli edifi-
tij loro à quelle fi auuicinauanoje coloro che erano molto uicini , gittauano dalle
loro cafe, al muro publico archi, e con portici copriuano il pomerio;© ucro cerca-
uano di fcruirfi delle torri fatte per fiancheggiare la muraglia . E quefto fi ueniua
à fare ne'tempi di pace, nc'quali poco fi fuol penfare à'bifogni che uengono nelle
guerre . Si legge nella facra fcrittura,che in lerico Città, la cafa di Rahab nieretri-,
ce era attaccata alla muraglia, donde ella potè fpendolar fuori di tal Città , dal-
la fua fineftra i due efploratori, che ui haueua mandato Giofuè .Teflifica ancora
Tito Liuio,doue egli parla del pomerio, che'luolgo al fuo tempo coftumauadi
congiugnere gli edifitij priuati alle mura delle Città. Donde fu per legge prohi-
bito, che non s'edificaffe fu quelle mura . Benché gli Imperadori Romani dopo
prouedcficro, che gli edifitij , che fono congiunti alle mura, ò uero ad altre ope-
re publiche, fé da quelli fi fuffe potuto temere pericolo d'incédio,ò d'infidie,ò uè
ro gli fpatij delle piazze fi ueniflero à riftrignere, fi douefl'ero rouinare, e gittare
à terra . e ii legga ne'Digeflii, chele mura,e le porte non fi poifono habitare fenza
la licentia dello Imperadore. e manifeftamente fi uegga, che gli Imperadori Ho
norio,e Thcodofio concefiero per ufo d'alcuni priuati,le torri di certe muraglie d*
una Città nuouamentcfatte,non per altra cagione,fe non che per eflere tali torri,
e muraglie fabricate nel terreno di quei priuati .
Le Città adunque, che hanno gli edifitij priuati congiunti alla muraglia, òà,
quella troppo uicini, fono debolilfime, prima perche fono molto fottopofle al pe
ricolo de'traditori ; di poi perche non fi può tenire ne maneggiare d'intorno alla.
Città artiglieria, e giufto numero di difenfori : oltra che, effendo dal nemico bat
tuti quelli edifitij priuati con le ruuine riempiono il folfo, e con le pietre battu-
te, che qua, eia uolano,offendono grandemente e'difenfori. Però fa meflierodi
prouedere alla ficurezza di fimili Città,e d'ouuiare à fi grandi inconuenienti.
Sogliono alcuni Architetti & Ingegnieri, che ciò far cercano, fenza punto ha-
ucr riguardo alle cofefacre, 5c al danno de'cittadini, mandare in terra tutti gli e-
<3ifitii uicini alla muraglia, & in uece di fortificatione, partorire una rouina trop-
po crudele; di forte che tal uolta in una terra picciola fi uieneàguaftar quafila
rn età delle cafe.
Alberto Durerò per fortificare le Città antiche, non uuole che in modo alcu-
no fi rouinino edifitii , ma che la fortificatione fi faccia di fuori . Dice adunque,
che
i
1)4
Libro Secondo. 73
che tutto II fofTo della Città,ò da quelhparte douela Città ha bifogno d'efler for
tifìcata,fi debbe circondare co un'akro tbffo.cheiìalótano dal fofTo uecchio piedi
700. e fia cupo piedi So, & in fondolai^o 150. e ciò fe'l luogo e'I fito lo fopporterà.
E uuole che tutto il terreno che fi cauerà,fi ammontoni per argine uicino al detto
foflb uecchio. Do pò, che dalfondo del foìTo s'alzi un muro,ncl fondamento grof-
ibpàeij^o. &àfoinino tredcci, quale dal Jaio di dentro fia fatto à piombo, e di
fuori àfcarpa. E -così le pietra nella parte di fiaori di tal muro fiano di maniera
accommodate, che quello polio ne'quadrati degliangoli,fliain un certo modo
chinatorpercioche così fi uerraàdartanta fortezza alla muraglia, chela farà bafte
«ole a foilen-ereoftinatamentc, e gagliardamente il pcfo d el terretio,che fé le ag-
greueràdifopra.L' altezza di quello muro, uuole che fialterminata nell'orlo dei
foiTojecheTten-eno canato del fofib, faccia terrapieno, cfcneportianchc ionta-
110 dal eletto muro inucrfo il foifo uecchio .
E p\;r finirla con poche parole, uuole ch-c dapoi dalla foramitàdel muro, quale
.dal fodo<iclfofib farà alzato, fi tiriuna corda fu per il terrapieno, e fi uengaà fare
com'è ima pia§gia,ò dolcefalita, che ferua per colmatura ò rondo dcUa murag-lia,
alla quale fi faccia una ò due <:rofte,ò camifcie di pietre quadrate ben congiunte,
e corameffe infiemc con le tefte uoltc in giracelo meglio rdìllino all'ingiuria del
le artiglierie, e che tale incroflamento fia più alto del piano del terrapieno folo
piedi 4. acciò nonimpedifca illibero ufo dell'artigherie. Dopo, nel fondo del f.
fofTo, uicino alle radici di quello muro & argine,& in moltiluoghi del foflfo uuo-
le che fi faccino le cafe matte,lontane una dall'altra piedi loo.quali non fiano mol
to alte,e di fopra fi coprino,e che fi faccino uic fecrete d'andare in quelle cafe mat
te , le quali egli Hi ma eh e lì ano non folo utili,mane<;effiiric centra e'nemici,quali
alle uolte fcendono ne'fbfll, e danno i'affalto con le fcale.
Quella forte di fortificarioneà me in uero molto non fodisfa, auuenghi che le Fortificatime del
cafe matte, quando il nemico facci una grofla fafcinata, faranno al tutto inutili, e ■O'"'"'' nprouata,
la muraglia non hauerà fianchi, chela difendino,=e cofi fottoàquella potranno
Ilare e'nemiciìcnza alcun fofpettod'effer feriti per fianco. Oltra che,<juando la
fafcinatafarà crefciutafino àfommo l'orlo del folTo, fenza hauer fatto batteria , fi
potià liberamente palTax dentrOj correndo fu per la pretata corteccia di muraglia,
fatta di pietre quadrate.
Però io ftimo, che à fimili fortìficationi fi debbono fare e'Balluardi & i caualllc
ri ordinarii. E doue il terreno non farà fciolto ne greue, che à'Balluardi lì debbc
fare il muro con contraforti non molto groffo ; e che fia utile alzare e' cauallieri
di terra ben calcata, & in molti luoghi tramezzata di fi:ipa; e fare le calè matte nel
folfo ( fé la poflìbilità di chi farà fabricare , lo comporti ) con l'ordine da noi al-
tre uolte detto . Ma chi uorrà fuggire la molta fpefa dc'BaUuardi, potrà,quando il
(ito non lo ueti, ridure tuttala forma della fortificatione pur di fuori della Città,
limile à quella , che fi uede difegnata di fopra nel capitolo 17. ma non già con pie-
gamenti delle mura, che ha quella . facendo nondimeno e'cauallieri di terra ad
ogni angolo, che fono di poca fpefa, e fimile fortificatione faràfortiifima. Se la
muraglia della Città s'hauerààtbitificareloloin uno,ò due luoghi, la forma del
la fortificatione fi farà con le cortine ripiegate in dentro, 8c à forbice(benche fimi
li cortine mi piacciono in tutti quei fiti, a'quali non fiamo collretti obcdire, come
interuiene bcnefpdlo in colline, (opra fcogli. Se in montagne) perche qucfte da
fé ilefle fi fiancheggiano, e folo con gran difuan raggio dei nemico fi poflbn bat-
tere & aiTaltare . Doue faranno due ordinidi muraglia, se'l primo muro farà uici-
no affai al facondo, fi faranno in mezo e'contraforii, e con terreno fi riempirà il
tutto ; e di fopra nel colmo, ò rondo fi tirerà una corteccia di matoni à tre doppii ,
ò à due^ò di pietra morta, ò fpugnoia^ quadrata e ben congianWj fi come piace al
'""* T Durerò
Della fortif delle Citta .
Durerò nella Aia fortificatione.imperochc l'Architetto, &Ingcgnicro non deh
bemai mancarceli far rifpiarmare la fpcfa al Tuo fìgnore quanto ìia poflìbilc, pur-
tlicropcre dagli antichi'fatte,&i terrapieni, e t'oflì ci polfino ficuran:icnte con
ciualchc poco di fatica e fpcla fcruire. Quando la muraglia uecchia farà di piena
uiua, e molto facile ad efler combatteria intronata, e rotta, quella fi gua.ftcrà fino
al luogo àcì cordone, e da indi insù fi farà di maroni, ò di pietre fpj.ignofe,
e morte.
Doue le feconde mura faranno molto lontane dalle prime , la parte, che ^notrà
cfTcrefcoperta dal nemico, $'abbaffcrà,ò fi ueftiràd'un argine ditcrraglio.Lt'ca-
feuicine alla muraglia, pure che nonfiano molto alte, e fra quelle e la murag'.Ha
fiagioftorpatio,non fi rouincranno,pcrchc potriano in un bifogno di ritirata, fv'r
uire per trincea, terrapienandolecome in alcuni luoghi in Italia tal uolta è ftato
fatto . E doue elleno fcoperte, e battute dal nemico potriano nocere,s'abbafreran
no. Alle parti delle cortine,che faranno deboli,ò minacceranno rouina,quando
habbiamo careftia di tempo, non faremo altro prouedimento, che della ritirata
iblita di tarfi dietro alle mura battute .'O' pure gittando à terra la parte difutile,
quando quella non fia molta, ui faremo la Piattaforma rouerfcia'; che in tal ma-
niera, con poca fpefa s'acquifterà gran ficurezza, come ^ià ordinò lo llluftrifiimb
Sig. Afcanio dalla Corgna, che fi doueffe fare ad una parte delle rtiura d'Atiniì-
no. Se bifognerà gittareà terra cafc,chicfe, ò altri edifitii così publici come priua
ti, che fiano uicini alla muraglia, s'auuertiràdi lafciare i n piedi quelli , che ci po-
tranno feruire per farui dentro ò d'attorno cauallieri di terra ; imperochè meglio
Comcon poca jpe jj ^^.^J.Q^^ moflb ù manterrà con l'aiuto del muro,che fcnza.Doue bifo^ni far foifi ò
ù IH alcuni luoQhi ,, ,. ^ ■ e ■- n- i -i • i
li polìÌ7w allargare ^^'i^rgarli, le non ci tara mcltiero portar dentro il terreno per terrapienare la mura
e'fojfi. c^^^A haueremo qualche fiume uicino,cercheremo di feruirci dell'acquadi q[ael
lo per portar uiailterrcno,conducendo tal fiume ò parte di quello dentro al foffo^
edandoglilibera ufcitacon molta caduta; auuertendo difarlo camminare più
ftretto che lì pourà, acciò non habbiaàlafciar fermare in parte alcuna il terreno,
chcui fi gittcràdentro.Perciochenoi uediamone'fiumi, che doue l'acqua cam-
mina per luoghi ftretti, ha molta forza, e con gran rapidità porta uia ciò che ui fi
gittat ma doue poi il letto s'allarga, quiuifi uieneàpofare il terreno_, eia ghia-
ia, che tal fiume conduce al baffo. Doue non fi potrà dare affai caduta, non
fi gitterà nell'acqua la terra molto groffa : il che acciò meglio uenga fatto, fi farai'
opra in tempi afciutti, e d'eftate, quando il terreno priuato dcll'humore, diuiéne
Modo da far netta in molti luoiihi fciolto, e facilmente fi fmeroola( per dir COSÌ) e fi sfarina. E per-
Ycaafangneaai- ^hepotria effere, che tal terrenooer non hauere l'acqua molta caduta, uenifsein
le melme t canali, , ■ ■, u- lì j r j ii u • n w- • r r \ ■ u-
alcuni luoghi allamando, e facendo quello, che enoltri Giurelconlulti chiama-
no alluuionejall'hora s'adopreràil rimedio, che ufauano anticamente e'Pifani
per nettare il canale dell'Oferi fiume . Imperochè intendo, che quando tal canale
era di fouerchio allamato,e pieno di fangho,e melma,fi che nori fi poteffe commo
damente praticami con nauili,ui metteuano dentro gran copia di bufole, delle
<^uali quei paelc fu fcmpre per la qualità deiraere,e commodità delle paflure,ab-
bondantiffimo; quali commouendo quel fango, faceuano intorbidar l'acqua, e
così à poco à poco il fondo del canale fi ueniuaà nettare. Benché per far ciò, fia
ancora da alcuni fiato pcnfato uno ingegno di rafìielli grandi/fimi di ferro accom
modati fopragrofie hafte ^d alcuni barchetti,ò nauicelli, co'quali fi uada mouen
do il fango del fondo di fimili canali allamati . In que'luoghichenon haueran-
no commodità di fiumi , fi cercherà feruirfi dell' acque piouane; però s'accocc-
ràniw talmente e'foifi de'campi, &i corfi dell'acque, che an deranno pere'Iuoghi
uicinijChein tempi di pioggie tutti uenghino à condurre l'acqua nella parte del
foffojchc uorremo allarghare ; auuertendo di farucla entrare non di fubito quan-
do
Libro Secondo .
74
do iiìen torbidiflima, ma alquanto dopo. E aòfaraflì quando tal acqua all'ufcita
del foflb hauerà molta caduta. Col quale ingegno intendo,che anticamente fu ca
uato il foflb della muraglia della mia patria, dalla parte che risguardamezo gior-
no, conducendoui l'acqua fin dal cominciamcnto del luogo detto il Faggete .
D'una fortifsìma forte di muraglia doppia con
■ fpclfi archi fr^ un contraforte e l'altro^e co'cauallicri uicini a' Balluardi ,
C A P. XXXI.
lACOMO CASTRIOTTO.
EN G o per cofa chiara, che quando un luogo lì fortificherà co que-
fta doppia muraglia col modo, che qui diiotto lì-uede,'egli relìfte-
rà ad ogni grande impeto d'artiglierie, è farà ficuro da mine ( con
l'ordine à dietro detto ) e ficurifllmo da pale, e zappe . L ordine è
modo di efla opera già s'è detto .
Qui mi refta adire che l'opera fia,di grofTezza conueneuole, e
che'l caualliero lìa pollo lontano dalla prima muraglia circa diece piedi , à
caufa che eflendo battuto elfo caualliero, tutto quello, che per tal batteria ande-
rà a balfo,s'habbia da fermare fra l'una e l'altra muraglia, poi il refto della feconda
muraglia farà tirato al fine di eflb caualliero , la facciata del quale farà fatta di can
ne otto, & una tra quella che s'è data fra la prima muraglia & elfo caualliero ; che
in tutto farà canne none fra la prima e la feconda . e quando nel quadro tal opera
lafciafle poca piazza dentro, pongali nel quinto, nel fefto,e per infin'all'ottauOjfe
condo la capacità, che tal fortezza harà da haucre in effetto; perche non è poffibi-
bile, che in piccoli corpi, lì polfa hauere capacità, e fortezza,e malfime in luoghi,
che habbiano ad hauer nome, & effetto di fortezza .
La figura mollra uno de" caualiieri,che s'hanno da fare uicino à'Balluardi.
GIROLAMO MAGGI.
I s s E R Antonio Giuftiniano S enator ChiarifIìmo,e gentil'huomo quan
to altro n'habbia la Città'diVenetia giuditiofì(lìmo,& ingegnofiffimo ,
come dimoftrano le molte fuc inuentioni in materia di machine, ponti ,
fabriche, e muraglie; per far quali il medelìmo effetto, cioè per prohibi-
re che'l nemico, entrato che farà fotto alla cortina, non polfa per forza di picconi ,
editagUata rouinarla, penfachelì debba fare la muraglia di pietra quadrata, fi
cheinognifuolo, che fifaràdital pietra, lì tenga l'ordined'unauolta piana, che
fia ritenuta da gagliardiflìme fpalle fatte nel principio de'fianchi de'Balluardi , e
dentro à quelle ben iflìmo debba efler ferrata (e ciò quando le cortine nonfiano
troppo lunghe, come fogliono clfer quelle delle rocche, ò cittadelle)che facendofi
co quell'ordine, fé bene la muragha farà fotto da un capo all'altjo tagUata, noti
potrà la parte di fopra,ancorehe ella fia greuiifima,uenireal baflb,fino à tanto che
no farà tagliata anche nella fommità. La quale inuentione mi-pare utiliflìma,maf
fimamente fé in uece di pietre quadrate, s'adoprino matoni d'un braccio l'uno di
lunghezza,epocosrofsi A/-f"'^'^fì con anelli più gagliarda opera, e più leggieri
muraglia
Della fortif! delle Città .
Si riferifcono alcune leggi, e coftitutioni degli
Iinperadorij appartenenti alla fortiiicatione, & alle mura delle Città .
C A P. JCXXI I.
e. de Opcribui fiu
bluis .1. 6.
J^dlal. IO. del ti
toio allegato .
T^-Uat. II. del
detto titolò ,
G I R O L A M O M A G G I.
VANTO alle cofc di legge, che s'appartengono alla fortificarlofie,
o: alle mura delle Città, dcbbe faperc il lettore, che nel Codice di
Giiiftiniano Iraperadore è fcritto, che per l'opere de'porti, de'con
dutti dell'acque, e per lainftauratione eriparationedelle mura
delle Città e cartella, agniuno è tenuto àpagarelafua debita par-
te, non oftanti e'priuilcgij della degnità .
Di più,accioche le rplendidilTmie Città , e le terre per cagione della uecchiez-
za nò uenghin meno, che nella riparatione de'bagni,c delle publiche muragliCjfi
dcbbcfpcndere la terza parte dell'intrate di quella Città, ò terra, doue l'opere fi
-doueranno rafTcttare .
Ino}tre,cheii debbono fare (fecondo il birogno)nuoue muraglie,© fidebbe
più fermamente rinouarle, in quella maniera, che ciafcheduno habitatore, et or
dine della Citta, fia tenuto pagare per la parte fua la fpefa,& il prezzo dell'opera,
cioè quanto farà la |ualira.
L'.AbbatenelCon Tiene lAbbatc di Palermo, che hauendofì à fare,ò rifa re mura ad una Città ò
figlio ^.dtluolu- uilla c'benide'monafterii òlimonafterij non fono come gU altri obligati per ra-
mc primo. . . - p
Tacila. 1.8. dd ti-
tolo citato .
Isella 1. 1^. fitto
il titolo citato .
TslclUl^.deldet
to titolo .
TsldUl.fMnum.
ta aiutare l'edifìcatione ò inftauratione .
Lafciò fcritto l'Impcradore, che la licentia del guadare le cafe priuate per ca-
gione dell'opere e fabriche publiche, lì concede folamente quando le cafeafcen
dcranno alla ualuta fin di libbre cinquanta d'argento . E che effendo e'priuati edi
fitij di maggior ualuta, fi debbe di ciò addimandarne licentia allolmperadore.
Seauuiene,chc qualcuno impetri dallo Imperadore un'opera publica, effendo
gli fatta la concefsiijne generalmente, colui non può hauere fé non cheluoghi ro-
uinati, & al tutto diftrutti, e che poco feruono all'ufo della Città.
Colui 3 che ha prcfola cura, e'I carico di farfare opere e muraglie publiche,
f finoadanni quindici in fieme con gliheredi fuoi obligatoall'emendatione di
tutti e'uirij, e difetti, che fra tal tempo appariffero, ò nafceflcro in detta opera, ec-
cettuando però e'cali fortuiti .
Non clecito rifare le mura municipali fenza licentia dello Imperadore, òdel
l. fiera loca, &t. Prelide, nead cfl'e alcuna cola congiugnere, ò fottoporre. Se alcuno uioleràle
K/nwj'.jf. rft Ve-" mura della Città, con lofcalarle, ò in altro modo, debbe efler punito nella pena
rumdiuìf.eiielk j^^u^ ^,ij,j^ Imperochcil palfar dentro alla Città per tal uia, è cofa da nemici, &
, '^"^y" j" • ' abomincuole; donde non (òlo ^li hiftonci, ma anche i noftri Giureconfulti dico-
toloìnedejmo.%. r ■ \ ■ t, rr n. ■ r t, ^ \ i r
(anSl^. no, per una limil cagione Remo eiiereltatoucciio. Pero le mura, e le porte turo-
Tlut arco nella ui- no (Uniate fante (, benché fecondoalcuni, dice Plutarco, le porte nonfuronoha-
tadii{omolo,tne uute per fante)cioè tenute inuiolabili per cagione della pena conftituita nelle fan
frobUmi. tioni e leggi,ò ucroda'fagmini, che erano una forte d'herba,qualportauano feco
gli ambalciadori Romani per non effere olfefi . Theophilo Greco interprete del-
le Inftitutioni di Giuftiniano Imperadore,lafciò fcritto non lènza errote,effere co
fi ibite dette le mura, dal nerbo fancire, cioè fermare, auuenghi che ( dice egli) le
T lutar co ne'yro mui"a fermamente con ferme fortiiìcationi ci fanno ficuri . Mi pia,ce affai l'upinio
blemi. : "- .. nediVarrone,qualdilfe,douerfi tener le mura delle Città per fànte,accioche per
difcfa di quelle con ^'^ ^--^^ -nriibatta, e non fi sfugga lamorte.
Libro Secondo . 76
].a Pian u e l'alzato della terra di Sermoneta in Campagna di Remargli
[vC. CAS TR. da noi fortificata. C a p. xxxiii.
e CI OCHE i lettori compicndino quanto da principio ho detto, ho poflo qui la pianta, & un certo lume della
M terra di Sermoneta in Campagn a di Roma;la qual terra fi troua in un fito gagliaidifsimOjafsimigHandolì la aion
t3gn3,doue ella è pofla,ad un gra corfiero imbar
datojfopra la groppa,e fchiena del quale, per fin'
gprincipio del luo collo.c fabricata tal terrai& è cola chia
r, che efla fortezza non può elTere ofFefa fé non che dalla
r rte dauati fopra il fuo collo, uicino alla tefla.il qual col-
I no è capace, più che di cinqucpezzi di cannoni, i qua-
lufcendo punto di tal fuperfi ci e,le bande callano tanto,
(lenon fi uede più niente di tal fortezza. E per quefto
J cannoniere della coda di nibbio dameritrouata,chc
V alcuni poi l'hanno dimandata tenaglia,
"^ non poflbno eficre imboccate , mafolo
battute per fronte,fa'ccndoui poco dan-
no , come molte uoltc haucte ueduto Se
intcfo. Affai tempo è che tal fortezza,
fu porta in difcgno j e poi in opera, co-
me
-/T^
u.
me'fannoque' Signori II
luftnfsimi,che fono di
tal terra Patroni , la mol
tacortefia & amoreuo-
Iczza de'quaU, mi tie-
ne infinitamente à quel-
li obligato.
/.
/^
R
/^
/,.
V
^
^
ì
€
?ses^i
Della Fordf. delle Città
Biafciiijsiii
PORTIFICATIONE
DELLE CITTA
DI M. GIROLAMO MAGGI
DANGHIARI, E DEL CAPITAN lACOMO
FvsTO Castriotto da Vrbino,
LIBRO TERZO.
Della fortificatione deporti .
Capitolo Primo.
GIROLAMO MAGGI.
ora diciamo della fortificatione deporti delle Città. Pla-
tone fu di parere, che la Città fi douefiefarc per il manco
lontana dai mare diecc miglia, non per cagione difanità
( come alcuni fi penfano) ma accioche gli animi de'cittadi-
ni per eflercitare la mcrcantia, & i traffichi non ueniflero à
diucntare poco generofi. Ariftotcle non dannale Città
maritime,e uuole che i porti di quelle non fiano dentro,ne
anche troppo lontani ; e che fi cinghino di muraglia, acciò
(ìano forti ; allegando ciò cflcrfi coftumato di fare anticamente in alcuni luoghi
che egli haucua ueduti,come fìi ad Athene,doue il porto per cófiglio di Themifto
eie fi fortificò. Del qual porto famofifsimo, e di grandifsima larghezza (auuen-
ghi che abbracciaua in fé tre porti fatti dalla natura)ne parlano Platone,Paufania,
Probo, Plutarco, & altri fcrittori . Era quefto porto congiunto alla Città con due
braccia di muraglia ( comelafciarono fcritto, Liuio, Giuftino, Orofio & altri)chia
mate ancora ftinchi, quafi che fimigliaficro due ftinchi, che dalla Città al mare fi
flendeffcro. Quali muraglie prima da'Lacedemonij,cpoi da Sylla furono roui-
nate.poteuafi ben chiamar forte qucfto porto fecondo gii antichi, auuenghi che ,
fi come teftifica Orofio, era circondato di fette procinti ài muraglia .
S I debbono in uero molto lodare e'fiti maritimi per farui Città, quando hab-
biano porti naturali, ò ficuramente, e con facilità ui fi poflìn fare,e difendere dal-
l'onde molto impetuofe. auuenghi che, oltra l'arricchirfi e'cittadini per uia de"con
tinui mercati ( come dice Thucidide efiere auuenuto à Corinto porta fra due m.a-
ri, donde fu da'Poeti detta,la Città abbódante)e per la nauigatione,e l'hauer com
modità di potere per mezo di groffe armate allargar l'imperio ( come già interuen
ncà'Pifani,à'Genouefi,cpiù che ad altri è interuenuto à'Signori Venetiani, per
V -non
ThtonenelLialo-
go 4. e 5. delle
Urifiotele nellih.
7. della. Tolit. ca-
pitolo 6.
viatorie in Gorg.
Taufania nella de-
fcrittione del pae-
fc d'^thene. Tro-
bo , e Tliitar . in
rhemiH.
Liuio nel Uh. i • del
la Deca 4. Ginsìi-
noncl lib. y Oro-
fio nel z. cap. 15.
Orofio nel Uh. 6.
cap. 2.
Thucidide nel proe
mio .
Della Foitif. delle Città
non parlare delle rcpubliche più antiche) e di portar fuori con utile le cofe fupcr-
chic^c proucdcrfì di quelle che ci mancherannojquando una potcntia nemica cer
chcrà d'afi'cdiare una Città fimiJc, che della terra e del mare partecipi, le conuerr
ra ncceflTariamcnte, oltra l'eflcrcito di terra, hauere ancora una gagliarda armata
in mare, come fu di neccfììtà ad Ale^Tìmdro Magno per afiediarTiro. Di più, co-
me èrtatoanche daaltriauuertito, lapcfcagione farà à quella ne'tempid'afledio
di non picciolo aiuto. Cercherafiì nello eleggere illìto della Città, che dcbbe ha
r.ereil porto maritimo, di no fi porre in luogo douc il fondo del marefiaherbofo,
ò tasofo, perciochc nel abbaffarfi dell'acque per cagione del refluffo del mare, dal-
la puzza, e dal peftifero odore,che nafce da fìraili luoghi, che uenghino difcoperti,
fi corrompe l'aere . La onde megliori laranno que'lidi, che haucranno lo fcoglio ,
d'acqucmolto profonde. Auuertiraifi ancora di non fi mettere uicino alletoci
de'humi,auuenghicheinprocelTo di tempo fi uerràà perdere la commoditàdel
mare e del porto, allamandofi di continuo tai luoghi per cagione del terreno , che
da'torbidi fiumi è nel mare condotto . come fi dice eflere interuenuto à Fifa, à Pa-
doua, & ad altre terre, quali antichiffimamente elfendo uicine al mare, per tal ca-
7>linionellib-i' gio"^ hoggi ^o"o ^a quello lontane . Scriffe Plinio chc'l mare à'fuoi di s'era fatto
lontano dal porto d'Ambracia per fpatio di diece 'mila paflTi . e dal porto Pireo de
gli Athenicfi, cinque mila : e che già ad Ephefo (olendo bagnar; il tempio di Dia
na, fé n'era allontanato . Ancorché la cagione di tal cofa fi pojfa attribuire,recon-
^rinotelcndlib. ^^ Ariftotele, e Strabene, al coftume della natura, ò alle particolari uecchiezze, e
l. delle Meteore. - j n , i ■ ni- i i r • r-
Strahone nel Uh. gioventù delia terra, quale hora in quelto, liorain quel luogo nuiene alciugan-
ultmo. dodall'acque, & hora Mnhumidifce, e s'inonda. DondeOuidio riferendo il pa-
Quidionellib. -A- r.icdiPythagoraPhilofophofapientiirimOjelegantemente diflc ,
timo delle Trasfor „ yidicgo,q:wdfi.er.'.tqncnd.imJùlidiJfMatcrra,
*"'"'* 3j Ljfcfi-tt!;}», uidi fatlas ex xquore terras ,
?> Et froad à pelago conchts iucusre marins,
>j Et uettis initcnta est in niontibus ancbor^fum'ìis .
Tompcmo Mela Lafciò fcritto Hcrodoto chel mare già arriuaua fopra Memohi per infino à'iuoghì
pellib. I. eli montagna dcH'Ethiopia. Pomponio Mela parlando diNumidia,racccnta che
fi diceua, che in terra ferma, & aifai lontano dalla marina, fi uedeuano fpine dipe-
fci, e pezzi d'oltrighe, e di conche di murici, fiilTi confumati e lograti, come fuole
auuenire dou e percotono l'onde, e non differenti da quelli, che fono nella mari-
na : di più, ancore ficcate dentro à gli fcogli, & altri ibmiglianti fcgni e ueftigi del
Strahgnenellib.u mare,che già fino à quei luoghi fi flédcffe. Cosi Strabonèraccóta fimili inditi] del
mare, che fi fia ritirato per gran fpatio indietro, uederfi in Afia,& inLyhia. Le
Solino nel cap.Zii. quai cofe Solino, Paulo Orofio, & altri attribuifconoal diluuio dell'acque, ben-
Orofw nel cjp. 7. che non fcnza errore, come noi ne'libri dell' Arfione del mondo, e del giorno del
TJellib'i cap g'"^'"^ (parlando (blamente contra detto Orofio.comequafi ultimo Vcktore &
A. ' •!• "■'• iihrmatoreditaleupinione)habbiamoabafìanzadimoftrato.
Ma fia come fi uuole.cioè ò per le cagioni dette, ò perche il mondo s'auuicina al
la fua arfione, tornando al piopofito, dico chc'l porto debbe cffere molto lontano
dalle foci de'fiumi,auuenghiche l'efpenentia cimofìra in più luoghi, maffima-
mente d'intorno à Chioggia, e Venetia, che'l uicino corfo de'fiurai in mare,ammu
nifce & allama,& è di grandilfimo danno. Dd che altrui fi può accertare col lam-
biccar l'acqua marina di tai luoghi, imperoche trouerà che quella che farà tolta
molto difcofto dalle loci de'fiumi, farà manco feccia, e pelatura che l'altra .
Hauuto adunque qucfla confideratione, che e di non poco momento, fi hauc-
rà anche quella della fortezza, e buona capacità, e ficurezza, per poterui commo-
damente tenir dentro nauili d'ogni forte, ficuri dalla fortuna, & acciò l'armate de'
xicmici non fi poifino impadronire di tal: porti. Perciochc fc anticamente quando
non
Libro Terza. 78
»o erano trouate le molte arti da noccre, ne rartiglierie,chc noi hoggi habbiamo ,
s'usò di far forti e'porti ; al tempo noftro quelli più che mai fortificar fi debbono; e
fecondo il fano parere d'Ariftotcle, nò dentro alla Città s'hano àfarc,ne troppo da // porto non debbe
ouella lontani ; accioche facendoli dentro , non fi riceua qualche danno da' nau ili ^'iì'^'^^ dentro alU
forcfticri, cheui s'aduneranno, potendofi adoperar molti inganni, e permezo de* ^^t-yf-'Opp'^ «•*
marinaiordir q-ualchc rubamento;-& accioche eilendoe porti troppo lontani, ''
non apportino fcommodo per la continua pratica, che in quelli hauere bifo-
gna, e per eifer di foucrchio difuniti, non fiano facilmente efpugnati, per non go-
<ieredel beneficio delle difefo e del Ibccorfo di quella. Le quai cole penfo io che
fufleroconfiderate da gliAthcniefi,quando fecero le due braccia di muraglia,che
«niuano il porto alla Città loro. Prefuppofto adunqueche'l porto fiain luogo
<ommodo, emanco che farà pofllbile,efpofto all'ingiuria dc'uenti,e dell'onde ma
line, e che perciò habbia il fuo molo fortiifimo, e bene intcfo ; fi farà la bocca tan-
to larga,quanto bafti per dare agiata e commoda entrata & ufcita per due grofiì/II-
me naui,benche alcuni la uoglino di canne 60. allaquale guideranno e'nauili due
^le di baffo muro,che fempre fi uadin riftrigncdo. La quale entrata hauerà alcuni
piegamenti, & in quefti buon parapetti, con le cannonicrc,dalle quali commoda
mente fi poffa offendere il nemico quando uoleffe entrar per forza. Chiuderaffi
<ietta foce ( comeordinariamente fi fa) con la fua catena, talmente che fi pofla alza
re &abbaffare,{<.'condo il bifogno richiederà. Benché le catene d e'porti facilmen
te fi rompinOjCome interuenne già nel porto di Palermo, quando e' Pifani per for- Catem delportodi
za uipaffuono l'anno del Signore MCIX. del che ancora fi uede la memoria in Takrmo^rottAdÀ
certi uerfi intagliati nella fronte del domo di Pifa.& èauuenutoin altri luoghi in ^ÌA'"*
diuerfi tempi . Oitradi quefto fi faranno anche alquanto lontano dalla focepre -
detta fcogii artifitiali, che non apparifchino fuori dell'acqua, a quali al tempo di
patc fi terranno e'fegni, acciò fiano fchiuati da'nauili de'foreffieri, guidati da buó
piloti, e nel tempo di guerra,leuati c'fegni uenghino à far pericolare e'nemici, che
•con Galee,ò altri legni c-ercheranno di paffar dentro. La muraglia,che circóderà il
porto artifitiale,non f\ faràfolamente tale,ch'ella poffa rcfifferc alla forza,e uiolen
2a,chc le poteffe uenir à doffo,ma doppia.donde refifta ancora à quella di détto, fé
per cafonauili nemici romperanno la catena, e ciò faraffi,Iafciando traruna,el'al-
tra muraglia cammodofpatio, per e'difenfori, e per l'artiglierie, che u'iiaueranno
à ftare;e facendo che ella habbia molti piegamenti, che non folo diano commodi-
tà alle cortine di fcambieuoli fiancheggiamenti, fcnza fatui Balluardi, ma anche
poffino battere tutto il porto . La parte di fuori fi farà angulofa e di molta fcarpa,
acciò meglio fi difenda, e refifta allonde del mare . e dauanti fi fonderanno fcogii '
Grtifitiali non molto lontani da quefta muragliajper prohibire à'nauili nemici che
non s'auuicinino. S'auuertirà di fare quefta muraglia del porto alquanto più baf
fa di quella della Città,accioche fé per cafo il nemico fé n'impadroniffe,non fi dia
commodità di nocerealla Città. Per il qualrifpetto ancora, mi piacerla, che den ., ^. ,-c-it
11 j- 11 u T j r A r e re \ ^ Monti art tficialtjo
tro alle mura di quella, che rilponderanno lopra detto porto,» raceflcro due o tre py^ipono.
monti artifitiali, ò cauallieri,che foprafteffero alla muraglia del porto, e fcopriffer
beniffimo la marina . Quali ci afficureranno da ogni pericolo, e faranno di gran-
de offefa à'nauili nemici, tirando in elfi di ficco.
Chi uonà fuggire la fpefa di quefta forte di fortificatione, potrà afficurarfi con.
una fortezza firn ile à quella, che è di fotto difegnata dal Caftriotto, la quale fia in
tal luogo fatta, che poffa battere àgran uantaggio tutto il porto, ò al meno che
guardi la bocca di quello. Nonlafciandoperòdi fare e detti fcogii artifitiali co-
perti , ne'quali s'habbiano àrompere e'iegni , che fi uorranno accoftare. qual forte
di difefa è utililfima ; ancor che l'ingegno humano hoggi habbia penfato bonifsi-
IHO rimedio concia gli fcoglijColfarei fondi dc'nauili fino alla altezza di braccia
V a 4. di
Della Fortif. delle Città
A. di Ic^ni cornmcfsi infieme, come fc fuflero confitte una fopra l'altra in rraueiTo
più zatte,ò foderi, che gii uogliamo chiamare. Dc'quali ne uidi in cafa del uirtuo
fìfiimoS. Girolamo Rulcclli un modello bcllilTìmo,fatto fare daM. Leonardo Fio
rauanteBolognefe, inucnroredi tai nauili fccurifsimi nonfolo da glifcogIi,mà
ancora dallcartiglicric, cdaquanto fi uogliagran fortuna di mare. Qii^ando il
«orto f'!a<?randiffimo, cornee quello che difotto hàritrattoil Caftriotto, per me-
glio afllcurailo, Ci potranno far due fortezze,che guardino la focene bocca di quel
lo. E fc non farà troppo grande, ma porto tanto uicino alle mura della Città, che
poflaefìrcrbcniilìmo da quella guardato, fi potrà anche firefenza la rocca; pur che
dentro alla muraglia fi faccino e'detti cauallieri, emonti di terra. Non (i manche
rà ancora di fare la torre del fanalc,chein tempi di fortuna poffa col lume la notte
moftrare à'marinai il porro.auuenghi che bene ifpeffo fenzalaiuto di quelli lumi,
intcruicnc, che Ci perdono, e uanno male molti nauili, uedendofi con chiarilfima
proua,che la boirola,c la carta da nauigare, non guidano precifamente à'porti, ma
molto taluolta uariano ; di maniera che fé non è giorno,doue non fono e'fanali,c5
gran pericolo e fatica fi pigliano le bocche deporti. Ma diquéfto baiti hauer fin
qui detto.
Pianta &c alzato d'una fortezza da farfi in acqua
e delle palificate per fondarla: coldifcgno d'un nuouo inftrumento da fic-
care i pali nc'luoghijdouel'acqua è molto profonda. C A P. II.
lACOMO CASTRIOTTO.
'E' ucnutooccafionc nel Regno di Francia, di fare alcune fortifica-,
rioni in acqua; e per far cola che refifta al tempo, per mezo del
buon fondamento, ho fatto palificate fimili alla prefente, in af-
fai profonde acque,con l'inftrumento legnato della lettera F.qualc
dcbbeelfer latto di metallo se di lunghezza di piedi lei, e di grof-
fczza per diametro piede uno e mezo . Quello anche fi farà uacuo
da ogni banda, à caula che dentro ui pofia entrare ogni forte di pali, e s'opererà co
me qui la figura ui moftra ; & il ceppo che dcuerà percotcrc,e ficcare i pali,chiama
to mazzacafiello, fi farà medefimamente di metallo : il quale harà maggior forza
di quelli di legname, e farà dureuolc, efempre quel medcfimo metallo. Sopì a
le mifure non mi llcnderò, per che già fé n'è parlato fopra tanti altri fbrti,che le mi
fure di quelli accommodcran qucfte in tutti i modi.
La forma che fi uede qui auanti, è fatta cofi gagliarda, à caufa eh" eli' habbia da
feruirinmare, &in terra, pcnfandomi ponerlain un fito,oue potrebbe efi'cre,che
co'l tempo ella haueffe à rimanere in fecco,come uediamo à molti luoghi eifere in
tcruenuto. la fattura della prima muraglia, intendo che fia fatta fecondo che è or-
dinario; ma il Torrione uada dal fuo fondo apiombo per infin'all'altezza della pri
ma detta muraglia, e da quella in su uada à fcarpa , dandone ad ogni diccc piedi
otto, à caufa che le palle delle artiglierie non la pofsino afferrare. Quella fuperficic
uoglio che fia fatta tutta di legname alla Francefe , e tutta coperta d'ardnes , ò ae-
ro di fottililsimi matoni,acciochepcrcotendoui l'artiglieria getti quattro ardncs,
e rom pa un legno ; il che farà poco male all'opera , & à' circonflati , che trouando«
la fabricata di grolTa materia^ farebbe danno affai .
I
GIROLAMO
|;GIROLAM0 MAGGI,
^ vvER TIR ASSI quanto à" pali,
:^\f di non gli far di legname facile
adimmarcirfi^fì come fono, l'cf-
chio, il fugherò, il faggio,il cer-
(iìmiJi altri legnami . però fi ccrche-
dfarli di rouere, di quercia, di cafta-
itdi larice(quc(lo fi adoprcràfolamen
Ij'Iuoghi d'acqua dolce, pcrchc,fecon
||inio& altri, nell'acqua falfa tarla e
[ijiarcifce; d'uliuo, di pino, d'alno ne
6; di nocio, di cui il legno fopra terra
';rcnonèdureuolc.Giouerà affai per
li enir quefti pali che non fi corrompi
). o abbruftolargli alquanto, auucn-
li he fia cola manifcfta,chc'l fuoco(co-
: fciò fcritto Santo Agoftino nell-ib.
.fila Città di Dio, nel cap.^.'dàà cor
Inili grandifsima refiftenza contrai"
iiiidità,e contra la uecchiezza , e gli in
ir ce, donde anticamente fi coftumò
il foggia indurar le punte à l'hafte
Tie forafsino, e però diffc Virgilio, fu-
ibsquepr^uftis.
Della fortif!
delle Città
Libro Terzo. 80
OiialuiatenelTerogli antichi per fondare inac-
qua . Come fi polTa con poca Ipefa fondar muraglie doue non fi trouino pic-
trcgrolTe. modo da murar fottol'acquajC da fcaricar facilmente
in quella il terreno. C a r. 1 1 1-
GIROLAMO MAGO I.
L I antidhipcrfondare in acqua, ufarono di far fodo il luogo con G'^r^p'^oUb. i.
pietre grofsi film e. ScriueGiolepho,cheHerodeiiolendoflir certi '■•^"•^''
fondamenti in un porto di mare, ui i'ece gitrar pietre grandiflìme ,
delle quali alcuneue n'erano Junghepiedi^o. groflep.clarghe io.
& alcune anche maggiori . E uè ne fece gittar tante, che riempì
-• fino al filo dell'acq uà (eflendo l'acqua quiui alta pafsi uenti ) fopra , „ .
, . . j r I • -1 T-i- Ai u 1 j /^- \.^ Ttutar. nella una
Jequaipictrcdopoiabncoilmuro. Dice ancora Plurarco, che uolendo Cimone ^^q'^^j^^
far fondar muraglie in certi luoghi padulofi, e pieni d'acqua piouana, ui fece pri-
magittar gra copia di groflc pietre, & in tal maniera calcò, & abbafsò quiui il fóda
mento, e lo fece buono.Qual modo ancor che femplice e goffo, non mi difpiacena,
•quado nel luogo doue s'haueffe à fare la fortezza, ò no molto lótano da quella , fuf
fé comodità di fimili pietre grandi, e ciò perfuggire la molta fpefa delle barche del
Caftriotto. e quando mancaiTero dette pietre, fi potria farle giufte à fquadra di
calciftruzzo, cauando in terra moltefoffe quadre, e gittandouelo liquido; eia -
fciandolo dopo afciugare,&indurii-e;il che fi potria fare quando non ci fuffe trop-
pa fretta d'edificare. E per quefta uiafi uerriaàrifpiarmarenonfololafpefa del-
le barche, maancora de glifcarpeJlini,edelle congionture delle pietre. Q£cfte
pietre artifitiali, quando fufiero affai indurite,fi potriano regolatamente una pref-
fo all'altra far calar nel fóndo del mare, tenendo nel murarle,l'ordine che'l Caftri-
otto uuoltenir con le barche, cioè mettendone un fuolopcr diritto^ e l'altro per
trauerfb. quali pietre artificiali, ò d'altra force, tanto faranno megliori, quanto
che faranno maggiori.e più larghe ; auuenghi che per abbracciar molto terreno an
cor che fangofo,& infermo, fonomcgliofoftenute, eianno meglio foftenireilpe-
fo, che farà lòprapoflo. Dondegli antichi ne'fondamenti delle fabrichefempre ^l^'^'i'Cap.j.
metteuano le più grolle pietre,che potcuano hauere, come io ho offeruato nelle fa /. ^ ', ,,.,
I /r ^- ,- 1 o I ■ r • • !i 1 r r r^ ■ ■ ■ ■ 1 . Giofepho nelle.
ere lettere, appielìo Gioicpho, &.altrifcntton.nellaqual cola fono fiati imitati da é.cap.S. della.
moderni, ucdendofi con l'efperientia, chene'luoghifangofi,fono meglio foftenu- guenaCiud.
ti i corpilarghi, che gli flrctti; come nel condurre l'artiglierie, manco s'affondano
le ruote grolle, che le lottili : &anchc nell'acqua e'iegni dal fondo largo, fono me-
glio foflentati agalla, che quelli dal fondo manco piano. Vediamo ancora in Vc-
netia farfi i fondamenti delle cafe larghiifimi di pietre grofle quadratelo dima-
toni , che piefto indurifcono il lauoro : che s'altrimente fullc, le fabriche , per effe-
re il terreno infermo, non fi manterriano in piedi . Virruuio dice,che chi uuole e- Vitrmionelca.^.
dificare in luoghi padulofi, uidebbe prima ficcar pali d'alno, d'uUuo, di falce òdi deliib.'^.
rouere arficcio, & cheue li debbe far entrare à forza di machine,e dopo cauigliar-
li ; e gli fpatii, che fra un palo e l'altro reftano, riempir di carboni, & i fondamenti
pareggiare di fabbrica duriflima . Il modo, per uetare che l'acqua non dia impac-
cio à fare i fondamenti, ueggafi appreffoil medefimo , benché à me più piace quel
lo, che hoggi s'ufa in Venctia,col far doppia palificata,e riempiendo lo ipatio^ che
e fra una el'altra, di fango, che non laf ci palTar dentro l'acqua.
Doue l'acqua non fufle alta più che 18.0 uenti braccia , fi fonderà con queftoor-
dine.faraffi una machina quadra di legno, alquanto più larga, che non douerà effe
re il fondamentOjmà alta quanto che farà laprofondità dell'acquai e quefta fi cala-
faterà
Della forti f\ delle Città
flitcrà bcniflimOj Ci che l'acqua non ui pofla entrar dentro, e lafcerafTì aperta dal'u-
no e l'altro capo . Poi facendola calare à pioni bo, ò pur un poco à fcarpa fonra al
luogo del fondamento dafarfi^calchcraffi di maniera, ch'ella (ì ficchi bcniffimo
nel fango. Ciò fatto, (ì cauerà l'acqua che ui farà, e ficcato dentro à quello fpa-
tio e'pali , fi murerà tanto , che fia detta machina ripiena fino à fommo ; auuerten-
do di la'ciare alquanto di fpatio a lati per poter, finita l'opra, cauare la machina :la
quale fi cauerà dopo diecc,ò quindici giorni, quando la calcina hauerà alquanto
fatto la prefa; e [aralìì il muro tutto di pietra quadralo di matoni,aui;crtendo di
non adoprar quelle forti]di calcina, che fon troppo tarde al far la prefa. ne manco
l'arena di fiume, fc fi potrà hauer di quella dicaua. Così di nuouo preflbàque-
fìo muro, fi ficcherà la machina, e fi farà un'altro m.uro, continuando finoà tanto,
the farà fornito tutto il recinto . E prima che quefto fia chiufo, fi condurrà dentro
co nauili tanto di terra e pietre,che fi uenghi à riempire il tutto fino al pelo dell'ac-
qua. Etacciochcnon fi confumi lungo tempo àuotaree'nauih, fi faranno burchiel
icfimilià quelle, che io ho uedutein Venetia, fatte per portare in mare c'fanghi,
che fi cauano dc'canaIi,cioè forate in mczo del fondo, con una gola quadra di ta-
uolc, che arriua fino à l'altezza de'lati, e uien femprc allargando, à guifa della tre -
moggia del molino, donde il grano cafca dentro alle macine . A pie della qual go
la cioè nel fondo della burchiella,fono accommodate due tauole, che chiudono,
& aprono, come fi fa alle feneftre, e quefte fon ritenute chiuic da una fune, ò cate-
na, qual s'auuolge di fopraad un fulo chiamato in Tofcanaburbera. e quando bi-
fogna uotar la materia, che è dentro, s'allenta la fune, e 1 a materia, aprendofi quel
la buca, cala al bado . Quefte mura per eflere alquanto difunite,s'uniranno poi fo
pra'l filo deiracqua,chchauendoad hauer dentro il terrapieno, ciò non importerà
niente . Doue il mare non ci dia faftidio con l'onde, fi potrà prin.a portare il terre
no, e fatto quafi un'ifoletta, fi caucranno pozzi, ne'quali fi faranno e" fondamenti,
e da uno à l'altro fi gitteranno uolte gagliardifsime.
D'nn'altro modo da fondare in acqua, con
un'altro difegno di fortezza . C a p. lui.
lACOMO CASTRIOTTO.
n' altro modo m'c uenuto in fantafia,per fare una fortezza in acqua.
Trouato il luogo e ucduto la capacita ch'ella dourà hauere, facciali
fabricare tante barche , quanto farà il recinto ; e tali barche , faran-
no fatte fenza punta alle tefte, à modo di gran calTe, nel mczo delle
quali fi laràun buco,il quale fi ferrerà con un legno lungo alquan-
to più della altezza di tali barche. Poi in effe barche, con grofsifsi
me e lunghe pietre uoglio fabricarui tai fondamenti, & ciò fatto accodata l'una e l'
altra barca infieme giuftamente, s'inchiaueranno tali pietre & barche con buone
sbarre fatte di metallo . Ma per fare tal opera, bifogna ponere in ordine prima el-
le barche, poi tutta la materia, & attendendo la uicino al maggio, ad un tempo di
bonaccia mettere poi in opera tanti maeftri , quanti in tali opere capiffero,»^ empi
re dette barche,& accoftare e ben inchiauare à fieme, come di fopra. et occorrédo,
iì poffono aiutare con altre barche, poftcalle bande con due lunghifsimi legni,dal
l'una all'altra . A' quali legni fi ligheranno tali noftrc caffè, per farui fopra tanto
maggior opera .-poi aggiuilatoleà punto, ouc haueranno daffare, disligandole
da.
Libro Terzo.
8
da talibarcheficauerannoilor legni, cheturanoibuchi,edandogmflamenteI'ac
quaaiutteinfiemc fcneandaiannoàba(ro,efararsibonirsimo fondo, poi orcf-
fo a quello pnmo ordine, facciafi il fecondo, ponendolo al contrario delle prime ;
e cosi faranno bonifsima ligatura infiemc: e non baftando il fecondo ordine pon-
gafi 11 terro,come qui lopcra moftra ; la fabrica della quale, uoglio che dal fil deli-
acqua tutta fc ne uada à fcarpa, con lordine della palTata, à caufa che alcuna botta
di artiglierie non polla afferrar niente .
\
/ t ^
r-UA
|m\M\#j^fe^
Della fortif. delle Città
T -T
x-.iDro
?anta 6c alzato d-una fortez-
s a^ò torre per guardia di qualche paflb in mare
; ò d'un porto. Cap. v.
GIROLAMO MAGGI. ' .. .x
t^^ercHe taluolta
3~;"(;^'^corrc fortifica -
' ' v-^;^l|jre qualche paflb,ò
^^=^ porto d i non mol-
,. nportanza, edoue an-
/i il Signor del luogo non
aera troppo il modo da
( derc; però il Caftriotto
I enfato qucflo pentago-
)[uaIuuolcfifondiin u-
Ie'modi predetti, e no fa
molta fpcfa, perla fua
iolezza , e perche non ha Balli
anchesgiandofi da fé fteffe le corti
-• quali quudo farano fopra'l filo del
jua alte tre braccia,© poco più, non
?rano gli angoli aguz2i,ma tagliati,
> la muraglia fia muco offcfa dall'ar-
erie,baftadoci che doue fi poteffero
aare c'nemici,che cntraffer lotto, l'ar
leria intieramente fpazzi, e rifrufti.
crche il luogo debbe effer picciolo ,
crtiralll di fare le muraglie tanto ga-
:dc, ch'elleno poifin refiftere ado-
)atteria, perche qui non è fperanza
na di ritirata.
parti alte , e piìj deboli fi accom-
cranno talmente, che al bifognofi
ti fafciare di facchi pieni di lana, di
ne, d'alga,ò di fimil altra materie,
col ccdcrg fuole refiftere grande^
contra'colpi d-eirartiglieria,come in
i luoghi per proua^peffo s'è ueduto.
1 crzo .
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Del porto diBuceolle nel
Pvcgno di Francia,c della fortificatione di quello
■ donde CIO che in.aJtri porti liir.ili conuien iaic, '
il può comprendere. Cap, vi.
Jac. Castr, '
R A molti altri luoghi notabili ilei
Regno di Francia, li troua llrima
re mediterraneo il porto di Buce-
ollc,Iuogo per certo degno di có-
hderatione.-pcril them eparfo pò
nerlo qui in dilcgno . La fua boc-
ffT o -.r "'"^«'"efiuedcefraduepuntedi
laHo, & Il fuo aperto e circa quaranta cJne,oue (! t. o
va anticamente fatta quefta'J orrc quadra alluna del
le bande : dall'altra certe poche cale, e magazin^ JI
qual porto dentro alla fua entrata, e capace di e- a
numero di Vafelli , Poi da efio porto parte qucl'^o
canalce corre lo fpatio di tre miglin,doue al fine tro
uandoqueftctre uille appellate Cioncherà, Lilla, e
i-erc'ia, ta un lago, che gira trenta miglia: nelle cui
pendici, fono molti bei uillaggi abbondartiùimi .
Nel qual luogo, quando fua Ahelià Chrifìianiisima
U0Jede,ui e da fare una fortezza come qui auanci l'oc
chio ui moftra, ouclì farebbe un ricetto, che à tutti
1 tempi d. guerra potrebbe faluare galee , e tutti gii
altri Vafelh d, Francia, eper gli habitanti è Ir.ogo
ameno & abbond.mtifsimo. queftc cofc, che fi ue--
gono,dentro d qucfio canale, fono celti ardneui
perpefcane, quali danno bona rendita al Rè
Mie parfo di difc-nar qucfio porto fi a quanti io
mai n habb.a ueduti bellifsimo,e la fortibVation fua
accioche le a l'Architetto ne farà offerto un fimilé
dafortihcarfi, uegga il parer mio, e di quanto «if,,
radibuono,fipoirafcruire.
'^
..'r---i.. j. :><-
^^^S^'f*»
Pianta ec
cluii'altra fortezza da quattro
lati , pure in acqua e colluo
malchio in mczo . C a r. vii.
alzato Ddla Fortif. delle Città
lAC. CASTR.
ir^W; V r. s T O quadi
ofi-
1/ K;:>r^\ v milmcntc lì puòfa-
fe$|i-^1|biicarc fopra ogn'u-
no di qucfti pafTati
fondi, & puoiTi fare ilpùmo
giro conlcfue piazze, e co'
Balluardctti apertiic fiuiilmc
t ; fi può tare come 1 opcra'nio
lira: che ftando tali Baliuar-
dctti chiufì, uniti allbpcra.sc
do quella battuta in alto , tal
batteria non farà dano à gcn
ti, e pezzi che foffero da baf-
fo. E fi può ancora flirequc-
fl-o primo giro feparatocon
quattro magazini, che ferui-
ranno per alloggiamoti e cor
pi di guardie col foflb fra la
torre c'I forte delle mifure,
che tal luogo richiederà , ò grande ò picciolo . fi
faranno le'guanccdc'Balluardi di quattro, di
fei, e di otto canne.
GIROLAMO MAGGI.
Bi s o G N E R a' in quelle fortezze prouedcrc alla nccefsJ
tà ciciracqua,però lì farà nel mczo del mafchio una gra
difsiir.a citerna, co'fuoi colatoi pieni d'arena dolcejchiama
ti da alcuni fpognc, come fi colluma in Vcnctia , e fi accom
modcranno tutte le fupertìcie della tabricatalmcntejch'c"
kno conducliìno t
piouana alle fpognc
E doiie fi uedcrà i
per la ftrcttczza pij!
oua, fi ch'ella non b;
renfori , s' adoprerà;
cjualdiceOlaoMa;
nlcunc fortezze di 1
flri c'Gotthi, cioèi]
der lucri da tutte Iti
lunglii legni uele, ci
conduchin dcntrol']
liana. Ma quando
fé per lungo fpatio d!
farà anche il rimedif?
l'acqua buona da beni
in marc,ma ancora
tezzafuflein quant
tornente, tenendo i
noi infegnato nel t(
denoftri Ingegnimi;
cap.i p.
Libro Terzo
A
84
Come fi polla fondare
in acqua un forte fopra barche ordinarie.
Pianta & alzato de] forte col fuo mafchio
in mczo, e con quattro torrioni tondi .
C A p. vili.
lACOMO CASTRIOTTO.
1^^^^^^ o r R E B 15 E molte uoltc na
E^ ^-Vn'^ fcci-e^ che per brcuità di té-
po accaderebbe fare un for
re in acqua in qualche luo
go ,che farebbe difficile ar .
nuare con le palificate al
fondo .-perche m'è uenuro in fantafia d'ac
commodarmi per una tal neceffità, di bar-
che ordinarie, cioè di quelle da acqua dol
ce,come quelle che i uiuandieri conduco-
no à Parigi di Francia; emcdeiìmamente
àMiIano,aPadoua,& in molti altri luoghi
buoni . Delle quali io ne prouedcrei
quella quantità di ch'io haueffi bifogno, fi
perla capacità ch'io uoleifi di tal force, co-
me per il fondo, liuellatoquari ordini uè
n'andercbbono , e ditante ne farci proui-
fione. Poi terrei il medeunio ordine che
nell'altra fattura ho detto : e cofi tal proui-
fìonc rimedieriaà quefta tal neceffità di
tempo. Sopra le mifure,ilfabricatore fa-
rà prcfuppofito di quanta capacità le uor-
rà, è ponera cinque,fci,diece canne, il dia
metro delle quattro torri; e da quello le-
uerà tutto il refto, auuertendofi ch'io in
tutte quefte opere accommodo per la pri-
ma e più importante cofa le citerne nel
mezo, fendo che le fono più ficure che al-
troue, perche la batteria non le può offen-
dere,come ne gli altri luoghi,per che nello
fparare l'artiglieria , il tremore le introna ,
èleuatuttta l'acqua.
GIROLAMO MAGGI.
O M E già intcruenne à rocca di Pa
pa. Laonde per ouuiareà tal peri
colo, giudico ancoraché farà util
cofa mettere non folo fottoalfon-
do della citerna, ma ancora d'ogni intorno
à'iati buona quatità di creta,la quale quado
bene il calciftruzzo che ritié racqua,s'aprif-
fe, quella fìa ritenuta dalla creta. Quello
ingegno da fondarcon le barche ordinarie
per due cagioni potria forfè à qualche per-
lòna difpiacere,runaè per il troppo dan-
no delle barche, quali in molta quantità an
deriano male; l'altra perla poca fermezza
del fondo, che non erfendo le barche qua-
dre e piane, in modo alcuno non fi polfono
unir
Della Fortif. delle Città
unir bene, fi chcfacdn buona fermczza^mafTimamcnte
cerche mal difcgnata fi può confidcrarc. Ho detto m
femai(comcio mipenfo) che fopra quat-
tro barche benché igrandiflìme
fareil forte, di che egli parla ;m
molte . à ta! che diremo che egli
luto, che fi tenga qui il mcdcfi
ches'hà àtenirenelfódareglial
cedenti, cioè che le barche fi:ruin
damenti foli delle muradic, e del
habb
imo
con le poppe e prore, come per la prefentc figur n,
al difcgnata, auuenghiche il Caftriotto nonii
& il redo del noto, che non ha à foftenirL
" fo, fi riempia di pietre e di terreno portai
uicon le barche, efcaricatoui con l'ini
gno,di cui di fopra nel Gap. 1 1 1. abbi
mo parlato . E' torrioni ò Balluardi toni
per cifere il forte in acqua,non faranno di
nofi,pcr la ragione da noi detta di fopra ri
libro primo.
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Libro Terzo .
Della fortificatione di picciole terre ^ pofìre fo-
pra monti , ò col'il : e s'egli è buono lafciar di fuori e'borghi da tomficarJi al
Cap. IX.
bifogno con trincee .
GIROLAMO MAGGI.
V A s I la maggior parte de'cafìelli cofi antichi,come modcrni^c pofta
fopra piccioli monti^je luoghi rilcuati^à alti ; à'quali da gli edifica-
tori èftato lafciaro poco fpatio frale mura, egli cdifitij priuati. don
dee cola malageuolc, anzi dirò imponìbile, fenza fargra rouinc, il
fortificarli fecondo l'ufanza d'hoggi dì; fé però non uorremou-
fcir fuori di quelli^ e fare un'altra muraglia difcofto dalla prima, co
ine nel libro precedente habbiamo detto doucrfifare,per fortificare una Città an-
tica. <^ando adunque occorriràfimil bifogno; ccrchcràl'Architetto&Ingegnie
ro difabricarclanuoua muraglia, lontana dalla uecchia,piìi che farà poìììbile,
Jafciando fpatio in mezo, che bafti non folo perii nuouò pomerio , che fi cofluma
lafciardentro frala muraglia, elecafc, màancorapcr riccuerelerouinedegliedi
lìtij,edelJc mura u ecc hi e^!,|chc potranno effcr battute dal nemico: fi che alcuna
parte di quelle non pofia noccre à'difenfori della nuoua muraglia. Nel difegna-
rclc cortine, &iBalIuardì, fi auertirà di fare (quanto farà poifibile) chenonbifo-
gni terrapienarela muraglia, ma checiferuail terrapieno naturale del luogo. Al
che fi prouederà col tagliare à Icarpa il monte in torno in torno, di maniera, che fi
iicngaàfareh fcmbianza cfteriore d'una fortificatione tutta di terra fchietta .il
che mi piaceria fi faccffe ancora quando s'hauefle ad edificare da'fondamen- .
ti un caftello in fimil fito , abbaffando in tal cafo 'di dentro l'aia del recinto, doue
s'hauefferoàfarelecafe. La qualcofa non farà di molta fpcfi, haucndofi il luo-
go d'ogni intorno decliuc, da gittare al baffo il terreno, che d taglierà, donde non
conuenga farlo portare, come fa mcftiero nel piaiio . Ciò fatto, fi ueftirà il tutto
d'una camifcia di matoni,ò di pietra, fecondo le commodità de'paefi, quale per
maggior ficurezza, habbia alcuni contraforti, che uadino poco in dentro al detto
terrapieno naturale, che farà gagliardifiìmo, e molto duro, come fuoleeffere in
luoghi aki;e perciò pocoò niente s'aggreuerààdoffo alla muraglia. Tuttauianon
iì mancherà nel tagliarlo, auanti che fi cominci la camifcia, di farlo molto à fcar-
pa , e di lafciare à baffo al muro gli sfogatoij dall'acqua. A'BalIuardi fi fcaueranno
ne'fianchi commode, e bafteuoli piazze:e tutta la'muraglia fi farà più baffa,che no
iì cofluma ne'piani. Se non rimarràfuori della muraglia molto terreno, non ui fi
faràfoffo, per non dare à'fondamenti debolezza, e cagione di qualche rouina:
ma in uecedi quefto,fi faranno molte contramine, con pozzi profondi, comeuidi
già, che fi fece alla fortezza di Perugia, da quel lato, doue le fugge il terreno, e co-
me uuole il Secretario Fiorentino, che fi faccia doue è pericolo di mine. Lafce-
raffi nondimeno intorno una fi:rada,con un poco di parapetto di terra, quale
non folo ferua per le fortite, ma ancofa per ritenere le rouinc della muraglia,quaii
do quella fuffemai per cafo battuta , fi come fanno le mura delle foffeBree. II re-
ilo del fito citeriore , quanto più fi farà decliuc , tanto più fi torrà la commodità al
nemico di poter uenire e fcrmarfi in groffo duolo à combattere la muraglia. Ac- '.
commoderaffi di fuori tutta la fuperficie, in modo che dal parapetto della uia del-
le fortite, bcniffimo il tutto fi fcopra. E' luoghi, ne'quali il nemico potcffe appré- j
fentar batteria, ò dopo à'quali poteffe Ilar ficuramente, fi tagheranno, e s'abbaffe-
ranno. Cofi ancora fé ui faranno di fuori dalle porte borghi di cafe,ò edifitijdi '
qual fi uoglia fortCj non folamente in quelli, ma etiandio in altri fiti, fi rouineran
Y no.
Della Fortif. delle Città
no, quando altrui però non gli pofla chiuder di buona muraglia, auuenghi che
c'molto intendenti di quefta profeflìoxiCj dannano il parere di coloro,che uoglio-
no che ad un bifogno in tempo di guerra limili borghi fi debbino tenire, cingen-
doli di trincea, coraegià fece in Piemonte à Pinaruolo il Conte Guido Rangonc,
per potere forfè ad un bifogno, rifpctto del paflb della Perofa, e di quel di Sufa ^
non molto lontani da tal luogo, per cagione delle uittuaglie,ò del foccorfodi
Franciajriduruil'efTcrcito, qualeerafparlbquaelà indiuerfilati del Piemonte.
E come già fece il SignorVaroccio ad Alba Regale d'Vngheriajdi cui l'auuifo non
fu buono , come dopo fi uide per quello che fucceffe ; auuenghi che, eflcndo flati
prefi da'Turchi tali borghi, furono coftrctri coloro, che difendeuano Alba Rega-
TrcncipediMace- le,adarrenderfi. Ilfimilefuccefleancora nel 1543.2' borghi di Monduuì;e dopo
^ììia morto ÀTor perla guerra di Parma,e della Miradola alle trincee di Torchiara,doue fu co gra da
(hisré. pQ de gli Imperiali uccifo il Sig. Areanito Prencipe di Macedonia. Béche in tal luo
go lafortifìcatione non era troppo gagliarda. Non fi chiuderanno adunquefimili
borghi,di baftioni,auuenghi che (fi come s'è ueduto,e comedice il Secretarlo Fio
rentino) e'baftioni fon prefi facilmcte,masfimc eifendouiia fperiiza della faluczza
dietro alle fpallc ; e danno cuore, & ardire al nemico , & à chi perde il luogo Io tol
gono . Per la qual ragione pare, che fi debbino anche dannare quelle fortificatio
ni di trincea, che fi fanno su'colli e luoghi rileuati, che fono di fuori delle Città, e
fortezze ; fé però non fi terrà l'ordine, e non s'adoprerà il rimedio da noi detto ne'
roftri libri degli Ingegni militari. Éfiendofi ribellata Genoua dalRe Luigi di
Francia,fecero c'Gcnouefi alcuni baftioni fu per que'colli,che fono d'intorno,qua
li dopo facilmente perdendofi, fecero anche perdere la Città . Il forte fatto da'Se
ncfifuora della porta di Camolha per cagione della uenuta dello eflercito Impe-
riale, fìi fimilmcnte à di 26. di Genaio l'anno 1553. con poca fatica prefo dalle gen-
ti dello Illuftiillìmo & Eccellentiflimo mio unico.Signore il Duca di Fiorenza,e di
Siena; e riufcìà tal Città di grandiflìmo danno. E' forti dipoiTo Hercole ancora
in un tratto furono dalle genti del medefimo guadagnati, non fenza teftimonio e-
Sig. Chiappino Vi terno del fommo ingegno, e ualore dello Illuftriflìmo Signor Chiappino Vitelli ,
t^i, Marchcfc di Cctona, e mio patrone .
Effondo adunque cofaquafi impoflìbile tenire e' borghi, non ci metteremo'à
fortificarli, ma più toflo gli rouineremo, acciò non diano alcuna commodità al ne
mico, e non ci nuochino .
L' anno M D X L V. paflando e'Francefi la Dora fiume, qual corre fra Verna, e
Crefcentino ■■, il Sig. Ccfare da Napoli, che all'hoia fi trouaua in Vulpiano, temen
do, che quelli non andalTero ad afsaltar Trino del Monferrato 5 e confidcrando ,
che i^borghi, che erano fuori di quella terra, poteuano effer di gran danno,e mol-
to più la Chiefa di San Bernardino, uicina alla muraglia circa un tiro d'archibu-
gio, nella quale fi faria potuto fare un caualliero, che battefie dentro la muraglia
toYghi d'iTmorù di Trino ; tofto fi parti di Vulpiano con alquanti caualli, e fanti, & arriuato à Tri-
M«ati- no, fece rouinare la Chiefa &:c'borghi predetti, e condur dentro tutta la materie,
della qual fi fufse potuto feruire il nemico ;haucndo hauuto agio di ciò fare , per
cflerfi intertenuti e'Francefi quattro giorni fotto Crefcentino , quale prefero à pat-
ti ; per il che dopo uenuti à Trino, non ui poterono fareoffefa alcuna .
Haueua Villa Toletta in Piemonte alcune caie molto uicine allam.uraglia,den-
tro alle quali il Signor Giouan Paolo da Ceri ui iccc condurre rartiglicria,e forato
il muro,batteua il caftcllo. Fortificando e'Francefi Monte Rù, non finirono di fpia
nare una chiefa, quale era di fuori uicino un tiro di mano: e ciò, ò per careftiadi
temperò per non confiderare al pericolo,che da quella poteua nafcere. Perii che
CaHoUiero fatto fo 'dopp, gli Inglcfi, che haueuano tal luogo affcdiato, fi conduifero à quella Chiefa
fraMonttP^, Con una trincea^ e ui fecero un Caualli eroiche fignoreggiaua non folola terra, ma
un
Libro Teizo
8(5
uncauallicro di quella. Così con gran copia d'artiglieria faceuano grandiffimo
danno à'Francciì . Vedutoli adunque per molte efpcricntic, che i Borghi di fuori
à'iuoghi fortificati , nonlìpofionotcnire, eJarciatifenzafortilìcatione,rccanoal
nemico agio, e comodità di nuocere , e che il limile auuiene de gli altri edifìtij , e*
Prencipl d'hoggi di con buono auuifo gli fogliono far gittarc à terra, come à molte
città in Tofcana ha fatto il noftro Signor Duca. Il limile è flato fatto de'poggi
in alcuni luoghi . In Piemonte cflendo uicino àMoncaleri un poggio, qual fopra Togg'ouicinoà
iaceua e fisinoregsiiaua la terra, & haueria potuto far gran danno con l'artidieria , ^^''""'^" > if"'*-
il Rè Francefco per coniìglio de'luoi Ingegnicri, e Capitani lo fece fpianare . & il
iìmile come intendo , hanno fatto e'Signori Vcnetiani nella fortificatione di Ber-
gonio, per il prudcntilfimo coniìglio dello Illufhiflìmo Sig. Sforza Palauicino ,
Dcfondamenti delle muraglie.
e A P. X.
G I R O L A M O M A G G I.
ARii fono cTuol ideila terra con mirabile artificio un fopra l'altro
ordinati, e diipofti dalla natura . Imperoche ucdiamo, che quella
hàdatopcrfoftcntamentoal terren poco duro, il terreno duriliì-
mo, & il calciftruzzo naturale, chiamato in Tofcana tufo . Dopo
à qucfto,accioche non fi uenga ad intronare e fendere da'terremo-
ti,hà porto fotto la creta,& il terren manco fodo ; e così di mano in
mano ha fondato il molle fui duro, & il duro fu'l molle e tenero. Però douefiail
terreno naturale, e non aggiunto, e portato dalle alluuionidc'fiurai,ò difceloui
per le piogge da luoghi alti, non è cofa difficile il troiiar prefto buona terra per fó-
darui fopra . Vediamo in Fiorenza, in Pifa, in Roma, & in altri luoghi piani, e ui- // terreno crefce
Cini à'fiumi, che fcauandofi lòtto, fi trouano edifitij, che moftrano il grande accre uè luoghi baffi e
fcimento del terreno. Erio ho ueduto in Fiorenza in cafa dAngelo Strozzi,mol- ne'piam.
te braccia fotto terra hoggi anchora intiero uno antico ponte di pietra,tatto fopra
un fiumicello: e nel piano d'Anghiari , & akrouc in ualle di Teuere,cauandofi poz
zi, fi troua il letto uecchio del fiume, fotto à diciotto, e uenti braccia. Benché da
fé ftefiò à poco àpoco il terreno pofticcio fi fuole airodare,maflìmaméte douelòno
feguite per i tempi antichi molte rouine, come in Pifa , nella qual Città gli edifitij
uecchi fon fondati fu'pali:doue hoggi chi non fcaua troppo fotto,troua terren buo
no per fondami: ma andando molto profondo,lo troua paduloio,& infermo.
Secódo Vitruuio,& altii,la regola del fondare fi è, che fi cominci à murare doue fi ^gg„i ^el tmen
troua il terren duro, del quale fi fuol far prona col metterne un poco à mollo nell' buono per fonda-
acqua, e tenendouclo per fpatio d'un giorno, e d'una notte,e fé no fi mollifica den wenri .
tro, e non fi difcioglie, fi comprende, il fondo effer buono. Segni ancora del ter-
ren fodo fon quefl:i, fecondo che dicono gli Architetti, fé quello è duro al taglia-
re; fé nonni nafcehcrbadacquaftrini i fé non ui nafcono arbori;© fé uinafceran
no folo quelli, che da terren duro fon prodotti . Se'l paefc intorno farà fecco,c faf-
fofo; fé gittandoui fopra groffe pi etre,ò altri pefi , il terreno non tremerà punto,
il che fi conofcc con un uafopien d'acqua; percotendoperò la terrà affai lontano
da tal uafo . Col cauare ancora alcuni pozzi, fi conofce beniflìmo il tutto , ueden
do gli ordini, & i fuoli della terra. Caueraffi il luogo de'fondaméti la metà più lar
go che no donerà effere il muro, e ne'terreni molto infermi,ancorapiù:e beniflìmo
fi metterà in piano. Sopra'l quale fi comincicràà murare con pietre molto larghe,
cgroffe^ò con caIciftruzzo,riltrigncndo femprc il muro . Sc'lluogo farà troppo in-
Y 2 fermo.
Della Fortif. delle Città
fermo, e padulofo, ui fi ficcheranno col mazzacuftcllafpcflì pali, aflai groflì, arfic-
ci alle punte, e non manco lunghi di lette, ò ueio ottto braccia ; cauigliandoli con
altri legni per trauerfo, e maffime di fuori , e riempiendo gli (patij con calciftruz-
zo ; e di fopra con giolTc pietre quadrare , ò con matoni , come faccuano gli anti-
chi, fi murerà. Ma doue grandemente abbonderà l'acqua, fi che non fi pofla Rc-
carui e'pali, ne murarui, le quella forgerà in grandiifima copia, onde fia dilficilc il
cauarla con trombe, Thcfibiche, ruote, chiocciole, & altri inftrumcnti ; e per fic-
car ben nel fondo e' pali, e per murare, fi farà come s'è mofl:rato, e detto di fopra
nclcap. 2. cncl3.Doucfaiàcareftiadi legnami, fi fonderà con gli archi, ferman-
do fu'pali lolo e'pilaftri di quelli. Alcuni haucndo copia di tauolc di legname, che
rcfiUa all'acqua, le hanno e per lungo, e per trauerfo diftefe nel fondamento , e io-
pra ui hriuno murato , rilpiarmando in ciò la fpefa del ficcare e'pali. à me piaccio
no alfai le mie pietre grosfilfime artihtiali; delle quali ho detto di fopra ; che co pò
ca fpefa fi fmno lunghe, e larghe quanto ad altrui piace, e perla grandezza loro ,
fcnza altra calcina ioilengono benilfinio quanto fi uoglia gran pelo. Con le qua-
li ( le pur uorrcmo adoprar calcina ) fi potrà anche fare la Iponda del fondamento
di fuori, e quella di dentro, con alcune traucrfe, à guifa di contraforti, empiendo
dopo e'uacui ( ancorché ui fia l'acqua ) con calcina albarcfc molto più dura dell'or
dinaria, e con uiue pietre picciole. Delle orationi che fi fanno à Dio , e delle ceri
monic che s'ulano nel mettere nel fondaméto la prima pietra, e del gittarui mone
te,e medaglie, con l'imaginedcl PrencipeòSignore,che farà fondare ( il che in
parte ancora s'ofleruaua da gli antichi, come mi ricordo hauer notato appref-
Corn. Tacito nel jo Cornelio Tacito ) non dirò qui cofa alcuna, per elTer tal cofa notifiìmajC rcligio
^'^•i"' famcntc per tutto ofscruata.
Della materie, che debbe feruire per fab ricare le
muraglie. C a i'. xi.
G I R O L A M O M A G G I.
^nflophanene^li
Cetili .
Liuto ndlih.i.dd
la Deca i.
T^t/ Gciujialcap.
II.
T^ellib.y.de'Com
menUitj dilla giicr
ratranccjè.
CunioutlUh.-.
J^'liioghi citati .
Vitruuio mi cap.
S.diilib.z. ■l'inno
mllib-i').
li Diideo nelle ^n-
not. fopra le l\in-
dette .
Titl libro, de'modi
Al patlar Latino.
OLEVAN o gli antichi nel flircle ir.uraglic,adoprarein ucce di cai
cina la malta, cioè la terra tenace, e uilcofa intenerita con l'acqua,
comeiogiàofieruai appreffo Arillophane. Liuio parlando della
Suerrade'Cartaoinefi fatta àSa^onto diceche lamurat^lia di tal
Citta non era fatta con calcina, ma con malta, ò fango al coftumc
antico . Lalciò fcritto Moisè, che gli edificatori della torre di Babi
Ionia adoprarono creta, altri cipongono, bitume , molfi forfè dalla autorità de gli
fcrittori Gentili , come di Vitruuio , Quinto Curtio , Giultino , e d' altri, che dif-
fero, la muraglia di Babilonia elfcre Hata murata con bitume. Giulio Cefare di-
ce, chele mura d'Auarico erano fatte di pietre e di traui^ fecondo l'ufanza fcruata
quafi comnuinemente in Francia.
Quinto Curtio dice, che'l muro di Magaza giàaffediata, e combattuta daA-
leflandro Magno, dalla parte di lotto era fatto di pietre , e di fopra di maton crudi.
I maioni lono itati antichilfimaniente ufati,come fi uede apprelfo Moisè,& Arifto-
phane. LodanoVitruuio, e Plinio le muraglie di matoni, dicendo, che s'elleno
fi tanno poUte, ik a filo, fono molto durcuoli,& eterne.
Adoprauano ancoragli antichi per fare le muraglie, pietre quadrate, cioc'fico-
mccfponeilBudco) da'cantoni retti, & a fquadra,quali chiamiamo uolgarmente
pictreconcie.-òueio, fecondo Adrian Cardinale, pietre tagliate con IcarpcUo e
poluCjbcnchc non fiano ucramcntc quadrate. Di cui il parere non midifpiace,au-
ucnghi
Libro Terzo. 87
uenghi che, nelle muraglie antiche, e dì pietre dette quadrate, uc ne uediamo
hoggi poche quadrate, ma ben uè ne trouiamo molte delle figure chiamate da Eu
elide, Eteromice,Rhoniba, Khomboide, e Trapezio. Delle quali figure fo-
no in alcune pietraie fatte le pietre dalla natura , come fi uede per la ftrada di Ro
ma tra Montcfiafcone, eBoHeno, un miglio è mezo, ò poco più, lontano daBolfe-
no;& alcune ne ho ucdutcin moki fiumi dellaTofcana, e maflTimencl contado d'
Anghiari nel picciol rio della Tcuerina . Queftc pietre quadrate, tanto più piace-
iiano à gli antichi per fare le muraglie, quanto che erano maggiori . auuenghi che
mciiliorefifteuano alle machine dette arieti, con le quali fi faceuano le batterie,
maifimamente quando erano ben commcfie. della qual forre Herodiano dice effe Herodiano nslUb,
re iì:ate fatte le mura di Coftantinopoli. Equeftocrapcr che t]uelli più fi fidaua- terT^-
no nella materia, e grolTezza delle muraglie,chc nella forma . E perciò a ncorauc
diamo nelle muraglie antichiffime, fatte di quefte pietre quadrate, che fono det-
te molari, cioè da macine, non uieffer ueiìigio alcuno di feritoie, quali, co- Feritoie ddlemu-
mc habbiamo detto un'altra uolta, erano poco in ufo, benché N^itruuio ne faccia ^'^g^'^ sfoconi ufo
mentione, dicendo che le torri debbono fporgere fuori delle cortine, accioche '^J'J^ """^
quando e'nemici fi uorranno auuicinareà quellc^damandeflra, e dalla finiftra
per gli aperti lati fiano feriti .
Le megliori muraglie che fu(rero,e che fiano in ufo, fon quelle di matoni,e quel
le di pietre quadrate : e quefte molto refiftono all'artiglierie, pivr che non fiano di
pietra uiua, quale battuta s'intro na, & à guifa di uetro uà in pezzi . Vuole Vitru-
uio, chea trauerfo perla groffezz idei muro fi mettino, e murino certi trauicelli
d'uliuo arficci, quali uolgarmcnte chiamiamo catene, à fine che l'una, e l'altra cor
tcccia,ò fronte del muro colligata, meglio fi mantenga . La qualcofa àme non
piace ; auuenghi che il legname non s'unifcc mai con la calcina, e con le piecrc , e
non è nelle fabrichefopra terra cofi dureucle come la pietra, ò il matonc. Leon
BattiftaAlbertièdiparere, che ciò far fi debba con lunghe pietre, quali l'una e 1'
altra corteccia del muro abbraccino . Et in tal cafo io giudico, che fia util cofa
fare l'cftremità di tali pietre alquanto più larghe, che non faràilrcfto. Ma per-
che è dilficil cofa trouare per tutti e'iuoghi pietre fi grandi, e uà molta fpefi à ca-
uarle,e polirle,io ho pcnfato che farà il meglio per qucfto effetto fare matoni di tal 7{uoua forma di
forma, che alle tefte uno con l'altro s'incaftrino,ò come uolgarmente fi dice, à co ^^^oni.
da di rondine, òquafi à foggia d'uncini, pigliandofi fcambieuolmente un mato-
ne con l'altro, quali faranno cagione, che lecorteccieò fponde del muro, per la
forza del riempimento, e del pelo non s'aprano. Gli antichi poneuano fimili col
legamenti di pietre ad ogni cinque piedi d'altezza , accioche, fé nel mezo il muro
calafle, non uifcendeffe dietro tutto il pefo, ma fufie da quelle pietre lunghe ri-
tenuto. Queftanoftralbrte di matoni fi metterà non folo per il trauerfo del mu-
ro, ma ancora per il lungo, che in tal maniera quello farà come che d'un pezzo .
Benché per refiftere alle batterie fia meglio fare quella parte della muragUa, che
potrà eflerefcoperta dal nemico (chefuoleeffereda'cordoniinfu) co'matoni che
fìiano per taglio,© per coltello con le tefte uoltatein fuori.
Le pietre uiue, e che poco refiftono al fuoco, fi metteranno ne'fondamenti, e Le pietre uiue,&
ne'luoghi molto humidi:& il fimile fi farà de'matoni bifcot^i. Quelli che firan- ematonibifcottifi
■ r I • r 1 • I ^ — murino ne iOHAa -
no poco cotti, non laranno buoni per fondamenti, ne manco le pietre morte, qua ■
li dilouerchioall'humido fi mollificano, e diftbluono. ma bene feruiranno per
riempimento della muraglia fopra terra, edoue non abbonderà humidità. che
mettendoli all'aria, maffimamentein luoghi che risguardano la marina, ò laghi ^
òfonuolti al uento Oftro, fi confumano àpoco à poco, comefefulfero corrofi,e
riceuono danno da'ghiacci , e dalle brine , che fogliono anche nuocere à'bifcotti
& alle pietre uiuCj cu etriole,quali alla moltadurezzaj ^alfuonofi conofcono.
Però
Della foYtìf. delle Citta
Tietre della cortec Però perle cortcccic delle muraglie s'eleggeranno quelle pietre, che faranno di
eia cUccauejCfie fncglior tcinpcramcnto, cioè quelle, che fi chiamano morte, ma non fono troppo
tenere, come fon quelle, che fi cauano al principio, & allafcorcia delle cane da
pietre bigie, e fcrcne; quali efiendo di colore , che pende al .•:crrigno , e gialliccio ,
quando fi cauano fon tenere, e mcffe in opera, fcmpre s'indurifcono più, e rcfifto'
-; no à tutte l'ingiurie dell'aria. Il riempimento de'parapetti Irfarà di matonimal
eotti , quale anche ad alcuni piace di maton crudi ftaqionati^ cbcn fccchi, mu-
rati à calcina (e qucftodouc non fia pericolo d'humidità) per che marauigliofa-
mcntcrcfiftono all'artiglieria. Le pietre treuertine, e quelle che fono della me-
yitriiH.nelcap.7. defimagcneratione, fecondo Vitruuio,fopportano tutte l'ingiurie dell'acre, &o-
fldlib.
2.
gni gran pcfo, ma tocche dal fuoco, fcoppiano, e fi sgretolano . Catone uuolc,che
le pietre, ches'hanno a murare, fi canino d'cftate, e fi tcnghino al difcopcrto, edo
pò due anni quafi àpoco à poco auuezze all'ingiuria dell'acre, s'adoprinor» Sono
per gli cdifitij lodate più le pietre bianche, che le colorite : così l'afpre più , che le
lifcie, e luftranti, e che fpruzzatc d'acqua, non fi fciugano in un tratto, pcrch ° que
fte non fanno prcfa con la calcina : il che auuiene ancora a quelle, che un'altra uol
ta faranno ftate in opra. Sono oltra di ciò mcgliori quelle di caua,che qucHe,ch'c
Tietre fì>ugnofe «- fi ricolgono fopra la fuperficic della terra, e per c'Ietti dc'fiumi . Lepietre che ba-
tiliUlmeperUìnu- gnate nell'acqua, diucngono molto gricui, non durano ali'humido. Lefpugr:o-
^•^é^'^' le benilfimo fi collegano infienie nella muraglia, e bagnate dalle pioggie, e colaa-
dofi la calcina, fanno la muraglia come tutta d'un pezzo ■■, il che fi uedc cffere inter
ucnuto nella muraglia di Pila. Si conofceranno le pietre buonedallc cattiuc,
per guardarealle muraglie antiche, hauendonódimenorifpettoà'uarij afpcttidel
cielo, &à'uenti,mari,e luoghi, à'quali tali muragUe faranno uoltate,dondc fuoi na
fccre la caufa della corrofionc delle pietre .
De'imtoni. Hora parliamo alquanto de'matoni . Vitruuio lafciò fcritto, che i matoni non
Vitntuio nel cap. fidebbonfarc di terra arenofa, ne che habbiapicciolepietruzzcj perche fatti di
3. dellib. z. tal materie, primieramente fon gr'eui ; di poi, quando dalle piogge fon bagnati
nella muraglia, fi guaftano ; e quando fi tanno, per l'afprezza non s'impaftano,ne
s'unifcon bcnr. però dice, che fi dcbbon fare di terra bianca,cretofa, ò uero roffeg
' ^'^' giantc, ò di fabbion mafchio: quali forti di terra fon molto lcggieri,e ferme,e non
aggreuanoropera,efacil;-nentes'unifcono infieme. Di più dice, che e'm atoni uo
gliono eifcre /tati fatti due anni auanti, che s'adoprino, e che in Vtica,folo il mato
ne ben lecco, e di cinque anni, era approuato dal magiftrato, per metterlo in ope-
ra. Qual forte di matoni s'ufa in molti luoghi d'Italia, che non hanno commodi-
tà di pietrc,ne di legne da cuocere le fornaci ; e della quale erano fatte dal mezo in
MuragUadiTon- giù le muradel cartello di Pontorme in Tofcana, uicinoad Empoli : quali non ha
torme dal mczo in molti anni furon fitte rouinarc dallo Illuftrifiìmo & Eccellentifs.S.Duca diFioren
giH dimaton aii- za c di Siena. Vfarono ancora gli an tichi le muraglie di matoni cotti,come fi uede
per le reliquie, e rou ine de gli antichi cdifitij . quali matoni hanno ne'lati mefco-
latoalquanto d'arena rolfa, e di marmominutamentepefto. Come te IH fica Vi-
truuio, c'matoni erano quanto alla mifura di tre forti.La prima d'un piedc.c mczo
di lunghezza, e di larghezza un picdeda fecódadi cinque palmi per ogni uerfo(èil
palmo di quattro dita ) la terza di quattro palmi . benché fé ne ucgga ancora ne gli
cdifitij antichi di quelli molto più piccioli, che non dice Vittuuio . Ne gli edi -
fìtijpublici,s'uiauauo perlopiù e'matoni maggiori, cofi anche ne gli archi, auuen
ghi che, fi come è ftato olferuato dallo Alberti, e lì uedc nelle rouinc di Roma, ui
le ne trouano di quelli, che fono due piedi larghi per ogni uerfo. E non ha tre an-
ni,che nel contado d'Anghiari certi uillani Icoperfero un fondamento di mu-
raglia antichilTimajnel quale erano matoni lunghi un braccio luno,larghi circa un
picdCj c'groffi quattro dita,&: anche più. E' matoni^ checommuncmcnte s'ado-
prano
di.
7{el detto cap-^.
Libro Terzo. 88
prano in Italia per le muragIie,fono lunghi un picde,chc è mezo braccio Tofcano;
larghi per la metà della lunghezza, e groffi per lo più, manco della metà della lar- Matoni molto grò f
ghczza. Quando ci piacelse di fare e'matoni molto grofìì, infcgna l'Alberti, che fi,comcJi cuochi-
a debbino in più parti forare, acciò meglio fi cucchino , che altramente haucria- nobmijjimo.
no più polpa che eroda . La qual cofa làrà utililfima non folo per la mcglior cot-
tura, ma anche perla meglior colligatione , quando fi mureranno, auuenghi che,
empiendofi t]uc'fori di calcina , quando quella fi feccherà, ftaranno faldi e ferrati
infieme, non altrimenti che fé fu fiero con molti chiodi uno con l'altro conficcati .
A' me in uero molto piaceriano e'matoni della groflezza ordinaria,Ia metà più lar-
ghi, che non fi fauno ;ò la metà più lunghi, perche oltra il rifpiarmarfi molte ope-
re di muratori nel metterli in opra, la muraglia uerria molto meglio collegaca con
queflii, che con gli altri .
Hàpenfato lo fiircnuo, & ingcgnofiflìmo Capitano Alfonfo Ariano,una forte di Vjianafortedìmx
matoni,£he di fuori fiano cotti, e dentro crudi, donde refiftino alle batteriche non **""*
fi guaflino dalle piogge, e da'ghiacciati . Il che nonfo in che modo fi pofla fare, fé
però altruinon uorra fare il matonelungo un braccio, e grofib mczo braccio, k-
fciandoloda una tellaò anche datuttadueaperto,per em.pirlo dopo di creta bat-
tuta, quando s'hau era à murare, & à mettere in opra . nel qual cafo mi piacerla che
iì facefsero bucati, per potere ne'tempi diilatc, quando fi temefse di batteria, col
dar di fopra alla muraglia acqua^ fare ammollire la creta, auuertendo nel murare ,
di non ferrare e'fori con la calcina. u ti
La terra per matoniuuoleelTcrfottile, molto paftofa,tenace euifcofa, echeaf- /'^^Jq^ì.
fai biancheggi: benché alcuni nonlauoglionotroppo grafia di fango ò loto, ac-
ciò nel feccarfi il lauoro, non fi ritiri in fé fteilò, e non efca fuori di fquadra. La ter-
ra, che è piena d'arena, «di pietmz2e,non è buona, perche nel feccarfi fi fende,
€ sfarinai&il fimile fa nel aiocerfi;c quellepietruzze,che ui fon dctro,fatte calcina,
come fentono l'humidità, fmno rotture in diuerfi lati . E' buona per far matoni
non folo la creta bianca, raà ancora l'azzura . nondimeno l'azzura fi debbe d'eftatc
feccare al fole, poi fi mette in mollo, & à guifa di calcinas'intenerifce, e diuiene pa
Hofa. S'adopra ancorala melma grafia, che conducono alcuni fiumi, e canali d* creta delle colline
acque ; ma quefta fa il lauoro di poco neruo,e molto facile à romperfi. E^ gran dif- „(,„ cosi buona co^
ferentia fra la creta da matoni, che fi caua nelle colline, e ne'luoghi alti; e quella me quella desiarti.
che fi caua nelle ualli, e ne'piani . perche quella de'piani è più morbida,e più tena-
ce ; e quella del le. colli ne. è piùafpra,e manco uifcofa.però chi fé ne uuol feruire u-
tilmente^bifognamoltobenriraenarlae batterla con uerghe di ferro (alcuni per
rimenarla meglio, hauendola ridotta in malta, ui fanno camminar fopra buoi,ca-
uaJJi^ altri fi mili animali grieui ) e mefcolarui dentro pula di grano,ò fimil altra
cofa, chela mantenga unita . Di uenta anche megliore, tenendola cauata all'aria,
&à'ghiacciati. Il lauoro fatto di quefl:a forte di terra , chiamata in Tofcana, creta
forte, fi leua. dell'aia alquanto ucrde( come dicono e'fornaciai ) cioè non beneaf-
ciugatoi efi mette ingriccicli à fccccare,acciò non fi fpezzi. e quando fi sforna, fi
fuol bagnare con l'acqua più che non fi bagna quello, che e di miglior terra. Biso-
gnando in cafi di neccifità adoperare la creta, che habbia molti fafietti, quali ne
matoni diuentano calcinelli, e gii rompono, come s'è detto, conuiene metterla pri
ma à feccare, poi pefì:arla,ecriuellarla per cauarneli. , , ,,
Vuole! Alberti, che la terra da lauoro fi caui nel! autunno, e fi tenga a macera- fimacm.
re tutto l'inucrno ; e nel tempo della prima nera fi lauori . perche facendone e'ma-
toni di bruma, ò d'eilate,per il freddo, e per il caldo, quelli fi difciolgono, fi fendo-
no, e fi guaftano . E fé pure altrui gli uorrà fare per e'tempi freddi , fubito che gli
liauerà fatti, gli debba d'inuerno coprire con arena afciutta, e d'eftate con paglia
bagnata.
Sì
Della fortif! delle Città
Si fpiana anche utilmente il lauoro nell'autunno, perche uuolc il tempo tempc
rato i e nciruno,e nell'altro fi debbeafciugare all'ombra, & al coperto, auuerten-
do di non fpianarc quando tira il ucnto, perche quafi tutto crepa, e fi fende.
Quando e'matoni fono bcnifiìmo fccchi^all'hora fi mettono à citoccrc. Il fegno
che fiano cotti, fi è,quanào la uolta,che gli foftiene, e diuenuta bianca, e difopra il
lauoro è ro/To d'un certo rofTo, che penda in giallo,cnclmezo delhi fornace èab-
bafiaro, e calato quafi un mezo braccio : e la fiama cfce bianca, ò gia.lla, del colore
del ramarro, e non fa alcun romore .
Ricercheria il Iuogo,chc fi diceffc delle mifurc delle fornaci da matoni, e lauoro
di terra , e di quelle dalla calcina j del muodo d'infornare; del dare la tcinpera & il
fuoco, e del rimediare às^liinconuenienti, che fie^uono nel cuocere, e nello sfor-
nare.edi tuttele diligentic,che fi debbono ufarcin fimi!earte:ma pcrcheion'
ho trattato ne'mici libri della Architettura , raccogliendo tutto quello,che ho po-
tuto ritrare da diucrfi artefici, qui non dirò altro di tal coia .
De'lxcalina. Quanto s'appartiene alla calcina, Vitrnuio dice, ch'ella fi debbe fare di fafso
f^itruuio nel cap. bianco, e che quella, chefaradi più faldo, e più duro fafso, farà più utile nelle mu-
^.dellib. 2. raglie . Catone dannala calcina fatta di nari e forti di pietre quando fia mefcola -
ta : e quella che fi fa di pietra felice, dice efscrc al tutto inutile . Scrifse Leon Bat-
tifta Alberti, che la calcina buona debbe efì'crc il terzo più leggiera , ch'ella non e-
Tieirada calcina, ra in pietra , e che la pietra per calcina, debbe efser durifsima, fpcfa , e bianca . di'
più, che la pietra di caua e megliore, che l'altra pietra, che fi raccoglie . S'adopra -
no per calcina communemente per lo più tre forti di pietre, cioè il Treuertino, il
Colombino , e lAlbarefe. La calcina di treucrtino,ftando in luoghi humiJi, non
s'afciuga, cnon uifàlaprefa. Quella di Colombino è buona in tutti e']uoghi,&
è di gagliardo ncruo. L'albarefc,ò albazano, meglio di tutte le calcine fa la pre-
fa in acqua, e perche, ftando macerato , efpento , fi ftrigneinfiemedi fouerchio,
efi ^uafta, peròfidebbcadoperarprcfto. Laonde per murar fondamenti, con-
dutti, e forni di mine e adoperato a/Hii. La calcina , che non fia troppo ben mace-
rata, è molto pcricolola nell'opere, mafilmamente quando ui fon dentro certe pie
• truzzeldette calcinelli , quali dopo macerandofi,fanno crepare la calcina,^ il mu-
ro, pure quando la nccclfirà ci sforzi adoprarla, piace ad alcuni, ch'ella s'adoori
ne'fondamcnti, e doue fia molta humidità.Ncl macerarla, efpegnerla, fc le dia ab
bondantemente acqua, facendouela però entrareà poco à poco, che altramente
. ella s'abbrufcia, e diucnta poco tenace .
Dellarena, ^ L' arena è di tre forti, cioè di caua, di fiume.e di mare. Quella di caua è meglio-
re di quella di fiume, e quella di fiume, èmegliorcdiquella di mare, quale è dan-
! nata per rifpetto della (àlfedine ; benché tal uitio in parte fi emenda col lauarla ia
acqua dolce.
Nel mefcolare la calcina con l'arena, il che e'muratori chiamano far malta, uo
gliono alcuni, che cficndo l'arena di caua, fc ne metta tre parti in una di calcina:
màs'cllafaràdifiume,ò di mare, fi debbino mettere due parti d'arena in una di
calcina . La pozzolana,che fi caua in Campagna, intorno al monte Vcfiruuio,è me
gliore di tutte l'altre arene, maflìmamente fotto acqua, doue fa preftifTima, e ga-
gliardiflìmaprcfa. Ma fi debbe auuertire,che quando la calcina farà per il tempo
diuenuta poluere, è più debole, che non era prima, e però uorrà manco arena .
Manco arena ancora dell'altre calcine uuole quella, che farà di pietra porcina, che
è negra . però fi debbe fare diftintione da una forte di calcina all'altra, nel metter-
ui più ò meno arena. Catone è di parere, cheper ogni piede di calcina, fé ne dia
un mezo d'arena ; il cui parere difpiace à tutti e'muratori .
Giona aflai alla faldczza dell'opera, mallìme ne'fondamenti, & in luoghi humi
di & acquofi, mefcolare nella calcina minuti rottami di uafi di terra cottage di pie-
tre.
Libro Terzo. pi
tre, edimatoni pcftati, quali per l'aridità, fccchczza,&arprczza loro, afciu «ano
'prefto l'opera, e la fanno diuenire come d'un pezzo . Nello adoprarc l'arena s'hà
d'auuertirealla qualità delle pietre, che fi debbono murarc.perche le pietre molto
fccche, e fìtibonde, uogliono la calcina ammaliata con arena di fiume che è dell'
altre ^iìi frefca : e quelle,che fono più humide,la uogliono con l'arena di caua che
èpÌLilccai,e meglio afciuga. Qucfta fi troua di più colori,cioè negra bianca rof-
fa, gialliccia, e carbonchia . e trouafi taluolta mefcolata con la ghiaia . Quanto al-
l'arena d'acqua dolce, megliore è quella de'torrenti, e fiumi uicini alle montacene
che quella de'fiumi abbondanti, e che corano per piani, che non hanno pietra!
I legni ch'ella fia buona, fono quelli cioè, quando fopra di quellanon ui nafce her
ba ; quando ftrigncndola con mano, non s'attacca iniìcmc, ma disfaccndofi,larcia
la mano netta, ò mettendola in bianca tela di lino,e bagnandola,& alquanto rime
nandola, non Tene fcola acqua torbida, e non nediuiene tal tela macchiata, che
altramente fi ha indirlo, che ui fia mcfcolato dentro fango e melma fottile, che fuo
le cficr cagione non d'indurire la calcina, ma di fneruarla,e farla sfarinare ; donde
Je fabriche bene fpeflb fi fendono, e difcioglicndofi l'opera, uanno in rouina. L'a-
rena di mare fecondo l'Alberti, non s'adoprcrà nelle fabriche, che risguardanoin
uerlb Oftro, ma più tofto in quelle, che doucranno eflcr uolte alla Tramontana .
Quella che farà grolfa e molto granita, s'adoprerà ne'riempimenti delle muraglie,
nc'fondamcnti, e nc'calciftruzzi ; che altrimenti in quelle di matoni,e di pietre ta-
gliate àfcarpello, ella ricfce dannofa, perche non lafcia accofiarc infiemee'piani
delle pietre, e de'matoni, e dopo nel rafciugarfi la calcina,rirnàngono in mezo ua-
cui, &ilmurouten quafi tutto disligato. Auuertirano molto bene e'muratori, di
non adoprare l'arena, che habbia melma, e terra: auuenghi che, quella terra col
tempo fa, che nella muraglia nafcono uhui, e fichi filuacichi,& altri arbori, che
fanno immarcire, e fendere le muraglie; benché ciò foglia anche auuenire per ca-
gione delle buche, e de'uacui,che per in auucrtenza fi lafciano ne'riempimenti di
dentro ;doue facendo e'nidi diuerfianimalctti, eportandouifemi, e lafciandoui
fporcitie, ucngono dopo col tempo à nafcerui fimili arbori .
Il tempo di edificare, debbc elTer temperato,però fi biafimano l'inuerno, eia fta
te, quella per la troppa fecchezza, che non lafcia fare la prefa alla calcina, e quello
per cagione dc'ghiacciati, che fanno sfarinare la calcina; e dell'acque , che fouer -
chiamcnte dilaiiano il muro, el'indebolifcono . benché elTendo noi collretti à mu
rare ne'tempi caldi, fi pofsa in parte rimediare alla ficcitàcon lofpcfso bagnatela
muraglia, e ne'freddi, fi pofsa ouuiare al danno dc'ghiacciati, con lo immaltare &
incrollare di creta e di fango la muraglia , perche fi uede , che'l ghiacciato non fa
danno troppo in dentro, e s'è prouato,che quello incrollamento non lafcia punto
offendere la muraglia .
Y, Ragguaglio
Della Fortif. delle Città
Ragguaglio fatto dame lacomo Fufto Caftriot-
to alla Santità di noftroS. Papa Paulo III. fopralafortifìcationc diBorgo, per
un dubbio, che molte il Capitano Francefco Montemellino, quando era
Capitano di Cartello Santo Angelo, prefentando in fieme un modello,
all'andata, che in quel tempo fece fua prefata Santità in Caftel-
lo. Auucrtimenti fopralafortifìcationc di detto
Cartello. C a p. xii.
I A C O M O C A S T R I O T T O.
AVENDO V. Santità per molti Ottimi rifpetti rifoluto in quert' an-
no 1548. mandare ad eflccutione la fabrica,e fortificatione del Bor-
go di San Pietro di Roma; riparandolo perhoradi terra con utili
baftioni .-e mouendolì dubbio foprail principio dato da me laco-
mo Furto Caftriotto da Vrbino,humiliffimoferuo di quella,al luo-
go detto Sàto Antonio fopra porta Pratufa, Che il lieo prefo da me
in alcun luogo fia debole, e molto in potertà del nemico, che gli potria nuocere
con pala, e zappare maffime alla parte dauantila porta detta da noi la Vafca;
parendo ad alcuni che'l baftione fia porto, e fondato in luogho precipitoso ; io
per fatisfation mia , e per mortrarc à Voftra Santità tal cola da molti Capi rani , Si-
gnori,e martri di guerra eflcr mal con fi derata, dico con fopportatione di chi potef
le uenire da me oifcfo,che andando effo fondamento dallaVafca,cauato dal piano
di fopra in giù canne cinque, fino in lei, per hauercbuon fondo; mettendomi io
dalpiano per linea diritta, mi trouerò di fodo canne noue in circa; e di mobile,
perla terra cauata, da gittaruifi canne noue in circa, che faranno in tutto la fom-
ma dalle diciotto fino alle uenti . i\ che molto bene mi trouerò tanto in piano, co -
me in altro luogo da eJfa Vafca alli Spinelli . e per quefto dico , & affermo , la con-
traria upinione eflerefalfiffima, e non bene confidcrata.
Soprailrertodiròanco, cheelfcndo ciò dame ftato molto bene confiderato,
& in più, e diuerfi modi meflb in difegno,come lemprc in mano mia fi poterà uede
re, il primo confidilo mio fu, di fare due Balluardi, l'uno à Santo Antonio, l'altro
fra Santo Antonio e lo Incoronato, tirando le cortine al primo torrone , faccendo-
lo Caualliero e coperta de'fianchi . Riuedutolo poi, il rifpetto delli dirupi , per la
mobilità del terreno, mi fecero lalfarlo.
Penfai ancora per la breuità del tépo , ualcrmi delle muraglie uecchie , metten-
dole per prima difcfamódimeno trouandomi à rtretto,e]e difefe uenire di poca ca
pacità, inficme con lo allo ntanarmi dalla fupcriorità del fito, quale è Santo Anto-
nio ; e da detto Santo Antonio adietro ; doue à commodità tacendo tal ritirata, pò
teuano alloggiare foldati con numero di grortb efsercito, e con molta fixcilità ue-
nirmi fotto , e battere ; & oltre al battere , con pala , e zappa nocermi ; trouandofi
erte muraglic,come di lopra,per primo affronto, mi rifoluei lafciarlo da parte;efsé-
do che perle quelle , trouauo perlò il tutto : ancora che hauelfi penfato hauer mo-
do, trauerfàndo con riparo dal torrone di detta porta, al torroncello piccolo ucrfo
lolncoronato, per dar tempo al tempo, et al combattere, pure uedutoilfito fiac-
co, uicto, e di Ipefa infopportabile , &i corpi per le difefe piccoliràmi, mi rifol-
uei à lafciarlo,parendomi cofa da farfi, quando elso Borgo hauefsc hauuto nemici
uicini ad una giornata.
Penfai ancora, trouandomi à tutti i pcnfieri, ch'io facefsi, cfsere molto figncr ig
giato dal monte contiguo à Santo Antonip, mettermi con un folo Balluardo a S .
Antonio proprio, ritirandomi conia cortina al torron grande, e quello unito ad
cfTa
Libro Terzo. pò
efsa cortina, metterlo per caualliero, feguitando del rc/to tutto l'ordine che hog-
giè meiTo in opera. Il qiial difcgno faceuaqucfticlFctti; prima andauaanimo-
focon profontionc^c frollando il luo nemico per ftrada,lotaccua perdere d'animo,
di poi s'impadroniua delia ualle,ependice,edc'monti circonuicini,sforzando il ne
mìco al ritirarfì per alloggiamento. Faceiiograndiffimofbfso ponendo quali la
ualleuoltaallcfornacijConquella, che fi troua lotto Santo Antonio. Il qual fof-
fo ftaua benilfimo guardato per tutti i modi, e da tutte le bande; & elTb baftione co
priua tutto il refto delle difcre,da quello per in fino al luogo detto il Gallinaro.Del
qualemcdefimamcnte, oltrealdifegno, chefi troua nella carta fegnato con la let-
tera R . ne m.oftrai ancora modello , il quale al parer mio ftaua benilfimo . Non-
dimeno trouandomi modo all'opera, che hoggi e principiata, con argini, non con
argini, ma monti, da coprirmi, e molto bcnefaluarmi da batterie, oltre al com-
modo del fignoreggiar il paefe, ftandoli iuperiore al tutto; penfai di dirupare
Santo Antonio, perii qual dirupo tolgo al nemico il modo di comparirui. che
non potendo con trincee, con gabbionate,ò altra prouifione che egli fiiceffe, in ai
cun modo tenerui malfa di gente,non potrà manco foftentarui guaftatori, che con
la pala e la zappa mi pofllno uenire à nocere, come alcuni dicono . E maifime, ftan
do io,come di (òpra ; fi per che per la ftrada del Balluardo principale, che fi:oprédo
batte il tutto;il Caualliero d'efla torre fcopre , e batte i torroni;che lafciati à dietro,
non mettendo conto al nemico batterli, difcoprendo anchora elfi, fanno effetto.
Da Beluedcremedefimamente alzatomi da terra, fatto i Cauallieri, come fi uede
nella pianta, & in modelIo,ancora efifo fcopre, e batte,
^^dunque non ueggo donde habbiano à uenire guaftatori, che con pala, e zap-
pa, come alcuni dicono, poflìno così facilmente mandare in rouina elfo corpo, fat
toà detta Vafca. Ne manco ueggo douepolfinoftar duefquadredi fanti nemici
per guardia di tali guaftatori, e dirupatoridi tal luogho; che io à tutte l'hore non
polla faltar fuQia ^ e con fauore delli fopradetti Cauallieri/caramucciando diftur-
Jbarli del tutto . ' '-'r *
E quando bene per grande impeto e forza ( anchora che lo per cofa ImpolTibilet
ciò tenga ) fi faceife in detta Vafca tal dirupo, ò in altro luogho delle mie fortite ,
dico, oltre la commodità del ritirarmi, & in molti modi aiutarmi, prima che fi uen
ga alla rifolutione della muraglia, farò in detta muraglia per un rimedio alli Torro
ni cale matte, fianchi, e foprafianchi,con alquanto di fofiTo; e col fauor di Beluedc-
re, donde poifo ad un bifogno cauare gente à piedi, & à cauallo, per la rifcolfa di
tal luogo, combattendo,darò tempo al tcmpo,e facilmente potrò ricuperare il luo
go perduto.che s'io mi fuifii da principio ridotto à quefto,uerriano, come ho detto,
le difefe piccolliflìme , cofa grandemente contraria all'ordine, che uuole tal opera;
elfendo la capacità femprelodeuole, elaftrettezza difconueneuole à tutte le fa-
briche,non che à quefta che è difefa d'una Roma, che altramente fi mette al primo
in pericolo il tutto. Però mi fon diterminatamente rifoluto alla prefente opera;
con ordine dell' Illuftrifs. e Rcuerendiflìmo Card. Farnefe, per hauermene da-
to fua Sig. Reuerendiifima carico di mandarla ad elfecutione, col configlio , e pa-
rere dello Illuftriffimo Sig. Alefsandro Vitello , in quefto, et in ogni altra cofa ap-
partenente alla guerra giuditiofiffimo; e così ho dato principio, come manifefta-
mente fi uede.la qual opra refta fottopofta al giuditio de'maftri di guerra,e Capita
ni da V. Santità eletti alla difefa della Sani a Chiefa, al quale fempre mi rimetto .
Piv oltre,non uogHoin modo alcuno lafciare,BeatilfimoPadre,difcriuerequaI
che cofa fopraCaftello Santo Angelo, Dico adunque à V. Santità, come molte
uolte ho detto al Vitello, & ho à quella moftro in pianta, & in modello, che elfen-
do quefta fortezza nel capo del Mondo, e bellifsima, è cofa conueniente aggion-
gerui più fortezza, acciò fi pofsa dire il più bello, & il più forte di tutto il mondo.
Z 2 Et
13c!!afortÌL delle Città
Et entrando colpcnficro , e co! mio debole difcoifo nelle conditloni, che in loro
uogliono le fbrtezzc,lo trouo per ogni occafione di guerra inabilifsimo al relìfte-
rc à gride impeto di forza. Auuertilca adunque V.Santità,chc detto Cartello, ò ma
fchio è dalle muraglie tanto aftretto, che'l fiato à pena può efsha.lare>& efsc mura-
glie in torno perla uicinirà al mafchio, da le ftelse à ncfsun tempo polsono aiutar-
li; oltre refsere note dal bafso all'alto: cofa di cui altra non può efser peggio alguer
reggiarc d'houli, per rifpetto della ruina, che dalla grandilsima forza delle artitjlie
rie procede. Apprelsoquefto, fono i corpi de'torroni piccoli, inabi.li àrefiftereà
quattro botte di cannone, e fenza punto di piazza, douc a! bifogno ui fi pofsa fare
alcunaprouifione. Adunqueàgrandc im])Cto fiamo chiari di non pcucr refifte-
re e durarc,per la ftrcttczza de'corpi delli torroni, nc'quali rimedio non lù è da fal-
uarci fianchi, e fapemo,perfi quelli, a che termine ftanno le muraglic,e cortine, e
malli me le uote dal fondoalla cima. Sopra il qual luogo faccio quello giud.itio,che
ogni uolta,che'l nemico qual fufse intorno, tacelTe cóto di mettcrfi fotto ( cernie be
nifsimo potrebbe fare; all'oftacolo di tal cofa, non ui potrà efserc altro Caual-
liero, chclalbmmitàdel malchiodcl Caflello,il quale difendendo, manda rutti
c'tiri di ficco, tSc ammazza folo unhuomo, rompe una rota, rompe un pezo.e per
quello il nemico non refta,e non è coftretto abbandonare l'impreia. Così s'accolla»
&accommodatofi, batte, e con gagliarda batteria fubito toglie la parte da bafso,
qual tolta per la fopradctta uicinita, già trouafi accodato al mafchioic con tcftirudi
ni e gatti, (Scaltre machine fattofi coperta) per lunghezza di tempo col fcarpello lo
taglierà d'intorno tutto^e lo metterà in puntelli . e con fornelli ancora,che nel ma-
fchio potrà fare fopra terra , unita la forza con l'ingegno , oprerà tanto, che haucrà
l'intento fuo.
Laonde io per li fopradetti rifpettl, e per eflfere particolarmente affcttionato di
quefta comune patria, mi fon molfo à fare il fopradetto debole difcorfo; e per leua
re tal debolezza, & aggiugnere forza alla bellezza , ho penfato così : Trouando in
faccia al ponte un torrone filtro d'aliai bellezza, e non difutile à quello incontro
per guardia, per giugnerlo in fortezza &in utilità, lo faccio coperta di due fianchi
fnacftri, quali faranno tra elfo torrone, & il mafchio, facendoli croce due cortine ,
l'una tirata alla uolta di Sàto Spirito,e l'altra uolta à torre di Nona:& ambedue pei*
la liiìa del fiume, nel fine delle quali iì troueraniio due Balluardi,& à quelli nafc«
ranno due altre mcze cortine. Nel qual diametro h farà il gomito con due fianchi,
dal qual gomito,efuoi fianchi, corrirannole altrcdue meze cortine. Alfinedel
quale, altri due Balluardi fi haranno à fabricarc, Seguitando l'ordine dell'altre
due curue cortine, al modo detto . Al .fine di quelle fi faranno gli altri due Balluar
di,chc compiranno il fello, con giro, e capacità di fito, con buon corpi di Balluar-
di^e con cortine. ■'^:^'- •'* '^I'-'^m'- ^' oj.noltv
oi Dal qual fito fatto grande , ne rifulterà molto utile alla fede Apoftolica, che ad
ogni bifogno,e neceflltà,tutto il CÓcifioro ui fi potrà commodamentc faluare. La
qual mia fantafia difficile in uero farebbe à V.Santità ad intendere , fc quella lìon
hauelfc da poter guardare alla piàta,e figuradieflb difegno,doue uederà nella car
ta legnata con la lettera B. dalli 8. Balluardi, i fette gomiti , con quello del terrori
di Papa Alefsandro .
j>: L'ordine del fabricare tanto i corpi de'Balluardi, quanto i gomiti, le cortine & i
fiachi,l'altezze,groficzze,elùghezze,miparehauerlo moftro àV.S antità nella car
ta della pianta,alla quale mi rimetto ; e con debita humiltà e diuotione bafciando
à quella e'fanxilfimi piedi, prego noftro Si§.Iddio che le dia lunghilfima uita,fi co
me tutto il gregge Chriltiano defidera.
33 .\ Dell'
ASTR.
Libro icrzo.
Dell' opere di teira. Cai
XIII
9^
OS iioglio lafciare aiporqui alcune iràcfantafic fopral'operc,chc fi fannodi terra; fendo che il più delle iiolte per le occafioni della
ra più di terra, che di muraglia : i'iina per la brcuità del tempo"; l'altra che mentre, ch'erte
ra,proucdendoiidiftipaeditaicine della forte, che fi coftuma darafsi à'balHoni difcarpa,adogmtrc piedi uno, ponendo la f
,1 di trepiotte in tre piotte,e l'opera iierrà benifsimo.In un luogo di terra mediocre fi ha da proucdere la detta f ifcina d'hauerne in ab
guerra, ii opera più ai terra, ciie a: muraglia : i una per la oreuita del tempo'; l'altra che mentre, ch'ertb opere di terra durano, fono più
lorci coiura i'im|)eto dell'artiglieria ;<; però dico, che fecondo i luoghi e- lecondo i iiti occorre di fare uarie opere, ne'luoghi di buona tcr-
faicina
on il meglio gafon che in tal luogo iì polfa troaare, ponendo la falcina, e di due piotte in due piottc mefcolando de'letami in dcVtà terra .
che f irà di terra arenofa fchiettame'tcj'hà da prouedere al tutto di fafcine ia abbóddtia,& apprclfo s'hà da cercare hauer buone piotte, qùn
tte fottili , d'8. polfi in larghezza,e 1 6.in lùghezza, &: efle piotte porte doppie, l'una l'opra dell'altra, 8c con buone cauiglie fatte di legnami
lagrofiezza d'un pollo, e di lunghezza un piede . e tutti i corii^ di due piotte fi cauiglierano,ponendoui ad ogni corfo la fua ftipa bene fpef-
ccro alla faccia di erto gafone circa t]uattro polii, acciò che elfo gafone fi porta tagliare à filo per ilio, che cofiil baftione uerrà di bellifsi-
darafsi però d'ogni cinque piedi , due di Icarpa , melcoi^andoui per dentro . apprello elfo gafonc de lctan-,i e paglicci,ò altra limile materie
ìhauere, che cosi tal opera uerrà benifsimo, con prouilìone però, che come più prefto tutta fi debba accamifciare . Non refterò anco-
:he in tutti i luoghi, che faranno fen^zn legname, f huomo fi debbe prouedere di paglia, di fieni, e di letami,i:acendo de'mannocchi è ftruffi-
fecon-
fian-
^ _ ^ ^^ ^***, CO-"
alerone, tutte l'opere, die hanno à fcruirc à Tortezza, debbono uenire dal fondamento. Adunque per ouuiare à quefta fpcfa fi potrà fa-
tta l'opera di legname, come in quelle mofu-c li comprenderà . di fopra lì uedc ancora il modo di fare delle camifcc.
Della fortif. delle Città
s.
I
i;^^^^\^^\\^^^\V^^\^\^^^^^^^^v^vm^^v^v^^^^w^
Della Fortif. delle Città
Come debbino efleree'forti^ che s'hannoà fare
fotto ad una fortezza, ò Città, che uogliamo afTediarc. C a p. xinr.
lACOMO CASTRIOTTO.
ss END OSI fin quia pieno detto della fortificationc delle Città^
hora mi pare, cheli acconuenga trattare di quella, che fi fuolfarc
per gli cficrciti in campagna. Per dare adunque à tal cofa princi-
pio, dico che hauendo chiaramente comprefo nella guerra fatta
del 1552. alla Mirandola, l'opere moderne non cfier molto àpropo-
fito in tutti i luoghi: però fon fiato forzato porre in figura un nuo-
uo modo forfè al parere de gli intendenti pcrtettifsimo .-il quale fc non i'arà orna-
to di quella polita, e bella uifta, che all'Architettura fottile fi conuiene, niuno fc
ne dcue marauigliare,per che l'architettura militare e grofia, non è foggetta alle re
gole della lottile, & anchora per che uolendola imitare, ciò non paflerebbc fenza
gran danno de'foldati . Però fegucndo il mio propofito dico, che à'forti di picco-
lo 5Ìro, che habbiano à feruirc lotto fortezze, fa bifogno fir bona fronte alla par-
te deiroffefa,ehuellata l'altezza de'Balluardi e de'Cauallieri del nemico, ouepolfo
J J È.
no tener pezzi per olfefa della Campagna, alzarla con la grofiezza del parapetto
quanto fia bifogno; e poi por mente, quanto à dietro detta fronte cuopra ; ele-
iiatofi da quel quadro, e da quella bella uifta, tirarfi lotto, à caula che non refti al-
cuna parte di cliì forti fcoperta e fignoreggiata dalla artiglieria, fi come qui di l'ot-
to mofira il cifcgno . Per che uolendo tener l'ordine dell'Architettura di bella ui-
fta,conuerrebber ripari contra ripari, trauerfe, e fuade indirette, e non baftereb-
be. Et hauendo confiderato detti forti di poco giro, elfer co'loro parapetti fcoperti
€ battuti dalla campagna; nifi è prouiftodi quefto opportuno rimedio: che gli al
loggiamenti fi faccino appoggiati alle banche de'parapetti,e lalfata la diftantia co
ucniente, tirare elfi alloggiamenti all'altezza de'parapetti; àcaufa che ifoldati,
ftandoalle uifefe, non fiano d'ogn'intorno uifti e battuti. PolTonfi fare anchora
glialloggiamentidoppij perlomezo, come fi moftrerà nelle piante difotto dife-
gnate, e fecondo quell'ordine difegnai già fotto la Mirandola i due forti, di San
Martino, e Santo Antonio nella predetta guerra. Ben che la mia cattiua forte
non permettefl'c, ch'io mi trouallì alla cftecutione di elìi,ouene fuccelTc danno
aitai, con la morte di moki ualorofi foldati; per che altri Ingegnieri di contrario pa
rere, mutarono i miei dilegni, allargandofi dalla parte di dietro, fenza confiderar
que]lo,che qui di fotto fi moftra. Ilche non farebbe auuenuto, quando fi fuircfe-
guito il parer mio: che non folo fi farebbono aificurati i foldati, ma anchora era co
la tacile alfai, che la Mirandola fi prendclfe, concioiìa che io intcndeua di combat
tcrla col modo che difotto al luo luogo s'accennerà, per il quale fenza temerei
colpi della artiglieria,di mezo giorno uoleuo fabricare il forte, e riempire il folfo.
e qucfta facilita e modo riufcibilefu comprefo dipoi molto bene da tutti quei
Signori,cheà quello alfedio fi ritrouarono.
,93
latita, & alzato de! primo forte di Santo Antonio, fatto per aiTcdiare
' C. CASTR. Ja Mirandola. Gap. xv.
?:f^^^ L prc-rcntc forte non era di mio ammo(fi come manifcftamcntc diffi à tutti que'Signori,che fi ritrouarono ì
; ;i dilcorrcr fopra raffedio della Mirandola) che fi lacefTc nel loco detto Santo Antonio, per che ueniua ad cf-
'^' -' fere troppo lontano : il che harebbe caulato quefti mali, che i foldati non harcbbono potuto <>uardare tut-
te le ftrade di clìa Mirandola ; e che quella farebbe ftata fcmpre fuperiore nella campagna eia fua artiglie-
ria ci haueria ùzt<i danni grandiflìmiana diifi che più prefto lì doucnfefxrc nel luogo dife^nato per la lette
ra A. grandc^nella pianta ieguente della Mirandola: il qual luogo non folo era più uicino alla detta Miran-
a, ma ancora di fito più eminente, e più commodo per difendere le Itrade ; e doue fi poteuano fare molti buoni difecni.
ndimenoparfeà quelli Illulhjiumi Signori di farlo doue fi fece, e perche nel refto, a mio giuditio, non fi può in alcun
dobiafraarc,hò uoKitoporqui la fua pianta con tutto l'alzato, comeanchefarò degli altri, tanto deprimi quantode'
jndi, acciò, meglio fi mantenga la memoria dell'opre di quella imprefa, che recò gran danno alla militiaper la morte
ualorofo Signor Giouambatafta Monte,general Capitano,^ allo Illuftnirimo e ualorofifsimo Sig. Lodouico Pico Con
li detta Mirandola etaiia gloria, per cflerfi benifsimo difefo contra uno^ftrettifsimo affcdio .
Della Fortif. delle Città '
1.2 fottopofla figura moftra tutte Ihabitationi di dentro , del fudctto forte, e doue al]o-->iauono tnrrJ .
.Ignori e Capitani: e per Ja pianta fi confiderà nnnnri .l'naai.m.,,.; .,; .-./r '„....... ^='^^'""° ^""' ^
Libro Terzo . 94
Della utilità, 6c inuentione de'forti, che fi fanno
per afìcdiarc le Città, e fortezze. La pianta di tutto il contorno della Miran-
dol a, con le ftrade, e co'forti, che ui furon fatti ; tanto c'primi, quanto
cTecondi. Cap. xvi.
GIROLAMOMAGGI.
ELLi ssiMA inueroc fiatala inuentione de'fortì, per mczodc'qna
li, ancorché altrui habbia non troppo grande cfTcrcito, fi può alTe-
diare qual fi uoglia luogo, che per cagione del larghi/fimo recinto,
dc'dirupi, e delle ual]i,ò de'fiumi, habbia di bifogno di molti efier-
citi,e di quanto fi uoglia gì an numero di perfone. Auuenghichc,
fé bendo cfiercito fi difunifce, non pofsono però gli affediaticon
tutte le lor forze unite afifalire con grande offefa una parte di quello,eflendobcnif-
lìmo tutte afficuratejcon ripari, non altrimente,che dentro ad un caftello murato.E
quando ucnghino uittuaglie, ò monitioni per foccorrere le Città affediate, è faci-
liffima cofa uctàr loro la flrada, col tenir fempre genti, che lafciando dentro al for-
te bafteuole prcfidio, pofiino ufcirc à torre il paflb. E fé bene di notte pofsono paffa
re e' uiuandieri, che no fopra muli ò altre beftie facili ad efser prcfe dentro alle ftra
de ordinaricma fopra le loro fpalle portano uittuaglie.e monitioni,come interueni
uà nello afsedio della Mirandola,& interuenne ancora in quello di Siena; è nondi-
meno fi fcarfo alle Città un tale aiuto,che poco ò niéte rileua -• come s'c ueduto per
quello ch'è fcguito indetti luoghi. Gli antichi per afsediar terre, & ancheal-
loggiamenti di nemici, teneuanola uia di cingerli con folTì,trincee,e fteccati;come
apprefso Liuio & altri hiftorici fi può uedere. Cicerone ad Attico dice, Noi cingc-
ino il caflello colfofsoconlofteccato, elatrincea,econuno ardine grandiffimo.
Il che era loro facilc,non efscndo troppo impediti dalle balUfl:e e catapulte,che no
erano di grande effetto, e non tirauano lontano come fanno l'artiglierie. Cefare
fcriue,che efsedo egli intorno ad una terra per pigliarla, temendo di non efscre af-
faltato da'nemici afsediati, fi fece forte di foifi, d'argine, e uallo , & à tutta la forti-
fìcatione fece d'intorno torri , lontane una dall'altra piedi 80. e fa mentione il pre-
detto Cefare de'forti , quali chiama cartelli . Giofepho dice, che i Romani fecero
intorno à Gierufalemme per afsediarla meglio , un muro , e dalla banda di fuori
edificarono 13. forti, de'qualiciafchedunogiraua dieci ftadii (è lo ftadiol'ottaua
parte d'un miglio )&in effimcfferoe'prefidii, e le guardie.
Narra Thucidide, che quei dellaMorea,&iBeotijaffediandoPlatee,haueuano
fatto di fuori un forte , che haueua due mura, uno dal lato della terra, e l'altro dal
lato di fuori , per chiunque di uerfo Athene gh hauefse afsaHti ; e che quefti muri
erano uno dall'altro lontani circa piedi 16. nel qual fpatio di i6.piedi erano fabrica
te l'habitationi per le guardie, & à'parapetti erano merli , e torri .
La figura, che fegue, fatta dal Caftriotto, moftra la pianta.e'l contorno della Mi
randola con tutte le fue ftrade, e co'forti, che ui furon fatti, quando ell'era afsedia-
ta dallo cfsercito di Papa Giulio I IL goucrnato dal Sig. Giouambattifta di Mon-
te, nepote di S. Santità. Detti forti fi fecero con querto ordine. Il primo fu il for
te di Santo Antonio ; il fecondo quello di Santa Giufl:ina ; il terzo quel di San Mi
chele ; il quarto quel di San Martino .
Dopo, perche alla giornata, per quello che fuccede, fi fuole uedere, e difcor-
rere molto meglio, che non fi fa da principio , il fudetto Signor Giouambattifta, à
perfuafione dello Illuftrifrimo,e non mai à pieno lodato Signore Alefsandro Vitel
lo, per meglio ftrignere il luogo d'afsedio, s'auuicinò con quattro nuoui forti : de*
' Aa a quali
utilità de forti»
LiU.nel ti. 4-delU
Deca I. &altro-
ue.
Tslel libro feflo ,
dell' Epift. adatti
co.
Lib. 7. delhx guer
r a Frane.
I^el lib. predetto,
& nel lib. i.deUa
guerra ciuile .
Ciofep.nel lib. 7.
cap.i-ì.dellaguer
ra Giud.
Tbucid.nellib.i,
Signore ^lejpoì.»
dro FiteUft
-33 II "S * h AiJiisxcL
quali i! primo, che Ci fabricarscPu Sii
Michel nuouo ; il fccódo,, Santa Giù
ftinai il tcrzOjSan Martino; e'iquar-
tOjSantoAntonio.fi fecero e'foliì dal
l'uno all'altro, come per e'punti d'in-,
torno fi moftra. Dalia quale h^ara,e
dalle feguenti, oltra l'imparare il lec
tore quello, che in fimili cafi d'afsc-
clij,e di forti fi debbefrre,haueràan
Cora infiemecon lapofterità molta
fodisfattione leggcdo l'hiftoric, che
parleranno di taleafsedio.nel ueder
qui , chiarifsimamente quello , che
non moftra così particolarmente , e
così bene l'hiftoria.
A.B. Canale d'acqua, che uiene
daSecchio,"euànel]a uallefcolaii-
doui l'acque della Mirandola ,
\\X\
-. A
.J .'Jùwl
;.;;;f IT.
-ì;oM i' '.•: :
--oo'iib
■ '■ irioìiiio.,.'! o-
ì3cllaforti!\ delle Città
ri.irut ut- uii altri forti fatti fotto la Mirandob, tanto dcpritni quanto dc'fccondi , C a r. x v 1 1.
IaC CAS ì K.
C->()N lakttcrnQ^ ii modra In pianta del forte eli Qu.irantola . J_c rticmiriircfurr)iio(|iic{lc,cioè,il rondoingroiTezzapicdi 13. da! fondo;
-'piedi /^.'rctlò iJ ilio parapetto piedi n . la Aia lunghezza fi troucrà con le guancie de'Balluardi ; le quali furono di canne 3 . l'una . S. T. Vj
le d'acqua , che uicnc dalla Mirandola.
R. i.a pianta dei torte di San Michele, ilqualfu fatto per commodità di quella Chiefa, e del campanile, e però fecondo il fuo fito fu difcgn
fue inihire hirono qucftc, cioè, il tondo in groflczza piedi 1 1. dal fondo allacima piedi 1 5 , rcftò il fuo parapetto piedi 8. la fua lunghezza fi troi
le guance de'mcii l'alluardi, le quali furono di canne due l'una .
Libro Tcizo.
S)6
M. La piata del
forte di S.Giu-
rtina.Lc fuemi
fiiicfuronoquc
fte . nel fondo
in f^rolTczzapie
di 15. dal fon-
do alJa cima
piedi 15- reftò
il fuo parapetto
piedi 12. lalun
ghczza fi troiie
rà con le guan-
ce de'£alluar-
di, quali furo-
no di canne j.
una . D.E.F.
G.Lafciato ul-
timamente.
H.L. Fatto da
principio.
N. La pianta
del forte di Saa
^Lirtino . Il
qual fu fatto
per ritrouarfì
nuiui una pof-
fesfione co'fuoì
fofsi attorno, e
fratte gagliar-
difsimej& io lo
difegnai co'l
gomito in que-
fte tefte, ma l'a-
nimofità dique*
foldati , che lo
fabricarono ,
fece queftc
fronti feuza
guardie : e tor-
nò loro be-
ne, per non ha-
uer oftacolo al
cuno : ma non
è da farne fpef-
fo.lefuemilu-
reuanno, come,
quelle de gii al-
tri.
Della fortif. delle Città
Modo, che s'haueua à tenire per elpugnarelaMi
randola, quando cllcra afscdiata dallo effcrcito di Papa Giulio HI.
C A P
1-
XVIII.
girola:
MO MAC.
Gì.
Quinto Ciirtio nel
fincddlib.6.
EcofjHtile,cheft
fjppianot'modida
ffjiugnare Ufor
Sacchi pieni di ter
ra , adoperati in
hece di abioni .
EN G o per cofaccrtifsima, che non fiaiiiogo alcuno così fo-rte^ eh cr
per uiua forza congiunta con l'ingcano, uno efscrcito grandilsimo ,
quale h:ibb)a buona copia di guaftatori, d'ard Th^-'iie > e di munitio-
ni, non lo polsa debellare ; malsimamente quan.Jo il luogo da efpu-
'gnarfi Tara in piano. Auuenglii che,le core,che daK'o ingegno, e po-
tere humano fon tattejda'mcdefimi ancora ion guafte.e non ibio que
fìe, ma ancora quellc,chc fono opra d ella natura. Perla qual cofa fi può credere,che
fianouere le parole di Alcisandro Magno, qual già difsc, Non hàla natiira pofìo
coraalcunatantoaltOjChclauirtìidcH'huomonon ui pofsaarriuare. Molteiono le
fortezze in Italia, che fon tenute hoggi inefpugnabili, quali io non intendo qui
in alcù modo biafmarejauuéghi che l'intéto^e defidcrio mio ìi\ Tempre di giouarc al
mondo per quanto uagliono le debolilsime forze del mio insegno; e di fare , chci
luoghi fi potefsero difendere dall'altrui ingiuria^non che quelli fufsero^ prefi:fe be-
ne mi so lafciato ufcirdiniano molte mie inuentioni, che moftrano diucrfe arti di
ciò fare.Il che inucro non ho fu ad altro fine, fé non acciò che, gli Archilei ti, & In-
gegnieri dell'età noftra,uedute roffefe,habbiano occafione di trouare opportune di
Mt^ e non fiano colti Iprouifti. Chefcàme minimo de gli fcnttori, ^^ hab-
biano mai in quella profefsionepofto la penna in carta,fono cadute nella mente no
poche arti,& inuentioni da efpugnar Città(per non parlare de'nuoui modi da .'om-
pere facilifsimamcte efferciti) approuate dal purgatifsimo,& ottimo giuditio ddlo
Illuflrifsimo & Eccellétifsimo Signor Duca di Sefsa; e cofa credibile, che in l'età i.io
lira fiano molti Ingegnieri,Capitani,e gra maftri di guerra,chc n'habbiano penfato
dellemegliori,e di maggiore importanza. Et è cofa al mondo utilifsima, che
tali cofeuenghinoà luce, acciò s'habbia da penfarearimedij . Conia qual mente
mi faccio à credere che'l Caftriotto ponefTe nella fua opera il modo,che egli haueua
già penfato per efpugnare la Miradola,cioèà fine, che non fololo Illuflrilsimoeua
lorofifsimo Signore di quella;per e'tempi da uenire non fuffe per tal uia danneggia-^
to, ma accioche tutti gU altri Prencipi, e Signori haueffero, quanto fia poffibile, ad
afficurare le fortezze loro .
Ma per uenire al propofito mio, dico, che quanto io poffo comprendere dalla fi-
gura fatta dal Caflriotto, edaquello, che egli fcriffe al Signor Giouambattifta di
Monte ; oltra l'efTer guidato da una mia fimile inuentione,che fi Iegge,e uedefi figu-
rata ne'miei libri de gli Ingegni militari, [appreffo il fudetto Duca di Seffa; mi pen-
fo, che egli uoleffe fare prouifione d'una grandiffima copia di cefle quadre, fatte ài
uimini , e di facchi , che s'empiffero di terra , e che dopo fé ne haueffe à tabricare
un forte uicino alla Mirandola, cominciandolo di notte, ò conducendofi uicino al
luogo dello approccio, à uolte,con un foffo larghifrimo,come fi cofluma in fi^mili ca
fi, e quindi à poco à poco alzando il riparo co'dctti facchi e cefle, da metterfi m opra
con quelli iflrumenti,che fi ueggono qui di fotto figurati, con effe cefle , e coTacchi
fofpefi . e ciò per maggior ficurtà di coloro, che doueuano lauorare . Penfo ancora,
che egli uoleffe riempire il foffo col gittarui con detti iflrumenti, fimili facchi,e ce-
fle, pieni di terra. Benché nella mia inuentione io non ponga tali flicchi, già da'
Turchi adoprati per parapetto,c gabbionata ibpra'l caualliero,che eifi fecero ad Al-
ba Regale,ligadoli iniìeme con funi ; ma folo cefle quadre lunghe, di due braccia 1*
una, e d'uno di groffezza, d? conficcarfi una fopra l'altra con chiodi di kgno, (fa-
cendo tutta l'opera in tempo di notte ofcurifTima) eie machine da gittarc di luogo
molto
Libro Terzo.
97
molto lontaiio la materie nel fofTo, cioè le mcdefìmc ccfle, fiano più gagliarde, e da po-
terne tiiarcgrandilTima copia in poco tempo. Della qual cola io fono flato sforzato à
iar ne qui mentionc, acciò, fé mai detti miei libri fuflTcro ftampati, alcuno non poffa di-
re,chc io mi fia uoluto fare honore dell'altrui inuentioni . Nello approccio,© uero for
te figurato diforto^le cede mcffe in opcra,fi mofìrano per e'quadri negri ^ & c'facchi per
«'bianchi .
lACOMO CASTRIOTTO.
E R dare ad intendere, ò pure per accen nare in parte il modo,cli'io uolcuo fi te
nilfe per pigliare laMirandola ; feruando qui,come ho fatto negli altri luoghi
la mia folita breuità, metterò di fotto folamente quanto io di tal cofa fcrilTì e
mandai difcgnatoàBologna al Signor Giouambattifta di Mòte, Generale già
della Santa Chiefa,& appreflb la rifpofta di quello, con animo di parlarne un giorno più
largamente nc'dilcorfimilitan, ch'io difcgno in brieuc, con l'aiuto d'Iddio, fcriuere.
ALLO ILLVSTRISSIMO. ET ECCELL-
SIC. GIOVAMBATTISTA MONTE,
CAPITAN GENERALE DELLA SANTA CHIESA,
mio Signore femprc olTeruandiflìmo .
A Eccellcntia V.fì deuericordare,che fin da principio,ch'elIa fece por ma-
no al primo forte,io publicamente diiTi,che mi pareua per molti euiden-
tilTimi rifpetti, che fi faceua troppo lontano, e che da tutte le parti la Mira
dola farebbe fiata fempre fupcriore, e patrona della campagna ; e che pri
ma chela gente del Campo fuffe giunta à'Iuoghi, che non pure la fan-
teria,magliflefsicaualliharebbonoperfo lalena. oltre che l'artiglieria
<le'nem,ici ad ogni borane farebbe danni grandifsimi. Lequai cofe confìderate, con-
•chiufì, che farebbe fiata al fine affai maggiore la perdita che'l guadagno; però à lei
parue di tirarlo à fine : con dire, che fi faceua per iaiuezza del contado di Bologna, per
tornarferre à Parma con l'effercito. Ma poi che fi dette principio àgli altri forti, de'qua-
'"^ liil primo fu Quarantola , le replicai il medefimo, condirle, che tal forte era ibggetto
più del primo àlbpradettì inconuenienti, e che per alllcurarfi del tutto, era molto me -
gIio,che tanta fpefa fi uolgeffe fopra d'un forte folo,acciò con effo fi uenifl'e all'effetto dei
combattere col modojche V.E. fa che da principio le moftrai in difegno: poi che fattoi
quattro forti, non fi può uictare l'entrata a uiuandieri, che tutt,a uolta uanno dentro: per
il che e dubio che dopo la perdita di molt'huomini fegnalati, à capo dell'anno, non fia-
jno al rnedefimo d'hora. Però uedendo pure fua Santità difpofta à uoler pigliare quefla
fortezza per afiedio, come fcruo amoreuole che le fono, e p<er il carico,ch'io tengo, non
'■ ìioglio mancare di ragguagliarla in fcritto di quanto le molinai da principio. Dicoa-
<lunque,che per fuggire i fopradetti incóuenienti,e mafsime confiderata la detta diflan
tia , infiemc con l'amoreuglezza di quei popoli inuerfo il loro Signore, che'l doppio del
, fuo effercito non bafleria, E' però neceflario ch'ella ricorra per aiuto à fua Maeflà Cefa-
rea,& ottenga da quella fopra ilnumerocli'efihà,uentipezzTdi cannoni con le loro op-
portune monitioni ; e da fila Santità che le fia mantenuta la gerite, che cauò di Bologna.
- Il che fatto fi prouegga di mille guaflatori, facendo prouifione nel contado di Bologna
di uenti migliaia epiùdiquellecefle, ch'io le diffi, fatte due piedi l'una di lunghezza,
€t uno d'altezza ; e tanto più quanto che un'huómo le poteife piene di terra leuare nelle
braccia ; con altre tanti facchi ; e groffa prouifioiic di facine^con le quali fi pofFa fabrica-
re l'opera difegnata qui da canto. E cofi con quefla prouiiione intendo, che fi uenga al
la conclufione di combatterla . per che quanto più confiderò quefl'imprefa, tanto più la
trouo riufcibile, perle fottofcritte ragioni . La Mirandola è luogo piccolo, fabncato al-
la moderna,con corpi de i fuoi Balluardi, al bifogno dell'opera piccoliflìmi, atti ad elfer
battuti per faccia rettamente . il che caufa, che tanto più facilmente cederanno, e s'hauc
S^ Bb rà
r-s
J--
Della Fortif, delle Citta
rà rintento noflro ; e tanto più, ch'io confiderò, che la ma<::^ior parte della forte/za cofi-
fifte in quella Tua bella foira,alla qiia!e,tolte le difefc de'fianchi,come per il dilcgno (i uc
decirer pofiìbilc, tacilmente s'entrerà fotto, e con li noftri iftru menti, Scaltre proiiifioni
il potrà rompere, e fupcrarc il rcfto. E quando pureV. Eccel'entia àtalmiopenfiero
non pofTa dare effetto, per l'impofTibilità del bifogno fopradctto, nfoluafi d'accoftarfi
con doppi] forti alle n^uraglie, e dall'un forte all'altro far buoni folfi, chefileuerala pra-
tica di quei popoli uicini : e maflìmc appiccandone alcuni di quelli ch'^ " piglierannola
notte per que'fo {fi. Il che facendo, s'impadronirà della campagna, altu'^menre giudico
impoiiibileuietarlorotalipaflì,con tutteleftragi,e morti della fua genze. Equeltae
quanto fopra tal ncgotio m'è occorfo dirle. Del forte di Santo Antonio, il Ji v-d Ag^ofta.
M, D. LII. DiV.EcccllcntiaScruitore, Iacono FuftoCaftriotro.
Rifpoftadel fopradetto Signor Giouambattifla^ al
prcfatoIacomoFuflo CaftriottodaVrbino.
TRENvo Capitano noftro carifsimo. Ho riceuuto la uoflra, infiemc
col ragguaglio, e co'difcgni, e ueduto minutamente quanto fcriuete,
epeniomi certo, che'l uoìho parere fiabeniffimo dariufcire, eperinfino
all'hora, che s'arriuò alla Mirandola, e che fi principiò quel forte, io eoa
fiderai ilmedefimo: nondimeno pereffer iofoldato nuouo, non uolfi
contraaire al Signor Camillo, ne manco lo uolfefare il Signor AlefTan-
dro, ne il Signor Vincenzo, che già ogniuno di noi s'accoftaua alla fantafia uoftra, in fa-
bricarlo là più uicino, doue uoi difegnanate, al mezo di quelle ftrade ; fi ancora in fare
quell'un folo, c'hora mi moftrate,per ucnire alla conclufione di combattetela Mirando-
la. E già al primo noi confiderammo,cheuoiui metteuatequiuiperfpingeruiauanti a
poco a poco, finche ui conduceuateinfulafofTa, maDionon uolfe, & il rifpctto eh*
io hcbbi à quei Signori più uecchi di me ., e di tempo,e di pratica in tal effercitio: che all'
bora forfè Rifarebbe ottenutoli bifogno da fuaMacftàCefareae da fua Santità. Hora
non potendo pin oltre dell'auuicinarficon doppi] forti, come difegnate, pregate pure
Iddio, ch'io guarilca prefto, che fé potrò con ogn'uno d'elfi prefati,e che'l non uoler dell*
uno, & il non poter dell'altro non mi fuperi, uedrò di contentami; e fc non potrò in al-
tro, almeno di raddoppiare i forti con quei foffi daU'un foffo all'altro j che ultimamente
qucflo farà la ftrada da far crepare e'nemici là dentroje mi rifoluerò ftar tanto lettola Mi
randola, che fé morte non interrompe il mio difegno, fpero hauerla in mano, fendo che
di quei uillani ne farò impiccar tanti, che uerrà uoglia al refto ftarfi alle lor cafe . Perfua-
dendomi, che haremo il Signor Aleifimdro à tutti iuori noftri, perche in quella terza
notte, che noi arriuammo alla Mirandola, egli uoleua combattere quel forte,per la rifet:
ta che uoi gli facefte,ma fo beniflìmo la caufa perche fi mancò. Hor sii dico, che elfo Sig.
Aleffandro in quefto uoftro difegno p perfona da uenire à i fatti,più de gli altri in digrof
fo, però non dubitate,& in tanto ftate fano, che Iddio ci aiaterà,e l'opera noftra. Di Bo
legna il dux. Agoflo. M.' D. LII. Per fatui piacere, GiouambattiftaMont?,
liiiiiii\i\HMmM\mwiii^\p^^'fl|
\W^^ pfeà^^J^^
■3EIIMIiiniH^
LHl.;i„L[lllll!,IJi;iH!|,llLil.l»T^
ì
1
DifegnodelIaMirandoIa (on
tutti eforti uccchi. e nuoui, e
comefulafciataquado fi par-
tii! Campo. Ca I*. xi>.
lACOMO CASTRIOITO.
TiLL* .irrìiiar,chererc il
Tampo ccclc/ìa/tifo I'.ia
.ini/jj.nelttiritoriodcl
Miridola, giudicai tal
tortezza cflcre degnamente racco-
mandata ad un Ke, conlidcrando il
]uoj,'0 ameno, abbondante, e bcniC
iìmo liabitatOjC dotato di tutti e'me
gjiori bcnijche habbia la terra,e maf
Inne d'alberi con honorati calamcn
ti, ebeliirsimi giardini-: i quali neli'
uJtimo della guerra uidinonTcnza
gran dispiacere e compafsionc, dif-
ilpati,e rouinati al tutto.Jl qualtcì ri
torio ho porto qui mquel modo che
fu lafciato . Doue il lettore raccogli
endo in/ìcme nella memoria tutte le ' ^
piantceglialzatijchediroprafiron
drictTnaHiiicdrà, e comprenderà bc-
nifsimo il tutto.
Della fortif: delle Cittì
La pianta, e l'alzato del forte di San Michele nuouo,
Lefucmifurc furonoquefte-.nclfondoin orrvirr-rv-i r,;^j- • »
rib
ro
Terzo.
ICO
La Pianta, d'alzato, del forte
di Santa Giuilina.nuouo.
e -: I
P J A N T A DEL T O H'i E- DI SANTO ANTONIO N V C V O ,
Libro Terzo. loi
Pvitratto di Monticello dello jflato di Siena, con
raiTediOjC batteria. QudlOjChe fi dcbbc fare per proucdcre ad un luogo, che
habbiaadalpettarcrafTedio. Cai', xx.
eLL' anno 1553. fuprefo Monticello luogo de'Senefi; il quale ha- I AC. C A-
ucndoioueduto cfleredifito gagliardiil!mo,m'hà dato occafione STKJOTTO.
per quello, che ui fucceflCjdi confiderarc quanto debbe eflcrc auuer
tito il Gouernator di guerra, che fìapoftoalla conferuacione d'uno
ftaco. Sopra della qualcofa dirò, quanto debba cfìer benprouiflo
di ripari in ogni occorrentia, che gli fuflc contraria; per che il fopra-
detto luogo non fi può negare, che non fia molto forte, per efler di fito gagliardifll-
mo, e pofto in un Monte tanto afpro, che de gli otto uenti, che lo dominano, non
può Te non da un folo eflcre oftefo i e non è dubio, che fc quello fuflfe ftato prouedu
to di tutte quelle cofe, che fi richieggono ad una fortezza, ch'afpetta il nemico, non
fi farebbe acquiftato mai, ò pure ciò (aria flato non fcnza collo di fua Maellà Cefa-
rea.e però mi par di dirc,che qualunque huomo fi troui fopra le fpallc un carco fimi
le, debbe ufcir principahnente fuori alla campagna, e confiderar bene ogni parte,
e luogo del firo, doue il nemico potefle accamparfi ^ e doue potcfle apprefcntar bat
tcria : e quello fatto, tornarfene dentro, e contrapalfar la muraglia di tal forte, che
conofca (oltre un corpo di guardia conueneuole ) quanti foldati gli bifognano per
difenderla, dandone tre braccia perciafcheduno, fenzaeffere fcarfodi prefidio.
Oltra di quello debbe hauere tanta artiglieria, che badi per difenderfi , e per te-
nireil nemico lontano . Debbe poi efler auuertito d'hauere le debite monitioni, e
uittuaglie , acciò che per difetto d'efle non fia forzato renderfi. Per che, mancando
quefte monitioni, molto meglio farla fmantellar il luogo, che uenir in potere del ne
mico, e che quello dopo, tal cofa faccia. Auuenghi che ogni uolta, che detto nemi
co faperà il difetto, potrà alla ficura tanto più entrar fotto, e fare ogni grand'oifefa.
finalmente debbe ufare quella debita dihgentia, cheal buonfoldato fi richiede,
donde cóchiudendo dico,che fé tali prouifioni fu Aero ftate cóceffe à quelli, che di
fendeuano il fopradctto Monticello, con difficultà grandiifima fi farebbe conq uifta
to. Perciò che, non oftante il mancamento di quefte prouifioni, fecero tal prona
«il loro^maffimamente lo lUuftrifllmo Signore Adrian Baglione,ualorofo caualliero signore Mrìam
quanto altro n'habbia l'età noftra) che i morti meritano buona fama^ & i uiui hono- Ba^Uone.
rati premi] .
E prouifioni d'un Capitan Gencralc,ò Prencipe, che afpetti il nemico, che GIROL A-
gliucngacontracongrand'eflcrcito, non fon mai tante, che baftino, come j^q MAG-
habbiamo detto altroue. Però grandemente debbe quefti aftaticarficon q]^
la mente.congiugnendo al fuo difcorfo e'maturi configli di molti intenden
ti di guerra, di fare fi, che non pofla interuenir cofa,che cgU non l'habbia antiuedu
ta. Quando adunque fi farà proueduto d'armi, uittuaglie, e monitioni, che fiano
perlungo tempo baftanti, & hauerà confidcrato, & cflaminato bcnilTimo dentro, e
di fuori il luogo da difenderfi, & afficurate le muraglie, togliendo uia , quanto gli
farà poffibile, ogni commodità , che potefle hauere il nemico per accamparfi, e per
offenderei doue la muraglia farà debole,e da refifter malamente all'artislieria^ui a-
dunerauicino molta materia da poter fare la ritirata in untratto.Tcrrapieneràdoue
fia meftiero(fe la breuità del tempo non lo ueti)maflìmamentc ne'luoghi dì maggior
pericolo . Aflìcurerà con buone ferrate , e con guardie , l'ufcite delle fogne , dette
in Latino cloacx,e doue entrano & cfcono l'acque.percioche per tah uie alcuna uol-
ta le Città fono ftate prcfe. Farà accommodarc, doue farà di bifognOjle flrade, eie
falite alle mura, con le feritoie, e cannoniere, che'l tutto di fuori difcoprino ; facen-
do con traucrfe di gabbionate,e di trincee,che c'difenfori delle muraglie non fiano
di fuori in alcun modo fcoperti,ne oftefi . Prouederàfufficiente numero di foldati ,
e guuftatori i di J3ombardierijaiutanti , maftn di legname, muratori, fabbrij & altri
C e fimili
r
3
O
fi^U, artefici. Doue du^i^^^ ^^«^^^^^"^^^^2 ^S"
,i fiano u,nti diau mero dafolda» d.fenfon, « P g^^, -f/J»!, ■ „,
fa ilprclidio/ccondo aIc-un:,tanto cop.ofo , che ''^3" ^e j ina-
io gK^nu al loia.uo rocchi .1 tare la guardia, auuertendo che ordina
iiamcnte ogni circuito crccinto d u i
miglio, Iccondo il Caftriotto, & altri ,
uuole mille loldati,iiando tre braccia
di muraglia per huo
aliai io: tincuorrann
rezze di frontiera,do
& adopiare caualleria,
d'ogn i;opportuno proi
chtràd'hàuer danari pi
paghe, l-ar.-. fare la def(
tionedituttclc bocche
anche debcftiami,per
icrcalcularCjefapcrc i:
f.igno delle uittuaglie,i
pò che potranno ballar
I ifrauciailluogodibocch
diluiili. Darà ad alcu
cura delle uittuaglic e
act]UC,chc non lianogu;
e conotte, e chc'l luogo
poHa in alcun modo efi'e
appettato dal nemico. Far
gran prouilione di carbo
rlpTit ^'' '"'^'^ ^'^ ''"°^°. ■-"-neo
Srd nera le^'S''"'?. ^ P-ufo deTabbri.
uidinera che fiano nelluogopanni e coia-
ci,e diuerfe medicine per infermi e per feri-
bZiTd'^n''" "■"«''«-'-■" P-"^
io e m nJ^"-' '' "'''''^"' ^ '^S"^™^ S^o(
auole^e legnami da larnc quando ueniffei
b.logno.Malratutteralt'rccofetaiag^n
p.oued,metodigratìf.utedìuimi„i,cd,le
gnami fottìi, & atti al piegarh.da potcre.qua
co occorra, lame certe calie quadre, da em-
pn 11 di terra, e da cóficcarlì una fop, a l'altra
co chiodi di legno,per riparo fopra eluoghi
dc'parapctti,chefullcr rouinati.
I he no pcfo.chc fia il più prefto,
ne il miglior riparo di qucfto co
tralebattert- malllmedoucnó
u e luogo da fti e la ritirata. Qua
li grati lono più accommodate
de'gabbioni, per occupare poco
iiiogo nelle munitioni,e perche
cfcnteranno piene fui mu
ro battuto,(larannome
glio unitc[, e
j otrafTcne ti-
are il parapct
to più forte.
o
s
l'o Terzo. IO',
Ritratto di Caftiglione, e della Rocca di V.il
d'OrcU nel Scncfc^conlaffcdio e batterie. Gap. xxi.
lAC, CAST.
tr'SSi: VESTI due Caftelli fono inVald'Orciancl ScncfL-, de' quali l'uno e
wi^?^, detto Caftìglione,c l'altro la Rocca di Cartiijlionc.hannoil lito,e le «ai
^^^<' taglie per t'ortihcationi.iU'antica, aliai gagliarde, da non temete ijuat
t^i?7v^ trOjò Tei colpi di cannoni. Benché coloro, clie gli tcncuano, l'anno
x553.f1 refero forzati in quel principio iolo dalla paura, bene è uero,chcad un
impeto gagliardo, non li potrebbono tenere, per non tlfet luoghi di tanti capa
cita, che dentro ui fi pofli tare alcuna ptouifionc .
l
■ !!■ rflMicrianc! luo!»oclinioftratopcrlclctt(.iC.O.cbittcrctii,f,.l., r ,
^
Ritratto di Monte Alcino in quel di Siena, co rafledio,e batteria Ca t.
lAC. CASTR
I >• . °"°"pt"ncipio fatto perla
di tal luogo, come fanno tutu quegli IHuftrilsimi Signori, che uilìtr
I dil'si. clic uolcndo conquiftarlo, non era da perder tempo, ma di far fiibiu"'!
none di combatterlo; e chefidoiicffc uoliar tutto il difcgno inuerfo quei gabbici,
ciano p.. ntati uerfo la por:.i,prima che fuiTcro flati inficmc con le cafe tcrrapienati ■'.'
i iiatiro pezzi d'artii,'Iicria battere tanta co.-tir.a
■ W ll>»""P!'fhiaro al mondo, che'I &pcre , unito coli ranimolità, e col ualor^militarc,p..,ò facilmente fa"
^ i--,oiifder ^" „. „,!. (Enrica. liondenlrt-f» n prnnHi hrtiinn ^,^««^..1; . -,
le
■Ilo gran »'o"
lare le Città,
r£inS:;:Fiorcnzod,Corhc.Dondeohi.dgrand.honorichepertalipro„e^gl,m;„;n^^
''""'n e Signori (limato degno d. ftatue, e d. fopranorae contrario a tjucUo del Re Demetrio detto Elbii^natoe d" K
in ijailla
gli flati .
bimi;Ki
Cuti,
104
C
J
c
J
Quattro diuerfe piante di forti, da farfi per af
fcdiar Città, e fortezze. Gap. xxii.
lACOMO CASTRIOTTO.
AVENDO moftrato molti forti nell'opere della Mirandola, contale
occafione no ho uoluto reftare di aggiugnerui qucfte poche piante ,
le quali mi paiono opere molto fpedite da farfi in una campagna in
poco tempo; e per moftrare uarij modi, acciò che ne'fitiilfoldatoft
poffa accommodare di quello, che più gli uerrà à propofito. Quelli con le li-
nee
^>je^^j^^/^^^^^^^g^^s?^^
ncc rette, e gli angoIi,mi piacciono affai, perche non hanno fianchi diter-
ininati, oue il nemico habbia da far difcgno per torli più in un luogo, che
in un altro . perche fempre fanno un medefimo effetto , & ancora, che le
cannoniere non habbiano le contrapofte,che rifpódino e flrifcino*,nondi
meno battono,oifendono,euegcrono .
Quefta prefente pianta non nu piace tanto,per che ha quefle fue difefe
diterminate, e nelle tcfte le hù femplici , e l'occhio non le poffede tutte . -
Ella anche non fa,al mio uedere,queireffetto,che fanno quelle da' lati an
gulofi,e ripiegati in dentro; pure i pareri non fono equali, tal cofa pia-
ce à mecche ad un altro difpiacerà.
L
loro
t
erzo
IO/
S.^'
TTW?
Il preséte quadro dalle quattro Piatteformcncl mczode'
lati per un Tortele per alloggiamenti d'eflcrciti in campagna
non farà difutile,ne di catriua uiftae fodisfattione all'occhio,
fé bene non ui Tarano quelle difefc,che fidano all'opere mu-
rate nelle quali fi cerca più fermezza, che non fi fa in quelle.
Efsendofi detto à baftanza fopra quefti obliqui , non bifo-
gna replicare il medcfimo: dico bene che in una campagna
fon cofe fpedite, e fpeflb fi trouano i fiti atti à quefti, e riceuo-
nq gente affai.
kA
m^^^^^^
/
iK
/
e E
Come racilmente
fipofsino farei forti
in capagna nò folo di
quattro ratoni,mà ai»
Cora triangolari, fi che
le cortine fìano fian-
cheggiate: e che utile
apportinoin tal forte
di fortificatione que-
ftc forme, che piglia-
no poco luogo.
CaP. XMiji.
/AC. e A ST- ,
, ,, Ncc'!ac!;e
^ ■ Il mango»
^•^^ Ho fia alJa
uulj poco grato, e
che ficciaqueUi acu-
ti; nódimcno d gJi ef-
fetti poi è molto uti-
le, fé fi faiannoc]uelli
acuti un poco alti, à
modo di cauai.'ieri.
Ethaueràquefìecon
tincntie,che'loldati,
pochi, ò affai che fia-
no,ftaranno tutti rac
colti in(ìcmc,& adu-
na occhiata fi ucdran
no tutti :&: un corpo
di guardia, che ftcffe
nel mezo,oItreà quel
li che difcndenero le
cortine, in un fubito
potrebbe correre per
tutto ; e quelli delle
fpóde potrcbbono fi-
nii]n)cntc,:ei)2afcom
modarfi.ne moiier pie
de, aiutar l'uri l'altro
doue fufie bifogno . e
quella ècofa sbrigata,
fi che in ogni alloggia
mento ;iltrui fi polla
mettere con poca gcn
te in f0rtcz2a.il limile
è qucfto quadragolo ,
eccetto che è più difu
nitoin aiutarfi quelle
fpondel'una ali altra.
I due ancora polh qui
auanti, fanno qual; il
medefimo effetto eie
lor rornij uerranno à
propofito fecondo
c'fiti .
T(
:o5
Della tortif! delle Cittàà
Dell'ordine^ che fi debba tenire per fab ri care l'o-
pere di terra. Gap. XXV.
GIROLAMO MAGGI.'
fjomeronellib.?.
e is.ikUa Iliade .
nomerò nel Uh.
11. della iliade.
Ordine che s'hà da
tenne per al-^re
l'opere di terra.
Terrenobiionoper
que^' opere.
A inucntionc dell'opere di terra, e di legnami, che fi fanno perdifcfii
delle Città, e cafl:ella,e de'prefidij,& efrerciti,è fiata antichiflIma,co-
meiì uedeappreflbHomerodoue parla del forte fatto da'Greci per
difefa delle nauije fu infcgnata dalla neceffità nella careftia del tem-
po, e della materia dammare. Del cheetiandio è flato cagione il
pcnlare d'hauerfi à feruirc di quefte fortificationi per poco fpatio di
tempo. Delle quali opere, oltra quello, che rozamenteera flato già moflrato dal
Capuano Giouambatrifta da Venafro, autore dell'opera uolgare intitolata , Il Val-
lo largamente, e con molto giuditio, n'hanno fcrittoil Capitano Giouambattifla
Bellucci, detto il San Marino, e M.IacomoLanteri Brefciano. Per il che io qui ne
tratterò con più breuità,,che potrò . E lafciando di dire delle palificate da farfì do-
ue il terreno, nel quale s'haueranno à principiare queft'opre, farà poco fodo (queflo
dimoftra Homcro cflcre flato fatto al force fudetto de'Greci , facendo mentione de*
tronchi di lcgname,chc erano nc'fondamenti di quello)e del metterui groffe tauole
di legno, ò ladroni per meglior foflentamento del pefo, che douerà andar difopra ;
dico chefcauato lotto il fondamento un braccio ò due, fecondo chefaranno e'iìti,
che fi ci offeriranno ( auuenghi che in quelli di luoghi rileuati, ò che penderanno ,
firà mefticro andar più fotto, che ne'piani ) fi doneranno piantare per diritto molte
file di traui afl'ai groffi, fecondo la futura grandezza dell'opera; facendo che gli or-
dini per tutti e'uerfi rifpondino dirittamente, il che e'Latini diceuano, plantare in
quincuncem . E gagliardamente fermatili, comincieremo à murare, & alzar l'ope-
ra con queft'ordine,
Si farà un fuolo di piotta, chiamata ancora da alcuni lotta ( quefla da'Latini era
detta csfpes ) ò uero fé ne faranno due, mettendo la parte herbofafopra l'herbofa , e
quella dalla terra fopra la terra, e ciò uicino alla parte di fuori un mezo braccio, ac-
ciò la terra meglio s'unifca, che più à dentro s'adopreràil terreno con l'ordine però
fottopofto. Quali due fuoli di piotte conficcati con chiodi di legno non troppo grof
fi,ò con le tcfle di uimini, piegando ilreflo dentro nell'opera, fi fpianeranno con
un poco di terra minuta, e quefla beniflìmofi calcherà. Di fopra fi fpargerà la fti-
pa, che ferua per mantenire infiemc il tefluto,e fopra la flipa di nuouo fi gitterà un
poco di terra minuta . Dopo , lungo la corteccia dell'opera fi metterà malta di cre-
ta, ò di quella terra, che hauerà il luogo, la quale fia manco fciolta, che l'altra, acciò
il terreno fia ritenuto, e meglio fi uenga ad unire ; facendo ne'tempi afciutti bagna-
re ii lauoro, fi che ne fegua buona colligatione. Poi fi metteranno altri due fuoli di
piotte,e fcguiraffi come da principio, accommodando peròà filo le piotte col ta-
gliarle con coltellacci, che per tale effetto terranno e'muratori, e col metterle infie-
me non altrimenti,che fi fa e'matoni. Annettendo fopra'l tutto di far fempre andar
tutta l'opra ad un piano, & egualmente ben calcata,e battuta :ò pure di far pendere
tal piano alquanto in dentro ; fpargendoui qualche fuolo di frafca,cioè ad ogni tre,
ò quattro mani di flipa; e facendo,che quella non fi fopraponghi,ma Aia ben difte-
fa, e che non arriui à mezo la flipa, donde non nafca, difugualità, che non lafci ben
allogatele murare la piotta, con la quale non fi fa fé non che la corteccia di fuori
dell'opra . Il terreno debbe eflere morbido,uifcofo,e tenace, quale,fe non fé n*^
hauerà quantità bafteuole, fi potrà mefcolarc con l'arenofo, e manco buono, auucr-
tcndo di non ui lafciar dentro pietre .
/ Ad
Libro Terzo. 107
Ad ogni due braccia d'altezza bene fpianata,fi metteranno le catene, cioè arbori
groiTi quanto la gamba d'un'huomo,ò poco più, incrociati, e foprapofti,e ben ca- ^'^P^^'^^^^^^ ^
uigliati con ciiiodi diduro legname, che refifta all'humidità, mettendo alcune tra- ^^^'J^"""
uerfc à gli angoli de gli incrociamenti, che uenghino à fare triangoli,che diano agia
to luogo àgli arbori piantati per diritto, cheui ucrrannochiufì dentro. Auuerten
do di pulire detti arbori, acciò nello abbaflarlì il terreno deiropera,dette catene no
lìano in modo alcuno ritenute, che altrimenti ne potria feguire qualche male effet-
to, e rouina . Et ufcraflì, nello accommodare qucfte catene, affai dihgentia,auuen
ghi che in quefte molto conlìftc il colligamcnto dell'opera.Errano coloro,Ghe fi pen
fano,chequeft'operedi terra fi poifino mnntcnire in piedi fenza le catene, co-
me fi uide per prouaù Fifa, douc M. Luca Marini fece fare un baftione à concorren
za del San Marino . nel quale non ui hauendo mcffo quefle catene, alla prima piog-
gia che uenne, un lato di quello fmutinò.&andò al baffo. Il che interuenne già BaflionìdiCorfà
con maggior pencolo a Cortu a tutte loperedi terra, che uihaueua fatte il ban Mi- ^^^ ' *
cheIe,quaJ.i per non hauer catenese trauamenti, in una notte, per cagione della
pioggia cafcarono.
L' op era fi farà forgere à poco à poco à fcarpa, accommodatiui t'regoli,che diano
ad ogn'i cinque braccia d'altezza, un braccio di fcarpa. faraffi fempre beniffimo cal-
care il terreno, acciò col tempo l'opera habbia ad abbaffarfi poco, e meglio refifta à
colp;. dell'artiglierie . La fuperficie,e le piazze fi faranno di materia foda, e talmen-
te^^rhe non ui fi ritenga l'acqua . Preffo al fondamento fi lafcerà due braccia di ter-
rcri fodo più alto del foffo, accommodando il tutto di maniera, che l'acqua non s'ac-
coftialtefTutojò ui fi ficcherà una fila di pali lótana per due braccia, e fra'pali,e'ltef
ilito fi metterà terra foda,quale beniflìmo fi calcherà. E' parapetti ad alcuni piaccio
no di gabbioni, perche l'acque meglio fcolino. Le fpalle delle cannoniere (i faran-
no di graticci, che fono manco pericolofi, che di tauole . Sopra la corteccia dell'o-
pera fi fpargeranno femi di prati , acciò ui nafca herba, chela mantenga meglio .
Mancando quefti,ui fi gitteranno altri femf,mafsime doue la piotta ò lotta farà catti
uà. Doue mancherà la piottà, fi faranno n^atoni d'un braccio l'uno di lunghezza, e Marni crudi in
d'un mezo di larghezza, e grofsi quattro dita ; mefcolando nella malta, della quale uecedipiotta,
fi faranno, molta paglia, ò altra fimil cofa, che gli tenga più faldi ; e come faranno al
quanto afciutti,s'adopreranno, conficcandoli con chiodi di legno, ò affidandoli
con uimini in efsi ficcati,j)oi ritorti,e fermati dentro nell'opera, come fi fa alle piot-
te • Doue mancherà la terra per farli, & il ierreno farà molto fciolto, s'adopreranno
manocchi, ò fafcinette ligate con uimini à tutte duele tcfte,& affidate dentro à chio
di di legno, che cofi fi manterrà il terreno,che non uada al baffo . Doue il terreno
farà cattiuOj e' parapetti uorranno effer piti grofsi ; cofi e'gabbionì. Va cannone in
le trincee bene afrodate,fa paffata di piedi fette fino in otto; e la Coiubrina d'undici
fino in dodici. Per l'affedio di Padoua il baftione delia Gatta fatto fare dal Zitolo da saHione della Gat
PerugiaperbuonoauuertimentodiMarcoManini, fuori della porta di Coalunga, taàvadonada
per riuellino,e coperta di quella, col fódaméto nel foffo fopra pali,& affoni fu quelli '^l^f^^^o.
conficcati , per non efsere ben calcato per la troppa fretta, benché fuffe groffo brac-
cia la. fu paffato da un grofsifsimo pezzo d'artiglieria del campo dello^Imperadorej
dal qual colpo uenne rotta una gamba al fudetto Zitolo.
A Pirpignano fotto il caftello, hauendo le genti del Rè Francefco piantato certi Gabbioni fitto
gabbioni di 6. piedi l'uno di diametro, & 8. d'altezza , fecondo , che ordinariamen- 'Pi'^p'g»ano ,pu -
te s'ufano (ma quando s'haueranno à con durre pieni fu le ruote, fi fanno minori ) ■'^J^f^^^^,^"^^^^^
perche furono empiti di terreno molto arenofo,e fciolto, erano paffati dalleartiglie
rie de'nemici à due doppij. Però fi debbe auuertire benifsimo alle qualità de'terre ,
ni, e calcare à baftanza l'opera, e raddoppiare le groftezze, doue quella per cagione
delle fcommodità non fi pofsa fare troppo buona .
Queft'
Della Fortif. delle Città
Qucft' opere quanto fono più (ìcure dall'artiglierie, tanto più fon fottopoftc all'
offcfe, che uengóno loro fatte dalle pale, e dalle zappe, & ancora à quella, che io ho
penfato di fare con palle d'artiglieria grofsa, uote dentro, e piene di poluere : quali
accommodatc co rordine,che habbiamo dimoftro ne'noftri libri de gli Ingegni mi
litari fanno effetto di picciole mine, e poffono rouinare ogni grofso riparo . Quan-
do hanno troppo legname, fono più offefe dall'artiglieria, e dal fuoco, ma meglio re
iìftono alla pala, & alla zappa : però doue potrà percotere la batteria (che fuole efsc
re dal cordone in su) fi metterà manco legname grofso, che fia pofsibilc . E le cate
ne;non s'inaoceranno, ma fi porranno à trauerfo della lunghezza dell'opera : & alle
teftedifuori,fi farano acute,acciò,fe ui pcrcoteràrartiglieria,non le pofsa cacciare in
dentro. Si allogheranno una lontana dall'altra due braccia e mezo: e benché non
«incrocino, nondimeno fi forerannoin più luoghi, e ui fi conficcheranno e'chiodi
di le'^no, che faranno buono effetto ne) mantenire unita l'opera . Ma in tal càfo bi-
fo<^nerà fare,che tali catene fiano ritenute da alcune trauerfe dal lato di détro,e pof-
fìno liberamente abbaffarfi col pefo di tutto il teffuto, auuenghi che, doue fimili
legnami fon punto ritenuti,che non poflìno feguire il teffuto, e terreno, che f! uiene
ferapre abbacando, fogliono far rouinare bene fpeffo e'baftioni . Si potriano dire
altre cofc appartenenti à quefta materie, quali io lafcio da parte, per elfere di ciò, co
me ho detto di fopr^, (lato fcritto largamente da altri .
ALL'ILLVSTRISSIMO SIGNORE, IL SIC.
FRANCESCO DALLA TORRE>
LIBERO BARONE, CONSIGLIERO DELLA
Cesarea Maiefià, & zAmhafciadore apprcjfo gli Illuflrijfimi Sig. Venetiani .
A grande afFcttione, e la molti riuerentia, ch'io porto al chiaro ualorc, & alle ra-
rifsime doti, e uirtù del generofifsimo animo di V. Illuftrifsima Signoria,finoad
hora m'hanno tenuto in non picciolo affanno, per eflcrmi fcmprc affaticato con
la mente, di trouare qualche lionorato mezo da moftrarle l'animo mio,e da far fé
dcalmondo,quantoiolefiaciuotoferuitore. Alfine difegnando di fare una
aggiunta alla mia fortificatioiie delle Città , col Trattato da me fcritto della for -
tilìcatiohe de gli alloggiamerti de gli eflcrciti in campagna, infieme col Difcor-
fo del Capitan Francefco Montrmellino , fopra a fonificatione del Tìorgo di Roma ; con un frag-
mento dell'Ordinanze , e battaglie del Capitan Giouacchino da Coniano , hauuto da M.Vincen-
tio Quiftello, honorato e uirtuofo gcntilhuomo e col Ragionamento del Caftriotto fopra le for-
tezze della Francia e d'altri hioghiropere quafi laceratc,e da me ripulite, & in molte patti riformate;
ho penfato per fodisfare al mio ardentifsimo deficerio , madarja in luce fotto lo Illuftrifsimo nome
di V. Sig. con ferma credenza, che quella habbia i riceuere quello prefente,benche picciolo,per te
ftimonio della mia ferui tii, e per hauerlo caro, fc non per cagione di cjuello,chc iri e di miq,almcno
per gli utilifsimi ferirti di quefti tre honorati & ingegnofi Capitani . Auuenghi che , so benilsi-
mo, quanto quella fi diletta (come ad honoratifsimo Barone fuo pari s'accon uiene) della lettio-
ne delle cofe militari . E tanto maggiormente, quanto che ella conofce , che la uirtù militare è Ita'
ta quella,chc ha anticamente à grande aliczza tirato la llhiftr.cafi dalla T O R R E,quale,oItra che
s'acquiftò già il dominio di Milano, d'anno 15 1 i.difcacciò di tal Città e'Vifconti , fu ancora ba-
dante ( come benifsimo fi sa per la lettionc delle hiftorie) à domare, e condur quafi à morte Ezelli-
no riranno crudelifsimo, meritamente chiamato Terrore d'Italia, e fu patrona d'Acuileria. Ha-
s
m
' è ancora ofterta occafione da lar paicfe al mòdo, come quella in tutte le cofe e n
naggiori, nò è però che hoggi non accrefca degnità à quelh gran cafa con la fua
molto fimile à'fuoi
gnita à quelta gran cala con la lua incomparabil pru
dcntia , e col foprahumano configlio , femprc con profperi auuenimenti adoperato in grandifsimi
maneggi dalla Maicltà del gran FERDINANDO Imperadore,non fenza marauiglia di mol-
ti Prcmipi dell'età noflra, e de'potentifsimi, e giuftifsimi Signori Venetiani . Delle quai cofe ha -
uendo io hauuto confiderationc, ho anche penfato , infiemecolfareil debito mio, aggiiignereà
qiiefto iiolume con la foprafcritta del nomclllulh-ifsimodi V.Sig. non poco di dcgnitàjdonde con
nioltohonore, cpiùficuramente habbia à uenire nelle mani de'lettori . Degnifi adunque V.Sig,
lUuIlrilsimariccucrlocon quel buono animo, che io glie le prefento,e di tenirlo come per un'arra.
Imo à tanto, che con opra più degna mi fia conccnb meglio riuerire, & honorare il fuo honoratif-
fimonome. Di V. S. lll»}ìnjfìmtt Scrunare Cjtrolamo Maggi .
DI M^ GIROLAMlO MAGGI
JD' A N G H I a!r I,
SOPRA LA FORTlilCATIONE
DE GLI ALLOGGIAMENTI DE GLI
ESSERCITI IN CAMPAGNA.
E R c HE uno eflercito è di ^andiflima importanza, fi debbc
grandifTiraamente ingegnali chi lo gouerna , di mantenirlo
licurodanemici,mafilmam.''nte quando farà à quelli di nu-
mero inferiore; acciò non fa coftretto àfar giornata à fuo di-
fpetto, e quando la notte cacherà di ripofarfi ( fé ben uegghie-
rà unapartedc'foldati)no fia facilmente tagliato à pezzi pri-
. ma, chefi pofli drizzare il piedi. E' Romani, & alcune altre
nationi anticrmctetennero gran cura della dilloiìtione efoitiiìcatione de gli allog-
giamenti: del che fi può uedcre quello, che polybio anticamente, & à'di noftri
Vol^ango Lazio, Medico, &Hiftorico della Cifrrea Maieftà di Ferdinando, hanno
fcritto. Donde, fi come racconta Liuio, fi dici, che PhilippoItedeMacedoni,ue.
4tnco da un luogo em.inente attendato lo eflejcito de'Romani, fi marauighò di tut-
tol'aipcttodegli alloggiamenti di quelli, dejompartimenti, dell'ordine de'padi-
«lioni, e delle uielafciate dentro a quelli. i v r i
Ma ponendo da parte il dichiarare qucllo,jhe frceuano c'Romani dentro a gli al
loggiamenti, per efierne (lato detto à baitan2k da altri, parleremo folo della forti-
iìcationc.
Si uedein più d'un luogo apprcfibLiuio,e l'altri, chee'Romanifortificauano in-
torno l'effercito con forri,c con pali, facendo (ime uno (leccato. Quai pah non era-
re molto groflì, auuenghi che fi legge appre^ il medefimo , eh' e'ioldati neporta-
uanoi2.peruno. Hau'éuano queiti pah àfojn mola forcella, nella quale fi mette-
iiano altri pali e pertiche per piano , come fi Jede figurato da Herone Greco, di cui
l'opera Icrittaà penna & ancora non ftampat^, io lelfi già molti anni fono in Bolo-
gna nella libreria di San Saluadore, e fi u(de (come intendo) in alcune altre li-
brerie d'Itaha . Vna ancora ne ha in carta pégamena il Sig. Giouambattjfta Giral-
xlo,huomo di rariflìmo intelletto, e di gran dottrina. E che tai pali hauelfero la for-
cella à fomrao, Jo dichiara anche Varrone,dicendo,che'l uallo era chiamato uallum,
da quefìipali,chehaucuano tal forcella àionimo,fimilealla lettera V. quali uolfc
fignificare anche quando diffe,
» Exacmmt altj uallos,fiircasq; bicornes .
Efoleuanfi ficcare qucfti pah molto fpeffi,dondeEnnio(comcriferifceFefto Pompe
io) chiamò il uallo crcbifuro,à crebris iuns,doèda§li fpcffipali. Portauanfi giàin-
diftc=
Liuionellib.l.det
la Deca 4.
Liu.nel lib,i.del
la Deca i .
T^cllib.:}. della
data Deca .
J^Hib.irtitolato
òfydvar ■ cioè degli
iHrumenti da
guerra .
Var.nelUh.^.del
laling.lat.
FeHonellih. 3.
[A-
L
ìKQ Icrzo.
Z(7. ntHb.^.dd- ■difTcrcntcmcnte da;oKL:ti c;ucflpali, coir e io ho notato appreffo Liuio & Horatio*
Uùccup.-iruu. IlchcdimoftraanchcVirgiJiodocdice,
" '\orjfeciis ac patrizi JcaF^maìUis umis ,
» Iniufloj!ibfafiei!!jr)jciafu.}rpiTi-zJr>ofli
M ^nteexjpeiìatutì; p<jiris fiat in agline mfiiis ,
reget.wlcap.i9. Benché ciò non umici riffe tropo Vcgctio, che citò tai iierfi ne'fuoi libri, douc
daub.i. parla dc'pefi daporrnifi daToIdri, quando iianno in campagna, dicendo folo
dtlpefo della uitn:ag!ia, e dell'ami. Quai pali trono alcuna uoltaeflcrftati fatti
portare à'ragazzijC t'amigli de''Mdati,cdauili peribne, chepcr cagion del gua-
dagno fcguiuano gli eserciti ; e d'iòldati poco atti al combattere, come fi può Icg-
Lmionellih.iJcl %^^^ appreflb Liuio. II portare ihaIlo,rù ancora uffitio di foldati nuoui e poco pra-
UDcca.ì. tichi,dondedifìc colui, Qo^an.lo tu ti faprai circondare con lafpada, all'horarefte-
rai di portare il uallo.
Ne'tempi non tanto antichi,er cofa ignominiofa al foldato portare fimili pah, co
me notò il mio precettore il dottiimo Robortcllo nella Tua difputa Delle pene,&,
ignominie de'foldati .
Con quefti adunqucfi fortiHcuano gli alloggiamenti, e con piotte di rerra,chia
Liuio nel lib.^.kl mate in Latino ca-fpites.come apfeflb Liuio mi ricordo già,& in altri autori hauere
U Deca 3. ofTcruato.E ciò ftceuafi quadolo fTcrcito haueua comodità &agio,il che fi puòco-
yegctionclcap. nofcere per qucllo,cheVcgerio fcr(re,doue parlò della fortificatione de gli alloggia
i^.ddbb.i. menti, fcriuendo in quefiofcntimnto, Mao diuerfa, edi trefortilafortitìcatione
de gli alloggiamcti. Impcroche,re a lòuerchia necefTità non preme, fi tagliano piot
tedi terra, edi quehefifà.comeunnuro, alto tre piedi fiapra terra, di modoche'l
fofib, del quale fono fiate cauatc le {iotte^fia dauanti. Di poi fi fa in fretta il foffo lar
go piedi noue,& alto piedi fette. Maqurtdo maggior sforzo de'nemici è per uenireà
dofso,airhoia conuiene fortificare incerchio de gli alloggiamenti con una foffa lar-
ghifsima, facendola piedi 12. larga,e:upafotto il filo ( come fi dice)piedi noue.E di
fopra di qua e di là, fatto fiepi &intdruti,fiammontonail terreno, che ficauadel
la foffa, e crefce in altezza piedi quatro . &in tal maniera uiene ad efìTer alta piedi
13. e larga 12. fopra alla quale pali dilgnifortiffimifi ficcano auanti,che fi foleuano
portare da' foldati . &c.
Furono alcune uolte per maggior icurezza circondati e ualli con arbori, come
i.imnvellib.6.dd .^\l (fecondo che narra Liuio)fece l'efercito de" Volfci,benche con fuo gran danno,
UDua . I. aiiucnghi che , eficndoui fatto mettce il fuoco da Marco Furio Camillo Confolo
de'Romani, tale efsercito fu sforzato àIiloggiare,& andò in rotta .
^j_ Si meflero anche intorno al uallcle picche, nelle quali e'nemici, che fuffer
liDecaX- "^ "' i\oluti uenire ad aflalirlo, urtaffero, e i feriffero ; come io già notai appreffo il mede
l^dlib. 8. Mli ^"■'■'o autore; quale anche dice in un luogo, che i Cavtaginefi accrebbero il lor uallo
heca 3. con pietre pofte una fopra l'altra .
'Hellib. ^.ddU Trouo ancora appreilò il mcdefimo, che'Romani , effendo in tal luogo, che non
Deca. 3. haueuano terraperpiotte,ne altra materia per fare il uallo, fi fecero intorno allo ef-
lercito un riparo (benché ciò poi non gli difefe) conbafl:i,e confome fopraquelli
ligate, e con le bagaglic,mefle quefte ofe una fopra l'altra.
reget. mi cip. Per fortificare gli alloggiamenti, s'aioprauano alcuni iftrumenti nominati da Ve
z^lddlib. I. getiOjCle dolabre,dondediffeGiuueiale,
Cinuoule ndb „ T^odofxm pofibxcfrangcbat iiertice uitem
Satyra2. ^^ Si Icntus pigra miomet canradubbra.
Liiiiondltb.9.del /^ r j 1 i 1 ' 1
bDecaunlpri- ^ali dolabre anche sadoprauano per rouinarli, portate da' famigli de'foldati.
mo,enel!os.dd~ H feruiuano per guafiare muraglie, e per romper porte, come io hòofiferuato ap-
la 3. prefso Liuio.
Liundlib.y.dd In oltre S'usò anticamente di far due ualli,c ripari intorno à gU eserciti. Liuio
U Deca ti, •> ^ =>
dice
Libro Terzo. 109
elìce che'l Re Antioco cflcndo alloggiato fottoMagncfìa, fece d'intorno al fuo cC-
fercito un fofTo largo i 2. gomiti, e cupo fci; e di fuori piantò intorno due {leccati , e
nel ciglio didentro delibilo fece il muro con ipeflc torri , per poter facilmente
uetare à' nemici, che non paffai'sero detto fofso, fé pcrcafo fufscro ucnutiadaC-
faltaregli alloggiamenti. Giofepho ancora parlando della regola della militia Gìofepho nel cap.
Romana, e de gli alloggiamenti dell'eflcrcito Romano in campagna dice , che fa- ^- àel lib.i. del-
ccuanoletorrialuallo . Ilfcntimento delle fucparole,quanto s'appartiene al prò- ^'^g'^enaciudai'
polito noftro , è quefto , Ma il circuito del lato di fuori , è fatto in forma di muro & " '
ordinatamente ha le torri , lontane una dall'altra con eguale fpatio .
^ Si foleuano gii alloggiamenti affediarc, come proprio fi faceua alle Città,col cir
» condarli co'ualli. onde fi legge apprefloLiuio, che e' Sanniti portauanoe'ualli per Limo nelUb.io.
affcdiare gli alloggiameli de Romani. Nello aflaltarli ancora faceuano le fafcinate ''^/''^ Decax.
e cauauano e'pali predetti . L'autor medefimo dice,che'Romani fotto Seruilio Con ^"^'^ """''•*•''"
folo furono dentro à gli alloggiamenti afTaltati da Volici , quaH riempirono e" fofll
e cauauano fuori e' pali della fortificatione . Vergilio ancora difle .
w Etfojfxsimplereparantt&uellereuallum.
II coftume, e buono ordine di fortificare gli alloggiamenti tenuto longhìflìmo té
pò da' Romani, al tempo di Valentiniano Imperadore,e prima di buon pezzo s'era
tralafciato, come nedateftimonioVcgetio. onde di notte e di giorno ancora, fo- J^^Z^<^-^elcap.ì\.
prauenendo la caualleria de'Barbari,gli eflerciti de' Romani erano mandati in roc ^*
ta, e tagliati à pezzi .
Ma lafciando quelle cofe da parte , e uenendo al propofito mio , dico , che nel
fare gli alloggiaméti in campagna,s'hanno da confiderar più cofe . Prima se'l nemi
co farà uicino , e potente con un'altro effercito da poterci nuocere . ò fé farà lonta-
no. Se farà lontano, fi potrà à grand' agio con giuda larghezza di foffi, e di trin-
cee fortificarfi. delle quah fi dirà di fotto.Se farà uicino,conuerrà ritirarfi apprefso
à qualche afpra montagna, apprefso à qualche lago,palude,ò fiume grofso, ò folto
bofco, fi che fiano guardati due lati,come dimoftra la prefente figura di mano del
Caftriotto .
.uiftj
Ff
V
Libro Teizo.
Oltra di qucfto cerchcrafsi di fare più preflo, cheli potrà, una ftrctta trincea,
e fofsa dalli due lari difaimari, riferbandofi ad allargare il fofso , & ad ingrofTarc la
trincea, quando fi hauerà tempo. & intanto,che fi fortificheranno gli alloggiamen
ti , tuttala cauallcria, e la metà della fanteria, ftarà in armi inucrfo la parte donde
Vegetio nel cap . fi temerà della uenuta del nemico. Hauendofi poca quantità di guaftatori, come
ì^.ddlib.i. fpeffoà noftriiraliani interuiene, fi faranno anche affaticare c'foldati al coftume
antico à uicenda, quali non fi riputeranno à uergogna lauorarein fimil nego-
tio i auuenghi che Augufto nella fua difciplina militare, come fi uede per le parole
MirttMo ne Di- fue riferite daMartiano noftro Giureconfulto, fìimò non effer cofa aliena dalla prò
gejìifotto il titolo, feffione del Xoldato, cfTercitarfi in opre fabrili, e manuali , quando ciò fi faccflc per
Denm itan. ^jq^ necellìtà dello elTercito. Benché Vegetio,dica che alcuni per il priuilegio del
dellib. 2. ladegnitanonlauorauano. E mentre che li lauorera, detti tanti, ecaualli combat-
tendo, e fcaramucciando, traterranno lontano il nemico, che non ueti, che fi forti-
fichino gli alloggiamenti . Temendofi più della caualleria,che della fanteria, fi fa-
ranno à trauerfo la campagna fpeffi folTetti, larghi un piede, e cupi uno e mezo ; e fi
fpargeranno triboli dauanti , e ne gli Ipatij di mezo fra un folTo , e 'laltro . Alcuni
uogjiono, che prima, che altro fi faccia, le ui farà copia di legnami, d piantino in-
torno,più larrlìo che non haueranno ad effere ^li alloe.criamenti^arboriie da uno all'
altro fi conficchino grolierrauerfe, che habbianoà ritenere l'impeto de' nemici: e
che di poi fi caui il fblTo, flando dopo à quelli {leccati e'ibldati à ritenire l'impeto
de' nemici con artiglierie , & altre armi da combattere di lontano, e d'appreflb.
E ciò fatto, fi comincerà àcauare il fofso,&à fare la trincea. Ma se'l nemico farà
lontano, fi farà la fortificatione,come ordinariamente fi fuolccon giufta larghezza
di fofso,e grofsezza di trincea bafteuole . Se ui farà qualche colle uicino, fi congiu
gnera con gli alloggiamenti, ò non fi lafcerà fenza prefidio .
Haueraffi ancora un'altra confideratione,cioè. Se fi dou era ftar molti giorni in un
luogo, ò poco tempo . Douendofi ftar molto tempo,fi uederà di metterfi in lato,che
da paefi e popoli amici fi pofTino hauer uittuaglie facilmente, fenza che ci fiano tol-
te dal nemico. Hauercmo ancora confideratione della falubrità dell'aere, di non
ci mettere in qualche luogo peftilente. Auuertendo in oltre eli fare,chc per fporci
tie pofte ne gii alloggiamenti , non fi uenga ad appettare quello, che faràbuono, e
-. , ,, ^^.^ falutifero. Il quale aiiueriimento,fccondo che dichiaraTheodorerto Greco Theo-
DÌuttronomio . ^ogo,fù hauuto daMoisè, qujandoordinò,cheperfarelencceflìtàdeI corpo,fi douef
Theodoretto nAla. le andar fuori de gli alloggiamenti,e che fi ricoprifsero gli efcrementi con la terra.
Q^efìione jjfo- Ne' tempi, e luoghi freddi , fi cercheranno quelle parti, che manco faranno
fralDeuteron. cóbattute da'uenti : e ne'caldi,fi cercherà pe'frefchi,acciòl'efsercito non habbiaàpa
tire di cofa alcuna.Appreflb, s'hauerà anche confideratione deiracque,che fiano bo
ne, e tante, che baftino. Cofi ancora, che ui fia copia di legne, non folo per e'bifo-
Uiiuertimtti per gni priuati deToldati,mà anche per fare la trincea. Mettendoci, come ordinariamen
chi iiorrà fare gli te fi fuol fare , lungo à qualche fiume, auuertiremo, fele ripe fiano bafsc ò alte, e
allognamemi luti f^ ^-j fiapericolo della inondatione,fe percafo il fiume uenifse per le piogge grofso .
* f •'■' Di più auuertiralli di guardarfi dal pencolo delle inondationi , le ci porremo
in luogo, che habbia fiumi ò laghi uicini, acciò che'l nemico non faccia dalla parte
di lopra andar l'acqua ne gli alloggiamenti, donde felTercito fia annegato, come fé
ce il Soldano dell'Egitto alle genti del Rè Luigi di Francia,rotto un ramo del Nilo :
ò no fia mefsa in difordine la gente alloggiata, e non fi guaftino le monitioni, e'I ne
mico afsaltando il capo in un tratto, non lo mandi in rotta, come fi legge,che fece in
Pontino nel cap. Spagna Lucio Metello à'fuoi auuerfarij, che s'erano attendati in luoghi balfi.Coii-
T.ddlib. 3. lìdereraflì ancora alla qualità del terreno,fe s'hauerà à ftar lungo tempo in un luogo,
perche fé farà atto à diuentar per poca pioggia fangofo, non^ui fi hanno à fare gli al-
loggiamenti, acciò non interuenga , come interucnne allo efsercito Ecclefiaftico T
anno
Libro Terzo. in
anno i'552,quando haueuaarscdiato]aMirandola,perchecfsendoc'tcmpipiouofì,
c'Ibldati per cagione del fango non potcuanoftare ncTorti .
Più oltres'auuertirà ancora di non fi mettere in qualche iiallc, chechiufa intor-
no d'arpretiiontagne, dia occafione al nemico d'afsediarci, fi che non nepoflìamo
poi ufcirc à noftra porta . E nel difegnare il fito, fi ucderà di non pigliar luogo trop-
po (trctto, ne anche troppo largo, acciò fé farà troppo ftretto, non ui fi ftia dentro
con grandifsima fcommodità, e non n'habbianoàuenirelc piazze d'armi troppo
piccole, fi che non ui poflìno correre, e capire e'difcnfori, fcnza difturbo, ne libera-
mente maneggiaru ili. Etcfscndo troppo largo ,fia codi diffìcile il poterlo da ogni
lato guardare, come farà di bifogno. Da'quali inconucnienti ci potremo guardare
col far diligente conto del numero delle fanterie, e cauallcrie ; delle bagaglic , quan
to pollino occupare; de gli fpatij delle uie, e piazze,e luoghi perle tende,trabacchej
e padiglioni, e per l'arti i;lieric.per ui uandieri,mercan ti & altri, chcuanno dietro a
glieflercitiperufoe bilògno di quelli, d'eftateconuerrà pigliare lo fpatio più lar-
go, che d'inuerno.
Quantoalla forma, dice Vegetio,chealcuneuoltefifaràilluogoerecinto degli yegetio nel cap.
alloggiamenti quadrato,alcune uolte quadro lungo, e triangolare,& altre uolte ton r^.ddlib.x. e nd
do, òmezo tondo, fecondo chela qualità del fito, ola nece/Tità richiede: enonfà loS.del i.
troppa differentia di queftefigure;ma ben dice che fono più belli àuederegli allog
giamcnti più lunghi un terzo che larghi. Io,fi come tengo, che s'habbia taluolta
adaccommodarfi con gli alloggiamenti alla forma, e natura del fito, cofi an-
che uorrei, che fi faceflero le trincee, che fuffero, di più lati di quattro acciò deflero
maggior capacità . Et per breuità, perche fi efpedifca l'opera quanto piùprefto fia Cortine del recin-
poffibile, uorrei ch'elleno per e'ripiegamenti in dentro, fé ftclTe fìancheggiallero, ò ^°i"^"'^ '■"'^^^ '
in forma di ftclla,ò per la obliquità ; ancorché ci uolemmo fortificare in quadro , ò
col fare quella forte di trincee, che s'affìmigli alle cortine, che hanno per difefa den
ti, e calcagni, cioè fianchi che non hanno e'rifcontri. Auuertendo di fare le tele,
cheda'fianchi haueranno ad elTer difefe,pocolunghejfi che congli archibugio
poflìn guardare.
Le porte fi faranno in luoghi che fiano ben ficuri e fiancheggiate, come dentro
à forbici, ò fotto à fianchi . E facédofi détro à forbici,haueràno dauati e'ioro parapet
tieriuellini,efaranno tanto larghe, che diano commoda ufcita allo eifercito in
ogni occorrenza. Secondo Vegetio, la porta principale, chiamata da' Latini prce Vem.neUap.A
toria, fi uolterà al Leuante,ò al lato del uiaggio,che s'hà da fare,ò inuerfo il nemico . dellib. r.
Se fi hauerà lungo tempo ad alloggiare in un luogo, fi faranno quefte fortificatio
ni co'loro fianchi quafi in fimilitudine della fortificatione d'una Città, che altrimé-
tinonoccorrirà ufar quellafomma diligentia, che s'ufanelfare e' forti d'aflediar
Città e fortezze.
Quando potremo alloggiare uicino à qualche terra amica, ci metteremo prefTo à
quella, come fi fece l'anno 1557. in Piccardia fotto la terra di Compiegno,con buo-
no ordine d'alloggiamenti. La figura de'quali mi pare di mettere in quefto luogo,
come ella fu fatta per mano del Caflriotto .
Gg
Libro Terzo .
K fc la Città faràliinga , fi faranno gli alloggiamenti tali, che un Iato fia guardato
dalla muraglia di quella. Quel lato, chefaràpericolofo più de gli altri, d'clFer pri-
ma alTalito dal nemico, farà il primo àfortificarfi, e doue il fito ucderalTì più debo -
le, fi faranno più gagliardi ripari , e doue più forte, più deboli : uolrando Tempre al
nemico,fecondo che uogliono alcuni, un'angolo delle trincee, òYccondo altri, lafor
Il e t eo nel l^ii^^ '-"he farà la trincea, che è molto forte, e meglio dell'angolo fé fteffa difende.
cap. iz. del lib.i. II fofso fi farà largo diciotto piedi, e cupo diece. IlCataneolouuolclargobrac-
yeget.nelcap.z4. eia 8. e cupo 3. Vegetio dice che fi debbe fare di piedi 9. d'undici, di i2.di 15. e di 17.
dellib. i.enth' 8, e cupo 9. ma quando s'ha d'alloggiar poco in un luogo, s'accontenta del follo largo
7iellib. 5. piedi 5. ecup03.Il Lantcri fcriue, che balta fare da principio il folTo largo da dodici
r fT d r Ilo?- fino in fedici piedi, perche fempre fi può allargare, e profondo fino ad otto. Quello
siamentt di chf ^^^ fece ilRe Antioche, di cui habbiamo di fopra fatto mentione, fu largo dodici
rnifura. gomiti, e cupo fei . Quando la fretta, e la nccelfità ci sforci, lo faremo ftrctto, e do-
po ò in tempo di notte, ò anche di giorno, melTì dentro in quello e'guaftatori^jo
allargheremo, fino anche à 20. piedi , & à dodici di profondità, facendo git-
tarc la terra fui ciglio di fuori , ò portandola dentro per ingroflare la trincea . E fi.
lafceranno alcuni luoghi della trinceaaperti,per poter portar dentro la terra, co^
perti da un poco d'argine fatto dal terren gittato fuori fui ciglio predetto , accioche
c'guaftatori, che lo porteranno, non fiano dall'artiglieria del nemico offefi, fc quel-
lo per forte s'auuicinaire,uincendoci di numero, e di forzc.ò per non hauerc a far ta-
yk da portar den li argini , quali poi ci potefsero nocerese'nemici ui fi mettelfer dopo ; prima, che fi
$ro: tu ano. {xcà'X la trincea, taglieremo il ciglio di dentro del foflb in più luoghi , e farenvo uic
ilrctte,che leggiermente afcendino dentro, e doue uerranno quefti aperti, ne'fonda».
menti della trincea ui metteremo per piano tronchi d'arbori, ò Iegnctti,€ fopra quel
li frafca grofsa, e fafcine da poterui poi alzar detta trincea, e cosi quella uerrx
tutta d'un pezzo, & c'guaftatori cammineranno ficuri,& allargheranno e'foffi fenza
■. che'l nemico pur fc ne pofsa auuedere. E queftauia terrari anche nel fare e'forti
debba Ci er vroiìa. per ^fsediarelc Città . La trincea bifognerà farla tanto larga, ch'ella pofsarefifte-
re all'artiglieria da campo,qual non fuole efser troppo grofsa. Che altrimenti ha-
uendo il nemico cannoni e colubrine, bifognerà farla più grofsa. Fa un cannone
la paisata dentro ad una trincea ben lauorata , piedi fette fino in otto; e la colubri-
na piedi undici fino in dodici. Ma quando le trincee fon fatte di nuouo &in fret-
ta,ui fanno dentro queftc artiglierie maggior pafsata, maffimamentc quandoil
terreno non ftà troppo unito infieme,& è della qualità, che era quello, che adopra-
rono e'Francefi per riempire e'gabbioni fottto il cartello di Pirpignano ; Imperoche
e'gabbioni quiui erano pafsati dall'artiglierie benché fufser doppij, & di diametro
ogniuno di piedi fei. Lafciò fcrittoil Cataneo, che la trincea fi debbe far grofsa
braccia 3. fino in quattro, & il medefimo, ò poco più alta, dallato di fuori ; ma di de
tro non più che à mezo petto d'huomo.. & e'fianchi debbino efsere di braccia fei fi-
no in 8. oucr io. Il Caftriotto fa e'fianchi, doue ha difegnate le porte,di cinque can-
ne l'unOjdelle quali ne dà tre alla fpalla, una al fianco, & una alla porta . Vuole il
Lanteri che tali trincee fi faccino groffe piedi da dieci in dodici, potendofi poi fem-
prc ingroflare, benché à mio giuditio quefta fia buona groffezza, e bafteuole à ripa-
rare contra e'colpi d'artiglieria ; malfimamenre quando nella trincea non fia troppo
legname, & il terreno fia come fi richiede affodato. L' altezza fua farà di braccia tre,
acciò l'eflercito non fia dentro fcoperto, facendole un poco di panchetta intorno,lar
ga un braccio e mezo, acciò gli archibugieri fi polfino affacciare per tirare anemici .
Si ficcheranno alcuni arbori, ma fottili, per mantenire in piedi detta trincea , e del
terreno, che fi cauerà del foffo, gittandolo fempre dentro,fi farà la trincea con fafct
nette di ftipaligate in due luoghi,& affidate dentro con ftroppe,e uenchi à'pali con
fìtti nella trincea, quali fafcinette riterranno il terreno^che non cafchi. fpargeran-
noiì
Libro Terzo. 113
nofi p«r il mcxo frafche groffe, ma non troppo fpefle ; perche quanto più legnami fi
metiono in queftefabriche, tanto manco s'acquifta lorodirefìftenza centra l'arti--
gii^ria, ftandoii terreno non filTo, & afsodato, maquafi follcuato,che facilmente
dà luogo alle palle.Faraflì Tempre tal trincea più alta dai lato di tuori,chc di dentro,
acciò non uenga à diraottare,e cafcare-,e darafscle un mczo pie di fcarpa, perche ftia
piùfalda. Intorno àquefta dal lato di dentro fi lafcerà una continua, e larga pia?.- . ..
za^chiamata da'foldati Piazza d'arme,larga braccia 23. qual no farà occupata in mo
<io alcuno ne da tende, ne da altra forte d'impedimento . nella quale pollino ftare ,
eliberamente praticare e'difenfori.douedaognibandariufcirannoleftradcd'ar- Strade i' arme ,
■mi diritte, che attrauerferanno per mezo lo fpatio de gli alloggiamenti; quali uor- :
ranno cfser larghe braccia 32.& efpedite per poter da ogni lato correre, e códurrc il -'^'
foccorfo doue bifogni . ma quella,chc risguarderà inucifo il ncmico,farà più larga.
Per la monitione della poluere fi debbe pigliare un luogo appartato, doue trop-
po non iì pratichi, e lontano da gli archibugieri ; qual fa mefticro fi cinga di ftecca
to, e d'un poco di trincea, fi che alcuno non ui fi pofsa accoftare con fuoco,ò corde
d'archibugio accefe.
L'artiglierie fi allogheranno d'intorno, uicino alle piazze d'armi, con tutti gli j^-T^T jT^r»
iftrumenti,cheferuono per condurle: e uicino à quelle fi aficgncrà il luogo ^^'^ e' alle trincee,
©ombardieri.Lo Illuftrilfimo Signore AlefTandro Vitello era di parere, che dopo à'
qireflilìmettefieFo gli archibugieri, per chefuffero più commodi alle trincee, ado-;
perandofi perla difefa di quelle più gli archibugieri , che i picchieri , quali fi deb-
bono allogare dopo quefli : tenendo la caualleria, tanto la leggiera , quanto che gli
huomini d'arme , più indentro uicino alla piazza di mezo . E quefi:o non folo per-
che ella non s'adopra dentro alle trincee, ma acciò che, fé foprauerrà il nemico,
per Io fparar de gii archibugi , e per lo flrepito , e' caualli , malTìme quelli , che non .
fono troppo auuezzi ad udire, e uedere gli flrepiti e gli armeggiamenti , fpauenta-
si non caufino qualche difordinc, e danno . S'hauerà anche confideratione del luo
§0 de' guaftatori, de' uiuandieri e mercanti, e di tuttala maeftranza,che fuolefe-
guire l'eflercito. qual luogo debbe effere uicino fimilmentc alla piazza dimezo,
pcrnon feruiretal gente per combattere, e difendere. Il luogo perii padiglione
d<;l Prenci'pe , ò Capitan generale,prima de gli altri fi difegncrà in uno de'lati del-
la piazza dimezo, uoltando la porta di quello alla porta principale de gU alloggia-
menti inuerfo il nemico , & al luo^o , doue s'hauerà à marciare . Piace ad altri , che
tal padiglione fi pianti nel mezo , e che fi facci che le ftrade à quello rifpondino di-
rittamente ,à fine che'l Capitano , e Gouernatore dello effercito in un tratto pofsa.
uedere il tutto , e prouedere à' bifogni, che occorriranno . Alcune uolte , quando è
Rè &Itnperadori fono ftati nello efsercito, dentro alle trincee in un lato più forte,
come uicino alle ripe di fiumi , ò in fimili luoghi , fi è coftumato di fare per.ftanza^
di quelli un picciol forte, come fu già fatto l'anno 1551. perii Chriftianiffimo Rè
Henricofopr'al Reno quattro leghelontano da Straburgo. ,. .r • *
Ma tal cola (le la necelfitanon ci sforzi a farla) a me non piace, perche fi intorno al padMo
uiene à moftrare d'hauer poca fidanza non folo nelle trincee del campo , ma anco- ne delvrencipe ò
ranelloefsercito, e quello perciòdiuentafdegnofo,efi perde d'animo. Benché Generale ^ nonfi
rimperador deTurchi foglia,quando è in campagna,cingerfi co cameli, e con carri ^c"'^»
congiunti con buone catene , che pofsono ritenire ogni grande impeto .
Quefta piazza di mezo piace ad alcuni tanto larga , che ui fi polTin fare ordinan-
ze , rafsegne , e ui fi metta al bifogno in battagliala gente .
Il luogo del Propofto di giuflitia, e dello Agozzino,fi difegnerà prefso alla piaz^
za de'uiuandieri, per rimedio de gli inconuenienti, che feguono,per cagione della
infolentia d'alcuni foldati, che bene fpefso fogliono mai trattare e'mercanti, e ui-
uandieri .
Hh Eflendo
Libro Terzo .
Ersondorcfscrcltoraunato di molte natIoni( come per Io più inrcruiene) Rida-
ranno c'Iuoghi d'alloggiare fcparati ad ogni natione da perse , acciò non nafchino
qucftionii mettendo uicinc quelle, che ordinariamente roglionoefsere manco ae
miche , che raltre,;& allogando le più fìdcli, più uicine al Prencipe, ò generale per
ogni bifogno, che potcfse occorrere, e per maggior ficurczza.
Lafccrò di dire dell'altre cofe appartenenti di dentro à gli alloggiamenti di cam
pa?na, per non clTer l'animo mio in quello luogo di fcriuere la dilciplina militare
& il goucrno de gli efscrciti, ma folo parlare della tbrtihcationc .
Non uogliopafTar con filentioquefto, che alcuni gran Capitani fi fono penfati
Trincea fMa di dì fare una trincea da chiuderui dentro lo clfercito quando alloggi, la qua! e iìa
carri cogli jptedi . portatile , e di poca noia . E quefta uogliono, che fia fatta di carri armati con fpie-
di, lì come li peniarono di fare PietroNauarra, eloIlluflrifiìmo&Ecccllentifrimo
Trancefco Maria Duca d'V'rbino,ucromaftro di guerra, di felice ricordanza;etalcu
ni altri con certe tauole, e con trauicelli da portarli fopra a carri ; e da congiugnerli
dopo infiemc, piantati bene in terra detti trauicclli. Ma quelli rimedi), come che
iìano buoni per refiftcread un'impeto, & in un trattoli faccino, epoifm feruire
pertenireauanti allo elTercito fino à tanto, che fi faccia riparo megliore; tuttauia
non è che percolTi dalla artiglieria, non fiano molto dannofi, offendendo molti co*
pezzi di legnami; che qua e là fono fpin ti dall'artiglieria; e che nonfopportinoil
pericolo del fuoco. A' tal che io ho penfato, che uolendo il Capitan generale ado-
prar qucfti carri per trincee portatili, hauendo à paffar per luoghi piani, potria ado
perarli utilmente, con l'hauer fatto prima grolH matarazzi ripieni ò di lana,ò d'alga>
ò d'altra materia, che facilmente cede , e coperti da un lato di cuoio crudo, che re-
iìfte al fuoco, e col fafciarc detti carri di tai matarazzi ne'lati donde fi temefle della
olfcfa dell'artiglieria, facendo di queftimatarazzi dueordini, uno che flelfe fopra
carri, ò altra forte di riparo di legno, e l'altro pendente dauanti, lontano un paflo ^
qua! farà il primo ad effere dalle palle dell'artiglieria incontrato. E quello farla u-
^Ib Tfo Durerò no oEtimo rimcdio,perche,come tellifica Alberto Durero,e ci moltra l'efperientia,
nel fuo libri dello tali matarazzi ben grolfi podi lontani uno dall'altro per il detto fpatio, rompono 1"
edificare Citta, e- impeto e la uiolenza delle palle. E quando non farà mellieroferuirfene pcrque-
jorte'^, fla forte di difefa,uoltati sul terreno con la parte armata di cuoio, feruirannocom
modamente per dormire . Non uoglio lafciar di dire, che douc uengha il nemico
à fronte, prima che fi finifca d' alzarela trincea, e con artiglierie fi sforzi difturbare
l'opera, farà util cofa haueretele di caneuacci,ò d'altra forte, fi milià quelle, che
s'adoprano alla cacciaper guidare e'cinghiali& altre fiere alle reti, per diftenderle
dauanti, acciò e'guaflatori, che lauoreranno,non fiano tolti di mira da'Bombardie
li ; e per non clfer ueduti , e per non uedere , lauorino con più animo, e itiano piìi .
li curi . Ma di quelle cofe balli haucr detto fin qui ,
DEL CAPITAN FRANCESCO
MONTEMELLINO PERVGINO,
SOPRA LA FORTIFICATIONE
DEL BORGO DI ROMA,
mo
mo
All' IH. 6c Ecc. Signor Duca Ottauio Farnefe,
Gonfiilonicfo della Santa Chiefaj l'anno M. D. XLVIII.
SSENDO iiariele opinioni, circa lauiachefi debbe tenire
nel fortificare il Borgo di Roma , & haucndo io fatto un dife
gno, circa il modo, ch'à me pare tener fi doueffe ; ho delibe-
rato di moftrare in ferirti le ragioni, che mi muouonoà dif-
fentire da alcuni pcritiflìmi, e fingolari Architetti non ad al
tro fine, fé non acciò che, effendo bene esaminata la mate-
ria, fi fcguiti il piìinecelfario, & utile. Impero che io non
fono oftinato nella opinion mia, ne prefumo di meoltrail
doucre . Ma effendo io diuotillìrao Seruitore di fua Santità, parmi d' effer obli^^a-
to di moftrare in tutte le cofe, che mi detta la ragione.ch'io le uorrei giouare s'io pò
telfi. Mando adunque queftopicciol difcorfoà V. E. per effer quella di<ynifIlmo
Prefetto di tanta Città, e per che affai più intende l'Architettura, maflìme quefta
militare, che comporti ogni grane, non che la fua uerd'età; cofa ch'è ben conuene-
uole à chi debbe cffere Capitan generale d'efrerciti,e Signore di Città, e prouincie;
comeogn'uno fpera di uof tra Altezza, qual prego fi degni accettare uolenticri que-
lla mia picciola fatiga .
Proponefi in prima, qual di due modi fia migliore per fortificare il Borgo di Ro -
ma, cio^,òditenerfi alfalto, feguitando la cominciata muraglia e riflrincerfi di
j[ito,per più fcoflarfì da'uicini monti ; ò uero tenerfi à baffo , & abbracciando più fi-
lo, per più accoflarfi aderti monti . E qual di due modi fia più forte & utile; bello,
e di minor fpefa.
Pare ad alcuni Eccellenti nella Architcttura,che fia meglio tenerfi airalto,prima
perche le mura non potranno effer così offefe dagli oppofti monti, come al baffo e
Coloro che faranno pofti alla difefa delle mura, e chefaranno apparecchiati per foc
correrle, e uorranno andare, flare, e tornare fpeffo dalla terra alle mura, faranno
manco efpofli all'oifefe, effendo dette mura in alto .
Gli antichi, per efser più ficuri,fabricauano air alto, & acciò lemura d'arieti
te(^uggini,& altri ftrumenti bellici non fuffero offefe. Però Caftro,Oruieto San
Leo, & altri fimili luoghi fon riputati fortiffimi, per efferc alla montagna .
Hh 2 La
Libro Terzo.
Ln precipua cagione della prcHi di Rhodi,fìi il monte artifìtialc, fattoli prefTocfa
Turchi . Ne e da dubitare che, s'altri ucrraa'daiini di Koina ( che Iddio non louo-
glia) farà potente à far monti per efpugnarla^ ò meglio ti feruirà de'monti naturali ,
chelefonouicini.
Cingendofi à ballo, le cannoniere fu-anno affai più uedute da'nemici, che cin-
gendoli all'alto. Pero faranno più facilmente orfeic,c quafi per dritta linea imboc-
cate. Così anchora cBombardieri, che dentro (taranno alla difefa,faranno facil-
mente offefi: il qual pericolo non s' incorre fabricando all'alto, per efler lungi da
gli oppofti, monti .
Pigliandoli manco lìto,feguita minore fpefa, l'opera fi conduce più prcfto al fi-
ne , bafta minor numero di genti per guardare le mura, e manco pezzi d'artiglieria
feruono . Impcroche fortificandofi all'alto, il fito uiene ad edere affai menore, che
fortificando à baflb .
Trouafi nell'alto il terrapieno forte, fatto dalla natura, che à baffo bifognerebbe
fiulo con gran fpefa, ne per un tempo laria così gagliardo, come quel d'alto .
La fabrica nell'alto parrà affai più bella, e uaga à'riguardanti,chc nel baffo : per-
che nell'alto il tutto fi ["coprirà all'occhio, ancor da lontano .
Finalmente, prcfupponendo, che fi fcguiti fempre la cominciata muraglia d'u-
na medcfima groficzza dalla cima al fondo oue fi troua f acqua , non è dubio , che
potrà foftenire ogni gran terrapieno, ch'à dietro fé le ponga per appoggio; e quan-
to farà più groffr,tanto piìi Ibflerrà e' colpi dell'artiglieria. V altezza coprirà colo-
ro, che faranno alla difefa. L'efferfotto terra fino airacc;[ua, difenderà dalle mi-
ne, e dalle tagliate, le quali, quando pur' haucffcro effetto, potrebbono con affai
maggior fatica e lor danno e'nemici entrar dentro, per douer fiilire da baflb all'al-
to, e potrebbono facilmente effer ributtati da quei di dentro, à'quali faria facile
con ogni picciolo riparo difenderfi da'nemici .
Ma, quel che non poco importa, è , che fabricandofi al baffo, tuttala fpefa fatta,
nella cominciata muraglia,farebbe perduta .
QVESTE fono Eccellentiflìmo Signor Duca le più efficaci ragioni di coloro,
cheperfuadono, che fi debba fortificare nell'alto; le quali certo al giuditio
mio hanno più dell'apparente, che del uero ; e del bello, che dell'utile . Alle qua-
li , d'una in una , mi sforzerò di rifpondere, e dopo di prouare,e far toccar con ma-
no, quanto fia più utile,neceffario, e forte, e di quanto minor fpefa fortificare à
baffo ; proteftando fempre di non muouermi ad altro fine, che per giouare quanto
poffo, e per fodisfare à parte del debito mio,c di molti oblighi, che ho con fua San
tità, e con la Illuflriffima Cafa Farnefe .
Per trattar meglio la materia prQpofl:a,farà cofa conueneuole,ch'io fcriua breue
mente di quattro qualità di luoghi .
Dico adunque che alcuni luoghi fono forti per effer in cima d'alti monti di faffo
ò pietra dura ; anzi ch'effendo in alti, e duri fcogli, fono fortifenza fortezza, per la
grandifficultà, ch'èperandarui, e di appreffaruifi con genti, & artiglieria. Eper
che, anchor che per mine, & artiglieria fuffero abbattute le mura,non ui fi può fali
re fenza manifeftiffimo pericolo, e danno . Però Cafi:ro, Oruieto, e San Leo fonc»
forti, ne ui è pericolo d'altro, fé non che fien rubati, ò prefi per tradimento .
Altri luoghi fono fituati nel piano, e fono forti, perche hanno cortine, fianchi ,
cauallieri, foffi, terrapieno, e cafe matte . E quanto il terrapieno,caualliero, ò fof-
fo farà più grande, & alto, tanto farà meno cfpugnabile la fortezza fatta in piano .
Mac da notare,che alcuni foffi hannoacqua,& altri nò.ne'foffi fenz'acqua.fi può
entrare, & ufcire, combattere da alto, e da baffo , come fi uuole. Et fé e'nemici u'
entrano, ò cercano empirli, poffono cflere ributtati da quei di dentro, combatten-
do
Libro Terzo. iiy
do col Kiuore de'iìanchi della muraglia, e puoflì loro torre quanto gittano nel fof-
fo . e fc fono legno, lì abbrufciano, gittanùoui fopra fuochi , maffimamentc quelli
che chiamiamo artificiati .
Però Cremona, Piacenza, & altri luoghi fenz'acqua, fono fortifllmi nel piano.
Ma c'follì con acqua, flinno più forte il fito,de'quali benché non ne fia cofi padro-
ne il difcnibrc, come degli altri, nondimeno il nemico non ui può entrare, & en-
trandouijl'acqua combatte contradilui; però è meglio che ne'foffi fia molt'acqua.
Ma forfè opporrebbe qualch'uno, con dire, che fi trouano molti modi, & alcuni
fc-crcti per facilmente riempir e'foffi,&io ne so alcuni.
R ifpondo , che fé ciò fufle commodo, & utile , molti moke uolte, & in molte oc-
cafionilohaurebbonofatto, elo farebbono. Màinuero tantaèladifficultà, che
pochis'aflìcuranodi poterlo fare. Imperoche, òche le machine fatte per empire
e'fpffi , faranno grandi, ò piccole . fé piccole , non potranno fare effetto ne'foflì lar-
ghi ; e fimili machine piccole non potendo capire molta gente, apporteranno mag
gior danno à quei di fuori, chea quei di dentro. Se faranno grandi, tal che deb-
bano aggiugnere daU'una all'altra riua del foffo, non fi potranno condurre fé non
con gran dilficultà, e condotte,non fi potranno porre nell'acqua : non potranno an
cor capire molta gente per grandi che fi fiano ; e quei, che ui afcenderanno, faran-
no berfiglio de nanchi,c cauallieri delle mura : da'quali in ogni banda fiiranno of-
fefi; oltra che quei di dentro faranno ripari in quella parte,doue uedranno che'l ne
mico uoglia dar battaglia.Verrà anchora tutto Io sforzo di quei di dentro all'incon
tro, lafciando l'altre parti delle mura in guardia a pochi, perche fono guardate, e
difefe dall'acqua . Talché il uantaggio farà di quei di dentro, perche faranno mol
ti contra pochi, non ptend'efTere quelle machine pofie nel foffo, capaci di molti .
Ond'io giudico, che fia afiai piuficurala fortezza, oue fono e'foffilarghi,e cupii
pieni d'acqua, che doue fono noti . Talkiogo non può efser rubato, non ha bifo-
gno di molta gente, che lo guardi, che l'acqua lo guarda,&: apporta ripofo à quei di
dentro, perche non potendofi pafsar fiicilmente per rifpetto dell'acqua,non occor-
re dar cofi fpefso all'arme, come quando e'folTì fono fecchi. L' acqua afficura e'ui-
li, crefce animo a ualenti, & impaurifce chi penfa à tradimenti, & à cofe trifte . Per
ciò Ferrara, Mantoua,Trcuigi,Cremma, Rubiera,e la Mirandola,fono riputati luo
ghi fortiUìmi .
Se Cremona haueffehauuta l'acqua nefoflì, gli Spagnuoli non l'haurebbono
perduta, quando non per artiglieria, che non gli poteua offendere; ma per ope-
ra di pala e zappa, quei del campo della Lega gli cacciarono à palmo à palmo.
Similmente fé Cartel Sant'Angelo hauea l'acqua nel tempo delfacco di Roma,for-
fe che più fofteneua la fame, ò uero afpettaua il foccorfo della Lega, il cui campo
erauicino.
Laterza qualità de'Iuoghi, è di quelli, che fi fabricano nelle pendici, ouer co-
fìe de'monti,li quali fé non ui è il fafib dirotto,e duro,mai non polTono eflere forti ,
perche non polTono hauere alcuna delle conditioni de i tre primi luoghi detti di
fopra. E perche la fortezza cominciata à Beluedere, fecond'ii difegno d'alcuni uà
lenti Architetti, debbe ftenderfi all'alto, e uerrà a ftare di corta fenz'efferui faflb, e
fenz'erterui acqua,ne precipiti© alcuno, ò uero afprezzadiualle; talché da moke
bande i nemici accortar non fi portano, come à Perugia non ponno, ne à Siena, ne
à Paliano ; però farà fortezza debole , incommoda, non bella, e di grande fpefa.
Ond'io giudico , che potendofi fortificare à bafso ( come certo fi può ) con forti per
la maggior parte pieni d'acqua, che ad ogni modo fi debba fare . Dico adunque ,
che'l fito ch'io dimortrOjfi reduca in piano.Però che la natura ha porto una uallc tra
Santo Spirto, e Santo Onofrio, Ja quale, chi la cauafse alquanto, porrebbe Trafte-
uere in piano,con la ualle della Fornace. Ne farebbe fpefa uanajperche della ter-
ra
Libro Terzo.
ra fi farebbe terrapieno, & ripprcfsofì farebbe un i^ranCaua!liero,che daquelii
parte fignorcggiarebbc quafi le cime de gli oppofti monti, e porgerebbe occalìo-
nc dilareà bafso due fofTì, l'uno la ualle ùtta dalla natura, e l'altro quello, che fi ca
uafse; e farebbe difefo dal Cartello per linea retta. Cosi faranno più fondan>enti
di fortezza,cioè e'Cauallieri, il fofso, e contrafofso, nel fcguirc detta ualIe,comin-
ciando da Santo Spirto à piano, fin che fé ne troua un'altra , trauerfando ànua ad
un CancellOjOu'cunLcon di marmo porto nella uia, Q^i bifogna fare un po-
co di tagliata,e del terreno fi farà un'altro CauaIliero,chefiirà padron dell'altra par
tecom'ilprimo.rientrafi di qui nella ualle delRcucrcndoMonfignorBlofìo,anda-
dofi fcmpre à piano fina Cartello, ou'è fatto il terzo Caualliero,Lhe fcoprc tuctala.
campasna.così rcfta tutt'il fito in piano : intorno al quale potrebbcfi quafi per tat-
to mandare il Teuerc . Benché cauandofi, trouarebbefi per tutto l'acqua, e tanta
nella ualle del uirtuofiflìmo M. Blofio,che mai non mancherebbe, ne bifogna
far fofso dalla banda del Teucre, ch'c fina Santo Spirito. Querta fortezza adun-
que fi può ridurre in piano con due foffi, l'uno fcnz'acqua fatto dalla natura, largo
cinquanta canne; l'altro con acqua cupo,c largo dieci canne in circa , con cafcraat-
te con tre grandi Cauallieri, quali pertriangolo fcoprirannoiltuttoie con tutte
l'altre qualità, che fi ricercano à fare un luogo incfpugnabilc . E di piìi, ch'ancho-
ra la muraglia di Beluedere, e di Porta Pertufa feruirebbono per Cauallieri .
Hor comincio àmortrar quanto fia meglio fortificar àbafso, che ad alto; ben-
ché di molte ragioni non ne dirò fé non poche, per non infaftidire V.E. e perche la
cofa è tanto chiara all'occhio per l'efperienza, che fé ne uede liil luogo , e nel mo-
dello,ch'io ho fatto,e prefentato àSua Sant.che non fa meftiero di molta fcrittura .
PrimieramentedicOjCheaccommodandomialla ualle predetta, b quale èat-
tirtìma ad eficr ben fortificata, non piglio molto più fito, che facciano coloro , che
uo^Iionofabricareall'alto, capace di molto più Popolo . La qua] cofa importa af-
faialla difefa d'un luogo fimile. Poi fortificando àbafib, fortifico il fondamento
del fito, armandolo di contrafoflb con acqua,largo dieci canne in circa ; e facendo
foffo delle uallij largo canne cinquanta, e de gli opporti monti, argini de'foflì.
Quali argini faranno quafi da ogni parte fcbpertida'cauallieri. e fi uede chiaro,
la fpefa non effer grande , per efferc una gran parte di quefte cofe fatte dalla natu-
ra, e perchela terra, che fi caua, fi mette in opera. Quelli cheuogHono tenerfi al-
l'alto, hanno la medefima fpefa di cauare il foflb, uolendo acqua, & hanno di più 1'
altezza ; che eifendo al monte, e uolendo cauare fin'all'acqua, è fpefa grandi/fima .
Poi sei loro foflb farà X. canne d'altezza, & altretante di larghezza; quanto all'al-
tezza faremo pari, quanto alla larghezza il mio farà canne 60. benché il primo fof-
fo di canne 5o.faràfenz'acqua;manodimenofaràfofi'odigrandiffima importanza.
AggiugOjparlando deiraltezza,che fabricado à baflb, no è necert^ario erttre così
alto, che farebbe la muraglia aflai alta e quato quella di Nepe. Nódimeno con mi-
nor fpefa fi può alzare quanto loro, e rimaner coperto. Perche cauando, il terreno
4. canne, e gittandolo à dietro, fi rimane alto 8. canere per non far più fpefa in riem
pire, quando bifognafle far piazza , acciò quei di dentro rimanefsero coperti, fi
tirerà il terreno da alto à bafso, fpianando in modo, che con alzarfi dinanzi,& ab-
baflarfi à dietro, farà fatta la piazza, e raltezza,e fi rimarrà coperto, e la fpefa di ca-
nate e riempire non farà maggior di quelia^che hanno à far loro per portar il lor
terreno in luogo, che non gioui à'nemici .
Rimane adunque nulla la ragion di coftoro, che dicono, efser meglio fortifica -
re Iti alto, che à bafso, perche le genti, e battaglie di dentro, non faranno uedute
da quei di fuori, come in piano. Auuenghi che iorifpondOjCome difopra,che
nel piano, alzando di fuore, & abbafsando di dentro, l'huomo facilmente fi copre
come, e quanto uuole . perche^ cauando il fofso fotto terra 4. canne, e facendo ter-
rapieno
Libro Terzo. 116"
rapicno del tei-reno, che fi caua , fi rimane alto 8. canne, e non folo la Tpcfa non farà
maggiore della loro, ma afsai menorc ; perche non (ì ha bifogno à baffo di cosi grof
fé mura, comcinalto,douc,pcrcheauuanzano molto fopraterra^cneceflario fieno
molto groffe per refi fterc all'artiglierie, le quali coni colpi intonanoil muro, tal-
che dalla percofla con quel tuono> il terrapieno di dentro aiuta il muro à rouinarc.
Il qual effetto non fegue nel piano, doue no può l'artiglieria battere quella parte di
muro, ch'è fotto lo fpaito,nc anche quella, ch'auuaza di fopra; come fi moftrerà per
ragione. Ma quando pure la battcflc, non rouinarebbe cosi facilmente, per non
hauere di fopra l'altezza di quel terrapieno, il quale aiuta à rouinare il muro into-
nato dai colpi dell'artiglieria. Si che bafterà, che la muraglia nel piano fia grofla
cinque palmi in circa . La quale non potendo cffcr battuta nel piede, ma folo dal
cordone in fu, non può crollare come quella, ch'è in alto ; la quale effendo tutta fco
perta, fi può battere al piede,e battendofi croUa^croHando^ il terrapieno la fpinge,
cpreftocadc.
Poi facendofi il muro con contraforti, e tra li contrafortl archi l'un fopra l'altro ;
tra' contraforti, e gli archi fi tara il muro di poca fpefa, ma più forte,fe ben parrà più
debole, perche battendo, la palla in mezo e' contraforti per lungo ò per taglio,tro-
ua il muro, che non può crollare, per effer foftenuto da ogni banda dal terrapieno;
ò uero, che pcrelferfottile il muro, lo palTerà, e morrà nel terreno : e quegli archi 1'
uno fopra raltro,foftcngono per forza il muro,che non può cadere, ma quando pur
cadefle, cafcherebbetrai contraforti, e detti contraforti non caderebbono, ne il
terrapieno calcato tra loro, ma l'uno per l'altro fi fofterrebbe, talché rimarrebbe il
medefimo riparo fopra quella parte di muro,che femprc reftarà falda fottoterra.Co
SI fon fatte le mura di Pefaro . e fabricandofi in quefì:a maniera al piano, la fabrica
liufcirà affai più forte, ficura,e di minor fpefa, che in alto . La fortezza nell'alto, fa
là più uicina à'nemici, quali da diuerfc bande entreranno fotto,coperti da quel ter
reno,che refteràtral lor foffo, e'I fondo della ualle ; ne haueranno d'afcendere per
trincee, ma fé la fortezza farà al baffo, non potranno uenirei nemici all'in giù co-
perti, all'incontro dell'altezza del terrapieno, e faranno fcoperti da ogni parte, &
efpoffi à'colpi d'archibugi, e d'artiglierie . Ma fortificando in alto, la ualle fi lafcia
nel potere de'nemici, per la qual poflbno falirc da baffo ad alto coperti, e fenz'effe-
reueduti. Così appare, che effi fono più uicini anemici, perche e'nemicificura'
mente s'auuicinano à loro .
Ma dicammi (prego) coftoro, doue porranno la terra, che caueranno per farce* '
fondamenti delle mura, e per fare il foffo cupo fino all'acqua ? e fé dicono , à fare il
terrapieno, non è dubio, che farà gran fpefa à portarla tant'alto. e fé uorranno por-
la tutta in far terrapieno, bifogneràfare le mura molt'alte, che farà di gran fpefa . E
fé uoranno feminarla per la ualle (come dicono di uoler fare di tutto l'altro terreno)
farà grandiffima fpefa ; e gioueranno al nemico, e tanto più fi fpenderà , quanto più
lungi la porteranno; perche portandola da prcffo, faranno cauaIliero,ò uero argine
per il nemico contra di loro mcdefimi .
Lafcio di dire, che le cortine nel baffo,faranno molto più coperte da'uicini mon
ti, perche quelle non auuanzeranno fopr'al terrapieno, come fi uedein molt'altri
luoghi fortiflìmi . E quefto fi fa acciò la muraglia non poffa effere cofi battuta, co-,
me le fofs'in ako.però non può effer cofi facilmente ruinata,non /coprendo la fua al
tezza à'nemici . Veramente chi confiderà bene la cofa con l'occhio della ucrità,co-
nolcerà ch'è gran uantaggio hauere quefl:i monti oppofli, hauer quella ualle , & il
foffo afciutto, non troppo largo , che fi può ben difendere; che fono bcnefitij di na-
tura; & hauer fenza fpefa, ò uero con poca,il contrafoffocupo con acqua, che uieta
à'nemici di minare e tagliare ; conofcerà anchora che non poffono effer così battu-
te k mura^ come in alto .
Quanto
Libro Terzo ;
Quanto alle cannoniere, eflcndo nel piano, non poflbno clTere imboccateci*
quei d'alto, perche non fono riuoltein sii, come quelle d'alto, che fonoriuoi'rcia
giù, e poflbno eflere imboccate da quei d'abbaffo, come tre uolte furono imbokxa-
tequellc della Rocca di Paliano . Ma per imboccare quelle del piano, bifogna a e -
coftarfì per quella linea oue fon uolte dette cannoniere; che farebbe un uolere en-
trar nel foflb pieno d'acqua, oue alcune cannoniere battono in faccia, & altre per
fianco. Adunque ne di fotto in su, ne à piano, ne da uicini monti potranno cficrc
ofifefe le cannoniere polle al baflb.-oltra che il tirare all'in giìi, è difficile, perche uc
ncndola palla à piombo, non può dare fé non nella groifezza della cortina, ma
non perciò imboccherà le cannoniere .
Tra tutte le ragioni, che mi persuadono di fortificare à baffo, e non nell'ai to,una
è non leggiera, che pofto cafo,che'nemici paflaffero li due predetti folli, e che fufse
abbattuta la muraglia, quei di dentro hanno fito commodo per potere prelto ripa-
rare,fe ueggono fatta la batteria,e riempito il fofso, hanno fito per poter far di dea
tro un'altro fofso: e fc caueranno una canna di terrcno,firà il fofso cupo una canna,
e co'l medefimo terreno, gettandolo à dietro, s'alzeranno due canne . L' cfscmpio
fi uide in Cremona, quando gli Spagnuoli, che teneuano la Città, prefero la piaz-
za del Cartello, e con terra, e letame al meglio che poterono , la fortificarono, e la-
difefcro contra quei del Caftello,e contra il Campo della Lega,ch"era di fuori . per
che poteuano ftare contra l'artiglieria ben coperti, com'anchorftauano gli Spa-
gnuoli fotto Caftel Santo Angelo al tempo dclfaccodiRoma. le trincee di detti
Spagnuoli fu la detta piazza del Caftel di Cremona, non poteuano efsere offefe
dal Caftclloj&efllftauano tutti coperti. Perii qualefsempio fi comprende quan
tofia meglio fortificare à bafso, che ad alto, e come i nemici pofsono quafi ficura-
mente andar fotto le fortezze,che fono all'alto. Ne poterono detti Spagnuoli efl'er
cacciati, fé nona palmo à palmo per uirtù di zappa, e pala, il qual modo ufauano
gli antichi, e certo che quefti due iftrumenti nella guerra fono molto necefsarij &
atti a difendere, & ofFendere,e feruono in molt'aftutie .
Ecco che gli Spagnuoli non potendo efser cacciati con l'artiglieria della piazza;
del Cartello di Cremona, furono cacciati con pale, e zappe : e mentre, che d'eflì u-
na parte cóbatteua perdendo il luogo à palmo à palmo, l'altra parte faceua una uia
fotterranea, perla quale ufcirono dietro à nemici.e cosi e'nemici credédo d'hauer -
ji dinanzi, fé gli trouarono dopo le fpalle, con loro gran danno, che oltre che gli
Spagnuoli furono per rubare il Cartello con artutia,ammazarono le guardie,& elTi
fi faluarono. Voglio per quefto conchiudere, edere aflai meglio fortificare à baf-
fo, perche perdendole mura, quelli di dentro poflbno con pale, e zappe cauando
difcnderfi in molti modi, li quali tutti mancherebbono fortificando adaltoque-
fìo Borgo di Roma :& e'nemici montano più coperti, tagliando da baflb ad alto
(come fi falirebbeàquefta corta di BeJuedere) che nonfcendono da alto, à baflb .
Quellid'alto, perdute le mura, non hanno doueritirarfi, ne luogo per far riparo,
perche fon nell'alto, e nel rtretto,e x. canne che foflero da la cima al fondo, ne hau-
lebbono lafciate none nel ritirarfi, & una fola ne rertarebbe : la qual perduta, e'ne-
mici rerterebbono Caualliero à loro . non nego però che'nemici non haueflero gra
dilScultà à falirui fopra ; ma affermo bene, che potendo far di meno, non è da for-
tificare nell'alto, oue tanto più fono uedute, offefe, e rouinate le cortine, quanto fa
no più alte , e groffe. Et oltre à ciò non p>ofrono hauere acqua intorno, fé non con
grandiflìn3a,e quafi intolerabile fpefa. Non potranno hauere quel folTo fatto dalla
natura, m potran mai leuar quel terreno, ch'è tra'l lor folfo , e la ualle, che farà per
coprir da nvolte bande e'nemici, epergiouarloro. Ne potranno impedire e'nemi-
ci, che non $'accoftino più facilniente à loro ; chcfefoffcro à baffo, in tal cafo quei
«3/ fore fi fortificarebbono nelle loro trincee Jfotto il terrapieno, ò uer cauaUicro di
e;:- ■) q""
Libro Terzo. 117
<qnci di dentro : ne l'artiglieria à quelli potrebbe nocerc : perche non può co(ì tira-
re all'^iù, ne offendere quelli, che di fuori (tanno coperti. Così fletterò gli Spa-
^nuoli fbtt'il Caftello di Cremona,c fotto Caftcl Santo Angelo. Poi quei di fuore
pofsonficuramentelauorarefottoterrain molti luoghi,& in molti modi,cfopra ta-
ra, che quei di dentro non ne potran faper nulla, perche ffaranno dentro alla grof
fezzadclla cortina, & uolendofl fcoprirc, faran berzaglio de gli archibugieri afco
lì di fuore nelle trincee. Poi quei di dentro non potranno ufarc aftutie contra quei
di fuori, ne affaltarli ; perche l'altezza del lor medefimo foffo farà utile à'nemici , e
tanto più, che quei di fuori gittando il terreno in giù, empiranno facilmente fen-
za pericolo i foffià poco a poco; talché da ogni banda faranno coperti da' fianchi
COSI da bafso come da altoiond'ogni giorno crefcera il lor guadagno, con gran dif-
iiantaggio di quei di dentro, i quali non potendo fapere quello, che di fuori facci-
no, e poffino fare e'nemici, temono di mine, di tagliatc,d'afsalti, e di tradimenti,
per e'quali fpaucnti danno fpefso all'arme, e diuidono le lor forze in più parti, per
guardar più luoghi . din tali fofpettie'uili, che femprefono molti, diuentano più
uili,e tengono mconfufionce'ualenti,chefempre fon manco. Sichefonoconftret
ti e'buoni à feguitarele uoglie de gli impauriti .
Si pigliano per tali maniere fpefsc uoltele terre fenza combattere.Ma nefuno dì
quelli difordini può accafcare fortificando à bafso. Erano in Rocca di Papa ottimi
foldati, e ben guerniti d'ogni monitione, & erano fìcuri dall'artiglieria de'nemici ;
nondimeno fé arrefcro,come fu opinione di molti,per timore delle tagliate, lafcio
•disdire, che nell'alto l'artiglieria non ferue, che per la diflantia di cento canne , il
colpo fi fpezza; ma al bafso ferue perducento canne. I Balluardi d'alto non faran-
no uniformij ma fproportionati,&: alcuni difefsanta canne, alcuni più, & alcuni
meno . Quei da bafso faranno tutti ad una cgual mifura, cioè di trenta canne in
circa . Quei d'alto faranno biftorti, perche bifogna feguitare la forma del fìto, che
non è eguale . La fortezza nel bafso più preflo fi finirebbe, perche il terreno, che
5'hà da tagliare, è poco; ne bifogna portarlo da lungi. Manco tempo fi fpende nel
fare le mura, perche non s'hanno da fare cofi grofse, ne cofi alte . benché chi non
iiolefse al prefente murare, potrebbefi fortificare cauando il fofso, e del terreno ,
che fi caua, far baflioni^cheifi metterebbono in fortezza,e ciò ballerebbe in quelli
lempi fofpetti.
Ma forfè parerà à quaIch'uno,ch'io mi fia pofto troppo fotto c'monti colBalluar
do difegnato uerfo c'prati, e ch'io habbia abbracciato troppo fito . Dico che non
è male farlo alquanto più a dietro, ma non fenza ragione mi fon fatt'auanti. E pri-
ma, perche fé facendolo alto, farebbe ficuro da'nemici, anchor che fi facefsc fotto
c'monti , tanto più ficuro farà quello, che uiene ad ufcir fotto la terra di quei mon
ti, e uiene à difcoflarfi tanto, che uoltando le cortine contra detti monti, non pof-
fono e'nemici fcoprire la piazza di détro, ne pofson ueder quelli, che fono alle dife
fé dentro aderte cortine, & à maggior cautela fi uiene ad interrompere la piazza
di detto Balluardo con farne due,un alta,e l'altra bafsa . nell'alta la cortina cuopre.
Nella metà più bafso, fi (là più coperto . Poi fenza far più fpefa,fi crefce afsai mag
gior fito, s'accommoda il luogo talmcnte,che fi potrebbe condurre il Teuere d'in -
lorno, & indrizzaruelo per linea retta . Non fi deurebbe adunque per caufa alcu-
na lafciare di fortificare à bafso, per rifpetto de gli oppodi monti, imperò che po-
llo cafo, che fcoprifsero di dentro, fi può rimediare con parte di quel terreno, che
ir caua da'fofll, col qua! fi può coprire talmente^che quelli di dentro pofsono anda-
re dalla terra alle mura, e ftare, e tornare ficuri à fuo piacere .
' Vegga adunque V.E. Signor mio EccellentifIìmo,che fono tante,etantcleragio
ni, e così gagliarde,che modrano, quanto fia meglio fortificare à baffo che in alto,
e co me fono pochiifimej e deboli le ragioni del tenerli all'alto .
li Hor
Libro Terzo .
Hor lifpondo al rcflo Jc-l!col-»bicttioni,chc mi Ci fanno contra.Qiianto àgli anti
<:lii,dico, clic sai lor tempo fuflcro ftatc rartigIicric,haurcbbon tabricato al balTo ,
per poterle commodamcntc tifare centra gli arieti, & altre machine. Impero che
tirandofi l'artiglieria da alto,non può offendere molte genti ad un tratto, ma un fo
lo per colpo, & à gran pena . Doue che tirando per la pianura, una fola palla, ou'
e molta gente, famolto dannose con pochi colpi per fianco fgombra'machine.
e genti
Quanto à Caftro,Oruieto,e San Lco,dico che fon forti per effer fopra alti,c faffo
fi monti , e fopra duri fcogli , ma non farà cofì quefla fortezza del Borgo, fcguitan-
do come se cominciato, perche farà alla cofta fopra terreno mobile, non fopra faf-
fo ; anzi che coftoro fanno il forte debole, lafciando l'acqua & il piano ; ma fortifì -
cando al baffo, diucnta il fito inefpugnabile, che forfè ad alcuni non pare, per ca-
mion del gli oppofti monti . non confiderando, che tali monti diuentano argini ,
e le ualli fofli . e quanto faranno e monti più alti , faranno il fito più fortc,com'hò
moftrato di fopra .
Ma dicono alcuni, che le ualli non poffono feruire per foffi,per la molta larghez
za loro ; ne i monti per agini, per la troppo altezza, perche farebbono patroni del-
la fortezza, alla quale ftarebbonoà cauallierojlaqual cofanonfi uede in alcuna
fortezza di piano, ouc anchor che le cortine fliano afcofc ne'fbffi, parranno pur al
quanto più alte de gli argini di fuorij e fé fono al pari, e'cauaUieri di dette cortine
fcoprono tutt'il piano de gli argini di fuori . equi parrebb'il contrario, che feruen-
do i monti per argini de'foffi, coprirebbono tutta la fortezza iRifpondo effer tuttcy
l'oppofito, anzi quanto un foffo intorno d'una fortezza è più cupo, tanto e più for-
te il luogo, oltre che la cortina, il terrapieno, & i Cauallieri di tal fortezza, hanna
dafopraflare àgli argini di fuori, & il piano di Beluedere, pigliando dalla cima
delle cortine del terrapieno, fé non farà fuperiore, farà al meno eguale à gli oppo -
fti monti. Ecco adunque che quella fortezza in pianoj farà fimileà quella di Pa-
doua, la muraglia della quale in molti luoghi uiene à paro de gli argini di fuora . •,
Hora poniamo, che fortificando à baffo, fi uada molto fotto à gli oppofli monti,
quali, benché foprafliano alla fortezza, nondimeno non poffono uedere di den-
tro, ne offendere quelli, che flanno accoflo alle difefe dietro à dette cortine, come
hòmoflrodifopra. ne manco allongiùfi potrà battere detta muraglia poftaneL
baffo, ne bifogneràabbaflarfi, perche l'artiglieria gioca di paro. Ecco che faran-
no quei di fuori ueduti da'foffi de'cauallieri di dentro diBeluedere,&ofFefi à colpi
d'artiglierie, & archibugi .
Moncalero è fatto fortiffimo da Franciofi nella medefima maniera fotto i mon-
ti, come farebbe queflafortificatione ch'io difegno. Non è adunque buonoil'ef-
fempiodiRhodi,che fu prefoper monte artifitiaIe,imperocheGaieta, Napoli,
Breffa , G enoua , Fiorenza, Verona, e Pefaro fono fottopofte ad alti monti,;e noti
dimeno fono fortiffime Città . Gli efferciti quando uanno à campo alle terre,folo
.ttendcrebbono à far monti per arte, con quali, quafi fempre l'cfpugnarebbono.Se
tanto ueramentefimili monti giouaflero,non fi fàriamai potuto difendere Napoli
di Romania, come fi difefe dallo effercito Turchefco fotto quelli altiffimi monti .
E la prefa di Rhodo,fe tu per il monte, le cortine deueuano effere fcoperte dal baf-
fo all'alto, tal che quelli, che erano alla difefa non poteuano ftar coperti, e di que-
lla mia auuicne il contrario : anzi che , fé gli oppofli monti fuflero alti cento can-
ne di più, non potrebbono fcopiire di dentro ; perche per ogni canna,chc s'alzi da
quei di dentro, bifognerà, che quei di fuori n'alzino cinquanta, fé debbono uede-
re di dentro. Il fito ch'io dimoflro, è fortiffimo di fua natura, ne gli argini, cioè e'
uicini monti, pofibno in alcun modo effer padroni .
Ho detto di f()pra,e confermo di nupuo,, ch'à baffo^la fpefa farà affai minore,che
ad
Libro Terzo.
Il
8
ad ako, ancor che s'haucffcà perdere tutt'il fatto, ma fi potrà far fenza perderlo,
«'oft riftringnere il fico uerfo e'prati ; ne farà il luogho molto manco capace di genti
<deì mio dilegno, ne farà manco forte,nemcn bello. M' èparfo ragioneuole, mo-
ftrarc come fi può accrcfccrc detto fito, 8c acciò fua Santità ucdendo, & intenden-
do il tutto, fi rifolua del meglio . Aggiungendoui, ch'el meglio, al mio parere, fa-
rebbe, per non far tanta fpefa,e non perdere il fatto, tirar da Caftcllo un buon fof-
fo con cortina, ò di muro, ò nero di terra, qual bafierebbe per molt'anni come for
ce muro in quefti tempi fofpetti, con la quale andercbbe à congiugnerfi con la mu
raglia di Beluedcre fatta di nuouo , qual non accaderebbc feguir più oltre uerfo il
torrion di Nicola, ne manco da li andare à Caftello, come se difegnato di fare .
h lenza molta muraglia, e molt'altra fpcfa che u'andra, in portar uia tanto terreno,
e cafc, s'acquifterebbe tutto quello fpario, che reftarà tra il corridoio e detta corti-
na, qual farebbe molto utile, e commodo per far cafe,che fariano coperte dal mon
te. Il chenufciriadi moka importanza, accrefcendofi la terra per ricorfo di tanta
gente. Meno accaderia far detta muraglia di Beluedere più alta, ch'ella li fia , ma
armandola di buon parapetti, {bruirebbe per caualliero, come meglio affai fi può
«edere per il modello da me fatto; il quale comprende il difegno d'alto e da baf-
fo; e come anchor fi uederà {tendendo fui luogo le teleinuecedi mura, quando
parerà à fua Santità.
Horprego V-Eccellentia f\ degnifauorire, e difendere, non me, che le fon fui-
Iceratiflimo Scruitore,ma la uerità, la qual uerità apporta feco rhonore,erutile di
Roma. Ch'io per me non cerco ne defidero altro, ne ho fatto modello, ne fcritto
per oppormiad alcuno, ch'io cedo àtutti;mafolo per dire il parer mio in una cau
fa di tanta importanza. E con qucftobafciolamano diV.É. alla quale mi con-
fermo in buon feruitorc .
mo
ALLILL. SIGNORE, IL SIGNOR
FRANCESCO DALLA TORRE,
Libero Barone, Configliero della Cefarea
Maieftà, & Ambafciadore appreffo gli IlluftriiTimi Sig. Venetiani,
GIROLAMO MAGGI.
EBBE fapcreV.Illuftriflìma Signoria, chel'anno 1548. haucndo de-
liberato Papa Paulo III. di fortificare il Borgo di Roma, fu dato il
carico al Capitan lacomo Furto Cafiriotto d'andare fopra'l luogo, e
difegnare tuttala fortificatione . Nel qual negotio nafceua dubio,
fé fi doueua con detta fortificatione,e co'lrecinto tenerfi all'alto , ò
uero al balIo.Et elfendofi il Caftriotto rifoluto, di pigliare e'iuoghi
alti, perle molte commodità, che s'hanno dal uantaggio del fito; e di già hauendo
dato il principio, parue à molti, che tal cofa fufifeper acquiftare à Roma poca for-
tezza : de'quali uno fu il Capitan Francefco Montemellino,foldato e gentilhuomo
di molto ualore,benc fcientiato,& all'hora Capitano della guardia di Caftello Sat*
Angelo . Per la qual cofa gli cadde nell'animo di fare un modello, che moftraf-
febenifTìmo tutto il fito, e quella fortificatione, chea lui pareuafi dou effe fare. Il
qual modello prefentò à fua Santità. Dopo perche ( come fuole interuenire) alcu-
ni Signori approuauano il difegno del Caftriotto, e diflentiuano dal fuo parere ; e-
gU
Libro Terzo.
gU fi mofleà fare fopra di ciò il precedente difcorfo, emandolIoalDuca Ortauio-
li che intendendo il Caftfiotto>ne fece anch'egli un modelIo,& un ragguaglio à Tua
Santità,quale fi legge di foprji nell'opera ncllib.3. (otto il capitolo i2.rifpondendo
il meglio, che leppc, alle obicttioni del Montemellino . Per le quai cofe facendofi
il dubio molto maggiore di quello, ch'era prima ifua Santità per eflere la cofa ap-
partenente alla guerra, & importantiHuna per Ja faluczza di Roma, uolfc ado-
perare il configliodi molti ualorofiSignori,egiuditiofiffimi maftri di guerra. Co-
sì il tutto rimefle al giuditio de gli intrafcritti illuitrifTimi Signori, cioè del fudetto
Duca Ottauio Farncl^c, Gonfalonicro della Chiefa: del Signore Sforza Sforzi Con
te di Santa Fiora, Capitan generale della Caualleria ; del Signore AlefTandro Vi -
tello, Generale della fanteria ;del Signore SforzaPalauicino ; del Sig. Giulio Or-
lino; del Signor Mario Sauorgnano, e d'altri Signori, quali dopo lunghe diipute^
cconfultc, maturamente dccifero, e diterminarono quello, che fi doueuafarc.
Donde n'èfeguita la forti fìcatione, chchoggiin tal luogo fìuedeinefTere. Della
quale non occorre qui ragionare, per clTcr quella beniiìimo intcfa, di maniera che
niente fé le può opporre .
Hora feguono l'Ordinanze del Capitan Giouacchino, qual fìi Sergente maggio
re de gli Italiani nello effercito del Re d'Inghilterra,quando guerreggiaua centra il
Re di Francia : quali tanto più uolentieri io I ho date al Borgominiero,che le faccia
{lampare , quanto ch'io ueggo, che fono per Io piìi fiate pofte ad elfetto, e reca-
no grandiilìma luce ad una parte della hifloria di quella guerra j e V.Sig. UluflrifTi-
ma n'c per pigliare non poco diletto. Voglia la Maiella d'Io d 1 o , che mi ucnghino
alle mani gli altri fcritti delle cofe militari di quello Capitano, à'quali intendo egli
già haueua dato fine, con animo di prefentarli alla buona memoria dello Illuftrilli
mo&Eccellentillìmo Hercole daEsTE Duca di Ferrara .-non hauendo po-
tuto ciò fare, fopragiunto daunagrauiflìma infermità, per la quale pafsò all'altra
iiita,con difpiacere di molti Prencipi e Signori, che nella guerra haueuano ueduto
affai chiari fegni, e tellimonij de'lfuo preftantifllmo ingegno, e molto ualore.
Au uenghi che,quando quello fia, non mancherò di donargli alle flampe, per com
jnuncfodisfattione Se utilità di coloro, che fi dilettano di queftc cofe militari.
T D .'.:
D E L L O R D I N A N Z E> O VERO
BATTAGLIE, DEL CAPITAN
GIOVACCHINO DA CONIANO.
Ordinanza prima.
Vesto è il primo modo di batta
glia, che io mifi àferuigi delJa Maie-
ftà del Rè d'Intzhiltcìia. Il Conte di
Sorc Generale, hauendo lingua
in
Bologna,che'Francefi ueniuano -con
un' eitercito per piantare un forte di
fopra Bologna ucrfoDeura, nella cinìa d'un monte.,
difcofto da Bologna un miglio; fubitamente auuisò
fua Maieftà,e quella fece uenire molti pedoni dell'Ifo
la, quali sbarcarono à Calcs : e quando fu tempo il
Generale auuisò il GouernatorediCales , che man-
daffe una parte delle fanterie di Cales, e di Gines in-
fìeme con quelle dell'lfola, e che le faceffe marciare
alla uolta di Bologna con tutta lacaualleria. E così
ufcimmo fuori di Bologna con tutte le fanterie Italia-
ne, & una parte delle Inglefi. Mcdcfimamente ufci-
rono e'Saluatici di Logomano, e quei di Paradifo ; e
marciammo tutti inlìemecon alquanti pezzi d'arti-
gheria i & andammo à pighare quel monte,nel quale
e'Francefi erano alloggiati parecchi dì con rcHercito,
& haueuano fatto buone trincee uerfo Bologna . E co
sì piantammo le noftrebattaghecon la fronte uerfo il
ponte di Bricco. Qucfta prima battaglia era de gli In
<?lefi : e l'altra che è di fotto era de'noftri Italiani -, am-
bedue haueuano le fronti pari, lontano un tiro dima
no una dall'altra . L'artiglieria noftra era alla riua del
la ualle, doue haueua à palTare l'cffercito de'Francelì,
il quale ucniua uerfo Santo Arreni, e piantò l'artiglie
ria, e cominciò àfalurarci,e noi falutammo loro. E'
Prancefi cominciorono à calare nella ualle, e noi fu -
bito togliemmo una parte de gli archibugieri Italiani
mefchiati con archibugicri,& arcieri Inglefi, e calam-
mo infieme con una parte della noftra caualleria fino
al guado, doue era l'acqua akafinoal ginocchio :&
iui s'attaccò una gran fcaramuccia. e medefimamen-
te la caualleria fcaramucciò, e ne furono prefi dell'u-
na parte, e dell'altra, e morti, e feriti . à tal che e'Fran
cefi, uedendogU Inglefi forti alla campagna, fi ritira-
rono, e noi medefimamente . e fpianammo le trincee,
che erano à quel monte, e così ogniuno tornò al luo-
go fuo.Con le lettere o.io ho dimoftro gli archibugie
ri, come farò fempre in tutta l'opera . con le lettere a.
gli arcieri : con gli r. le acabie , ò uero ronche : co' p.
«'picche ri .
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tSas?'-
Libro Terzo.
Ordinanza feconda
V A Macfìà dilibcrò al tutto, che fi deffc uno aflTalto generale al forte di Monpia
fcr ; e così il Generale fece ucnire una gran parte delle fanterie di Cales,e di gì-
nes, e d'altri luoghi alla uolta di Bologna ; e così fi concertò di dare gli aflhiti in
tre parti . Quelle di uerfo Cales, e Gincs, erano diputate à dar l'afTalto uerfo la
Quelle di Logomano, e quelle di
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ppppppppppppppppppppppopppppppppppp
manna
Paradilo, che erano fci mila Saluatici, erano
dipurare per il dritto uerfo Bologna, e noi al
tri Italiani ciauamo dcftinati infieme con
mille inglefi agir uerfo la campagna, &ha-
ucuamo da uoitare la fchiena uerfo Rodolot
to. Per Jaqualcofaiomifi queftomododi
battaglia. Feci un corpo d'acabie, ò uogliam
dire ronche,con le infegnealla prima fronte,
poi tirai la fronte delle picche de gli Inglefi à
trouare la fronte delle ronche alla mano drit
ta,e la fronte delle picche de gli Italiani la ti-
rai alla man manca delle ronche . Alla fron-
te di qucfia battaglia erano date parecchi fca
le, le quali erano affcgnate ad alquanti Ingle
fi, che haucuanoad appogiarle alle mura del ppppppppppppppppppppppppppppppppppp
,- ,■ £ -i j 1 • /i ppppppppppppppppppppppppppppppppppp
forte per meglio poter fare il debito noltro . rpppppppppppppppppppppppppppppppppp
Poi haucuo fitto quattro manichetti, due d" ppppppppppppppppppppppppppppppppppp
archibu-ieri e dnc d'arcieri oer Icuare le di- PPPPPPPPPt'P^^PPPPPPP^J'PPi'PPPPPPPPPPP
arciiiuu^Kn, t une u arcicn,pcricuaic ic ui- ppppppppppppppppppppppppppppppppppp
fefc .ma cornea Dio piacque, la gran piog-
gia ci fi'urbò,che io fon d'opinione, che quan
ti entrauano nelle foOè, tanti uè ne reftaua-
no. perche le foffe erano tutte piene di poz-
zi,conciofiacola che, uenendole botti piene
di calcina perlafabrica , fubitocheell'erano
uote, il Colonnello Melone le hceua ficcare
in terranei fondo delle dette foffe, in guifa ,
che niuno haurebbe potuto drizzarfi in pie-
di . Onde per rifpctto della pioggia grande,
come diffi, fummo coftretti à ritirarci . eten-
ao Dcr fermo che'nemiri n'haueffero hauu - PPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPP
go per icriJio, tue iiciiiici n iiduciicro iiauu pppppppprppppppppppprpppppppppppppp
toauuifo, perche nella cima de'Balluardifi ppppppppppppppppppfpppppppppppppppp
iiedeiiano Pran fuochi rofmel nero che nò PPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPP
ueaeuano gian luocni, coia nei ucrojcne no ppppppppppppppppppppppppppppppppppp
era lolita di ucdcruifi altre uoltegiamai; fpppppppppppppppppppppppppppppppppp
ppppppppppppppppppppppppppppppppppp
ppppppppppppppppppppppppppppppppppp
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Libro Terzo.
Ordinanza terza .
I20
RTiiVANDO in Bologna l'amara lingua, che al certo e' Francefi ucniuano
per uittuagliar Monplafcr fotte Bologna,il noftro Generale fubito fece ufcir tuo
ra tutte le fanterie Italiane, e con ordine, che marciafferoalla torre di Santo
Arteni, lontana tre miglia da Bologna . e non fummo fi tofto giunti , chcgiun- •'^=^^^^''^^''
ooo ppppppppp ooo
ooo ppppppppp ooo
ooo ppppppppp ooo
ooo ppppppppp ooo
ooo ppppppppp ooo
ooo ppi'pppppp ooo
ooo pppppj'ppp ooo
ooo ppppppppp ooo
ooo ppppppppp ooo
fero anche lèi infcgnc d'Inglclì con fei pezzi
d'artiglieria: &io fubito mifi qucfta batta-
glia, à cagione che gli Inglefi non haucffero
da dolerli. Prima io partij in due parti le
Mcche de'detti IngÌL-fi, & in due parti quelle
degli Italiani . poi feciquattro parti delle a-
cabie,con l'infcgnein mczo. Dopo incon-
tanente tirai una parte delle picche Inglefi
per fianco à man dritta delle inlcgnc, che fa-
ceuano fronte uerfo Portetto. l'altra parte del
le picche pure Inglefi, la tirai perfchiena del-
le infcgnc, che faceu ano fronte uerfo detto
Monplafer. poi una parte delle picche Italia-
ne tirai per fronte delle infcgne , che faceua-
no fronte uerfo Rodolotto, didoue ucniua-
noe'Francefi. L'altra parte delle dette pie- -^i^^^J^—
che Italiane la tirai alla man manca pcrfian- oaoaoao pppppppppppppppppppp oaoaoao
co delle infcgne, che tàccuano fronte uerfo il "'°-'"^° pppppppppppppppppppp oaoaoao
'. j-ir • j-j ri 1 I °*°^°-''° pppppppppppppppppppp oaoaoao
potè di bncco,di douc loleua uenire la caual oaoaoao pppppppppppppppppppp oaoaoao
leriade'Fracefi . poi diuifi gli archibugieri m "•'"■'"■'" pppppppppppppppppppp oaoaoao
- o • ! 1' • • r oaoaoao pppppppjippppppiippppp oaoaoao
4. parti , & in altretante gli arcieri, e mifi una oao.0.0 ppppppptfpppStZpp oaoaoao
fila d'archibugieri , & una d'arcieri à tutte
quattro le parti . e cosi fiancheggiai la batta- pppppp
glia di maniera, che uenendo il nemico, eflo pppppp
trouauabonifllma fronte da tutte le bande. I'^'pppp
pppppp
Poi l'artiglieria eraalla man manca della bat pppppp
taglia, cheferiua il nemico per fronte, e per pppppp
fianco, con un corpo di picche ed'archibu- pppppp
gieri per guardia della detta artiglieria, poi pppppp
unftcndardodi caualleria perfchiena della pppppp
battaglia , poi un'altro ftendardo alla man pppppp
dritta della battaelia,có due manichetti d'ar p^'I'I'^p
PPPPPP
cieri à cauallo , & archibugieri . ma uero è , pppppp
che in quel giorno non accadde combattere,
perche e'Francefi, hauendobona fpia, man-
darono la monitionein Rodolotto, dal qua
le noi erauamo lontani con lanoftra batta-
glia un miglio . Quefto Rodolotto , hauen -
dolo fpianato gli Inglefi, & abbandonato, fu
occupato da uno Spagnuolo, chiamato San
cedo-àcoftuimandarono e'Francefi la moni
tione, il quale à poco à poco , quando l'ac -
qua era in colmo, l'inuiaua poi di notte al fu
detto M5plafcT,lontano da Rodolotto quat-
tro miglia.
ppppppppppppppppp
rrnrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
rrr
rrr
rrr
rrr
rrr
rrr
rrr
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rrr
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rrrrrrrrrrrrriTrrrrrrrrrrrrrrrr
rrnrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
pppppp rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrarrrr
pppppp
pppppp
pppppp
pppppp
pppppp
pppppp
pppppp
pppppp
PPPPPP
PPPPPP
PPPPPP
pppppp
PPPPPP
PPPPPP
pppppp
pppppp
pppppp
oaoaoao pppppppppppppppppppp oaoaoao
oaoaoao pppppppppppppppppppp oaoaoao
oaoaoao pppppppppppppppppppp oaoaoao
oaoaoao pppppppppppppppppppp oaoaoao
oaoaoao pppppppppppppppppppp oaoaoao
oaoaoao pppppppppppppppppppp oaoaoao
oaoaoao pppppppppppppppppppp oaoaoao
Kk
Libro Terzo .
Ordinanza quarta .
^^s^ s s i; N DO il Priorc'di Capuacon le Galee fotto Bologna, non potcuano ueni-
i'^fè' ic 5^' P'ig^c dcirifola, faluo perii diitro cammino di Calcs. la onde il Generale
^^^^^?! t'ecc intendere al Goucrnatorc di Cales, che mandaflc ledette paghe con buo-
^^^-^ na fcorra, e noi ufcimmo la notte con tutte le fanterie Italiane fcnza infegne , in
compagnia degli Inglefi . e coiì marciam
nio tuttala notte ucrfo Cales, &e'danari fu-
rono incontrati da noidiicoHo lette miglia
da Cales predetto . I quali erano fu le carret-
tc.lalcorta di Cales ritornò indictro,e noi uè
niuamo allegri, come fummo giunti ad un
ponte tre uìighalontano da Bologna, fi Ico-
perfero e'ncmici prima , che haucmmo paffa
to il ponte antedetto : & io fubito feci fare al
to ad un ftendardo di cauallcria , che era per
noftra fcorta. e lo fpiniì à riconofcere ; & in
tanto feci paffxre le carrette, & una partedel
le fanterie appresole carrette; e l'altra parte
tenni al ponte per rifpetto della noftra caual-
lcria; à cagione, che, hauendo la carca da'ne
mici,eflaìì potcffe faluare. Hauemmo fa-
tica grande à faluarci fino al ponte, e fi perfe-
ro alquanti archibugieri àcauallo, che erano
infiemeconlanofìracaualleria. H Genera-
le, che haueua hauuto fpia,che i Francefi era
no in grodo , fubito fpinfe alla uolta noftra
tutta la caualleria . ucro è che la cauallcria
de'Francefi non poteua pafTare, perche noi
haueaamo prefo il ponte , ne manco ui era
guado. Etiouedendouenircuerfo di Eolo
gnagran caualleria, folpettai , non fapendo
che fulTcro amici, peni che fubito mifì que-
fìabattaglia. Le picche dc'noftri Italiani fu-
rono da me pofie à man finiftra, & e'noftri ar
chibugierià man finiftra delle noftrepicche,
con una ala d'arcieri . à man dritta . gli In-
glefi con un manichetto de' noini archibu -
^ieri,e le carrette le togliemmo fra la marina
e la noftra battaglia , & alquanti dc'noftri ca-
iialli andarono per conofccre,fe erano amici,
ò nemici ; e trouarono che era tuttala no-
ftra caualleria . di modo , che se' Francefi ci
trcuauanopiìilontanidal ponte, ci dauano
da fìuc à poter faluare le noftre paghe, e così
ci andammo in Bologna tutti à falua mento .
aaaaaaaaaaaaaaiaaaia
aaaaaaaar.aiaaaaaaaaa
aaaaaaa laaaaaaaaaaaa
aaaaajaaaaaaaaaaaaaa
aaaaaaaaaaaaaaaaaaa:!
,.«0000000000000000000000000000000000
ooooooooooooooooooooooooooocooooooo
ooooooooooooooooooooooooooooooooooo
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ooooooooooooooooooooooooooooooooooo
«oooooooooooooooooooooooooooooooooo
«oooooooooooooooooooooooooooociooooo
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ppppppppppppppppppppppppppppppppppp
ppppppppppppppppppppppppppppppppppp
ppppppppppppppppppppppppj'pppppppppp
pppprpppppprrrpppprpppppppppppppppp
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Ordinanza quinta .
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^^ VESTO e un modo di battaglic,chcfoleuano mettere gli Inglcfi quando glil-
' taliani andarono àferuigi dillia Macftà. io Sergente maggiore delle fanterie
Italiane mi accodai al Sergente maggiore delle fanterie Inglcfì, egli dimandai
perche c"limettcuagliaicieri nel raezo delle picchete delle acabic. egli mi ri-
fpofe, che l'huomo ar
mato, quando anda -
uà à ferire , andaua
bafiò, egli arcieri s"al-
zauanoilpiùjChe po-
teuano per ferire il ne
mico in taccia. Nien-
te di meno io mai più
non uidi nelle Tue bat
taglie gli archi di den
tro, ma fecondo l'or-
dine noftro . Dopo
procedendo à garal'
uno dell'altro, faceua
mo il profìtto di Tua
Maeltà & il debito no
ftro . Ben e uero che'l
Generale priuò que-
fto Sergente dclì'uffi
cio,e io mandò à Ca-
les . e quanto gli Ita^
liani fletterò à'Teruigi
difuaMaeflà,iodic5
tinuo mifi le batta-
glie i benché non gli
maneggiano fenon al
la campagna, e quan-
do io haueuo meflb la
lor battaglia, io non
me ne trauagliaua al-
trimenti, ma folo ri-
cordauo loro il proce
dere del nemico .
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Libro Terzo.
Ordinanza fefta.
A Caiiallcrialnglefe prcfe un Monitioniero5cheforniuaMonplarer;qualefu ef-
faminaro,come èfolito difarfi per fapereil fatto del nemico . Egliconfefsò,co-
mc era partito di Tapes,con animo d'entrare in Rodolotto, per cumulare di gra
monitioni, perche e'Francefidoueuano andare con uno cfiercico àpiantareun
forte tra Bologna , e
Cales,al dritto di Do
bra , in luogo di fpi-
aggia. Intendendo il
Generale tal cofa, fu-
bito auuisòfuaMac-
ftà,c fua Macftà Tubi-
lo fece paflar dodici
mila fanti deirifola, e
fei mila guaftatori,c
fece piantare un forte
in quel mcdefimoluo
go. Hora per edere il
Prior di Capua con le
Galee à Monplafer,le
uittuaglie madatc dal
Re, non s'allìcuraua-
noàpaffare. Il Gene
rale uedendo tal cofa,
fubito fece quefta prò
uifione. Eglileuò u-
na parte delle uittua-
glie di Bologna, per
mandarla al campo, e
la fece accompagnare
dalle fanterie Italiane
con fei infegnc d'In-
glefijCÓ tutta la caual
leria Italiana,e quat-
tro pezzi d'artiglieria.
Marciando, ci lòpra -
giunfe unagroffiffima
arme per il diritto no-
flro camino. Laonde
io fubito mifi qucfto
modo di battaglia ,
per poter marciare , e
combattere, con le
uittuaglie nel mezo
della battaglia, come
quidimoftra la figu-
ra.
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Libro 1 erzo .
Ordinanza fettima .
122
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vES TE due battaglie dimoftrano il modo dipotcr condurre uittuaglicaduna
Città, ò caftello, le quali fono accompagnate da cauallcria, da artiglieria, e da
carrette con mofchetti di lbpra,e di dentro, piene di picche, acciochc fopragiu
gnendo un temporale cattiuo e da pioggia, non potendo gli archibugieri ualerfi
de g!i archibugi, cifi
s' habbiano à ualerc
delle dette picchc,per
poter foftcntare le bat
taalie. Le uittuadie
fon pofte alla fchiena
della primabattaglia,
& hanno le carrcteà
man dritra per fìancoi
& uno ftédardo di ca
ualleria per fchiena .
L' artiglieria è nel me
zo delle due batta -
glie,al pari della fron-
te della feconda, &al
pari della fchiena del-
la prima.con unoflen
dardo di caualleria à
man manca, peraflì-
curare le fronti , & i
fianchi di tutte due le
dette battaglie .
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Libro Terzo.
Ordinanza ottaua.
VESTE fono due ordinanze, una à tre, e l'altra à cinque, che dimoftrano il mo
do di mettere le battaglie, di quefte fi compongono tutte le forti di batta^^lie, e
uolendo marciare, fi fìende l'ordinanza fecondo la quantità delle fanterie, e fé
condo il fito, fecondo il fofpetto, e fecondo il procedere del nemico . E fopra-
giugncndo il nemico, e uolendo met
tere la battaglia,bifogna fermatela te
fìa de gli archibugieri, e poi partire le
picche in più parti, per fare alla batta-
glia maggior fronte con le infegne nel
mezo delle picche, poi tirare la fronte
de gli archibugieri, che uadino à tro-
uarela tefta delle picche , e cofi prc-
ftamente fi metteranno in battaglia ,
come qui moftra l'ordinanza ,33.5-.
7. 9.11. 13. 15. 17. 19.21:25.2^.27.29.
3t-33-3 ^37-39-4i43-45-47-49-5i.
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Libro Terzo.
Ordinanza nona.
123
do preftamcnte
fermerete la te-
da de gli archi-
bngieri,poi par
tiretc le picche
di mano in ma-
no, etuttcque
{[e fronti delle
picche 11 man-
deranno à fare
la fronte della
battagliajcól'in
fegne nel mezo
alle picche : e
l'altra parte de
gli archibugieri
anderanno à tro
uare la tefta del
le picche, e co-
sì torto fi mette
rala battaglia.
Vesta è una ordinanza à fette per fila, e medefimamcntc dimoftra il mo
do di mettere la battaglia,& il modo di partire le picche in più parti per far mag
c^ior fronte alla battaglia . perche facendo la battaglia, che habbia gran fronte,
combatteranno più foldati, e con|uantaggio . Venendo un'arme, con bel ino-
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pre mai, clic
combattcra-
no più y4 .
che 54 . e di
qucftohofat
to più uoltc
buono effet-
to.
Libro Tei-zo .
Ordinanza decima .
Vesta ordinanza à nouc per fila, mcdefimamcnre dimoftra il modo ifpe
dito da mettere una battaglia, che farà per fronte $-4. edi lunghezza 17.I0 dico
chefenzadubio alcuno, tutta uolta, che haurò una battaglia per fronte ài
$■4. che io abbatterò una battaglia che farà per fronte 36. edilonghezza 34.10 =
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r,T,1
Libro Terzo.
124
Ordì
1
manza unaecima.
p Ve ST A è una ordinanza.! x r. per fila, che medefimamentedimoftra il mo-
do ifpedito da mettere una battaglia, che farà per fronte 66. e di lunghezza 1 9.
Iodico chefenzadubio alcuno romperò imabattaglia, che dirà per fronte 44.
edilughezza^S pcrciochepiù combatterano66.che44. Per la qual cofa tcnen
do qucfti modi di fare alle b; t-
taghe le fronti grandi , come è
adire, fé io haurò 2000. fanti,
io ne farò combattere yoo. fa-
cendo le filaà 100. per fila, la
battaglia haurà per fronte 100.
& per lunghezza 20. con le in-
fegne nel mezo della batta|-
glia.feio anderò con qucfta
battaglia ad affrontare una bat
taglia di 2000. fanti ,chefia di
50. per fronte,& di 40.per lun-
ghezza , io dico chela batta-
glia di 100. per fronte abbatte-
rà quelladi yo.come più uolte
n'habbiamo fiuto l'ifperienza
nelle campagne di Bologna à'
fcruigi della Macftàdel Red'
Inghilterra.
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: Libro Terzo.
Ordinanza duodecima.
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L Cenciaie una nortc fece imbarcare <8o . archibugieri ,€ 231. picche; parte
Italiani ,epartclnglclì.-&haucuatnopcrcapoil Luogotenente del Generale,
ne fapeuamo doue noi haucflìmo à sbarcare , fc non che iljLuogotenente mi ti-
rò da banda,c mi dimandò, fé io conofceua il luogOj doue doueuamo fmonta-
re : io gli rifpolì, che nò , per
che erano tre bore inazi "ior
no: e che io non potcuaper '
qucfto ricoDofcere il luogo ;
& effo mi rifpofc, che quei lu
mi , che noi ucdeuamo , era-
no nella uilla di Tapcs , e che
erauamo difcofto dal detto
luogo un miglio . e mi dille* ,
cheiodouefTidireà gli Italia
ni, comehaucuamoà sbarca
re à TapeSj e cbc egli ci lo da-
uaà ficco, & à fuoco, pre-
gandoci , che nel ricordarci
dell'antico ualore Italiano ,
non mancamo del debito no
fìro , e che bora era il tempo ,
che ci ridorammo, però ogni
uno di noi attcndcffeal com-
battere, e poi all'utilità . Co-
sì fmontamo tutti inf cme, &
haueuamo una fola infcgna,
laqualeglilnglelì haucuano
portata con loro . Di prima
giunta noi aOhltammo una
chiefa molto grande, douee-
ra un corpo di guardia, e ci ne
impadronimmo al primo af-
falto,con poca perdita de' no
ftri. poi tiramo alla uolta del-
le barche , che erano in fciut-
to, de iui trouammo una tefta
difoldati , e di barcaiuoli , co' .
quali ftemmo buon pezzo al-
le mani. & alla fine gli coftre-
gnemmo,al uoltarlefpallecó
prcfta biga. Dopo abbrufcia-
mo tutte le barche . Quindi ti
rammo alla uolta delle cafe,
doue fi fece un buon bottino,
col quale fubitamentcci riti-
rammo alla uolta di Bologna,
e quando fummo difcofto da
Tapes fette miglia, ci fopragiu
fetuttalanoftracauallcna , e
noi credendo, che tufferò e'ne
mici, facemmo alto, & io mifì
quefto modo di battaglia, co-
me qui moftra la figura col
bottino nel mezo. e tutti lieti
pi ritornammo in Bologna .
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Libro Terzo. ny
Ordinanza decimaterza .
A cauallcria de sii Inglcfi una notte prefe^lquanti uillani , e donne inficme , e
gli menò in Bologna. Erano tutti qucfti prigioni con le gerle ò ccfte alle fpalle,
piene di pane, d'oua, e di carne,che andauano per entrare in Monplafer. Quali
pregioni efTaminati,di(r-ro,chc lì preparauano molte carrette , per uoler uittua
gliareMóplalèr predetto, e chq ii:\
quattro giorni doueuano ueniré.ll
Generale fubitaméte mife giorno,
enottefuora la cauallcria alla ue-
dctta, e come gli parue tempo, fece
iifcir sispicchc, e 252.archibugie
ri, con tre infegnejC Tei pezzi d'arti-
glieria,e tre ftcndardi di caualleria.
«marciammo tutta una notte alla
uolradi Dcura,cciimborcamodi-
fcofto da Deura predetta tre mi-
glia, afpettando il nemico, e fìcmo
fino alle due bore di Sole . Ritornò
lanoflracaualleria,ediflrc, dinóha
uer ueduto, ne manco fentitQalcu
no, ecofici neueniuamoalia uolta
di Bologna • La noftra caualleria,
hauédo cacciato fuoco in parecchi
cafe,trouò molti uillani,edonnein
un poco di bofco. e quadoquefte
donne uiddero la caualleria, tutte fi
mifero à piagere,à gridarej& àfug
gire.Sentendofi tal romore molto
lontano, enon fi potendo ben con
l'orecchio difcerncre che cofa fofle,
e dubitandofi del nemico, io fubita
mente per efler nel mezzo d'una
gran campagna,mifi quefto modo
di triangolo per poter eombattere
da tre facce , come qui dimoftra la
figura. Ritornò la caualleria, e|di co
pagnia entrammo in Bologna.
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Libro Terzo.
Ordinanza decimaquarta .
ìn K E una fpia di Monplafcr in Bologna, e diflc, che la notte doueuano l'C-
nircalPoitcttoi>.naui cariche di monitioni. 11 Generale lubiramente fece u-
fcir 480. picchc,& i50.archil)ugicri, parte Italiani, e parte Inglefi, con treinfc-
gnc, due Inglcfi,& una Italiana, e tre flcndardi di caualleria. e marciammo alla
vioha del Portctto. Qiiando
fummo prcflb mezzo miglio,
f iccmmo alto fu la flrada , che
ucniua dal Portctto à Monpia
Icr , e ponémo le fentincllc uer
fo detto Monplaicr,e uerlo Ro
dolotto , non ci fidando della
fpia,& afpettammo inlinoal
giorno, ne mai fi uidc alcuna
coIa.Venne un fauorito del Gè
ncrale da Tua parte, ad intende
re, le ui era nuoua delle naui, e
fé fentiuano remore dentro di
Monplufcr , perche gli eraua-
mopreflbà mezzo miglio. Io
gli rifpofi, come non fi fentiua
perrona,ma che ben fi uedeua-
no lanternoni andare in uolta
piìi del folito . Et iogli diman-
dai , fe'l Generale era fuora di
Bologna, perche ogni uolta,
che noi ufciuamo fuori, fem-
prc ò egli,ò il fuo Luogotenen
te ufcuia mcdefimamente per
noftraficurtà. Intendendo che
fua Eccellentia era fuora, io mi
fi quefto triangolo , perche il
in aggior piacere non le poteua
fare che mettere qualche mo-
do di battaglia, e quado fua Ec
cellcntia arriuò doue noi era-
uamo, ella ci trouò in quefto
modo di triangolo , e le piac-
que molto - de ci ne ritornamo
in Bologna.
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Con le lettere Q^Q.C^ìn mez-
zo à'manichetti de gli archibu-
gieri, fi moftranoduc ftendardi
di caualli.
Libro Terzo
ìi6
Ord
manza quin
rad
ecima.
L Generale diliherò di dare una notte una groflì/Iìma arme al forte di Mon-
plafcr, e mi fece ufcir di Bologna alle cinque hore di notte con due infegne d'I-
taliani,e due d'lnglefi,che erano picche 747. & archibugieri 3 2^.e marciammo
^ alla uolta del Ponte di BriccOjperche la marina era groiriffima . E marciammo
fenza cauallcria. e paflciro il Ponte,
uokammo inuerfo Monplafer . Et ar-
riuati ad un molino da ucnto, facem-
mo alto, e per più licurtà noftra, io mi
il queita battaglia, da poter combatte
re 5 e marciare da quattro facce, 3c iui
afpetrammo il fegno , che mi haueua
dato il Generale . Quando la marina
fu tornata , il Generale haueua fatto
duegroirilfimi corpi delle fanterie di
Logomano, e di quelle di Bologna:di
maniera, che quado gli parue tempo,
egli fpinfe in due parti alla uolta di
Monplaler, e l'artiglierie tutte erano
à fegno , di modo che fparate, furono
Je prime àdar l'arme, e tutti ad untc-
po andammo, fecódo che l] coftuma,
co gridi, Scale, fcale, dentro, dentro.
Airhora il Forte ci cominciò à laluta
re di bona fortejC guaftò affai degli In
glefi , perche uè ne furono di quelli,
che andarono fino alla riua delle fofTe.
EtqueftoJo pronofticai io, perche fa-
pcuo, comeftaua il detto forte . e cofi
ci ne ritornamo à Bologna con la per-
dita di molti de' noftri , ne mai più fi
fentì nuoua fra gli Inglcfi , d'andare à
dar l'arme àMonplaser. Ben diman-
dai io licentia alcuna uolta di tornat-
ili, e fua Eccellentia fcmpre me la die-
de, io pigliaua una parte d'Italiani , &
andauamo fino alle fofTe del detto for
te , ne mai ( come à Dio piacque) fu
guap;o pur un foldato.
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Libro Terzo.
Ordinanza feiladecima .
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O p o, chciohcbbimefTc le guardie,una fera tra l'altre me rì'andai al palaz-
zo dei Generale, fi come era mio coftumedifarrempre, fblo per farmi uede-
re da Sua Eccellentia, accioche ella , parendole , mi potefTe imporre quanto le
piaceua . e mentre, che io nella fala del detto palazzo afpettauo , che Sua Ecccl
lentia ufciflc fuori della camera,
eccoti che ella ufcl, e mi uenne
ridendo all'incontro, e diffemi,
e' uoftri Italiani lliano allegri ,
perche dimane haueranno dana
ri . ui ricordo che dobbiate met-
tere alcun buon modo di batta-
glia, fi come èuoftra ufanzadi
fare . AU'hora io à fua Eccellen-
tia rifpofi, che di niente altro mi
curauo, fé nò di fare cótinuamé
te cofa chele piacefle.e le diman
dai 200. picchieri armati, per pò
ter mettere modo di battaglia
che le fodisfacefle. Così la matti
na feguéte io ufcij fuori co le faa
tene Italiane , che erano fei infe-
gne,perfare la moftra.laqual fat
ta che ella fìi, fubitamentc mi fu
rono prefenrati e' 200 . picchieri
armati: &erauamo in tutto pic-
che 974 •& archibugieri 324. e
mifi quefto modo di battaglia,
come qui dimoftra la figura, con
quattro corni d'archibugieri. La
qual battaglia può camminare
da quattro faccie.& ella piacque
molto à fua Eccell. e fornita che
ella fìi , noi toccammo le noftrc
paghe .
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Libro Terzo.
. Ordinanza decimafettima .
127
Enne una fpia in Bologna, come doueuano arriuare alquate barche carche
Ji monitioni per uittuagUare Monplafcr . e queftc barche doueuano sbarcare al
Portetto . Il Generale fubito fece marciare rreinfegne d'Italiani , con treinfe-
gne d'Inglefi, con fei pezzi d'artiglieria , e due ftendardi di caualleria, alla uol-
ta del Portetto. e quando noi fum-
mo preflb al Portetto , un quarto
d'un miglio, trouammo due imbo
fcate di fanterie,cdi caualleria,che
erano ufcitefuora diMonplaferper
fcorta della monitione . Vna im-
bofcata era fotto la riua della mari-
na, preflb le naui : e la cauallcria
era in certe cafe roainate. Quando
quefta caualleria ci uidc in groflb ,
ella laltò fuori , e corfc uerfo le bar
che, e così andoflene ad accompa-
gnare con le fanterie, e fletterò un
pezzo alle mani con noi; ma co me
uidero, che noi haueuamo dell'ar-
tiglieria , ellì prefero partito di riti-
rarli uerfo Monplafcr , e prefero il
cammino fra la riua e la marina, &
abbandonarono le naui. Il Gene-
rale fpinfè gli Inglefi alla uolta del-
le naui: e le mifero à facco, & à fuo
co. In quel tempo fi dette una grof
iìflìmaarmedadue parti, perche
quelli di Rodolotto ialtarono fuo-
ri, e quelli di |^Monplafer : per ilche
io fubito mifi qucftedue battaglie.
La battaglia degli Inglefi haueua la
fronte uerfo Monplafcr, e la noftra
uerfo Rodolotto , e tre pezzi d'arti
glieria guardaua uerfo Monplafer ,
e tre altri uerfo Rodolotto . I due
fìendardi medefimamente guarda
uano le fronti delle battaglie .
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Min
Libro Terzo .
Ordinanza decimaottaua .
Entro di Monplafcr erano moItifTimi bcftiamì, i quali ogni uolta , che ri-
tornaua la marina, erano cacciati fuori al dritto di Bologna, àpafccre. Laonde
il Generale diliberò di far opera di predargli, onde fece ufcire tutte le fanterie
Italiane con legenti Inglcfi. erano picche 93 6.& archibugieri 324. e fece ufcire
in compagnia loro rutta la caual-
leria . e commife che fi doueffe-
ro imbofcare una notte fra certi
monti di fabbia,lontano daMópla
fer un miglio uerfo la marina.Hora
quei di Monplafer ritornata la ma-
rina,fi come era lor coftume,man-
dorono fuori à pafccre i detti lor
beftiami, e noi reftammo rinchiufi
dalla detta marina uerfo Monpla-
fer medefimo. Il Generale ueduto,
che hebbe fuora c'beftiami,fece im
barcare 300 . Inglcfi,al dritto del
luogo, doue pafccuano : e quei di
Monplafcr uedendo coftoro sbar-
care,fubitamentes'auuiraronoche
gii uolelTcro torre i lor beftiami : e
così faltorono fuora per faluargli. e
noi fentendo la tromba , che era il
fogno datoci da fua Ecccll . ufcim-
mo fuori,e ci tenemmo à ma dritta
per ferrar il nemico nel me7.o,cioè
fra la marina e noi, in guifa che ne
reftorno una gra parte di loro mor
ti,e prcfi. 11 che fatto noi ci ritiram-
mo uerfo la marina, afpettando eh*
ella cala(fe,e fra tanto per noftra fi-
curezza iomifi quefta battaglia,
co' prigioni nel mezo.
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Libro Terzo. 128
Ordinanza decimanona.
L Generale come gencrofo caualliero concertò una fcaramuccia à modo luo .
cfTo mi ordinò la fcra,che io douelTi ufcire la mattina co picche 3 00. & archibii
gicri 1 50. e che io doucffi diuiderele picche in tre parti , e gli archibugieri in al
tretanre parti , e !e tre parti de gli archibugieri accumularle con le tre parti del-
le picche. Vna di quefte tre parti la
■ - Lafe-
Colónello
diede al Tuo Luogotenente
conda parte la diede a
Giouanni Salerno : La terza parte
la diede à me, che io fuflì il primo
ad attaccare la fcaramuccia per il
dritto di Monplafer, a tal che fi at-
taccò una fcaramuccia, che fu per
eflere una rreza giornata . La not-
te medefimasbarcoronoal Portct-
to 500. fanti difcoflo da Monplafer
un miglio,per murare le guarnigio
nidi Monplafer. 11 Generale non
haueua hau u to lingua,che le fan ce
riedi Monplafer andaffcroad im-
barcarfi, uedendoil Gouernatore
di Monplafer, che noi dauamo la
carca fuor di modo à' fuoi, fofpct-
tò , e fece fermare quelle fanterie,
che erano treinfegne, eie fpinfeal
lauoltanoftra. Il General noftro
uedendo quefte tre infegne , fece u
fcire le fei infegne co il refto de gli
Italiani, e gli cacciammo fin fu le
fofl'e di Monplafer,e ne furono fat-
ti alquanti di lor prigioni , e fubita
méte prefentati al Generale, il qua
le gli dimandò, perche erano ufciti
fuori con quelle tre infegne,che no
era già lor folito d'ufcirein fcara-
muccia con le mfegnc E' prigioni
rifpofero,che mutauano le guarni-
gioni di Monplafer , e che andaua-
no ad imbarcarfijper tornarfene al
le loro cafe. intendendo quefto il
Generale , fubitamétcfece ufcir fei
pezzi d' artiglieria di Bologna, e
due ftendardi di caualleria, e mar-
ciammo allauolta del Portetto per
tagliare à pezzi quelle tre infegne.
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Mm i
Libro Terzo .
Ordinanza uieefima.
^L Gouernatordi Calcsauuisò il Generale, comehaueua intefo da unafpia,
qualmentei Franccfi erano ammaflàti infieme nella uilla di Bremìi per uoler
uenircad abbrufciarc il molino,che è appreffb di Logomano,e dipoi calare alle
barche per abbrufciarle,& indi ritrarfi inMonplafer. II Generale rubitofpinfe
due infcgnc d'Italiani, e due d'Inglcfi
alla uolta del molino, all'horaio mi-
fi qucftc due battaglie per il dritto
del molino fopradctto,e dopo feci u-
na fronte di picche co due ale d'archi
bugieri . e c|ucfla fronte era di fopra
del molino, doue haucua da u cnirc il
nemico • e così ftemmo tutta la notte
inbattaglia,ne mai comparfc alcuno.
Il Generale haueua fatto ufcir di Lo-
gomano quattro ifcgne diSaluatici,
cioè di foidati d'Hibernia,chc noi
noi fapcmmo fenon la mattina nell'ai
ba,quado fi fcoperfero in battaglialo
m'accoftai al Colonnello , e gli didl ,
Certo il Generale hauerà fatto mette
re quefta battaglia à modo iuo, anda
te da Sua Ecccli. e diteli, fé gli piace ,
che quefta battaglia marci con finta
di uoler combattere, perche io gli uo
glio far ucdere, che quella battaglia è
perfa : & ecco, ch'io uidi ad un tempo
marciar la battaglia alla uolta noftra.
hauuta la licentia, fubito fpinfi la pri-
ma fronte facendo uifta di uòlerla af-
frontare con la lor battaglia : e le due
battaglie iole feci allargare l'una dal-
l'altra tanto , chccapiua nel mezola
lor battaglia . e quando quefta fronte
fu uicina alla lor battaglia, un tiro di
piede,fidiuife in due parti; di modo,
che la lor battaglia non trouò con chi
affrontarfi ; e fé ella dipendeua ad una
delle due battaglie , forza era che uol
taffeil fianco all'altra, e di continuo
le due parti del primo fronte la flagel-
laua.in tal maniera gli feci uedere,che
quella battaglia era affaltata da quat-
tro faccie.L'ordine mio affai piacque,
e coli ritornammo à gh alloggiamen-
ti.
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Libro Tei'zo.
Ordinanza uigefimaprima .
12(5
N A notte uenncro quel di Monplafer à darci una groflìflìme arme, e tofto fi ri .
tirarono, & indi à poco rirornaronocon gridi, Dentro, dcntro.nientedimenoer
fi non s'accoftauano troppo à'borghi . II Generale fofpcttò, e difle, Italiani fta
te auuertiti, che coftoro hanno animo di darui una ftretta, attefo che gli Italia-
ni ailoggiauano ne'borghi,eque
fìi borghi erano deboli . Io gli dif-
fì , Eccellentiflìmo Signore, dopoi
che V.Eccell.c di quefta opinione,
dirò il parer mio . e difTì, che io
credcua per cofa certa, che nel far
dell'alba il nemico tornerebbe con
buon'ordine per dare un' afTalto à'
borghi , ò nero per brufciare le bar
che, e che il parer mio era , che fua
Eccell. milafciafTe ufcir fuora, con
tutte le fanterie Italiane al diritto
dc'borghi preffo à'móticelli di fab-
bia , e che fua Ecccll. mettcffe alle
trincee de gli Inglefi , accioche noi
potemmolòftentareil nemico per
il diritto: e che farei quefto effetto,
quando il nemico f uile attaccato al
le trincee, ch'io l'affai terei per fchie
na, in guifa, che gli daremmo una
buona flretta. Ilcheà fua Eccel'.
piacque^ e così fi fece . Io ufcii fuo
raaldirittode'Borghi, emifique-
flabattagliajCper più ficurtàno-
flra il Generale ci mandò due ften
dardi di caualleria, eftemmoafpet
tandocon buona fantafia,che efii
ritornafféro j per dar loro al cer-
to una buona ftretta. ma effi non
uennero altrimente. ftemmo per
.fino al giorno chiaro , e dopo ritor
nammo à'borghi .
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Libro Terzo.
Ordinanza uiaefimafeconda .
o
Ella Torre di S.Artcni er.ino ij-.fanrijcheil Goucrnatore di Monplaferlà
entro haueua meflì per dar fegno quando noi ufciuamo fuora. perche quefia
torre era nel mezodelcimminofraMonplafer, eRodolotto.Laonde noi non
potcuanio ufcire,che quefta torre non deflc fegno. Il Generale una notteandò
in pcrfona con le fanterie Italiane,
dueftendardidiCaualleria, e cin-
que bariglioni di poluere.e nel fpù
tar dell'alba mandò un Tamburo
à dimandare,fe fi uoleuano rende-
re, quali rirpofcro,che fé egli ui tor
nana più, gli darebbono dell'archi
bugiate. Et io in qucfto mifi il pre-
fente modo di battaglia, quando
fua Eccell. tornò, di prima uolta di
mandò la poluere;c poi ruttigli
archibugieri, e mi diflfe , andate co
tutti gh archibugieri à leuare le di-
fcfe , & ad un tempo feceromp:re
una fineftrella, e dentro fece girare
tutta la polucre , e dopoi darui fuo
co, per il clie la torre s'apcrfe c'a baf
fo ad alto, &andò inrouina, egli
infelici, che ui erano dentro, mifcra
bilmente reftarono tutti morti , e
noi fenz'eflerc flati punto offefi dal
le molte archibugiate, che contra
ci furono da quelli fparate,iitorna-
niofalui injiologna.
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Libro Terzo ^
no
Ordinanza uigefimaterza .
L Generale della Cauallerìacaualcò una notte co [tutta la caualleriaalla uol
tadi Tapes, e noi marciamo con tutta la fanteria Italiana per Tua rcorta:c quan
do haucmmo pafiato Rodolotto,ci tenemmo uerfo la marina, e caminammo fi
no à mezo giorno,che mai nonfcntimmo nouella della detta caualleria . lo fe-
ci fcendere la fanteria fu la fabbia,
chequiuì haueuo commiflìone di
fermarmi: e fubitaracntc mifi que-
ila battaglia, con quelli due corni,
ecosì ftemmoin battaglia tanto,
che erano 24,hore. & in quefta bo-
ra appuro ( fi come à Dio piacque)
ueniua la noftra caualleria à tutta
briglia correndo uerfo noi, caccia-
ta da Monfìgnor di Brifacco . e uen
ne morto il Generale della noftra
caualleriajC gli fu ftrappato il cuor
del corpo. Coftui era il più beftialc
&il più crudele huomo, cheioue-
deflì giamaijC più uoicc l'haucuo io
uedutocon le fue mani pigliare e'
fanciullini.e gittargli nel fuoco ar-
dente. Oltra di ciò era nemico capi
tale de gli Italiani,non per altrOjfe
non perche noi faluauam.o la uita à
quati prigioni faceuarno ,ilchegli
difpiaceua . La noftra caualleria ( fi
come Dio uolfe) fi fuggì uerfo il bo
fco. e s'ella fufle fuggita uerfo noi,
cioè uerfo la marina, facilmetenoi
faremmo flati tagliati à pezzi, per-
cioche Mófignor di Brifacco prefa
to haueua in fua compagnia fei in-
fegne di Suizzeri,che ucniuao alla
uoha noftra, le quali erano da noi
con lieto animo afpettate . e di cofi
fare,cioc d'afpcttare,haueuamo c5
miffione . Hora Giuar Salerno, il
quale era noftro Colonnello, agra
fatica uenne alla noftra battaglia,
e fubiramente ci fece ritirare. Qua-
do noi uoitammo faccia , la batta-
glia delli Suizzeri ci era uicina un ti
ro di baleftra. nero è, che per elfer
notte, à gran fatica gli uedeuamo.
E così ci ritirammo con poco hono
re, e con perdita della caualleria,
perciochc molti ne reftorno mor-
ti,cprefi.
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Libro Terzo.
Ordinanza uigefimaquarta .
' Franccfi ucniuano ga-
gliardi con caualleria,e
flinteria per uittuagliar
Monplafcr ; perche gli In
glefi gli haueano tolto tutte leuie
con la caualleria , di maniera , che
non andaua nel detto Monplafer
pur un pane . e per quello che fi di
ccua fra noi Italiani , il forte ftaua
male di monitione, e così ueni-
uano ingroffo per uittuagUarlo ad
ogni modo . Il Generale noftro
fi diliberò al tutto , di non uolcr
lafciarui entrare un pane , fé ben
fuffe flato certo di perdere Bo-
logna . e fece ufcire gli Italia-
ni prima con quattro pezzi d'arti-
glieria, e due ftendardi di caualle-
ria,e mi commife , che io andafìì a
cacciarmi nelle trincee di S. Arte
ni. e cofi facemmo : e colà ftem mo
fin che uenne fua Eccell. Da indi à
pocofopragiufero fei milalnglcfi,
con noue pezzi d'artiglieria, dall'ai
tra parte fopragiunle il Gouerna-
tordiCalescon due mila fanti, e
tutta la fua caualleria, e ci mettem
mo tutti m campagna fcparati l'un
dall'altro, et ogni battaglia haue-
ua artiglieria , e caualleria, & io mi
fi quefto modo di battaglia, come
qui dimoftra la figura . Hora e'Fra
cefi, fi come io difTì , ueniuano ga-
gliardi , ma quando la loro caual-
leria fcopcrfc le noflrc batraglic,ef-
fi andarono ritenuti . In quefto me
20 fi fece una buona fcaramuccia,
■& effi folicitorno di rimetter la mo
nition dentro di Rodolotto , e poi
fi ritirorno le lor battaglie. La no-
fira caualleria glifeguitò, eprefe
de'loro caualli , Se ogniuno fi ritor-
nò al fuo luogo.
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Libro Terzo.
Ordinanza uigefimaquinta .
131
R A fra Bologna, eCalesàmczo cammino una torre cinta di buone trin-
cee & era fopra la riua della marina, dentro delia quale, ui erano trecento In-
glefi per afficurare la ftrada . II Generale hebbe fpia , che e' Francefi uoleuano
andare a dargli un'affalto, per poter rompere la ftrada à coloro, che continua-
mente andauano, e ueniuanoda
Cales à Bologna , e poi per uendi-
carfì della torre di Santo Arrheni :
efua Eccellcntiami fece marciare
per tempo di notte àquefta torre,
con tuttala fanteria Italiana, e con
tre pezzi d'artiglieria, e due ften-
dardidicaualleria* Quando fum-
mo uicini un tiro d'arco , io fermai
Je fanterie, e me n'andai con un
gentilhuomodel Generale, e dif-
fialCapodiquei foldati, che fa-
ceffe buone guardie , cheu'erafb-
fpctto , ch'e'nemici ueniflero à dar
loro uno aflàlto , ma che non fi du-
bitale , che noi erauamo alla cam-
pagna per difendergli; echeatren
deffero ad efler huomini da bene,
cofi tornammo alla battaglia . E
quando fu preftb all'alba , la noftra
caualleria trafcorfein qua & in li
per potere hauer lingua del nemi-
co, e prefe alquanti uillani,ne al-
tro fi uide . Io haueua pofto que-
fta battaglia , con difegno , fc
ueniua il nemico, d'affalrarlo per
fianco : e cofi ci ritornammo à Bo
Jogna, hauendo hauuto due ma-
le notti .
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Nn
Libi'o Terzo.
Ordinanza uiQ^efimafefta .
o
E s T E fono due battaglie accompagnate da due fìendardi di caualle-
lia , e da fci pezzi d'artiglieria . In quefta guifa marciammo per andare à
rompere la monitione al nemico con fimil tronte di picche, e d'archibugi,
e dicaualleria,che cuopronolc dette due battaglie , e l'artiglieriajin mo-
do, che credcdofi il
sj^^?^^^==' nemico d'hauerfi ad
affrontare con la detta fronte,ciro fi
troua à fronte con le già dette due
battaglie , e fi ucde l'artiglieria per
il dritto della fua battaglia. Auuer-
tifcafi, che quando la battaglia del
nemico è condotta in luogo,ch'el-
la non può fuggir di combattere, fu
bitamente hauete da fpingcre la
prima fronte, moftrandodi uoler
combattere con la fua battaglia , &
hauete ad un tratto ù tirare l'arti-
olieria eguale alle due battaglie ,e
dipoi partire la prima fronte in due
parti, & à tirare l'in legna che è alla
fronte, nella battaglia alla man fini
ftra,& una parte della fronte à tirar
la à man dritta, l'altra alla man fini
ftra infieme con li due ftcndardi di
caualleria,accioche li fcopra la fió-
re delle due battaglie , e l'artiglieria
poffa fare l'ufficio fuo.E facciafi che
e" due cornijC la cauallcria facciano
quefio effetto, quando il nemico fa
rà à picca per picca co le nofl;re bat
taglie , che uadano à ferire il detto
nemico alli due fianchi, di maniera
che fi troui cficre affali to per fronte
dall'artighcria, e dalle due batta-
glie; e per fianco dalle picche,dagli
archibugieri,e dalla cauallcria. Te-
nendo qucfto ordine, che qui fi di- «^^SS^^S^
moftra per la figura, facilmente ró
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■ww»
peraffi
osni gran battaglia.
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Libro Terzo.
Ordinanza uigefimafettima
132
: ^;n% rliimnp noihaucremoquil'Amiraglio
chequeftoAmiraglio efolda-
.uccchio,e géti! caualliero. fi che
xómodate una battaglia, di mo-
o,che egli pofla portare buona re
tione degli Italiani , come Tua
iaeftà hafempre hauuto.lo all'ho
L ringratiai fua Eccellentia di quc
o ricordo,e le rifpofi, che non ma
lerei di tarlehonore,ma ch'io pre
auafuaEccell. chelepiaceffe di
armi quattro ftcndardi di caualle
a de otto pezzi d'artiglieria , che
li'daua l'animo , di far uedcre
n modo di battaglia, che le piace
;bbe. La mattina 10 ufcu fuora di
.ologna,e fubito mi uenner dietro
uattro ftendardi di caualli, & or-
o pezzi d'artigUcria,e marciai infic
ne con gli Italiani ucifo Cales,per
he l'Amiraglio s'afpettaua da
juellabada che ucnifle à Bologna.
: mifi quefto modo di battaglia,
ome qui dimoftrala figura. Hora
luandorAmiraghofu uicino alla
>atta5lia,io feci fare una falua al-
■arch1bugeria,e poi alla artiglie-
ia, e tutto ad un tempo feci abbai
are le picche dalle quattro fronti
iella battaglia, e l'Amiraglio attor
Viò due uoltela detta battaglia ; e
xr quanto fu riferito da più gentil
iiuomini, ella gli piacque fomma-
mente.Tutti ci ritornammo in Bo-
logna , & andammo à bafciargli la
mano, e fummo lietamente racco!
ti, e ci fu fatto fauor grande, & egli
mi falutò da parte di fua Maefta, e
cliffe che porterebbe buona relatio
ne à fua Maeftà , e che l'Eccellen.
del Sig . Henrico , Conte di Sore,
filodaua molto di noi Italiani, gh
fu rifpofto.che crauamo difpoftì di
uoler morire a' leriutii di fua Mae-
fìà,&:eflbcirÌDgratiò-.
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Libro Terzo .
Ordinanza uiaefimaottaua.
1
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r.^.T ''r ^"^''^"f,^'-^'! Colonnello di noi Italiani,c gli difTe^che egli fa-
rtTrv" U ^'r'^'ir r ^'P^^'"^'^ §'' "*^^^^i ^ ^ <l"^ndo fummo di-
ranz. a fua Ecce]], egli CI d.fle, fé alcuno di uoi c,che habbia qualche modo da
a^f SlT^^"'^"'''"'"^""^"^^^^'^^'^-^ ch^gUfaremo dare
qnanto farà di bifogno per
efTcquirlo. Fu rifpoilo, che
non fi mancherebbe con for
za, e con ingegno d'offender
lo. Così tutti CI partimmo , e
chi mife una co(a , e clii un'al
tra.Io mifi à capo qucfto mo
do di carrette con due mo-
fchetti dentro, e mancggieuo
lijchc un caualio ageuoimcn
te le può tirare per tutto, e
poi che io l'hcbbi in effere, al
la prima moftra , che fi fece,
lefecimarci.ire con lenoftre
fanterie prciTo à Logomano
in un largo iìio , & iui mifi il
modo di battaglia, che fi di-
moftra per la figura.La faccia
di qucfta battaglia tiraua uer
fo BoIogna,pcr doue haueua
da ucnire il Generale, & il
Theforiero . già gli era fiato
detto di quefte carrette.e qua
do fu uicinoallabatta;^lia,io
eci iparare due uoitce' mo-
fchctti , e quando Tua Eccell.
tu giunta, ella uidcle carret-
te, e le piacquero molto, per
il che ordinò al Caltcllano,
che ne face (fé far parecchi .
Fatta la moftra noi ci ritorna
mo a'noftri alloggiamenti.ue
ro è, ch'io mi feci accommo-
dare dal caoallicr Thomafo
Bua di due ftendardi d' Alba-
nefi , per adornare la batta-
glia ; e di qucfti due ftendar-
di un guardaua la fronte del-
la battaglia, l'altro guardaua
la fdiiena .
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Libro Terzo.
Ordinanza uigefimanona .
I p O I, clic io mifi à campo le due carrette co' mofchetti dentro, io mi dili-
berai di accommodarc ancora , fopra e' carri de' mofchetti. e dentro delle caf-
fc,fopraJe qualiftauanoe' molchetti, molte picche, perciochc occorrendo un
temporale cattiuo,fi pofla dare una picca à ciafcunoarchibugierOjpcr foftenta
re le battaglie . Feci ancora
qucfto modo di fteccato con
quefìi mofchetti difopra. Ta
le fteccato lì ha da fare que-
fto effetto, Quando la batta-
glia farà à picca per picca col
nemico , debbefi fpingerlo
à dar per fianco alla battaglia
del detto nemico. E ancor
buono per afiìcurare la batta-
glia dalla caualleria.
Quando il Generale ui-
dequefto modo di ffeccato,
edi carri co' mofchetti in ci-
ma, diffe, Quefla battaglia
potrebbe marciare fenza ca-
ualleria . io ad un tempo feci
dare una picca in mano à tut
ti gli archibugieri,che fua Ec
cell.non s'era auueduta delle
picche , che erano fopra que-
lli carrii e l'inuentione le piac
que affai, e da all'hora inanzi
mai non lì marciò per anda-
re ad alcuna fattionciche fem
pre noi non hauemmo in
noftra compagnia ò due , ò
quattro di quelli carri per la
commodità delle picche. E
per hauereio ueduto il proce
derc delle battaglie delTur-
co,dico, che quello modo di
carri e di fleccati,farebbe uti-
le molto per le noflre batta-
glie, in afficurarle dalle batta
glie della caualleria del Tur-
co,come farebbe à dire nella
imprefa d'Vngheria .
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Libro Terzo..
Ordinanza triaefima.
Veste fono tre
battaglie porte per
far giornata in cam
pagna,có la loro ca
ualleria , & artiglieria , e co'
manichetti d'archibugeria
podi alla fronte delle batta-
glie,à cagione chehabbiano
àferuirfeneallc fcaram uccie,
accioche quando le battaglie
anderano ad affrontarfi , fia-
no fornite di monitione.
Perche più uolte ho ueduto,
al primo fpogliare le bat-
taglie della archibugeria per
feruirfene alle fcaramucce:
di modo , che quando il ne-
mico ueniua ad affronta-
re le noftre battaglie , effo le
trouaua sfornite di monitio-
nepercffe.-fi feraite della ar-
chibugeria alle fcaramucce.
La onde io à cagione, che nò
s'habbia à sfornire le batta-
glie, ho pofto qucfti mani-
chetti alle fróti, tenendo que
fto ordine, co l'artigliarie per
ale di dette battaglie , fecódo
il procedere del nemico. Que
fla battaglia d; mezo,ha ad ef
fere la prima ad affrontare e
dar détro.tt all'horadebbefi
aliati fpingere ilmanichetto
per il dritto à flagellare la bat
ta^^lia del nemico , poi paffo
palfo, faldo e forte feguitare
di buono animo à farfeli incó
tro.e così troueraflì sfornito
di monitione per cagion del
noftro manichetto. L'altre
due battaglie feguiranno paf
fo paffojfccondo il procedere
del nemico .
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Libro Terzo.' 134
Ordinanza trigefimaprima .
^^^|Ve sta c una inuentionc di mofl:ra,ò per meglio dire,modo di eircrecufto
dito in campagna , per uolcr fare la giornata con qucftc quattro battaglie , che
fi guardano laYronterunal'altra, con la loro artiglieria, e cauallcria . Vnoue'
quattro ftendardi è nel mczo delle quattro battaglie, che guarda tutte le fronti
die battaglie. 11 fé
)ndo,& il terzo
lardano le quat-
0 battaglie per
hiena. Il quarto
.Midardo guarda
edclimamcnte la
Dnte delle batta-
le , in guifa che
.lefte battaglie fo-
) guardate dalla
ualleria per fron-
de per fchiena; co
e ottimamente di
oflra la figura.
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Libro Terzo.
Ordinanza triorefimafeconda .
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SI o Spagnuolouennedinottcda Rodolotto alle barche di Bologna , cdiman
dò la fentinclla, e difTc, che era un Spagnuolo , che uoleua parlare al Generale
di cofe importanti. 11 che fubito fi kce intendere al Generale , & egli mi mandò
à direjchc lo conduceflì da lui, e non lo lafciaflì parlare con alcuna perfona.Con
dotto, che io l'hcbbi à fua Eccell. elfo le parlò,ne mai fi feppe ciò che gli dicefle, fcnon che
gli fece un tradimento addofTo. E quando parue tempo,il Generale, fece ufcire una notte
tutte le fanterie Italiane.e due mila Inglefi,con Tei pezzi d'artiglieria , e due ftendardi di ca
ualleria. E così marciammo infieme fino appreflb à Rodolotto un mezo miglio . 11 Genera
le mi fece fermare la noftrabattagliajet e" fci pezzi d'artiglieria,&idueftendardidicaualle
ria; e fece marciare le fanterie Ingleiì con alquante fcale alla tefta della loro battaglia,alla
uolta di Rodolotto. & à me fu commcfTo da fua EcccU.che io non moueffi la battaglia, te-
nendo un capo di ftrada5doue riferiua la ftrada del Portetto,e quella di Tapes, e quella di
Rodolotto, e per fchiena quella di Monplafer. così io mifi la battaglia afpettando il nemico
da quattro facce,come qui dimoftra la figura,con tre pezzi d'artiglieria,e con unoftendar-
do di caualleria per banda della fronte della battaglia . Da indi à poco ritornò il Generale,
e mi diflTcjChe per niente io non mi moucflì di qui, ne per arme, ne per ftrepito, ò altro ro-
more,cheiofenti(fi,fecgli non mifaccfleiltalfegnale.-ecofifipartidanoi. Etun'hora a-
uanti il giorno,noi lentimmo una groflìflìm' arme, & un gran tirare d'archibugi , di manie
ra,che il traditore Spagnuolo gabbò gli Inglcfi,e ne reftarono morti 5oo.fenza e'feriti. & e*
prigioni. E cofi gli Inglefi fecero le nozze fenza gli Italiani, e fé le goderono ; ma elleno fé
ctro loro il mal prò, percioche fé ne ritornorono con poco honore , ne mai fi feppe di que-
fìa imprefa,fenó quando fi uidcro tornare à dietro con la tefta rotta: e ciò auuéne per dare
à loro foli quefta imprefa. Hora io dico, che fé gli Italiani fuffero flati in loro compagnia,ha
ucndo la commodità di mettere le fcale alle mura,facilmente fi otteneua Rodolotto • mae*
buoni Inglcfi,come fi uidero gabbati, fi follecitorno con prefta fuga à faluarfi . *
Girolamo Maggi à' lettori.
^^ V I mancala figura col rimanente dell'altre ordinanze , e di tutta l'opera, nella
Ww. ^ualefi contégono(comemidifregiàinVenetiailcortefiflìmoM.VincétioQui-
^ '^' ^.^^^o)uarij modi di trincee, per aflìcurare gli eflerciti, uarii iftrumenti, emo-
di d'adoprare e'fuochi artifitiati.-diuerfe maniere di mine coperte,e difcoperte: in
gegni da difender batterie: difegni di ponti, e da paffar fiumi rapidiffimi, col trattato della
fortificatione delle Città. Lequaicofe fpero, che prefto, per mezo del detto Quiftello,mi
uenghino nellemani, e di poterle communicare al mondo. Intanto godeteui il poco frag-
incnto,& hauetene obligo à quello gentilhuomo .
DEL CAPITAN lACOMO
CASTRIOTTO,
SOPRA LE FORTEZZE
FINO AD HORA FATTE NELLA FRANCIA,
ET IN MOLTI ALTRI LVOGHI;
Nel auale fi dimoftra il modo da farle inefpu-
^ crnabili, & ancora da riparare alle batterie.
SIGNORI, Capitani, e foldati co'l perpetuo ufo della guer-
ra fono andati cercando Tempre di tempo in tempo nuouc
inucntioni, coii nell'armi da oiTefa, come dadifefa ,ecosi
nel fortificare, come ncll'efpugnar tortezze. Et al noaro
temno l'earema poflTanzadi Carlo Quinto, e di F e r-
BINANDO I, Iraperadori fortifTimi , di F i l i p p o Re
.^- — ■ Catholico,ed'FlENRico fecondo, Redi Francia a
hanno moftrato, quanto debbano elTere auuertiti coloro che a lor lodistat-
tione ed' altri operano nello effercitio delle fortificationi . Di che io poffo
rende'rbuonteftimonio,e(rendomitrouato nella feruitu dame fatta queftì an-
ni à dietro al fopradetto Re di Francia, al tempo che fu disfatte) , eprefo il Du-
ca diMontmemoransi, gran Conteftabile di Francia, con tanti altri gran Signori,
e Cauallieri; alla prefa di San Quintino, di An, e del Cafte letto, luoghi del Regno
di detta Francia in Piccardia,prefi dal prenominato Re Filippo . E poi ali incontro
aÙa pref. di Cales in terra de glilnglefi ; alla prefa di Don Carico e di Borgo,terre
di Fiandra prefe dal fudetto Re Henrico diFrancia; & al tempo che fu rotto e pre-
fo il Marifcial diTermes dal Re Fmppo;& in ultimo poi alla prefa di Tionuilleluo
PO diBorgogna, acquiftato dal prefato Re Henrico, piazze fortifsime • Qiieftì fuc-
Sfsi m'hLSo^oftrato^quantopoffa farcia forza, onde confiderandoio,chele
fortezze per adietro fatte, prima in Italia , poi per Francia, e per Lamagna, tenute
fino ad bora in tanta confideratione, non fiano per refiftere molto ad alcuna del-
le fopradette forze, per elTere ftate fatte con poca fpalla, e (per dirla come fi
deue) con quelle lor piazze da'fianchi ampie , e difcoperte , e con quelle lor can-
noniere aperte che hanno caufato doppio errore, l'uno, che fanno moftra di lora
al nemico il qiale con facilità le potrà imboccare; e raltro,che di uantaggio han-
no indebolito le poche fpalle per tale aperto; il che à mio giuditio e più d altro im
portantifsimo ; ho deiiderato d'operare in modo, che la ^l'''^ ^'^/^''y^.^^^^^^^^ rortezzed'lta^
qualche profitto, e mafsimamente alla noftra Italia : anchor che,douendofi difcor Frtc:i^^dUa
rer fopra le fue fortezze, io non dirò mai, fé non che fiano fatte con ordine,c mila- •
Libro Terzo.
ragrandiflima, fecondo che ho detto inanzi. E quando ui fi trouin dentro huo-
mini di guerra, e lungamente eflercitati nell'armi, fapranno ad ogni bifogno e ne-
cefsità ualcrfì delle lor gran piazze , de'Balluardi , & ancora dc'lor grofsi, iargh i ,
& alti terragli, con qucirileuati cauallicri. Di più foggi ungo, che in cflfa Italia
noti fi poifono adoperare le forze di cofi gran Re, poi che non è pofsibilc condur-
uele,ò condotte mantcniruele ronde fi prcfumerebbc,chequefte forze fuffcro ha
ftanti, e conuencuoli fecondo la qualità del paefc, del fuo fito , e delle lue forze .
Nondimeno ucncndo poi à dif correr per ragion di guerra, s'harà da confiderarc ,
che ogni fortezza, poftain qual fi uoglia luogo, debbceffer fatta con tutte !c dili-
gentic, chcfia poffibile all'ingegno humano; acciò c'habbia forza da refidercà'
maggiori impeti, che fi poifano imaginare . Quando le fortezze fon fatte con tale
ordine, hanno una perpetua ficurezza, che'l nemico non ardifce mai d'andarle ad
affaltare : e quando fi fortifican bene, il danaio fpefo, non èpunto gettato uia: &
elfcndo ben fornite di monitioni pertinenti à gli a{redij,il Prencipe, e'I Re chel'hà
fatte fabricare, fi ftà con l'animo quieto ; ne penfcrà di douere cffcr cofìretto à fare
in unfubitoeflercitoperandareafoccorrerle.
Tutto quefto ch'io dico fopra di ciò, e fondato nella efpericnza : percioche fen-
domitrouato nella feruitù predetta gli anni paflati, molte uoltem'è uenutoocca-
fione di difcorrer fopra di quefto col gran Re, e gloriofo al mondo Henrico fuder-
Duca di Guìfj. . to,e parimente co'l gran ConteftabiIe,co'lLuogotenente,cgranMaftroilDucaIi-
ll Sig. dt Sciati- luftrilfimodiGuifaiCo'lSignor di Sciatiglione, Ammiraglio del mare Oceano,
X'""'^' tutti ingegni rariffimi :i quali diceuano, che nelle lor piazze di guerra non conue
niuano all'occafioni molte gran fortezze,attefo che il Regno e tato grade, & in ran
ti luoghi uè da fare affai, che farebbe impoffibile attender compiutamente à tutti,
e che erano poffenti per foccorrcre ad ogni neceflìtà le lor fortezze . Accadde que
fto difcorfo, oltra l'altre uoke, l'anno 1556. nella terra di San Quintino,foprala iua
fortihcatione. Nel qual ragionamento difll prontamente, cheàmcdifpiaceuano
afsai cofi fatti penficri,e che in ciò u'andaua un'ufura ben grande : e però auuertif-
fero, percioche più fpendcuano unafol uolta nel mettere infieme quel tale efserci
to, che non harcbbon fatto in quattro fortezze per farle buone, di uantaggioda
quello, che all'hora fpendcuano in farle mediocri : e che quefti bifogni afsai uolte
nell'età d'un Re poteuano occorrere; foggiugnendo apprcfso,chc quando una uol
ta uenifsc fallito un tal penfiero, grande intcrefse ne poteua rifultare alla Corona
di Francia. A' quefto propofito uenneropoi percfsempio ifuccelTi detti di San
T{egM di Francia. Quintino. Benché fé ho da dire, crederò che tal Regno, ò fortezza, ò nonfortez-
ortijjimo. za, fiacofaimpolfibile, che tutto il mondo infieme lo pofsa offendere: del che ne
dateftimonioilfuccefsodclgran Conteftabile predetto: dopo il quale percon-
trapefo fuor dell'opinion di tutti gli huomini, fuccefse laprefadi Calcs. faprail
che confiderò, che'l mondo per fino ad bora credefse tutto quefto- Per le quai ca-
gioni, tornando al mio intento, piglicrò ardire di ftar nella m ia opinione, tacen -
Torte-^ fino à ^q auuertiti prima i Prencipi, poiché quefta è lor cura particolare;e poi gli huomi-
qm fatte, come fi ^j (j^Ua pi-ofeiHone: e dirò che le fortezze fino ad hoggi fitte, fi debbono confide-
^j.^ rare molto bene, uolcndo ch'elle feruanoall'eifctto, perii quale fon fatte: e per
Orecchioni de' Bai maggior ficurezza fi debbono accommodare in quefto modo, cioè, facendogli
luardi. orecchioni tondi, ò quadri, à uolontàde'Prencipi, e commoditàdc'iui :i quali o-
recchioni fiano tenuti larghi tanto, che lo fpatiolafciato dalla cortina ad effimui.)
ni, ò orecchioni, fiadi milura di trenta piedi :nel quale fpatio potranno uenireìc
cannoniere, percioche tal piazza e capace per due pezzi. Con quefti mufoni fi
crefcerannole fpalle, fi copriranno le cannoniere, cii terranno i pezzi à dierro tan
ro di più, quanto farà la metà della grofsezza d'efso mufonc : chc,confiderata que
• • •■ iia, e la grofsezza dcj parapetto, ò merlone, c'hora hanno, fi troueranno detti pez
zi
Libro Terzo. J3(5
aicfsercarsai piedi indietro. Qucfta prouifionc gli leuerà in buona parte da quel
la libera ueduta,che hoggi hanno . Ciò fatto, confiderò, che tale opera hahbia da
far fcruigio alsai , non reftando però di dire che gli orecchioni , ò mufoni
iiibricati di torma quadra, fanno una certa ucduta moderna, molto fimilc alfope-
le moderne fatte fenza mufoni : i c|uaii £ibricati, tengono à dietro i pezzi da quel
la libera ueduta : ma però quelli quadri fon poi molto atti ad efler rouinati dall'ar-
tigherierperciochctrouandoil colpo quelli angoli retti, con facilità rouina quel-
li fpigoli, come ho detto altroue . Perche io per mio giudicio lodo affai più i mu - Q^gcch'oni tondi
foni tondi, che fanno maggior refi (lenza alle percofsc, non potendo le palle retta rne?liorì dtiqui-
menteatfcrrargli: e fé pur gli affcrrano,dando la palla nella rotondità,quella lì fìri- àrL
gncinfiemc, e fa il contrario, che'l quadro nelreiìftereremedefimamentcfarelfec
to in far quella da me dcfiderata coperta à quella tanto libera ueduta; perfuaden- ' *■ '
domi, di ferrare la bocca in ciò à coloro, che mi uoleflero dire, come fi fatti mufo-
ni non iftanno bene , tacendo, chei pezzi, non ueggono, e non difendono il con -
trafoffo, nelatlradacopcrta, ncla contraicarpa;non s'accorgendo eglino di noa
u'hauer dentro più che due pezzi,oltra quei due di fopra chefanno quattro ; e che
quelli di fuora, all'incontro di quefli quattro ne porranno otto, fedici, e di uantag
gio,e tutti alla mira loro. E quanto quefli quattro potranno refifl:ere,lo iafciò con
lìderare al mondo. Ma per più certificargli, addurrò pereflTempioMariamburg Mariamburgper-
tena di Fiandra, e piazza da guerra, fabricata e fatta pure alla moderna dal grar» cheuiapreft.
Ca R L o Quinto Imperatore d'eterna memoria. La qual fortezza dal gran Conte
flabil di Francia, per uia d'imboccarle le cannoniere de'fianchi, giàfù Ibggiogata.
Soggiugnerà con tutto ciò il foldato animofo, che non uede modo in quefte fi fat-
te fortezze, ne uigore i e che quefli loro belli cauallieri, e forti, e pofTenti terrapie-
ni, con le loro ampie tagliate di fuora, fanno che'l nemico non può cofi di leggie-
ro uenirfotto. AI che rifpondo, ch'io oltra Mariamburg,hò ueduto un San Quin- 5''*» Quintino c»-
tinoco'fuoitcrraglialti, groffi, larghi, e pofTenti, co'fuoi cauallieri eminentillimi, *^'P>'^I<^.'
€ co'lfuo paefe aU' intorno fuora nudo e difcoperto,afrai à propofito per piazza da
guerra; e nondimeno la forza del numero delle migliaia de' guaflatori, detti in
quelle parti Picconieri,in fette giorni efTeruifi condotca fot:o, & hauerui poflo un'
infinito numero di cannoni, che fubito leuarono le difefe da alto, onde e'nemici s
impatronirono di tutta la tagliata fuora ; e leuarono in pochiffimo tempo le deboli
difefe da bafTojC s'impadronirono de'foffwe con la pala,e zappa poftifi fotto à'gran
terrapieni, zappandoui con flicilità, la terra per il gran pefo fé n'andaua à baffo ; &
àluogoperluogofaceuacommodafalitadi modo, che in breuc fpatio per forza
V s'impatronirono della terra. Potrò addurre le medefime ragioni d'un Tion- TiomuUle perche
^\ uille ;la cui fortezza confifleua fimilmcnte ne'fuoi gran terrapieni, & eminenti ca- i'arrtndejfe,
uallieri ; e nondimeno per effer pouero di difefe da baffo , ancora che detta fortez
za beniflìmo foffe munita d'huomini, d'artiglierie,e di monitione abbondeuolmc
te, nondimeno peflafudetta cagione de'guaftatori , e delle doppie artiglierie di
fuori, in poco tempo con morte, e rouina di molti buon foldati di dentro, che pur
• uoleuano per l'alto mantenir ferme le difefe (il che hoggi è impoflìbile) furono for
zati ad abbandonarfi, e con lor grandifsimo danno renderfi al nemico. Per effem
pio appreffo potrei addurre la prefa di Cales; la qual terra dal mondo era tenuta "^^'" ^-'^r
inefpugnabik: e perche medefimamentcconfidauano nelle difefe aperte, & alte, ^"'"* ^"^"^ /"
uenuti poi alla prona, rimafero ingannati ; percioche perdute da alto quefte lor di
fefe, perfero l'animo, eia fperanza, e così s'arrefero al nemico. Hora uolendo
uenire al fine del difcorfo fatto foprale predette fortezze per l'adietro fabricate, di
co, che quando fi poffa loro aggiugner forza, non fi debbe mancare : & occorren-
do ancora di ragionar fopra le fortezze , che s'habbiano à far per l'auuenire, dico
che'l fabricatore uencndo à far forma ordinaria con le cortine rette, che poffa rcfi-
O a Acre
Libro Terzo
spalle de' Bjllnar. fìcrc à quclìi impeti, debbe accrcfccre le fpalle di detti Balluardi, non pure un ter-
d, ordinarti ji deb- ^o di uantaggio, mala metà, c'I doppio ancora: e non farebbe ibuerchio con le
onocrejcere . prouifioni fudctte, ò con altre , chc'l fabricatore hauefle, ò trouaffe pure chi ben
coprile tutti i fianchi, attefo che il tutto confitte in quefte forme, e nel faluarei
due fianchi maeftri, come ho detto in altri luoghi . Soggiugnerò appreffo in quc
fio cofi importante ncgotio un mio penfiero uenutomi in mente qucfti annià dic-
tro,pcr rcfiftere alle tcmpcftofc batterie,di formare un modo d'opere.oltra le mol-
te altre forme, che ho moftrate nel mio libro, chea così fatti tempi, faràdcgno
■ diconfideratione,ed'auuertentiagrandifiìma; ogni uolta che elleno fanamen-
te faranno effaminatce malfimamente quelle,delle quali i profili fi trouano fegna
ti in cffa mia opera. La qual fattura farà di fare le fuc muraglie ordinarie in altezza
per fino à'ior cordoni, che faran porti al pari de'contrafoffiò delle contrafcarpe, e
più torto due piedi di uantaggio in baflezza che altrimenti : e da detti cordoni in
lu feguitare i contraforti, come ho detto àTuoi luoghi ad altri propofiti, & al luogo:
de' cordoni lafciare la groifczza della muraglia, & ancora due piedi di uantaggio,
come t^ui moltra la figiira.
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ffrtijìcare .
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Libro Terzo. 137
E fi farà tutto di terra ò ui matoni crudi il rcftantc, che s'harà da moflrarc al ne-
.tnico,c(rcndo c'contraforti ben baftionati. e uo^Ho che tal muraglia di quattro pie
-di, n'habbiaunodifcarpa, òdi tallone, come fi dice in Francia: e chc'lnìcdefimo
n'habbiailbaftionedifopra. 11 qualmodo cauferà buoni eftetti, l'uno, che rende
rà più fortezza alle muraglice l'altro chc'l nemico non le potrà battere non le uedé
do, fé già non uiene per trincea à tagliare la contrafcarpa,c'l contrafoffo.E quando
pure ella fia battuta, efscndo fcniprc l'effetto della batteria di ributtare, cauando ,
tutta la materia che ella rompe, à dietro: il uantaggio della fcarpa terrà più àdic-
tro da tal moto detta materia, e'I medcfimo farà al terrapieno, che quanto più farà
■di fcarpa, tanto minore effetto uì faranno le pcrcoire,pcr la fudctta ragione. Lo fpa
tio poi della muraglia, & i due piedi di uantaggio, che faranno in tutto cinque pie
di, farà cagione, die tutta la materia di terra, che per batteria , ò per lunghezza ca-
<3elfedadettibafiioni,uifi fermerà fopra, e non riempirà punto il folso:&: àgior-
no per giorno, fecondo rocc3fioni,con quella tcrra,che quiui farà ferma,fi potrà ri Muraglie coperte.
fare, e rifortiHcar detti baftioni:auucrtendofi fopradi ciò, che quanto più bafsc
tenute faranno queff opere, e fuor della ueduta del nemico, tanto piufaranno fi-
cure; e maffimamcnte quelle, che andranno fatte al fin delle cortine dentro à'Bal-
iuardi, incominciado alla bocca delle cannoniere de'fianchi,c tirando à dietro alla
rinculata. Quefta muraglia non uoglioio, cheuadainaltoda terra, come faltrc ;
jTiafolo per fino al piano delle cannoniere da bafso, che faràà dieci piedino da cannoniere.
quella in fu , la uoglio tutta di terra coTuoi contraforti , come ho detto di fopra .
E quefio, acciocheefsendo battuta quefta parte, non ui fia materia foda, che per
tal batteria cadcdo,pofsa offendere le cannoniere,& impedire che dentro d'efife al
bifogno non poisano giocare i pezzi, purché i lor foffi fiano profondi, acciochc ne'
Balluardi ui pofsano uenirei fianchi, come ho moftro in una figura in detto mio li
bro. la qual opera è molto lodata, e defidcrata da tutti i Prencipi e Cauallieri di
Francia :e uoglionochetaloperafia fatta diforte, chele cannoniere da bafso non
ifcopranofe no la metà della faccia del Balluardo, accioche no fiano uedute ne im
boccata : ne uof;liono,che ella ferua fé non in cafo di necelfità d'una gran batteria,
confidcrandofi, che quanto più la batteriafarà effetto in quelle punte de'Balluar-
<li, tanto maggior lume darà à dette cannoniere da poterle difendere. Apprefso
uoglio, che in quefta fabrica dentro alle muraglie , lia lo fpatio da poterui fare de
<;auallieri di terra, i quali fiano tutti fatti al cótrario di dette prime muraglie:cioc,
che fé io intendo quelle baffe, uoglio che i cauallieri fiano altiirimi,accioche ueg-
gano e fegnino bene il tutto . Oltra di ciò non uoglio reftare d'accommod are an-
che à quefta mia opera il fuofoffoco'l contrafoffo, e contrafcarpa, fapendo ogni
perfona quanto importante fia quefta cofa:c però uoglio, che queftotal foffofia
fatto largo dall'otto alle dieci canne ; e cupo da'uenti a uenticinque piedi , e diuan Fo/Jò q«into /or-
taggio ancora . Perche ui pofTin uenire ne'Balluardi i tre ordini di cannoniere , e S° •
di fianchi : benché fianchi non fi debbono domandar fé non quelli, che fon fatti , . „^„.„ ^,
'II 11- •. . V , , ,, , 1 T^ 11 1- I 11 Fiuncln quanto ai
ne lor luoghi ordinari), cioè al mezo delle altezze de'Balluardi, con quel tanto bel j,-
l'ordine ; i quali fon alti dal fondo del foffo diciotto piedi ; e da indi in fu altretan-
to, che fanno piedi trentafei, come altre uolte ho lcritto,e moftrato ne'profili . Pe-
rò dico che tutte l'altre difefe fi dimandano cannoniere accattate, le quali però fer-
uonocofi anch'elle. Voglio ancora, quanto fia poffibile, che tutti i miei fofTì fia- "jji con acqua.
no con acqua ;anchor che fopra diciòiofenta affai difpareri di molti, che dicono
uolcrgli afciutti , adducendo per ragione la commodità delle fortite, & apprelfo 1'
operarui dentro de'fuochi, tanto per le fafcine, quanto per l'adunation de'foldati,
che ui fuffero condotti dentro ; e poi ancora gli amano per la fanità dell'aria, e per
la falute de'foldati.che fuffero ufciti fuora,e per una groffa carica tufferò forzati à ri
tirarfi ; dicendo,Che condotti ne'foffi afciutti/on faluii e ch'ci foffi con racqua,fon
O 3 tutti
Libro Terzo .
tutti à qucfla commodità contrari] . Alche rir}-)ondo,ch*Io fondi contraria opi-
nione ; perciochc fc bene gli afciutti fanno i predetti effetti, non lì può negar però ,
che per un groifo impeto di batteria, la calca dc'foldatideiìderofi di honore,do-
uendofi dar l'aflalto, e calandoli giù per lelorpicche, non u'cntrino dentro, e che
à piedi & afciutti non fi conducano al luogo da loro delìderato. Ilchenonauuer
rebbe a folfi pieni d'acqua, per elfcr ( come fi sa ) cofa impoffibile à farfi fenza gran
prouifione. R doue io mi fon mai trouato, l'abbondanza dell'acqua m'ha femprc
Fo([<>conacqu.i, impedito alfai, ù nel penlar d'afciugarla, come nel trouar modo da poter riempire
maUmentejt nem ]] folTo . Quanto all'afciugarla, fi trouano molte uolte fiti, ch'è imponibile à farlo ,
fie. come ne fimno fede i foifi della Mirandola. Qiianto al riempirli,trouanfi parimen-
te bene fpeflb luoghi,doue è careftia ò di legname,ò di terra,in modo, che mancan
do ò l'uno ò l'altro, ne nafcc grande impedimento, & ò fcorre il tempo, ò con gran-
dilfimo danno di quei di fuora fi perde, e nella fpefa, e nella ulta di molti ualorofi
foldati, i quali trauagliando all'intorno, di giorno in giorno ui reftan morti . Ho-
ra uantas^iando ifoìfi con acqua di fortezza alfingrolfo gli afciutti, cornee chia-
'P'^nte perle Jórti- ^^ ^.j^^ J"^ trouar modo alla commodità delle fortite,& alla falute de'foldati in tem
f' pò di carica j&appreflo alla conferuatione dell'aria :e'l modocquefto. Per fare
le fortitefopra l'acqua, fi farà il ponte con tante barchette picciole, quanta farà la
larghezza del folTo, lafciandoui fra l'una barca, e l'altra lo fpatio di cinque piedi ;
■ d orati io. nel quale fi metteranno ponti lunghi otto piedi, e fatti di tauole fottili, e leggieri.
Tonfi^ oprai Ya^\\2.\ì uerranno al modo flelfo, che quelli ch'erano ufati già dal gran Carlo
Quinto Imperatore, mentre conduceua gli efferciti da un luogo ad un altro. Et ac-
cioche fia meglio intefo,fi debbe fapere,ch'egli faceua portare un buon numero di
barche una per carro,infieme co'l fuo póte,fatto di tanta larghezza,che fopra ui pò
tcuano palfare i canoni, giunti e' foldati alla fiumana, di mano in mano che fi Icari
caua una barca co'l fuo ponte,la gittauano in acqua,una dopo raltra,eirendo i pon
ti in cofi fatta guifa accommodati, che ciafcuno teneua da ogni teda la metà della
barcane poi con grofsi canapi erano infieme con la barca tutti l'uno con l'altro in-
catenati. In cofi fatta maniera intendo che fiano fabricati quelli noftri ponti, quali
ad cni tempo di guerra polli infieme,& attaccati alle muraglie prelfo le porte del
Icfortite, s'accommoderannoalle bande di dette muraglie: douc un foldatofolo
ad ogni octafione ne condurrà uno al contrafolTose come farà operato,quclfoldato
mcdefimo lo tornerà al luogo ficuro nella fua piazza . E con quefì ordine s'hauran
no tante fortite, di quante tara bifogno .
Contrafoffimoua- Quanto al faluare i foldati in una ritirata perla gran carica, che uenilTe loro ad-
mentepenfìti. dolTOjUOglio che fi facciano le muraglie nel fondo cinque piedi digroffezza; e di
diece in diecc piedi ui fiano contraforti grofsi due piedi e mezo, elarghi cinque:
e quell'opera fi fabricherà alta fino à quindici piedi ; dandone d'ogni cinque piedi
uno per la fcarpa, che à tal altezza elfa muraglia torna due piedi ; fopra i quali con
tre apprelfo de'contraforti,ui fi farà la flrada coperta di cinque piedi di larghezza:
e fopra i due piedi, chereltano de'detti contraforti, fi pone la muraglia, che fa pa-
rapetto à detta llrada,come à'fuoi luoghi mollrano minutamente nell'operaie pia-
te &i profili. Ma bora intendo d'aggiugnereà quefti contrafofsi ne'contrafor-
ti cinque altri piedi di lunghezza :percioche quando faranno condotti come gli
altri, ma all'altezza folo di quattordici piedi dal fondo del folfo, che uerranno ap-
prelfo un piede di detta flrada coperta iuoglio gittarui fopra dall'uno all'altro le
uolte,fatte di cinque piedi di fello, ò d'altezza, che crefceranno quattro piedi fo-
. pra detta {lrada,& un piede farà la groflezza della uolta,& un'altro ui le ne porrà
Strada delle forti' ^jj ^gj-j-a^ p^r fcguitare oltralacontrafcarpa. E perche l'altezza di quefti fei piedi
** ' dalla ftrada in sii, farebbe fouerchia, perche quel parapetto uerrebbe troppo alto ,
uoglio che fra la ftrada, e detti archi, fi faccia una banca nc'duc picdi,che ui refta-
no
Libro Terzo
138
ro dc'dodici : la quale fia fatta tanto alta quanto larga, che farà quadra di due pie-
à'y, con la quale tal parapetto refterà quattro piedi in altezza, doue potranno ftare
iibldati co'loro archibugi à ditendere la contrafcarpa. Auuertcndofi^che tutte le
iioltc debbono hauere le loro entrate in quefte banche d'intorno à due piedi di
larghezza : la qual opra farà più d'uno effetto. Prima feruiràal paffcggiarde'fol-
dati perla ftrada benifsimo coperta ; la qual con eftctto harà il fuo nome di ftrada
coperta : di poi la banca al bifogno darà loro la ueduta ; & apprcflb qucfto la più
importante cofa è il uano delle uoltc ; nel quale al bifogno fi lalucranno tutti i iol-
dati, e dico ogni gran copia,ch'occorifre tener fuora: attefo che quando faran nella
flrada,&occorrirà lorofotto quefte uolte ritirarfi, tutti faranno ficurifsimi cofi di
giorno, comedi notte, cffendocofa^chiara, che dall'alto non poflbno effereoffcfi;
e uolendo il nemico andare ad offendergli nelle ftrade, non è pofsibile : percioche
un'huomofolo, chelìa dentro, con ogni arme d'afta difenderà la fua ritirata, ola
fua uolta, che s'habbia à dire : e tutti coloro, ch'entraffero in dette ftrade, farcbbo
no da quelle armi d'afta gittati nelle fofle, come ogni giudiciofoconfìdererà be-
nifsimo : & queft'opera di uantaggio con quelle fentinelle fatte fuora, s'accommo-
derà benifsimo,in guifa, che infìeme faranno cofa rara et inefpugnabile . La figu-
ra di quanto s'è dettole la fottopofla .
Libro Terzo . ^
fo([icn»ac(jH.i, ro ^^j.^ qy^nto alla fanità dell'aria, uoglio che nc'fofsi, confìderaro il luogo^doue
me jt inaili ì-int, f^ oli harà da dare la fua acqua, s'iiabbia d'auucrtire, che'l fìtofia più eminente de
lilialtri , e cauandofi i fofsi, fi uada Tempre abbaflando tanto, quanto fi confidere-
rà, che fendo efsi pieni, tutta racqua,che fi defTeloro di uantaggichauefTe Tempre
il Tuo corfo : e perciò occorrendo, ui fi faranno le chiuTe, una Tempre più alta dell*
altra : & in qucfta guiTa tenendouifi del peTcc in abbondanza,^ eflendo l'acqua
corrente , pura e netta, l'aria Tara Tempre nel Tuo eTsere .
Tapiro Me bsttc- Non reiterò anciio di Toggiugnere dopo cofi lungo mio diTcorTo , il modo, che
m. fi debba tenere per riparare ad una batteria in un tempo preTo :il quale uoglio che
lìa fatto airimprouifo, come in quei tempi occorre di fare in un breuifsimo corfo
d'una notte fola . Perche uoglio chefi piglino traui d'ogni forte,e fi ponghino à tra
ucrfo della batteria, tutti con le tede uolte al nemico : e poi fi pigli una quantità di
tauolc pur d'ogni Torte, le quali fi pongano rittel'una preffo l'altra alle tefte de'tra-
ui,<?c una per traucfia conficcata con buoni, e forti chiodi: e così effendo elle in
piedi, con una buona fcarpa, facciafi gittar della terra, de'letami e d'ogni altra im-
monditia. Qu^efto riparo fi farà della maggior groflezza chela commoditàe'l bifo
i^no apprefenteranno : & all'altezza di quattro piedi , facciafi porre un'altro fuolo
di detti traui con le tauole al medefimo modo inchiodati, feguendo il terrapieno,
e facendo il terzo ordine, poi il quarto, e'I quinto,fecondo l'altezza ch'occorriife.
Quell'opera tengo che potrà refiftere ad un grand'impero d'artiglierie, e che farà
ancho utile in una fortificatione, facendola in quella guifa . Voglio che fi tolghi-
no detti traui, che faranno podi à baffo, doue non fon ueduti ne offefi dall'artiglie
rie. Ma dipoi fcoperto il luogo da potere effer ueduti e battuti,uoglio che fi pigli
de'legnami più fotili di circa un mezo piede per diametro, quanto poffono foflen
tare il chiodo, appreffo uoglio buon numero di tauole fottili, che fiano fatte d'ol-
mo, ò di quercia, ò di caftagno ; e co'l medefimo ordine farò il baftione, il qual fa-
rà refiftibile ad ogni grand'impero d'artiglierie; e non fi gli darà di fcarpà meno,
che d'ogni cinque piedi due: la quale fcarpa cauferà, che le tauole non faranno
fpinte ne difchiodate dal gonfio, che potefsero caufarele piogge, ò la lunghezza
del tempo . E quefl'opera m'è uenutain fantafia, dopo che ho ueduto nella efpu-
enation di Calesun paragone in una porta della terra fatta d'afsai fottili tauole
tutte terrapienate: nella quale ho ueduto gran quantità di cannonate quafi di pie
de in piede, c'hanno fatto i loro buchi per le loro entrate,e fon reftatc fenza punto
difconciareilrefto. Qucfto penfiero molte uolte potrebbe uenireà propofito, ò
trouandofi in terra, doue non fufse commodità di fafcine, ne di piotte per efser la
terra cattiua,òefsendorhuomo in tale flrettezza, ebreuità di tempo, che non (t
potcfsehaueruia migliore di quefta; la quale fi fàpiùpreflo afsai di tutte l'altre.
Non uoglio ancora, per utilcommune di coloro, che s'haueranno à difendere
dentro à' luoghi battuti, lafciare di metter qui quanto è flato fcritto dal Capitano
Giouambattifla Bellucci detto il San Marino, già mio amiciffimo, nel fine del fuo
libro delle fortifica tioni; e quefloacciò fi rinoui la memoria d'un fi ualorofo & in-
gegnofo Capitano, quale congrandifsimo difpiaceredel potentifsimo Duca di
// San Marino in pjorenza e di Siena, tu d'una archibugiata morto lotto la fortezza deU'Aiola nel
oe iiogomoìto. 5enefe, mentre faceua battere tal luogo, e cercaua dopola gabbionata, moftrare
à'Bombardieriilmodo da facilmente rouinarela muraglia. Egli adunque nel
detto libro lafciò quefle parole, che fanno al propofito noflro .
Poftocafo che bifogni in fretta rimediare ad una batteria, fon buoni gabbioni
da poter prefentare nel luogo, e di quelli debbefi fare una figura fecondo il fito co
porta, cioè ò una meza luna,òmezoouato, ò fare due fianchi, & una cortina fra
l'unOjel'altrOjdi forma quadrata,che ciafcuna di quefle è buona forma:òuer fare,
f ome meglio parrà fecondo il fito . Le botti da uino , e tini fono buoni; carri , car-
rette,
Libro Terzo. 139
arette, caffè, arbori intiauerfati^grofiì, e minuti, farcinc,lctti, e matarazzt,c fimili cofe,»
con le quali prcftamcntcfifòun pocodi riparo perferrarrapcrta della batteria. So-
no buone ancora le l-afdne,& altri legnami, balle di lana,& altre cofe (ìmili : alle qua-
li poi,haucdo tempo,fi mette terra e s'acconciano mcglio.e quefte cofe fon per regge-
re ad una buona furia ; quando però le genti, che fi trouan per combattere , uogliono
fare il debito loro . Gioucria ancora à quefti improuifi,fare inanzi alla batteria un gra-
fuoco di ftipa , legne , paglia , olio , fogne, & altre cofe da brufciar prcfto, acciò e'nc
mici ritardati, non potcffero entrare. Sono ancora buoni cjuci triboli, che anticamcn
te s'ufauano ; cofi tauole per piano con chiodi conficcati con le punte in su, e fimili
materie, che in un fubito fi poifon gittare.lcquai cofe pofte in ordine nel miglior mo-
dochefi può, la gente fta à canto quelle per difendere ; & ha tempo per l'impe-
<iimcnto, che quefte cofe danno anemici , perche il nemico , quale ui uà per entrare,
trouando prima gli impedimenti, gli è di bifogno tardare, e tardando uicne otitefo,
■edàcommoditàd'aflettarfì meglio, benché fopra tutte le cofe gioueràhauere la gen-
te difciplinata bene, che uoglia combattere, e mantenire il fuo luogo. perche l'hauere •
il falire e trouare gli impedimenti, è di tanta importanza, che feruandofì gli ordini , Ci ■
ialueranno fcmpre quei di dentro . Ma quanto alla ritirata ui fia tempo da poterla ac-
commodare,ò uero che fi prouegga prima,ò pure cheì riparo fia tale,che non pofsa ca
■dcreco^ alla primajla ritirata fi farà piìi fortce più fìcura. Piglierafli un fodb di quà,e
,<li là della rottura à punto (perche non laudo di fare la ritirata maggiore della rottura) i
< quel folfofìfaràinarcato,ò pure diritto,© di figura acuta,come più piaccrà(che l'uno .
< l'altro e buono)hauuto riipetto al fito. E quefto fofso farà otto br.diece,e più,fecódo ,
il tcmpo.cofì la terra che (ì caucràjgitterafTì dentro alzandola,e facendoui baftione co .
<fra,e con fafcine, & arbori groffi, pigliado una larghezza cóuenientc di cinque ò lei .
lir. perche fempre fi può ingroffàre.Et à queflo modo fi terrà in alto al più che fi potrà, .;
facendo e'fuoi fianchi da'iati,c poi la fua fronte. Dopo a fianchi fi farà la piazza per 1' ■
artiglieria, e luogo per gli archibugieri commodamcntc.fi potrà ancora aiutarficon
"botti e gabbioni, per far più prefto;ma fi auuertifca di fare la prima cofa e'fiachi, e fi la
fcino l'entrate nel mezo,per poter sépre ritirare e'fuoi al ficuro.perchc l'errata uié dife-
fadafianchi,efi può con un punto fcauezzo fempre ntirarfi;c di quefti fi può tare un',
altra,e più . ma fbpra tutte le cofe (fia la ritirata con tempo, ò fenza tempo) non fi deue,
mai perder il murorotto,ò baftione,che fia, cioè dallarottiira infuori , ma cercar fem-
pre matenir dalle bande il refto delle mura al più che fi può.-perchc fé fi abbandonaffs
quefto, & il nemico fé ne prcualeffe,potria offender poi la ritirata facilmcte. per il che
fi faràjChele trauerfe della ritirata piglino fino almuro, equiui fi faccia forte, ne fila-
fci mai cacciare. E quella circolare ò ouata,farà meglio, che non può effcr fiancata da
nemici. Fanfiancora,douee'nemicihauefler da paffare,ò pur nel foffo proprio, altri
foffi piccoli,ne'quali fi metto fuochi artifitiati coperti, che no fi uegghino, come haue
nano fatto à Caftel nuouo gli Spagnuoli affediati da'Turchi(benche per cagione del- ,
la pioggia ciò à loro non gioua(rc)à'quali dadofi fuocho,quado e'nemici ui Ibn fopra ,r
iì offende grofTamcte, e moke uolte s'è fatto grande effetto, doue fi mette molta mate-,
ria da brulciar prefto,come poluerc,gomnia,olio,ftipa,& altra materie, che s'accende
prefio. e quando pure il nemico ueniffe gagliardo,e che fufte padron delle batterie, e ;
che uolefle alzai fi per nuocere alla ritirata, all'hora in quefto cafo, quelU di détto deb
bonoalzarfi anche loro, e cercar fempre di ftarcalpari del nemico, òfupcriori pof-,
fendo. Sopra tutte le cole giouerà hauer buona gente oftinata al uoler cóbatterc; e no
perdere il luogo delle ritirate, benché in cioè molto utile l'ordine, del fcompartirele,
genti,tanto gli archibugieri, e picchieri,quato l'artiglierie ancora. Potendofi uicino à
quefte ritirate hauer cale,ò chiefe da metterui détto un corpo d'archibugieri, ò terra-
picnare,c metterui artiglierie, quali offédeffero la batteria, farla bene ; e per quefto fi ,
auuertifca alle cafe,che"ibno apprefso, che molte uolte potriano feruire terrapienan-
<lok,òiacédoui tauolati, ò uero quado fufser danofe gittarlc à terra. Fin qui il S.Ma.
wHofa,; per compimento della mia intentione, mi parnecefsario di difcorrere al-
quanto, che modo fi hauerebbe à tenire , per dare ad ogni fortezza la fua ucra forma ,
epcc
Libro Terzo .
e per fuggire ogni impcrfcttione: perche haucndo io tanto perTltalia, e per La-^-
magna, quanto per il Regno di Francia, ritrouato in quante fortezze ui ho ueduto,
qualche.* impcrfcttione, ancora che elle paiono per la materia, e per le belle e ben tira
re fabriche, opere reali, non è fé non bene ricercare da cl":e cofa quefte imperfettioni
nafcono: acciò che conofciuta la loro origine, ci ne polTìanuo più facilmente guardare.
Et in quanto al mio giuditio, trouo che non nafcono da altro;, che dal cominciare utì
Balluardoà capriccio, fenzahauere prima riguardo dentro eiliori a tutto il giro del
luo^o,chcfi ha da fortificare: perche, ancora che un Balluardo, confideratolo folo^
iìa beninìmo fatto, non fi può molte uolte accompagnare con gli aJtri che fi conucn-^'
«ono far da poi, fcnza qualche impcrfcttione di tutta la fabrica. Perche efsendo già
il Balluardo fatto, & immobile,non può uoltare la fua punta à c]ucfta pa.rte ò à quella^
come ricercherebbe il fico.ondc l'Ingegniero e sforzato à fcguitare il re/lo, non come
fi conuerrcbbe, macomcfi può. Hora per trouare rimedio a quefto inconueniente,
prima che fi cominci à fortificare, fi deue cófiderarc molto bene il fito den'rro,e fuori,
e difegnare in carta tutto il cótorno,& eleggere i luoghi doue fi hano da fo.ndare i cor
pi di cfll Balluardi, e porli tutti in carta, fecondo la figura del giro , e fonda.r'J in luo -
go chrmoftrinola fronte più che fi può a'iuoghi delle offefc. Finito,cheè ii dcttodi
fogno, fi deue riuederc&efsaminarepiu uolte con perfone di guerra, e ridurlo alla
perfettione, prima chefi cominci l'opera: e doue fi hanno da fare fabriche d'impor-
tanza, e che non ui fiacareftia di tempo, fi harcbbono à fare modelli dilegnaiDC-,òd'
altra materia durabile,nc'quali modelli finiti fi uedrebbono, e confi-dererebbonotuc
te le imperfettioni ad una ad una, e fi potrcbbonocorregere,e moderare, e detti mo-
delli ridotti alla perfettione, fi harebbonoà porre dentro a detta fortificarione, ac-
cicche tutti quelli, che operano,gli potefsero continuamente uedere. Da quefto na-
fcerebbe,chc de gli euidenti errori, l'Ingegniero non potrebbe dare la colpa al fabrica
tore, neilfabricatore all'Ingegniero, anzi uerrebbono in ogni parte dette fortezze
pcrfettifTime : & oltre all'efser forti, farebbono bellifìfime à riguardarc,c darebbono ne
i tempi àueniregrandiflimohonoreà quei Prencipi,che le hauefsero fatte fabricare»
Ebenuerò, che tenuta lafopradetta regola nelle edificationi, enelle fortificationi ,
cheinunariparatione fubita, fi può fare fcnza modello, &accommodarfi allanecefTì
tà del tempo . ma doue il tempo concede,non fi hauerebbe a fare altramente, che co -
me di fopra fi è dctto,chi uolefie che le fue fabriche riufciiTcro in ogni parte perfette v
Et accioche niente manchi alla cognitione di queft'arte,in quato per me fia polTibilc,
hauendo parlato di quanto mi e occorfo nell'animo intorno alla forma,non uoglio re
ftarc di parlare della materia, della quale effe fortificationi fi fabricano,e con qual ma
gif}erio,c mifura fi debbono porre in opra.la qual cofa fé farà bé confiderata,oltra che
rifparmieràgran quantità di danari,renderàla fortezza in ogni parte più ficura. Dico
adunque che le mura groflc, che fi ucggono nelle fortezze fatte perà dietro nella Ló-
bardia,& in altri luoghi piani,rcdono eflfe fortezze più deboli,e dette mura s'harebbo
no à fare più fottili,chc foffc poffibile;e non dourebbono haucr le non tatagroflezza ,
quanto baftaffe à foftcnerc il pefo della loro altezza. La ragione è quefta,che la groffa
materia,cheèinfimiHluoghi,tà moltarefifventiaà'colpideir artigheria, e quanto la
refiftentia è maggiore, tanto più la palla introna,e fa rifentire, non lolamcnte la mura-
glia,ma il terrapieno infieme,et al fine il lugo battere sforza e rompe la cortina, e la f^
cadere nella foflfa con tutto il terrapieno,già per la fopradcrta forza . tu tto cómofTo , &
intronato; e cadendo detta groffa materia nella foffa, la riempie,& infieme con la ter-
ra fa al nemico commoda falita(come già altroue ho detto)e per quefto rephco, che le
mura fertili fatte con poca materia,ma bene armate dentro di contraforti fpeflì, e fotti
liflìmi,come fono quelle di Pefaro,eftendo battute, la palla trouando la paffata facile,
cpocarcfiftenza, le paftaageuolmcte, e non intronarne commouc ne la muraglia nel
terrapieno : ma la fottil materia battuta,dolcemente à poco à poco cade, & eflcndo la
materia poca,fà poco ricmpimento,e'l terrapieno rcfta femprc in mezo à'fuoi contra-
forti faldo e buono. E per quefto conchiudo,chc le mura d'ogni fortezza pofta in pia-
no, e maggiormente doue fi troua buona terra, fé fi potefTcro fare d'un fottìi uelo ^ fa/
rcbbonolodcuolilTime. IL FINE.
REGISTRO^
t ABCDEFGHIKLMNOP Q^R S T V X Y Z
Aa Bb Ce Dd Ec Ff Gg Hh li KkLl Mm Nn Oo.
Tutti fono duerni, eccetto Ce Dd Ff Gg, fogli fcmplicì,
& O o j quale è terno.
IN V E N E T I A,
ApprefTo Rutilio Borgominiero . M. D. LXllll.
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